The Illustrated Star Wars Universe

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the illustrated star wars universe

  • TITOLO: The Illustrated Star Wars Universe
  • AUTORE: Kevin J. Anderson (illustrazioni di Ralph McQuarrie)
  • CASA EDITRICE: Bantam Spectra
  • DATA DI PUBBLICAZIONE: 1995/1997
  • FORMATO: Copertina rigida/flessibile (208 pagine)
  • LINGUA: Inglese

The Illustrated Star Wars Universe è un libro considerabile ormai vintage che presenta i pianeti della Trilogia Originale attraverso il testo di Kevin J. Anderson e le magnifiche illustrazioni dello straordinario Ralph McQuarrie, alcune delle quali realizzate appositamente in occasione di questo volume.

Ciascun pianeta viene descritto attraverso la prospettiva di un diverso narratore interno all’universo starwarsiano, e nell’ordine abbiamo:

  • TATOOINE: l’antropologo Hoole, riuscendo ad infiltrarsi tra le culture aliene grazie all’abilità della sua specie (Shi’do) di mutare la forma, ci presenta le usanze e gli stili di vita delle popolazioni del pianeta dai due soli. In particolare ci descrive la cultura dei Tusken e dei Jawa, nonché le inquietanti presenze all’interno del palazzo di Jabba (monaci B’omarr tra tutte).
  • CORUSCANT (IMPERIAL CENTER): la magnificenza della capitale dell’Impero viene presentata da Pollius Rax, capo della sezione diffusione propaganda dell’Imperatore. Ottime le descrizioni della Monument Plaza, del Palazzo Imperiale e delle gigantesche sfere in costruzione in orbita (“strictly for peacetime purposes”).
  • DAGOBAH: flora e fauna del pianeta esilio di Yoda ci vengono riportate attraverso il giornale di bordo della studiosa Halka Four-Den, scomparsa sul pianeta assieme al suo team durante una ricerca scientifica finanziata dalla Repubblica.
  • HOTH: fu grazie al lavoro del maggiore Kem Monnon, comandante del corpo degli ingegneri, che l’Alleanza Ribelle poté costruire una base sicura sul pianeta di ghiaccio. Come bonus è presente anche la descrizione della cintura di asteroidi dove il Millenium Falcon troverà riparo durante la fuga dagli imperiali.
  • ENDOR: la luna boscosa e le sue forme di vita (non solo Ewok ma anche Teek, Gorax, Yuzzum, Sanyassan) vengono presentate dal sergente imperiale Pfilbee Jhorn, incaricato dall’Imperatore di redigere una relazione sul luogo che avrebbe dovuto ospitare i generatori dello scudo della seconda Death Star. Il report è assolutamente negativo e si consiglia di stare alla larga da quel luogo ostile (solo 3 membri del team su 9 sopravvivono).
  • BESPIN: è il consigliere Po Ruddle Lingsnot che ci offre una visione dettaglia su Cloud City e la sua economia.
  • YAVIN 4: Dr’uun Unnh, naturalista Sullustiano e alleato ribelle, descrive in un articolo le sue ricognizioni sulla quarta luna di Yavin con i suoi templi Massassi immersi nella fitta giungla.
  • ALDERAAN: il pianeta continua a vivere attraverso il saggio “Requiem for Alderaan” della poetessa di fama intergalattica Nari Seldona, una dei pochi nativi sopravvissuti alla distruzione del pacifico mondo ad opera della Morte Nera.

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Passando alle opinioni personali, ritengo che l’espediente del narratore interno sia riuscitissimo in quanto riesce maggiormente a far immergere il lettore nei vari ambienti alieni, anche grazie all’abbondanza di dettagli e aneddoti presente nelle descrizioni. Ovviamente si tratta di un libro del 1995 e come tale va considerato, quindi si deve tenere presente che alcune cose sono state poi modificate con i Prequel e/o con opere successive (prima fra tutte Coruscant).

La parte più bella però è rappresentata dalle illustrazioni del maestro Ralph McQuarrie (unite ad altri concept di Joe Johnston, Nilo Rodis Jamero ecc.), le quali farebbero funzionare il libro anche senza la presenza del testo. Bella soprattutto la scelta di presentarne molte a doppia pagina.

Interessante è vedere poi come molti concept che non hanno trovato spazio nella Trilogia Originale siano stati riutilizzati per le opere successive, in particolare nei Prequels (ad esempio le creature volanti di Bespin ripescate per Kamino in Ep.II e prima ancora scartate per Naboo in Ep.I), in The Clone Wars (il ritratto della vita notturna di Coruscant riproposto per Mandalore), in Rebels (Lothal fatto a somiglianza  del landscape di Alderaan, i ragni Krykna su Atollon che ricalcano i Knobby white spiders di Dagobah) e infine ne Il Risveglio della Forza (l’ingresso dell’avamposto di Niima su Jakku ispirato all’ingresso del palazzo di Jabba).

Per concludere, The Illustrated Star Wars Universe è un libro che consiglio a tutti coloro che adorano l’arte di Ralph McQuarrie e a chi cerca una lettura leggera ma al tempo stesso di approfondimento (sebbene non proprio canonica) sui pianeti che tutti noi abbiamo imparato ad amare.

VOTO: 8/10

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