Dooku: Jedi Lost (Del Rey)

Libri Nuovo Canone
9.3

Fantastico

Prima opera narrativa dell’Universo di Star Wars pubblicata esclusivamente in formato audiolibro, Dooku: Jedi Lost di Cavan Scott è una storia di ampio respiro che ci trasporta verso nuovi orizzonti e ci mostra un’epoca ancora inesplorata nel Nuovo Canone. Finalmente veniamo a conoscere abbastanza esaustivamente la vita di Dooku come Jedi, prima del suo abbandono dell’Ordine e prima che passasse al Lato Oscuro, diventando un Sith.

Già è stata annunciata la sua versione cartacea, in uscita all’inizio di ottobre in lingua originale. Sperabimente Oscar Mondadori la porterà da noi il prossimo anno. Farebbe davvero il paio con la traduzione di Master and Apprentice di Claudia Gray.

 

  • Titolo: Star Wars: Dooku: Jedi Lost
  • Data di uscita: 30 aprile 2019
  • Autore: Cavan Scott
  • Edito da: Del Rey
  • Edizione: audiolibro
  • Prezzo: 12.99€

Trama

La novella apprendista Sith Asajj Ventress viene incaricata dal Conte Dooku di ritrovare sua sorella Jenza, rapita presumibilmente dalla Repubblica per estorcerle i segreti del fratello, capo della neonata Confederazione dei Sistemi Indipendenti che si sta preparando alla guerra. Dooku fornisce a Ventress accesso alla corrispondenza olografica che lui e la sorella si sono scambiati per decenni, in modo che la sua adepta possa trovare indizi sull’ubicazione di Jenza. Ventress viene così a sapere che il suo Maestro è stato un Cavaliere Jedi, e che ha sempre mantenuto i contatti con la usa famiglia di origine. Da questo punto la storia continua con un’alternanza tra passato e presente, ma su più piani.

Dooku comincia a narrare il suo passato, poi la sua storia prosegue attraverso le registrazioni. Ad un certo punto Ventress scopre il diario personale del Maestro e lo consulta (non autorizzata), in una crescente fissazione verso il passato di Dooku. Dall’altra parte, anche Ventress ricorda il proprio passato, da quando venne rapita da Dathomir, al suo salvataggio da parte del Jedi Ky Narec, la morte di questi (che la accompagna ancora come spirito), la sua schiavitù e l’offerta di Dooku di insegnarle la via del Lato Oscuro. Grazie a queste tecniche narrative, le vicende sono raccontate in prima persona.

Riguardo a Dooku, tutto comincia con una visita dei Jedi a Serenno, suo pianeta natale. Attirato dal suo istinto, il giovane iniziato Jedi segue una bambina nella folla, che si rivela essere Jenza, figlia del Conte di Serenno. Fatta amicizia, Jenza racconta a Dooku la storia del pianeta e lo porta nell’edificio in cui i governanti locali si riuniscono. Dopo un incidente, l’edificio crolla e i giovani vengono salvati dal Maestro Jedi Yoda. In questo frangente, Dooku scopre di essere anch’egli figlio del Conte di Serenno, lì accorso, e pertanto fratello di Jenza. Il Conte intima a Yoda di portare via per sempre Dooku, ma lui e la sorella decidono di mantenere i contatti attraverso un trasmettitore segreto.

Buona parte del seguito consiste nell’esplorazione del rapporto tra Dooku e il suo amico Sifo-Dyas, entrambi studenti promettenti e allo stesso tempo riluttanti a seguire strettamente la rigida disciplina Jedi, il che li spinge ad atti di sfida, come infiltrarsi nella sezione degli Archivi che contiene testimonianze Sith e manufatti del Lato Oscuro. Su di loro aleggia il Consiglio dei Jedi (Yoda e la nuova Maestra Yula Braylon soprattutto), guide importanti ma anche controllori. Entrambi gli apprendisti si legano alla Maestra Lene Kostana, impegnata nella ricerca di segni del ritorno del Lato Oscuro nella galassia. Più tardi, questa diventa l’insegnante di Sifo-Dyas, mentre Dooku viene scelto, ovviamente, da Yoda. Completato l’addestramento, Dooku si rende conto piano piano dei problemi che affliggono la Repubblica, soprattutto nei suoi viaggi con Yoda, Sifo-Dyas e Kostana. Il suo amico comincia a soffrire di visioni del futuro, spesso tragiche.

