Come ogni lunedì è tornata Maul – Shadow Lord e, di conseguenza, tornano anche le nostre analisi, con spoiler, delle due puntate settimanali. Questa volta parliamo della terza e quarta puntata della serie, intitolate rispettivamente Sussurri nell’ignoto e Orgoglio e vendetta.

Capitolo 3 – Sussurri nell’ignoto
Notte fonda su Janix, tra lo stupore di Vario, Devon è quindi riuscita a fuggire dalla propria cella. Come già sappiamo, e come presto lei stessa scoprirà, l’intenzione di Maul è quella di prenderla come apprendista. La sua fuga era parte del piano ed è per questo che i mandaloriani la lasciano proseguire verso Maul, che la attende per il tè. La cerimonia organizzata da Maul, di chiara ispirazione nipponica, rimanda anche all’incontro tra Pre Vizsla e lo stesso ex-Sith, vista in The Clone Wars.

Fin da subito notiamo la Spada Laser a doppia lama con le due estremità separate, una alla cintura dello Zabrak e una posta sul pavimento, una chiara tentazione per la Twi’lek. Inoltre, parlando con Devon, Maul menziona per la prima volta gli eventi della quinta stagione di The Clone Wars, la morte di Savage Opress, e gli eventi del fumetto Figlio di Dathomir, dove vediamo la morte di Madre Talzin. Ricordiamo che il fumetto, pubblicato da Dark Horse, è l’adattamento di un arco narrativo di The Clone Wars mai realizzato, ambientato tra gli eventi della quinta e la settima stagione. Devon non sembra tuttavia propensa a dare retta a Maul, accoglie quindi la tentazione del signore del crimine, raccogliendo e sguainando la Spada Laser cremisi. Le luci si spengono improvvisamente e Devon cerca invano di scappare, illuminando lo spazio con la luce rossa della spada.

Nel quartiere della polizia, intanto, Lawson e Two-Boots sono alle prese con la ricerca di Maul, collegando tutti i pezzi tra Vario, Maul e i Pyke. Lawson si prende quindi una pausa, andando ad assistere alla partita di botekin del figlio. Il droide, proseguendo le indagini, raggiunge il luogo di atterraggio di una nave Pyke, dove si trova, assieme ad altri agenti, in uno scontro a fuoco tra gli uomini di Marg Krim e quelli di Vario, ritenuti colpevoli delle perdite dei precedenti carichi. Ancora una volta, tra le due fazioni in lotta, appaiono gli uomini di Maul, che distruggono la cassa di crediti prima di dileguarsi nuovamente.
Lawson raggiunge l’arena di botekin, dove sta per iniziare la partita. Come riporta StarWars.com, il botekin è un incrocio tra il lacrosse e il jai alai e si pratica con una racchetta molto simile a uno strumento che appare nella stanza di Anakin ne La Minaccia Fantasma. Proprio mentre si trova a bordocampo, il Capitano viene raggiunto dal Maestro Daki che, proprio come avevamo ipotizzato nella scorsa analisi, reputa il gendarme la via più immediata per ritrovare la propria apprendista. Ciò che più emerge dal confronto trai due è come nessuno dei due abbia un’opinione positiva sull’Impero.

Lawson arriva poi sul luogo della sparatoria tra Pyke e mandaloriani, raggiungendo un malconcio Two-Boots. Qui, il droide consiglia nuovamente di richiedere il soccorso imperiale, sostenendo che in passato la Repubblica Galattica avrebbe certamente inviato un Cavaliere Jedi in aiuto alle forze locali. Durante il confronto trai due viene inoltre confermato come l’ex-moglie di Lawson, nonché madre di Rylee, lavori per l’Impero.

I Pyke sono una via di mezzo tra quelli live action e quelli animati di The Clone Wars
Spostandosi nuovamente sul fronte criminale, la puntata mostra finalmente Marg Krim in persona, seduto sullo stesso trono dove lo avevamo visto nella sesta stagione di The Clone Wars. Il Pyke, stanziato su Oba Diah, riceve un formale messaggio di scuse da Vario, che gli garantisce un rimborso per tutti i carichi perduti. Sentiamo Krim minacciare l’Aleena di darlo in pasto alla sua orda di Nexu, si tratta dello stesso animale apparso nell’arena geonosiana alla fine de L’Attacco dei Cloni.

