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The New Jedi Order – Dark Journey (Del Rey)

Legends Libri New Jedi Order
6.6

Sufficiente

The New Jedi Order 10 di 19

In seguito ai terremotanti eventi narrati nel fondamentale Star by Star, la Nuova Repubblica non esiste più e le sue forze cercano di radunarsi e trovare un approdo sicuro lontano da Coruscant, ormai completamente in mano nemica.
In questa fuga, i più tormentati sono Jaina e i sopravvissuti della squadra d’attacco che ha colpito la nave-mondo vicino Myrkr: non solo hanno visto cadere il proprio leader Anakin, ma hanno permesso che Jacen venisse catturato da Vergere, fattori che hanno reso la missione tutt’altro che un successo per i nuovi Jedi.
Dopo Kathy Tyers (già autrice di Balance Point e La Tregua di Bakura) il The New Jedi Order vede nuovamente una donna come autrice, in questo caso Elaine Cunningham; lo stile adottato risulta non dei più semplici, elemento che potrebbe inficiare la scorrevolezza nella lettura.

NJO Dark Journey cover

  • Titolo: Star Wars: The New Jedi Order – Dark Journey
  • Data di uscita: 29 gennaio 2002
  • Autore: Elaine Cunningham
  • Edito da: Del Rey
  • Edizione: Copertina flessibile, 301 pagine
  • Prezzo: EUR 5,98

He made the hard decision at Sernpidal, the right decision. I hope he knows that.
– Han Solo, funerale del figlio Anakin

Sinossi

Jaina Solo e gli altri sopravvissuti del team d’assalto guidato dall’ormai defunto Anakin fuggono dalla nave-mondo sopra Myrkr a bordo di una fregata Yuuzhan Vong rubata nel corso della rocambolesca fuga.
La giovane Jedi, dopo essersi pericolosamente avvicinata al lato oscuro a causa della propria rabbia, è in pezzi per la morte del fratello minore e la cattura del gemello Jacen; ella -incredibilmente- non riesce più a percepirlo attraverso la Forza, ma non intende arrendersi e pensa già a organizzare una spedizione di salvataggio.
Jaina non è l’unica a piangere i due figli di Han e Leia: anche Tahiri e l’implacabile Tenel Ka (figlia dei sovrani di Hapes) risultano devastate dalla duplice perdita.
Consapevole del fatto che la missione non è ancora giunta al termine, la Solo raccoglie il proprio coraggio e pilota la fregata Ksstarr sino a Coruscant, ignara di ciò che la attenderà.
Prima che la Ksstarr compia il salto nell’iperspazio (o darkspace, data la natura Vong della nave), ai coralskipper degli invasori viene vietato l’ingaggio  aggressivo con la fregata rubata. Il motivo di tutto ciò, secondo i dettami forniti dal sacerdote Harrar, è la volontà di non ferire in alcun modo la ragazza e catturarla mediante la gravità dei dovin basali, onde avere entrambi i gemelli sotto il proprio controllo.
Constatata la fuga dei sopravvissuti, Harrar inizia a covare un dubbio: che Yun-Harla, la divinità ingannatrice, possa essere effettivamente dalla parte degli odiati Jedi.

Spoiler sulla vicenda

Giungendo in prossimità di Coruscant, la Ksstarr viene identificata come una nave nemica dalle forze dell’ormai defunta Nuova Repubblica, in ritirata dall’ormai ex capitale galattica.
La giovane Solo, grazie alle proprie eccezionali abilità di pilota, compie delle manovre caratteristiche che vengono immediatamente riconosciute dal padre a bordo del Millennium Falcon, convinzione che viene confermata anche Leia. Quest’ultima riconosce la figlia attraverso la Forza, ma rimane turbata dall’oscurità e dalla sete di vendetta percepita dai suoi sensi.
Non ancora fuori pericolo, e senza più il possesso di Coruscant da parte degli alleati, Jaina cerca un porto sicuro e lo trova nell’Ammasso di Hapes.
In sistema però risulta attualmente instabile a causa dei tumulti politici interni e per l’elevato numero di rifugiati di Coruscant in cerca di un luogo dove trovare riparo dal nemico.
Il pianeta diventa di conseguenza in breve tempo un luogo di raccolta, sviluppo che rende Hapes il prossimo logico obiettivo di un attacco da parte degli Yuuzhan Vong. Il settore risulta anche infestato dai pirati che (come la Peace Brigade) scelgono di aiutare gli invasori, piuttosto che vedere messa a repentaglio la propria vita.