Dooku nel ruolo di Mestro Jedi, dalla guida The Essential Guide to the Force

Una di queste prevede un disastro su un pianeta nel Nucleo. I Jedi accorrono appena in tempo per assistere ad una violenta tempesta solare che fa crollare le città flottanti del pianeta e cercano di aiutare la popolazione. per la prima volta Dooku si rende conto dell’incipiente decadenza della Repubblica, che trascura queste vittime innocenti, e più avanti dell’impotenza dell’Ordine dei Jedi, ormai troppo legato a questa Repubblica per intervenire dove necessario. Nel frattempo Kostana scopre le trasmissioni tra Dooku e Jenza, e il giovane Jedi deve interromperli, ostacolato anche dal padre e dal fratello Ramil, erede al titolo di Conte di Serenno.

Anni dopo, Dooku viene nominato Maestro Jedi e addestra a sua volta Rael Averross e poi Qui- Gon Jinn. Con quest’ultimo sgomina un’organizzazione criminale su Coruscant, e in questa occasione torna in contatto con Ramil, sempre più ostile verso di lui. Intanto la situazione della Repubblica peggiora sempre più e, quando si presenta l’ennesima crisi, Dooku si vede costretto a disobbedire a un Senato incompetente per mantenersi fedele ai principi dell’Ordine….

Spoiler importanti sul finale

La suddetta crisi riguarda l’invasione di Serenno da parte di un gruppo di mercenari Abyssin, contro cui il Senato non intende intervenire, avendo i Serenniani dichiarato di voler essere autonomi dalla Repubblica. Dooku, radunati Kostana e Sifo-Dyas, torna sul suo pianeta, dove si riunisce a Jenza e giuda la resistenza agli invasori. Questa battaglia viene narrata da Jenza, ormai anziana, che Ventress (nel presente) ha rintracciato allo spazioporto di Serenno mentre agenti repubblicani stavano arrivando a prelevarla. Dooku, su Serenno, risveglia una antica bestia da guerra Sith che vive sottoterra, il Tirataka (abbandonato dai suoi padoni migliaia di anni prima), e unisce la sua mente alla propria, spingendola ad attaccare gli Abyssin. Alla fine è costretto a uccidere la creatura, uscita di senno. A quel punto, sorprendentemente, arriva suo fratello Ramil, ora Conte, che lo fa arrestare dai suoi droidi da battaglia, e che gli rivela di aver permesso egli stesso l’invasione, dandosi una scusa per rafforzare la propria autorità. Con la Forza, Dooku disattiva i droidi che stanno per ucciderlo e falcia il fratello traditore con la spada laser. Prendendo una difficile decisione, Dooku rimane su Serenno per guidare la ricostruzione, reclamando il suo titolo di famiglia e abbandonando l’Ordine dei Jedi, deluso dalla deriva presa dalla Repubblica e intenzionato a fare il bene del suo popolo, che sotto il suo governo potrà prosperare. Diventa così il Conte Dooku che conosciamo dai film.

