Made in Italy: i fumetti italiani di Star Wars

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Tra le numerosissime produzioni a fumetti di Star Wars non sono mancate, negli anni, serie, miniserie e numeri singoli su cui hanno lavorato artisti italiani, esponenti di una scuola fumettistica apprezzata in tutto il mondo.

In occasione della pubblicazione in edicola del volume 49 della collana Star Wars Legends, intitolato Made in Italy, ecco una prima carrellata di tutti gli artisti italiani che hanno, possiamo dire, lasciato il segno nella Galassia di Star Wars. Domani arriverà la seconda parte dell’articolo!

Claudio Castellini

Classe 1966, Claudio Castellini (potete seguirlo QUI su Facebook) è stata una delle colonne portanti di Nathan Never per la Sergio Bonelli Editore. Si fa conoscere negli USA disegnando il crossover Marvel contro DC. È lui il primo italiano a lavorare su un fumetto di Star Wars, realizzando nel 1999 il fumetto in due parti Estinzione, pubblicato in Star Wars Tales #1 e #2 scritto da Ron Marz.

La storia da 32 pagine, ambientata poco dopo la Battaglia di Yavin, racconta dell’individuazione della jedi nota come la donna oscura (vista poi anche in diversi numeri della serie Republic) da parte della mano dell’Imperatore Mara Jade e della sua successiva eliminazione per mano di Darth Vader. La potete leggere nel volume 49 della collana della Gazzetta Star Wars Legends.

Ecco cosa Claudio ha voluto condividere con Star Wars Libri & Comics:

La storia di Darth Vader intitolata “Extinction” pubblicata in Star Wars Tales 1 e 2 fu la mia seconda collaborazione con la Dark Horse. Da grande estimatore della saga fantascientifica più famosa del Cinema descrivere l’emozione di poter disegnare ed interpretare quel mondo immaginifico è forse superfluo.

Mi piacerà invece raccontare alcuni aneddoti della sua realizzazione che riguardano il mio approccio nella resa dei personaggi. Premetto che questa storia è stata forse una delle poche che mi ha spinto all’uso di una base fotografica perché la trasposizione fumettistica fosse fedele alla versione cinematografica.

Rappresentare Darth Vader in tutta dovizia di dettagli è stato (relativamente) facile, il materiale fotografico che si poteva raccogliere era anche all’epoca abbondante. Dal momento che sono collezionista di statuine in resina e vinile mi aiutai anche con esse per cogliere tutti i particolari del suo costume, il resto fu aggiungere il movimento secondo il mio stile, rendere con la giusta efficacia i tipici effetti di luce sul suo casco, e trasmettere alla sua figura la solennità che contraddistingue la controparte reale.

Ma c’era un personaggio, la cui realizzazione grafica non mi aveva mai convinto del tutto nei fumetti, al quale volevo dare giustizia: l’imperatore Palpatine. Solitamente veniva disegnato per lo più come un vecchio qualsiasi ( con le sue deformazioni facciali) con addosso un saio.. stop! Io volevo che fosse esattamente quell’attore, gli somigliasse, che avesse quella mimica e recitazione che aveva coinvolto emotivamente tutta una generazione nella prima trilogia. Per fare questo documentarsi su foto non era sufficiente, perché volevo scegliere io quali fotogrammi usare per le varie espressioni da fargli assumere nel fumetto in base alla sceneggiatura. Potrà sembrare assurdo alle nuove generazioni, ma parliamo di anni in cui non bastava cercare su Google per trovare tutto ciò che si vuole, a portata di un click.

Dovetti usare il fermo immagine del mio riproduttore VHS per fermare la pellicola sul fotogramma giusto e fare di volta in volta il ritratto dell’attore nelle sue posizioni migliori! Credo di aver bruciato la testina del lettore… Fu divertente ed emozionante, soprattutto quando riuscii, credo, nel mio tentativo di portare nelle vignette l’imperatore Palpatine in tutta la sua odiosa magnificenza.