Oltre alla Ksstarr pilotata dalla figlia di Han e Leia, anche Kyp Durron e il Millennium Falcon fanno il loro ingresso nell’Ammasso.
Essendo testimone in prima persona delle sofferenze dei rifugiati, Kyp riesce in un primo momento a mitigare la propria natura aggressiva e interventista nei confronti dei nemico, comprendendo meglio quelle che sono le conseguenze della guerra che si sta ormai protraendo da oltre due anni. Jagged Fel e due squadroni di clawcraft Chiss si aggiungono anch’essi alle forze che si stanno radunando presso Hapes.
Il figlio del leggendario Barone Soontir Fel risulta fortemente determinato a combattere in prima linea nel conflitto contro gli Yuuzhan Vong, nonostante le titubanze riguardo al farsi coinvolgere provenienti dai suoi superiori Imperiali e Chiss.
In seguito alla richiesta di assistenza da parte degli Hapani, Kyp accompagna il giovane asso per scortare l’atterraggio del team di Jedi sopravvissuti sulla superficie del pianeta; grazie alle sue abilità come pilota Jaina riesce a evitare che la nave si schianti.

La ragazza riporta il corpo del fratello defunto ai propri genitori, onde realizzare le dovute esequie Jedi.
Leia, ancora turbata per quanto avvertito sopra Coruscant, teme per la condizione mentale della figlia ed è al contempo convinta che Jacen sia ancora in vita, nonostante Jaina sostenga il contrario.
Quest’ultima crede che la madre sia talmente scossa dalla dipartita di Anakin al punto di essere prigioniera del disperato bisogno di credere che almeno il figlio maggiore sia riuscito a sopravvivere.

Le relazioni dei regali col popolo di Hapes sono da tempo ai minimi storici, memori delle tremende perdite subite a causa dell’errata attivazione della Stazione Centerpoint nel corso della battaglia di Fondor.
Il malcontento degli Hapani nei confronti della Regina Madre Teneniel Djo e del Principe Isolder risulta sempre più acceso, che portano sulle loro spalle il peso della decisione di aver inviato la propria flotta verso il disastro.
Essendo particolarmente sensibile alla Forza, Teneniel è stata devastata dalla perdita della flotta nei pressi di Fondor, elemento che le impedisce di dare alla luce vivo un secondo possibile erede al trono, oltre a Tenel Ka.
Ta’a Chume, la manipolatrice ex Regina e madre di Isolder, giudica il dolore di Teneniel come simbolo di debolezza e autoindulgenza; decisa a spodestarla, la subdola donna pensa a come utilizzare Leia o Jaina al fine soppiantare la propria nuora.

Jagged Fel si sente attratto da Jaina, ma le loro origini e storie sono troppo incompatibili e l’estremamente riservato imperiale non è solito anteporre le proprie questioni personali, soprattutto in periodo di crisi.
Kyp e la Jedi intanto appianano alcune delle differenze che hanno causato diversi attriti in passato, mentre entrambi compiono azioni e ponderano piani che sfiorano il lato oscuro. Jaina giunge persino a riconsiderare l’offerta di Kyp di diventare sua allieva, fattore che la isola temporaneamente da alcuni degli amici più stretti, come Tenel Ka.
Coloro che la circondano, nel frattempo, sono sempre più preoccupati per lei, notando il suo bruciante desiderio di ritorsione nei confronti degli Yuuzhan Vong. Jaina pare infatti più determinata che mai a ad agire in maniera risoluta, convinta che i tentennamenti dei Jedi su come operare siano la causa delle perdite sinora sostenute.
Mentre la ragazza si isola sempre più, viene avvicinata da Ta’a Chume. L’ex reggente di Hapes informa privatamente Jaina del fatto che Isolder dovrà divorziare da Teneniel e successivamente trovare una nuova sovrana per Hapes, una figura femminile adatta a governare in tempi di guerra.
La Jedi è convinta che l’anziana donna voglia manovrarla per condurre Leia sul trono, facendo leva sulle voci riguardanti le tensioni interne al matrimonio tra i suoi genitori.
Con l’aiuto di Lowbacca, Jaina esamina approfonditamente la nave rubata Ksstarr, allo scopo di comprendere il più possibile la tecnologia organica del nemico. I due individuano un modo per confondere l’identificativo del velivolo, affinché gli yammosk non possano identificarla e tracciarla in maniera corretta.
Ta’a Chume sostiene attivamente questa ricerca, fornendo alla sua nuova protetta un contatto diretto con gli scienziati più talentuosi (e privi di scrupoli) sotto il suo diretto comando.