Concluso il racconto, l’anziana Jenza pronuncia parole di ammirazione per il fratello. Ha le lacrime agli occhi, sconvolta per essere stata rapita e per i cadaveri degli agenti della Repubblica ai suoi piedi, pensa Ventress. Ma giunge Dooku in persona, che la sorella implora perchè abbandoni la strada oscura che sta intraprendendo, perchè si lasci aiutare. Il Sith si dichiara deluso da sua sorella, che ha cercato di rivelare i suoi piani per la guerra galattica imminente alla Repubblica che intende distruggere. Scopriamo così che Jenza, intenzionata ad aiutare il suo amato fratello e a sottrarlo alla malvagia influenza dell'”uomo incappucciato” che lo sta corrompendo, si è messa in contatto con i Jedi e la Repubblica. Gli agenti dovevano prelevarla e portarla a Coruscant. Qui avrebbe rivelato le prossime mosse del fratello e avrebbe pregato i Jedi di farlo tornare al Lato Chiaro. Con volto impassibile, Dooku ordina a Ventress di eliminare sua sorella per averlo tradito. Dopo l’assassinio, Ventress si guarda attorno smarrita, finchè capisce di essersi legata a un uomo caduto che la guiderà su una strada oscura, di cui non condivide gli scopi, ma che, al di là del terrore e del disgusto che le suscita, si è guadagnato il suo rispetto e che le offre un potere immenso. Ancora più importante, Dooku è ormai l’unico che possa fornire un senso alla vita di Ventress, un’appartenenza in cui sentirsi al sicuro.

[riduci]

Busto di Dooku nella sala degli Archivi Jedi, parte della serie dei Perduti, Maestri che hanno spontaneamente abbandonato l’Ordine

Cosa mi è piaciuto

La personalità di Dooku

Certamente il protagonista ne esce come un personaggio estremamente stratificato e complesso. Il vecchio Universo Espanso ci forniva solo pochi cenni al percorso di Dooku come Jedi. Tranne che in libri di grande calibro quali Darth Plagueis e Yoda: Dark Rendesvouz, la sua vita precedente restava avvolta nel mistero. Certamente fa parte del fascino del personaggio, ma era una storia troppo interessante per non essere esplorata. E così, dopo molti anni in cui vedere il Cavaliere Jedi Dooku era più raro che vincere al lotto, d’un tratto ripercorriamo tutta la sua vita attraverso gli occhi di Ventress. Dooku trapassa dal giovane iniziato Jedi entusiasta e un pò ribelle all’apprendista fiero e orgoglioso di Yoda, e ancora al Cavaliere idealista e fedele agli ideali dell’Ordine e al proprio compito di proteggere i deboli, finché diventa il saggio Maestro Jedi disilluso dalla Repubblica in decadenza, rifiutando di servirla per perseguire un bene più grande. Il che implica lasciarsi alle spalle tutto ciò che ha conosciuto.

Studio preliminare di Dooku per la cover dell’audiolibro

Come ben si può capire, Dooku subisce un’evoluzione importante, e ne resta un’immagine positiva. Diventa un personaggio con il quale forse non siamo mai riusciti a empatizzare tanto. Questo fino al finale vero e proprio, ambientato nel “presente”. Insomma, il Jedi Dooku è reso benissimo. Ho apprezzato la sua devozione ai Jedi e ai loro principi, il suo profondo senso del giusto, i suoi discorsi, le sue provocazioni e strategie. Scott non si è soffermato molto, purtroppo, sulla sua relazione con il padawan Qui-Gon Jinn, ma l’essenziale c’è. Diverso è il discorso con Sifo-Dyas. L’amicizia tra i due è forse la sottotrama più rilevante e ricca di spunti. Inoltre, il fatto che abbiano trascorso insieme praticamente tutta la propria vita rende assai più tragici gli avvenimenti del futuro, quando Dooku si convertirà al Lato Oscuro e farà uccidere l’amico.

La caratterizzazione, poi, si è dimostrata superiore alle aspettative. L’autore infatti non ha fatto di tutto per suggerire il suo futuro come Sith, cosa che, secondo chi scrive, non era per nulla scontata. Fortunatamente non emerge alcuna malvagità o comportamenti eccessivamente crudeli. Dico fortunatamente perché volevo vedere un Dooku diverso, non essere sommerso di indizi (abbastanza artificiosi) della sua conversione (tranne la visione che ha ad un certo punto). Conversione che qui non viene narrata. Sappiamo che Dooku non è sempre stato come nei film: ebbene, finalmente sappiamo com’era. Comunque sia, non è affatto un Jedi convenzionale. Pur fondamentalmente “buono”, non possiamo dire che sia modesto. Già da quando è un bambino, prova un senso di superiorità strisciante e ha una volontà di eccellere alquanto forte (tranquilli, poi arriva Yoda a insegnargli l’umiltà). A tratti usa dei metodi aggressivi e compie azioni non esattamente tipiche di un Jedi. In qualche modo, dunque, il Lato Oscuro gioca sempre un ruolo, anche se non emerge esplosivamente.

