Star Wars: Cavaliere Errante I e II (Panini Comics)

Comics Legends
7.5

Discreto

6.5

User Avg

  • Titolo: Star Wars: Cavaliere Errante volume I – In fiamme
  • Data di uscita: 03/07/2014
  • Autori: scritto da John Jackson Miller (già autore di Knights of the Old Republic), disegnato da Federico Dallocchio e Ivan Rodriguez
  • Edito da: Panini Comics collezione 100%
  • Edizione: 17×26, brossura, 120 pp., a colori
  • Prezzo: 13€
  • Star Wars Il Cavaliere Errante 1 In Fiamme

  • Titolo: Star Wars: Cavaliere Errante volume II – Diluvio
  • Data di uscita: 19/02/2015
  • Autori: scritto da John Jackson Miller (già autore di Knights of the Old Republic), disegnato da Federico Dallocchio e Ivan Rodriguez
  • Edito da: Panini Comics collezione 100%
  • Edizione: 17×26, brossura, 120 pp., a colori
  • Prezzo: 13€
  • STAR WARS IL CAVALIERE ERRANTE 2 IL DILUVIO

Con la recente uscita del secondo volume (di tre) della serie Cavaliere ErranteDiluvio, mi appresto a scriverne una recensione (l’ho comprato sabato) e colgo l’occasione anche per parlare del volume precedente – In fiamme, per evitare di spiazzare voi lettori e dare una migliore panoramica della serie.

Prima di recensire i due volumi, partiamo dal setting:

Più di mille anni prima di Luke Skywalker la galassia vive l’oscurantismo e la Repubblica ha abbandonato interi sistemi al controllo dei Sith. Un Cavaliere Jedi alla sua prima missione, Kerra Holt, si è unita a un gruppo di Jedi in un’incursione oltre le linee nemiche. Kerra crede di essere pronta a tutto, ma quando rimane sola, coinvolta nella battaglia fra due fratelli Sith, non potrà abbandonare la missione o lasciare la colonia che gli Jedi sono venuti a salvare.

La serie è ambientata nel 1032 BBY in una zona dell’Orlo Esterno, il settore di Grumani, mentre la Repubblica praticamente ha cessato di esistere e i suoi vecchi territori sono in mano a Signori della Guerra Sith che si fanno la guerra tra di loro per arrogarsi il diritto di sferrare il colpo di grazia alla Repubblica.

Il settore di Grumani, dove sono ambientati entrambi i volumi, il primo a Chelloa e il secondo ad Aquilaris

Nel primo volume, In fiamme, seguiamo le vicende della Jedi Kerra Holt sul pianeta Chelloa, ricco di materie prime per la costruzioni di esplosivi come i detonatori termici. L’eroina, perso il suo maestro in battaglia, deve perciò decidere se agire di impulso e combattere i due fratelli Sith, in guerra tra di loro nel settore, Daiman e Odion, o seguire le ultime indicazioni del suo maestro e dedicarsi al salvataggio dei civili. Dopo aver affrontato i due Sith ed essersi messa in mezzo alla loro personale guerra, Kerra troverà la sua strada, forte della spinta di un nuovo mentore che si sacrificherà per lei:

Tu sei come me, Kerra… un cavaliere errante. Possiamo anche vagabondare, ma alla fine troviamo il cammino giusto.

Cosa mi è piaciuto?

La caratterizzazione degli antagonisti e dei comprimari: il difficile lavoro di creazione di un nuovo setting passa attraverso la creazione di personaggi che possano reggere la vicenda sulle loro spalle. Questo lavoro viene compiuto splendidamente da Miller (non ne avevamo dubbi visto il successo di Knights of the Old Republic), soprattutto per quanto riguarda gli antagonisti: Daiman e Odion. I due fratelli sono personaggi profondi, non semplici malvagi, dotati di un forte background (che verrà esplorato nel volume III), di convinzioni personali e di vere e proprie filosofie di vita che ognuno espone alla protagonista Kerra, in momenti carichi di pathos, in monologhi dal respiro shakespeariano.