L’alto sacerdote Harrar teme che la fuga della Ksstarr possa rafforzare le eretiche credenze che vedono in qualche modo Jaina favorita dalla divinità ingannatrice, Yun-Harla.
Il guerriero Khalee Lah, figlio del Warmaster e al diretto servizio di Harrar, trova che l’idea di un’infedele al comando di una nave Vong sia assolutamente ripugnante.
Continuando i suoi studi, la Jedi scopre che la Ksstarr appartiene a Nom Anor ed è dedicata a Yun-Harla stessa. In aggiunta, il villip -organismo finalizzato alle comunicazioni- risulta connesso direttamente con Tsavong Lah. Contattato direttamente il leader nemico, Jaina si prende gioco di lui, affermando di rinominare il velivolo in Trickster (“ingannatrice”) e dicendo di essere l’incarnazione della divinità.
Terminato lo scherno, viene finalmente completata grazie a Lowbacca la procedura per inviare segnali gravitazionali alterati tra le navi nemiche, onde confonderle.
Harrar e Khalee Lah scoprono infine dove si trova l’infedele e lanciano l’attacco al sistema di Hapes. Tuttavia la flotta extragalattica cade nella trappola da poco allestita e caratterizzata da dei dovin basali modificati, affinché le navi si colpiscano vicendevolmente.

In seguito alla vittoria contro gli invasori, Jaina viene convocata da Ta’a Chume. Quest’ultima svela le sue macchinazioni: ella desidera che la ragazza diventi la nuova moglie di Isolder, assumendo il titolo di Regina Madre.
La Solo rifiuta l’offerta e scopre la vera estensione del piano dell’ex sovrana, ovvero che (per fare spazio a una nuova leader per Hapes) ha avvelenato e ucciso Teneniel Djo.
Tenel Ka, che aveva inizialmente votato la propria vita all’Ordine Jedi, reclama infine il proprio posto sul trono di Hapes.

[collapse]

Ta’a Chume e il suo figlio, il Principe Isolder. Disegno proveniente dal volume The Essential Guide to Planets and Moons.

Cosa mi è piaciuto

L’ambiguità di Kyp Durron
Sicuramente uno dei personaggi meglio riusciti di tutto il The New Jedi Order, quello dell’ex Jedi oscuro influenzato da Exar Kun è centrale ai fini degli eventi narrari in Dark Journey, soprattutto per quanto concerne l’evoluzione di Jaina.
Sebbene la sua presenza non sia sempre stata di primo piano all’interno della serie, egli si caratterizza essenzialmente per essere il rappresentante della frangia Jedi in disaccordo con il modo di porsi di Luke nei confronti di un invasore che è oramai arrivato nel Nucleo della galassia.
Caratterizzato sin dai tempi della Trilogia dell’Accademia Jedi da una testardaggine ineguagliata e da un’ambizione sfrenata, il maestro riesce finalmente nel suo intento da lungo tempo: accogliere Jaina come la sua apprendista, indebolendo così ancor più la figura di Luke agli occhi degli altri Jedi.
Bisogna sottolineare come il personaggio non funga da villain in quanto non ostacola in alcun modo i protagonisti, semplicemente la sua visione lo spinge a operare in una maniera differente, più determinata e risoluta.