Ventress

Certamente il titolo “Jedi Lost” non è riferito solo a Dooku. Uno spazio considerevole è riservato all’approfondimento di Ventress, che deve fare i conti con l’ennesimo brusco mutamento della propria esistenza. La cogliamo in un momento molto arduo: dopo tutte le perdite che ha subito, cerca di agganciarsi alla nuova opportunità di vita offertale da Dooku, nonostante non si senta molto coinvolta nei suoi scopi. Ora abbiamo un quadro completo della sua storia: vari punti già presenti in L’apprendista del Lato Oscuro di Christie Golden vengono sviluppati, soprattutto la sua vita su Rattatak, fino al momento in cui Dooku la salva dalla schiavitù in una fossa per combattimenti, ma solo per renderla sua serva.

Studio prreliminare di Ventress

Ventress qui è molto contraddittoria: da una parte vuole distaccarsi radicalmente dal suo passato, dall’altra vi resta attaccata disperatamente. Per la maggior parte della vicenda, infatti, ha un dialogo teso con lo spirito di Ky Narec, il Maestro Jedi che l’aveva salvata da bambina su Rattatak. Nei loro scambi, Narec le suscita dubbi sulla strada che sta intraprendendo, mentre Ventress cerca di zittirlo, ma poi ne cerca il consiglio. Lei lo amava profondamente per ciò che aveva fatto per lei, e per questo vuole restarvi attaccata, ma per vendicarlo ha rifiutato i suoi insegnamenti, e cerca di rifiutare ogni rimorso.

Ventress percepisce, forse non consapevolmente, la possibilità di un futuro diverso, spazzato via dall’assassinio di Narec e dalla propria successiva schiavitù. La fissazione che dimostra per il passato del suo nuovo Maestro può essere data dal fatto che intende scoprire come pure la sua stessa vita da Jedi avrebbe potuto essere. E’ dunque anche lei una “Jedi perduta” che alla fine soccombe alla parte peggiore di sè. Lo spirito di Narec la invita ad uccidere Dooku per fermarlo, ma poi a Ventress non rimarrebbe nulla per cui vivere. Dilaniata tra il vecchio Maetstro Jedi e il nuovo Maestro Sith, Ventress si fa piccola e vulnerabile, finché sceglie la via più semplice. Significativamente, il libro si conclude con Ventress che dichiara che  Dooku e il Lato Oscuro sono ormai il mondo a cui appartiene. Ricordiamo da The Clone Wars che il suo personaggio ha il suo minimo spessore proprio mentre è l’apprendista di Dooku, cioè mentre segue una via prestabilita davanti a lei, evitando ogni problematicità.

Gli altri Jedi comprimari

I  personaggi Jedi sono degni di nota. In primo luogo, Lene Kostana, Maestra di Sifo-Dyas, è la migliore. Si dimostra davvero accorta e lungimirante nella sua ricerca di tracce del Lato Oscuro e indizi del ritorno dei Sith, iniziativa non apprezzata entusiasticamente da Yoda, che però almeno la lascia fare (ma con riserva). Kostana è un punto di riferimento e un sostegno per il giovane Dooku e un’amica quando questi diventa un Maestro. Yula Braylon, invece, è una Maestra molto severa e rigida che tiene particolarmente all’ordine e alla disciplina, con la quale Dooku e Sifo-Dyas sembrano godere di mettersi in contrasto. Ella è particolarmente frustrata, per la limitazione della libertà di azione dei Jedi e per ragioni anche personali che emergono nella seconda metà della storia. Nel frattempo, Yoda si dimostra una figura abbastanza triste: condivide gli stessi sentimenti di Braylon, ma purtroppo sembra più rassegnato alla sottomissione dei Jedi alle sciocche leggi della Repubblica. Certi suoi silenzi di fronte alle proteste di Dooku in merito sembrano indizio di impotenza, ma anche taciti assensi alle iniziative del suo ex- padawan, con cui ha sempre intrattenuto un rapporto di rispetto reciproco e di fiducia. Dooku ne rispetta la saggezza e il potere, ma non la sua mancanza di decisione. Viene fatto riferimento alle imprese di Dooku e Yoda, tra cui il loro viaggio a Kashyyyk ricordato durante la visione di Yoda nella sesta stagione di The Clone Wars. Speravo che la vicenda venisse narrata per esteso, ma forse sarà per un’altra volta.