Vario nomina i Nexu
Alla stazione della polizia il Capo Clyce rimprovera Lawson: Two-Boots ha, infatti, scavalcato il suo superiore, andando direttamente da Clyce a richiedere l’aiuto dell’Impero. Fortunatamente per Lawson, Clyce stessa non apprezza l’idea di coinvolgere l’Impero. Il droide viene quindi riassegnato al lavoro d’ufficio e a Lawson viene concesso ulteriore tempo per consegnare Maul alla giustizia.
Devon, armata di Spada Laser, continua invano a cercare una via di fuga, trovandosi infine costretta a incrociare la lama con Maul. Nel corso del duello si notano chiaramente gli stili di combattimento dei due personaggi. Mentre la Twi’lek sembra favorire una Forma III – Soresu – utilizzata anche da Obi-Wan Kenobi, lo Zabrak, eccezionalmente dotato di una singola lama laser, sembra prediligere la Forza II – Makashi – solitamente utilizzata dal Conte Dooku. Il duello è sicuramente evocativo, sebbene la musica non sia quella di Epiodio I, restano d’impatto le voci e le grida che si sentono a ogni mossa di Maul. Devon riesce infine a fuggire, o più probabilmente viene lasciata andare da Maul, non senza che questi reclamasse a sé con la Forza la propria Spada Laser. La puntata si conclude con Maul che pronuncia il nome di Devon, in realtà mai rivelatogli dalla Jedi, nel corso di queste puntate.
Capitolo 4 – Orgoglio e vendetta
Oba Diah, pianeta natale del Sindacato Pyke, Vario, come promesso all’Illustre Imperatore Krim, è arrivato per consegnare personalmente il rimborso di tutti i carichi persi. Fin da subito qualcosa non va, Vario cerca di avvertire le guardie di un imminente pericolo e, in effetti, dall’astronave sbarca anche uno Zabrak rosso armato di Spada Laser che semina il panico trai Pyke. Il presunto Maul viene stordito infine dallo stesso Vario, deciso quindi a consegnarlo all’Imperatore Krim.
Come prevedibile, tuttavia, lo Zabrak catturato non è affatto Maul, bensì Icarus. Il vero Maul raggiunge di nascosto la sala del trono e trapassa Krim guidando la Spada Laser con la Forza, in modo molto simile a quanto fatto da Kylo Ren con Snoke ne Gli Ultimi Jedi. La maggior parte delle forze Pyke viene quindi decimata e scopriamo che i Pyke hanno tradito Maul dopo gli eventi su Mandalore, avvenuti nella settima stagione di The Clone Wars. Il signore del crimine è deciso a ricostruire il proprio impero criminale e nomina il capo delle guardie nuova guida dei Pyke.

Marg Krim si trova nella stessa sala del trono vista in The Clone Wars
Torniamo dunque su Janix, dove Devon, sfuggita da Maul, si dirige verso le fogne, raggiungendo il Maestro Daki. Questi le riconsegna la Spada Laser Jedi, dopo averla custodita. L’anziano Jedi sa che la presenza di Maul non è che una calamita per l’Impero, che non ci metterà motlo a scoprire i traffici dello Zabrak. Conoscendo la posizione della base, tuttavia, Devon si sente obbligata a consegnarlo alla giustizia. I Jedi decidono quindi di inviare un messaggio anonimo direttamente a Lawson, che organizza immediatamente una squadra d’assalto. Prima di partire, tuttavia, il Capitano della TDF si trova costretto a disattivare Two-Boots. Il droide, infatti, aveva cercato ancora una volta di contattare le forze imperiali.
Raggiunto l’ingresso della base, Lawson e la TDF trovano l’inattesa presenza solitaria di Vario. Il piccolo criminale mostra loro una comunicazione olografica di Maul: lo Zabrak promette protezione dall’Impero, in cambio del lasciapassare delle forze di sicurezza di Janix. Mentre Maul e Lawson trattano, anche i due Jedi sono arrivati alla struttura, in questo caso accedendo dal tetto, intenzionati a trovare e catturare lo Zabrak.

Le condizioni di Maul sono chiaramente inaccettabili per la TDF, che ingaggia quindi uno scontro a fuoco con i Fratelli della Notte e i mandaloriani mercenari. Mentre i due schieramenti combattono al piano terra, Maul viene raggiunto dai due Jedi. Il duello che ne consegue è chiaramente ispirato a quello de La Minaccia Fantasma, Maul contro maestro e apprendista. Proprio come visto in Episodio I e in The Clone Wars Stagione 7, lo Zabrak sfoggia la propia Spada Laser a doppia lama, utilizzando la sua iconica Forma VII – Juyo.
Il combattimento prosegue e Maul sembra cavarsela nonostante l’inferiorità numerica, pur vedendosi danneggiate, da Daki, le proprie protesi robotiche. Ulteriori rinforzi della TDF raggiungono la zona, costringendo alla fuga i criminali. Pur avendo sconfitto i due Jedi, lo Zabrak decide di non ucciderli, evidentemente ancora convinto di poter convertire Devon al Lato Oscuro della Forza. È proprio questo momento che, mentre Maul fugge, Lawson raggiunge i due Jedi, scoprendo in questo momento le loro vere identità. Lawson, come abbiamo imparato a capire, non è affatto avverso ai Jedi e, rincosegnando al Mosyk la Spada Laser, li invita a fuggire.

Le forze guidate dal Capo Clyce raggiungono infine il luogo, soccorrendo i superstiti. Non passa molto tempo prima che, tanto i criminali di Maul, quanto le forze di polizia, si accorgano di cosa stia succedendo. Two-Boots è infine riuscito a contattare l’Impero, che in un lasso di tempo sorprendentemente breve, fa sopraggiungere uno Star Destroyer Classe Imperial sui cieli di Janix City.
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