Focus su Jaina
Finalmente, dopo nove libri nel quale si è trovata in secondo piano salvo brevi eccezioni, la figlia maggiore dei Solo ottiene la centralità che merita.
Dark Journey si focalizza praticamente quasi interamente su di lei, narrandone il progressivo scivolamento nel lato oscuro, dovuto alla perdita di Jacen e Anakin.
Grazie anche al suo nuovo maestro, le azioni di lei assumono una connotazione sinistra (e non sempre vengono esplicitate, ma solo suggerite o fatte intendere al lettore, un espediente narativo promosso pienamente), rinnegando praticamente quello che è il modo di operare dei Jedi.
Viene più volte percepito da Leia il possibile cambiamento nella figlia, ma, nonostante ciò, nessuno sembra in grado di arginare la deriva di Jaina.
Giunge perfino a cancellare dalla memoria di Lowbacca le azioni oscure compiute nei confronti di un prigioniero, al fine di apprendere il funzionamento della tecnologia Vong (momento approfondito nella storia breve The Apprentice, non contenuta nell’edizione). Quanto compiuto nei confronti del Wookiee ricorda in estremamente marcata quanto fatto da Kyp nei confronti della scienziata imperiale Qwi Xux ne Il Discepolo Oscuro di Kevin J. Anderson.

Il funerale Jedi
Dedicato ovviamente ad Anakin, si svolge quasi in segreto su Hapes secondo la tipica cerimonia Jedi, ovvero la cremazione. Diverse persone prendono la parola per ricordare il giovane sacrificatosi per la riuscita della missione a bordo nella nave-mondo, tra cui Luke, Kyp e Han.
Proprio al padre appartiene una delle frasi più belle (citata sopra prima della sinossi), nella quale viene confermato il definitivo “perdono” nei confronti di Anakin per avere, due anni prima, abbandonato il copilota Wookiee amico di una vita sulla superficie dell’ormai condannato Sernpidal.
Nonostante il funerale sia una delle scene meglio ritratte dell’intera serie, confonde leggermente l’apparente assenza di dolore in Han dopo aver perso il figlio.
La canaglia più famosa della galassia più volte nel corso dell’intera vicenda sfoggia infatti in più occasioni la sua leggendaria ironia e sbruffoneria, nonostante sia passato pochissimo tempo dalla missione sopra Myrkr. Comportamento che risulta ancora più strano se si considera che il dolore per la dipartita di Chewie in Vector Prime è durato ben cinque romanzi.

The Apprentice Jaina

Illustrazione per la storia breve The Apprentice, ambientata nel corso del romanzo. Illustrazione proveniente dallo Star Wars Gamer 8, nel quale è stato pubblicato il racconto.

Cosa non mi è piaciuto

Un netto rallentamento rispetto al predecessore
Il fatto che Star by Star si sia rivelato ricolmo di azione ed eventi cruciali indubbiamente evidenzia il cambio di passo riscontrabile in Dark Journey, decisamente meno adrenalinico.
La maggioranza delle pagine ruotano, come già detto precedentemente, attorno alla figlia di Han e Leia, immersa nel contesto di Hapes e nelle sue meccaniche di inganni e tradimenti a corte. Un elevato numero di capitoli vengono dunque dedicati al viaggio interiore della ragazza, mentre si immerge nella dolore dovuto alla perdita dei fratelli, ponderando incessantemente delle possibili ritorsioni contro gli alieni extragalattici.
Lo spazio dedicato agli Yuuzhan Vong è minimo, funzionale solamente a far comprendere al lettore come Jaina stia iniziando a essere vista dal loro punto di vista, ovvero la possibile incarnazione della divinità dell’inganno.
Curiosamente la battaglia spaziale finale non viene narrata, ma se ne parla a posteriori, una scelta sicuramente inusuale e con i suoi pro e contro. Dal punto di vista degli elementi a favore troviamo come comunque le schermaglie che vedono coinvolti caccia e coralskipper non sono mai risultati tra le vicende meglio scritte dell’intero The New Jedi Order da parte dei diversi autori che si sono succeduti. L’aver glissato su delle descrizioni (tutte molto simili, onestamente) di manovre, schivate e picchiate può esser dunque vista come una cosa positiva, nei termini della scorrevolezza della lettura.
D’altro canto l’assenza dello scontro nello spazio di Hapes può essere letto come un tentativo di affrettare il finale, sensazione rafforzata dal fatto che Jaina e chi la circonda cerca nel corso dell’intera vicenda un modo di ingannare il nemico e, una volta trovato, l’esecuzione del suo piano viene appunto raccontata solamente a posteriori.