Da un lato abbiamo Daiman, narcisista che porta l’autocelebrazione sith al livello di solipsismo sith: ritiene infatti che la realtà possa essere una visione che la Forza gli manda per metterlo alla prova. Altra sua determinata convinzione, che lo eleva al rango di divinità, è quella di aver creato l’Universo in un momento di noia, dotandolo di leggi fisiche che limitassero il suo intelletto e le sue opzioni (ma creando anche la Forza per poterle trascendere) a causa della sua bontà.

Dall’altro invece c’è suo fratello maggiore Odion, poco amato dalla madre, che gli preferiva il fratello Daiman, che sfocia in convizioni fortemente nichilistiche, sostenendo che tutti gli esseri viventi siano stati creati per essere uccisi da lui stesso, che deve assaporare le loro morti per dare senso alla propria vita. Indicativa è la sua citazione più frequente: “Abbraccia il niente.”


Le loro convinzioni sono anche ben indicate dalla loro realizzazione grafica: Daiman è biondo, curato, bello ed austero ma malvagio, indossa una splendente armatura bianca e oro; Odion ha la faccia corrugata, grigia, il capo pelato, indossa un’armatura rossa e nera molto pesante, un jetpack e un visore oculare alla Sayan di Dragon Ball (trovo che Odion abbia un po’ del Darth Malak di KotOR).

Ho però anche citato i comprimari: Gorlan Palladane, rappresentante dei lavoratori delle miniere di Chelloa, ex maestro jedi e molto altro, è probabilmente il personaggio meglio scritto del volume, è il personaggio più reale e a tutto tondo, più umano e meno stereotipato che sorge al rango di copratgonista nel drammatico finale.

Il setting: mi è molto piaciuta questa galassia divisa tra signori della guerra, nel vero declino delle istituzioni repubblicane. Approvata alla grande anche se non si riresce bene a cogliere la vastità di questa situazione e la sua importanza relativa all’interno delle vicende galattiche.

Le inquadrature: la maggior parte delle quali sono vignette orizzontali larghe quante l’intera pagina o verticali alte metà pagina e che si soffermano soprattutto su zoom in e out sui volti dei personaggi e, nelle scene più d’azione, bene colgono la complessità dei movimenti e delle reazioni.

Cosa non mi è piaciuto?

La protagonista: l’ho trovata un po’ insipida, poco calata nelle sue vesti Jedi, troppo testarda e circondata da personaggi che reggono la vicenda meglio di lei. Solo verso il termine de volume, finalmente, sembra riscattarsi ed acquisire un nuovo vigore, una posizione ed uno scopo ben definiti. Credo che poi questa piattezza abbia influito sulla lentezza della vicenda.

La quasi totale mancanza di zigomi: ora, non voglio fare il puntiglioso per carità, i disegni mi sono molto piaciuti, ma i volti, soprattutto nei frequenti primi piani, sembrano volti di bambolotti. Non chiedo che tutti abbiano gli zigomi di Benedict Cumberbatch, ma almeno per dare una maggiore epressività a questi personaggi!

VOTO: 7


Veniamo ora all’ultima uscita, Diluvio, in cui Kerra Holt, che ha ormai lanciato una campagna in solitaria per soccorrere quanti più rifugiati possibile, torna sul suo pianeta natale, Aquilaris, rispondendo ad un alto grido d’aiuto. Il pianeta è controllato da lord Daiman che però non è l’unico interessato alle sue risorse ittiche e alla sua posizione commerciale strategica. C’è infatti anche Zodoh the Hutt, che si rivela essere l’hutt più cazzuto di tutti i tempi e vuole mettere i bastoni tra le ruote ai due sith Daiman e Odion per il suo interesse personale. Kerra viene aiutata, nella sua missione di salvare la popolazione di Aquilaris ormai in stato catatonico a causa di una droga distribuita dai capi squadra Sith, da quella che pare essere una missione umanitaria, il Commando Grazia, e dal suo leader, la pilota Jenn Devaad ma la realtà della situazione è molto più complessa. Al termine della vicenda ognuno riuscirà a riscattarsi e insieme la polazione di Aquilaris verrà salvata.