la visione di Yoda dove Dooku ricorda la loro avventura su Kashyyyk

Infine, molto interessanti sono stati i dettagli sulla vita quotidiana dei Jedi nel Tempio. Scott ci descrive le sessioni di addestramento con la spada laser (tenute da Tera Sinube e poi da Dooku stesso), la scelta dei padawan, Yoda che insegna a Dooku e poi quest’ultimo Dooku a Qui-Gon.

Il passato remoto

Anche se niente affatto importanti ai fini della trama, questa storia è probabilmente ciò che, nel Nuovo Canone, contiene maggiori riferimenti e cenni all’epoca precedente la trilogia prequel. Scopriamo molte cose sul passato di Jedi, Sith e della Galassia. Ad esempio, Jenza racconta che Serenno (pianeta ancora senza nome) faceva parte, migliaia di anni prima, dell’Impero Sith, fino a quando la dinastia dei Serenno, appunto, guidò la rivolta contro di loro, liberando il pianeta e assumendo il titolo di suoi Conti. Il pianeta prese quindi il nome da loro. Dell’antica dominazione Sith restano ancora tracce: alla fine della storia; Dooku scopre nel sottosuolo il Tirataka, antica bestia da guerra del Lato Oscuro. Guardando nella sua mente, può vedere un terribile esercito di guerrieri oscuri.

Durante le lezioni di addestramento degli iniziati Jedi, scopriamo qualcosa di più sui Perduti, i Maestri che abbandonarono spontaneamente l’Ordine. Uno di loro, Raddaki, divenne il Signore dei Sith Darth Crawl, altri scomparvero o divennero figure importanti (non viene detto molto). Più avanti sono menzionate epiche battaglie tra Jedi e Sith, diverse da quelle che conosciamo dal Legends. La storia si presta anche a reintroduzioni nel Canone di elementi del vecchio Universo Espanso: oltre ad artefatti Sith, nella sezione segreta degli Archivi (la “collezione Bogan”, nome familiare agli appassionati più accaniti) Dooku e Sifo-Dyas trovano testimonianze degli Stregoni di Tund, organizzazione del Lato Oscuro risalente al Legends. Anche nel Canone è confermata l’abilità alchemica dei Sith, atta a creare bestie da guerra descritte nel Bestiario di Darth Coldoth che Dooku scopre (nel Legends i Leviatani e il Tarentatek, qui Il Tirataka, il Gundark, e forse lo stesso Tarentatek).

Fanart di una battaglia ttra Jedi e Sith

Il formato

Nonostante un iniziale scetticismo verso l’idea del solo audiolibro, bisogna ammettere che questa scelta di Del Rey ha reso la storia perfettamente godibile. Di più, dopo i primi minuti di ascolto, qualsiasi dubbio possiate avere viene fugato dal grande realismo delle voci dei degli interpreti, che, sia nelle scene di dialogo che nella narrazione vera e propria, parlano in modo chiaro e scandito (sorprendentemente, devo aggiungere). Dunque non serve affatto essere un madrelingua inglese per apprezzare un racconto come questo. Una nota di merito va alle musiche originali dei film, inserite nei momenti appropriati, ricordandoci così di momenti che nella saga sono simili a ciò che i personaggi dell’audiolibro stanno vivendo (un esempio per tutti, la musica che accompagna l’inizio della corsa degli sgusci in episodio I al momento della gara di speeder su Coruscant).