La centralità di Hapes
Purtroppo gli intrighi e le macchinazioni di corte non sono mai risultati elementi esaltanti narrativamente parlando agli occhi di scrive, e il fatto che sia assente nella vicenda la sensazione di “guerra totale” che caratterizza ciascuna delle pubblicazioni della serie (con l’eccezione di Balance Point) riduce di molto la varietà delle situazioni che possono venire a crearsi.
Anche la scelta di ripescare a piene mani il feeling e i personaggi del romanzo Un Amore per la Principessa non risulta alla fine pienamente convincente, considerando soprattutto che era già stato fatto, seppure in misura assai più contenuta, per la storyline di Leia in Jedi Eclipse.

NJO Dark Journey JAP cover

Tsuyoshi Nagano per la cover giapponese di Dark Journey.

Commento finale

Sicuramente un romanzo di transizione tra la prima e la seconda metà del The New Jedi Order, Dark Journey risulta, con tutta probabilità, il meno riuscito dei dieci sinora recensiti.
Sebbene ben lontano dal meritarsi una valutazione insufficiente, il libro scritto da Elaine Cunningham si dimostra privo del mordente necessario a mantenere sempre alta l’attenzione del lettore nel corso delle trecento pagine, complice anche uno stile di scrittura non tra i più semplici e fluenti.
Tuttavia, è doveroso riconoscere che viene finalmente dato il giusto spazio alla figura di Jaina, sinora mantenuta tutto sommato relativamente in disparte e adombrata dagli altri personaggi principali. Il suo progressivo addentrarsi nel lato oscuro, favorito anche dalla complicità del suo nuovo maestro Kyp Durron, hanno permesso la realizzazione di un libro che punta decisamente all’introspezione dei protagonisti, piuttosto che sull’azione pura. Fondamentale per alcuni sviluppi futuri, non necessariamente legati al The New Jedi Order.
Come sempre, l’edizione recensita è quella del mass market paperback, il cui formato ridotto e la copertina flessibile permettono di avere un prodotto dal prezzo decisamente contenuto.

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Libri precedenti:
Vector Prime
Dark Tide I: Onslaught
Dark Tide II: Ruin
Agents of Chaos I: Hero’s Trial
Agents of Chaos II: Jedi Eclipse
Balance Point
Edge of Victory I: Conquest
Edge of Victory II: Rebirth
Star by Star

Good

  • Jaina e il suo avvicinamento al lato oscuro
  • Centralità di Kyp Durron
  • Qualche momento davvero ben riuscito

Bad

  • Troppo focalizzato sulle vicende di Hapes
  • Ritmo decisamente blando

Summary

Sicuramente un romanzo di transizione tra la prima e la seconda metà del The New Jedi Order, Dark Journey risulta, con tutta probabilità, il meno riuscito dei dieci sinora recensiti. Sebbene ben lontano dal meritarsi una valutazione insufficiente, il libro scritto da Elaine Cunningham si dimostra privo del mordente necessario a mantenere sempre alta l'attenzione del lettore nel corso delle trecento pagine, complice anche uno stile di scrittura non tra i più semplici e fluenti. Tuttavia, è doveroso riconoscere che viene finalmente dato il giusto spazio alla figura di Jaina, sinora mantenuta tutto sommato relativamente in disparte e adombrata dagli altri personaggi principali. Il suo progressivo addentrarsi nel lato oscuro, favorito anche dalla complicità del suo nuovo maestro Kyp Durron, hanno permesso la realizzazione di un libro che punta decisamente all'introspezione dei protagonisti, piuttosto che sull'azione pura. Fondamentale per alcuni sviluppi futuri, non necessariamente legati al The New Jedi Order. Come sempre, l'edizione recensita è quella del mass market paperback, il cui formato ridotto e la copertina flessibile permettono di avere un prodotto dal prezzo decisamente contenuto.
6.6

Sufficiente

Storia - 6
Scrittura - 7
Edizione - 7
Sensazioni - 6.5
Nato ad Udine nel 1993, sono uno studente di Analisi e Gestione dell’Ambiente presso l’Università di Bologna. La passione per Star Wars inizia a manifestarsi all’età di otto anni e da allora non mi ha mai abbandonato. Patito degli anni’80 e della cultura pop dell’epoca; amante della musica in generale, dal thrash metal alla synthwave moderna. Collaboro con Star Wars Libri e Comics al fine di entrare in contatto con altri fan ed eventualmente orientare coloro i quali volessero muovere i primi passi all’interno del mondo cartaceo della saga.

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