Un altro dettaglio che ricordo con molto piacere fu quando, a storia pubblicata, l’editor della Dark Horse volle farmi leggere le lettere che arrivarono in redazione, più o meno tutte con questo suggerimento ricorrente, qualcosa come: ” legate Castellini al tavolo da lavoro e fategli disegnare Star Wars per sempre.” Fu una grande soddisfazione avere questo apprezzamento direttamente dai fans di Star Wars, giustamente molto esigenti.

Filippo Rossi, Fiorenzo Delle Rupi, Giuseppe Paggi e Stefano Vimercati

Membri del Cloud City Fan Club (Delle Rupi ne era presidente), Filippo Rossi e Fiorenzo delle Rupi, con la collaborazione d Giuseppe Paggi e Stefano Vimercati per la copertina, sono stati gli artisti dietro a quello che è probabilmente il più raro fumetto promozionale della Hasbro. Nel 1999 la Hasbro Italia collaborò infatti con il Cloud City Fan Club per la realizzazione di questo fumetto di otto pagine (di cui sei di storia e due di pubblicità) intitolato Star Wars: Il Potere della Forza.

La storia è ambientata tra L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi ed è strutturata da due parti simmetriche costituite dalle riflessioni dei due Force-user più potenti della Galassia: l’Imperatore Palpatine e il Maestro Yoda. Da un lato Palpatine ripensa al suo passato da senatore, al suo rapporto con Obi-Wan e con Anakin Skywalker e ai suoi piani per far passare suo figlio Luke al lato oscuro; dall’altro Yoda, nella quiete palude di Dagobah, rivede grazie alla Forza l’amico Mace Windu, plaude al coraggio di R2-D2 e Chewbacca e ammira le somiglianze tra la Principessa Leia e sua madre la Regina Amidala anche se teme che Luke possa seguire la strada del padre.

Il fumetto era un’iniziativa promozionale realizzata dalla Hasbro, inserita nella rivista Family Planet, per le sue action figures della serie Il Potere della Forza collegate con La Minaccia Fantasma e che contenevano una foto flashback per collegare tra loro la Trilogia Originale e i nuovi prequel.

Il fumetto fu sorprendentemente anticipatore di fatti ed eventi visti poi negli altri due episodi della Trilogia Prequel ma, se volete saperne di più, su StarWars.com è presente un articolo molto più dettagliato su questa rara gemma.

Potete inoltre leggere Star Wars: Il Potere della Forza in pdf a QUESTO LINK.

Ecco cosa mi ha raccontato Filippo del suo profondo rapporto con Star Wars 

Guerre Stellari è stato l’inizio di tutto, al cinema nel Natale 1977 (avevo sei anni): sono un appassionato della Saga Stellare fin da allora! Oggi è, appunto, tutto; è la mia vita. Amore, amici, opportunità di crescita… tutto deriva da Star Wars e dal suo Fandom, che allegramente frequento da quasi 25 anni.

Considero la Trilogia Classica, e Star Wars nel suo complesso, la grande Epica moderna erede delle grandi saghe del passato. Dopo un rapporto contrastante con la Nuova Trilogia Prequel, oggi la considero un indiscutibile approfondimento per una Saga che ormai è davvero immensa e giustamente di riferimento. Episodio VII quest’anno era una delicata svolta: la storia principale dei sei film precedenti era apparentemente terminata. Il nuovo film però ha centrato l’obiettivo: gli sviluppi sono potenzialmente infiniti, fortunatamente problematici e soprattutto inediti.

Il Potere della Forza

Hasbro Italy aveva contattato nell’estate 1998 l’allora club italiano di Guerre Stellari, Cloud City, e il suo presidente, Fiorenzo Delle Rupi. Io e lui avevamo in curriculum un enorme progetto fumettistico originale su Star Wars, “The Hidden Wars”, una storia completa e alternativa – ma inserita con precisione nella continuity Star Wars ufficiale – in 130 pagine scritta da lui, disegnata da me e pubblicata prima nel club italiano e poi nel mondo sul sito di appassionati americani TheForce.net.