Cosa non mi è piaciuto

Uno dei presupposti della storia

Semplicemente, perchè mai un tipo come Dooku dovrebbe permettere ad un’apprendista che conosce da pochi giorni di sapere tutto sulla sua vita passata dandole accesso a tutte le sue registrazioni personali? So che senza questa scelta narrativa la storia non si sarebbe mai avviata, e non avremmo avuto la bellissima introspezione di Ventress accanto a quella di Dooku, ma non sembra affatto una scelta fedele al personaggio, che (anche in-universe), fa della sua misteriosità uno dei suoi maggiori punti forti. Quindi, nonostante sia ottimo, l’audiolibro si regge su fondamenta leggermente traballanti, ma niente di compromettente.

Commento finale

Dooku: Jedi Lost è un racconto davvero importante, quasi epocale all’interno della letteratura Star Wars, per tutto ciò che rivela. Per la prima volta viene esplorato in modo soddisfacente e completo il passato del Conte Dooku come Cavaliere Jedi. L’autore mette moltissima carne al fuoco, approfondendo il protagonista e il suo ambiente, i Jedi e la Repubblica e il passato della Galassia. Ancora, la presenza di Jenza e dell’intera famiglia di Dooku cambia la nostra prospettiva su di lui. Ci appare ora come qualcuno con delle radici e dei legami con i suoi compagni, non più così irrimediabilmente isolato da ogni legame, altero e distaccato come nei film o in The Clone Wars. Lo stesso discorso vale per Ventress, che con questa storia comincia a svuotarsi per diventare una spietata assassina. Il ritmo è sempre sostenuto, grazie anche all’alternanza tra i piani del passato e del presente. Nel finale la tensione cresce con splendide sequenze di azione. L’audiolibro vi darà un’esperienza del tutto particolare, accompagnando le vicende con rumori e musiche familiari, voci espressive e brusii di sottofondo molto realistici. L’ascolto, o più tardi nel corso dell’anno, la lettura di Dooku: Jedi Lost sono consigliatissime: andrete a colpo sicuro.

Cosa ne pensate di questa storia? Fatecelo sapere e non dimenticate di condividere, commentare la recensione e, soprattutto, di lasciare anche voi il vostro voto al romanzo nel box! Vi ricordiamo che potete trovarci anche su Telegram con il nostro canale ufficiale: https://t.me/swlibricomics

Good

  • L'approfondimento di Dooku
  • La complessità di Ventress
  • L'Ordine dei Jedi
  • I cenni al passato

Bad

  • Dooku che spiattella il proprio passato

Summary

Dooku: Jedi Lost è un racconto quasi epocale. Per la prima volta viene esplorato in modo soddisfacente il passato del Conte Dooku come Cavaliere Jedi. Lo stesso discorso vale per Ventress, che con questa storia comincia a svuotarsi per diventare una spietata assassina. Il ritmo è sempre sostenuto, grazie anche all'alternanza tra i piani del passato e del presente. Nel finale la tensione cresce con splendide sequenze di azione. L'audiolibro vi darà un'esperienza del tutto particolare, accompagnando le vicende con rumori e musiche familiari, voci espressive e brusii di sottofondo molto realistici. L'ascolto, o più tardi nel corso dell'anno, la lettura di Dooku: Jedi Lost sono consigliatissime.
9.3

Fantastico

Storia - 9
Scrittura - 8.5
Edizione - 9.5
Sensazioni - 10
Nato nel 1999, studio storia e filosofia all'università di Trieste. Sono un attore amatoriale e un lettore vorace, che spazia dai classici al romanzo storico, alla sociologia. Divenni un fervente appassionato di Star Wars all'età di quattro anni, quando vidi per la prima volta "La minaccia fantasma". Ho iniziato ad addentrarmi nei libri e fumetti dell'Universo Espanso nel 2012. Adesso collaboro con Star Wars Libri & Comics per poter condividere il mio amore per la saga e aiutare altri fan ad apprezzare appieno il fascino di questa galassia

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