Cosa mi è piaciuto?

Tutti i personaggi: partiamo dalla protagonista che tanto non mi era piaciuta nel primo volume, tanto mi piace in questo. Kerra finalmente traspare come un personaggio forte, in grado di prendere decisioni per il bene di tutti ma comunque coraggiosa ed attiva che finalmente ha trovato il suo ruolo nella Galassia. I comprimari e gli antagonisti non sono da meno. Jenn è la controparte di Kerra più complessa, con un grande trauma alle spalle ma non per questo meno dotata di forza di volontà: e lei che dopo lo spannung a metà opera riuscirà a redimersi completamente alla fine. Anche l’amico d’infanzia di Kerra, Joad, ha una storia tristissima alle spalle e una ancora più triste, la dipendenza dalla droga, davanti a sé. Tuttavia, è il personaggio che più si riscatta nel volume, divenendo fondamentale nel salvataggio di Aquilaris e superando la sua apatia provocata dalla droga “diluvio”. Menzione speciale per l’antagonista, Zodoh the Hutt, forse il mafioso più zarro, macchinoso e malvagio della storia di Star Wars, che indossa, fate attenzione, un’armatura e un jetpack mandaloriano! Si allega foto del vermone volante mentre affronta Kerra. Voglio più storie con Zodoh, un hutt non codardo che combatte è magnifico:

IMG_3857

I disegni: tratti più decisi e pop rispetto al primo volume e ai suoi zigomi assenti. Kerra ha un volto più giovane, fresco e alllo stesso tempo più dolce. Forse troppo simile a lei la pilota Jenn, ma credo che la somiglianza sia voluta per accentuare l’identificazione di un personaggio con l’altro.

La velocità della vicenda: il fumetto scorre molto più velocemente del primo, è molto più dinamico.

Cosa non mi è piaciuto?

Niente in particolare devo ammettere. Certo non riesco a vederla come una serie di grande respiro come KotOR o appassionarmi molto ai personaggi, però è una miniserie che intrattiene bene. Se proprio dovessi trovare qualcosa che non ho molto apprezzato direi la minima comparsa dei Sith Daiman e Odion, che non fa ben caapire come si evolva la vicenda della guerra intestina. La loro mancanza è completamente compensata dalla presenza dell’Hutt badass.

VOTO: 8

Sicuramente con questo secondo volume la serie è molto migliorata. Cercatela e acquistatela solo se volete avere tutto tutto, altrimenti se non siete grandi fanatici della saga forse è meglio lasciarla stare.

Good

  • Caratterizzazione dei personaggi
  • Setting
  • Inquadrature
  • Velocità della vicenda

Bad

  • La protagonista
  • Fisionomie
  • Serie di troppo poco respiro

Summary

La serie parte un po' lenta col primo volume ma assume toni più decisi e interessanti con il secondo, in cui anche la caratterizzazione della protagonista assume una maggiore dimensione all'interno della vicenda. Il setting è qualcosa di veramente curato e insolito per la Galassia di Star Wars. Considerando che la serie si concluderà a dicembre con il terzo e ultimo volume mi sento di consigliarla a fan molto accaniti o magari a fan curiosi del mondo dell'Universo Espanso che però non vogliono imbarcarsi in serie più corpose.
7.5

Discreto

Storia - 7
Disegni - 8
Edizione - 8
Sensazioni - 7
Dopo una laurea al Politecnico di Milano, adesso studio Bionics Engineering presso la Scuola Sant'Anna di Pisa. Sono un grandissimo fan di Star Wars sin da quando ero piccolo. Dal febbraio 2015 ho lanciato Star Wars Libri & Comics, un progetto nato per condividere la mia passione per l'universo cartaceo della Galassia lontana lontana che tanto amiamo: voglio diventare una parte attiva del fandom italiano e un punto di riferimento per quanto riguarda i libri e i fumetti.

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