Basandoci su quell’esperienza ci è venuto relativamente facile affrontare professionalmente “Il Potere della Forza”! Il progetto era un albo pubblicitario da allegare alle action figure della linea Flashback legate al lancio di “Episodio I – La minaccia fantasma”. Dovevamo realizzare una breve storia che collegasse i vecchi personaggi starwarsiani rappresentati, come Obi-Wan “Ben” Kenobi e Luke Skywalker, con i nuovi di Episodio I, come Mace Windu e il piccolo Anakin. Avevamo ricevuto dalla sezione londinese della Lucasfilm molto materiale di riferimento, allora ancora segretissimo.

Fu un’emozione enorme e indimenticabile. Per Il Potere della Forza avevo scelto uno stile meno realistico e più cartoon, sintetico; è stato difficile mantenere la coerenza visiva e rispettare le regole dello Star Wars Universe… Ma far vivere, agire e pensare i miei personaggi preferiti non ha prezzo.

Io

Sono nato a Rovigo il 14 febbraio 1971, vivo a Trieste. Ho fatto parte del club italiano di Guerre Stellari Cloud City dal 1994 al 2003. Ho collaborato alla fanzine del club, “Cloud City”, che nel 2000 è diventata “Darkside”. Nel dicembre 2003 ho co-fondato Yavin 4 (il fan club italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza). Dal gennaio 2004 sono stato Vicepresidente di Y4, da un anno ne sono Presidente. Dirigo e realizzo la fanzine di Y4 Living Force Magazine.

Ho vinto i Premi Italia 2013 e 2016 per Living Force come Miglior fanzine italiana di Fantascienza. Ho collaborato con la Mondadori come supervisore della riedizione 2015 dei tre romanzi tratti dalla Trilogia Classica di Star Wars (“Una nuova speranza” 1977, “L’Impero colpisce ancora” 1980 e “Il ritorno dello Jedi” 1983).

Queste invece le parole di Fiorenzo:
La mia simbiosi con Star Wars ha superato i trent’anni, un lungo periodo in cui si sono avvicendate esperienze di tutti i generi, dal collezionismo compulsivo alle attività per i fan con il club Cloud City e la convention Empirecon, fino ad approdare ad attività professionali come le recensioni per il portale fumettistico badtaste.it e la cura delle edizioni italiane dei giochi targati Fantasy Flight Games per Asmodee.
Il fumetto realizzato per la Hasbro è uno dei primi casi in cui l’attività come appassionato e quella professionale si sono incrociate. Ricordo che inizialmente fu una sfida piuttosto impegnativa per motivi “fisici”: in uno spazio limitatissimo andavano coinvolti tutti i personaggi della linea delle action figures e c’era ovviamente la necessità (e il desiderio!) di impartire un pizzico di pathos e di emozione alla mini-storia. Alla fine, è stata la natura stessa di Star Wars a fornire la soluzione migliore: la simmetria tra lato oscuro e lato chiaro ha ispirato facilmente la narrazione in parallelo tra i due rispettivi”maestri”, e il resto è venuto da sé.
Quello che trovo stupefacente è che a distanza di quindici anni, torni ad essere cercato, ricordato e apprezzato!

Davide Fabbri

Tra i più prolifici autori italiani che hanno lavorato su Star Wars, Davide Fabbri ha incominciato il suo lavoro sulla saga con la miniserie Jedi Council – Act of War del 2000, per poi passare a tre archi narrativi della serie Star Wars: a partire dal 2001 The Hunt for Aurra Sing (#28-31), The Stark Hyperspace War (#36-39) (questi due insieme all’inchiostratore Christian Dalla Vecchia) e The Devaronian Wars (#40-41). Per la serie Empire, a partire dal 2003, ha realizzato Princess…Warrior (#5-6) (pubblicato nel volume 29 della collana Gazzetta Star Wars Legends), To the Last Man (#16-18) e The Wrong Side of the War (#36-40) (questi due insieme all’inchiostratore Christian Dalla Vecchia).

Ha inoltre disegnato completamente, nel 2002, la miniserie what if Infinities: The Empire Strikes Back, collaborando sempre con Dalla Vecchia (pubblicato nel volume 10 della collana Gazzetta Star Wars Legends) e il secondo arco narrativo di Agent of the Empire: Hard Targets, suo ultimo lavoro del 2012, di prossima pubblicazione italiana.

Per l’antologia Star Wars Tales ha disegnato due storie nei numeri 5 e 17: la storia Planet of the Dead presente nel numero 17 è stata pubblicata nel volume 49 della collana Star Wars Legends della Gazzetta.

fumetti italiani di star wars fabbri tales 17Ho avuto modo di conoscere Davide alla mostra Star Wars: dal fumetto al cinema… e ritorno organizzata dal WOW Spazio Fumetto con cui ho collaborato come curatore. Ecco alcune delle cose che ci siamo detti durante l’incontro tenutosi il 14 maggio 2016:

L’approccio che ho cercato di avere con le tavole di Star Wars è stato quello di essere il più rispettoso possibile della Trilogia Originale. La cosa che ho preferito disegnare è stato l’impianto tecnologico, le astronavi, etc. La serie che ho preferito è stata sicuramente Infinities: The Empire Strikes Back, ovvero il what if de L’Impero Colpisce Ancora, il film che preferisco della saga.

Tra la produzione a fumetti di Star Wars, una delle miniserie che ho amato e che ho più apprezzato è stata L’Erede dell’Impero, l’adattamento del romanzo di Timothy Zahn di Olivier Vatine, un autore francese prestato a Star Wars dalla Dark Horse, con disegni incredibili. Tra la produzione recente ho apprezzato molto Resa dei conti sulla Luna dei Contrabbandieri, il secondo arco narrativo di Star Wars, disegnato da Stuart Immonen.

Andrea Mutti

Disegnatore bresciano, dopo gli esordi entra nel team di Nathan Never e passa poi a collaborare con Marvel, DC Comics e Dark Horse. Per la casa del cavallo nero e in particolare per Star Wars, disegna nel 2012 la miniser Knigths of the Old Republic: War scritta da John Jackson Miller, collaborando con l’inchiostratore Pierluigi Baldassini.

Il duo Mutti e Baldassini si occupa anche della miniserie Star Wars: Lost Tribe of the Sith – Spiral (2012), scritta sempre da John Jackson Miller, autore dell’intera serie di romanzi omonima, che funge da prequel per la serie di romanzi Legends Fate of the Jedi. Spiral è ambientata nel 2974 BBY sul pianeta Kesh, sede del piccolo ordine sith che dà il nome alla serie ed è stata pubblicata nel volume 49 della collana Star Wars Legends della Gazzetta.

Pierluigi Baldassini

Inchiostratore che ha lavorato con case editrici come Eura, Star e Titivillus, Pierluigi Baldassini (QUI il suo DeviantArt) inchiostra nel 2012 le matite di Andrea Mutti sia nelle miniserie epilogo di Knigths of the Old Republic, intitolata Knights of the Old Republic: Warsia nella miniserie Star Wars: Lost Tribe of the Sith, pubblicata proprio nel volume Made in Italy.

Luca Bertelè

Attivo ormai da vent’anni, Luca Bertelé (QUI il suo DeviantArt) ha collaborato con quasi tutte le case editrici italiane, di fumetti e non, dalla Disney alla Mondadori. Ha lavorato dal 2012 per la casa editrice inglese Titan Books sulle serie di magazine Star Wars: The Clone Wars e Star Wars Comic UK. Alcuni dei suoi lavori (Riparazioni, La mia astronave… Il mio nemico) sono stati pubblicati in Italia nel volume 39 (Made in UK) della collana Star Wars Legends della Gazzetta dello Sport.

L’occasione, davvero inaspettata, di lavorare su storie di Star Wars, mi è stata offerta nel 2012 dalla casa editrice inglese Titan Comics.

Dopo una portfolio review a Londra alla Kapow Comic Convention venni contattato da un editor che mi propose di realizzare delle storie dei Transformers. Le prove andarono bene. Ma si era presentata un’emergenza improvvisa.
Avrei dovuto fare della altre prove e, mi disse, che se a me andava bene, mi avrebbero assegnato delle storie di Star Wars: The Clone Wars.

Ovviamente non me lo feci ripetere due volte. Mi piacciono i Tranformers… ma… vuoi mettere? Stavamo parlando di Star Wars
Le prove, fortunatamente, andarono bene anche questa volta.

Ma era nulla in confronto all’idea che alla Lucasfilm avessero visto i miei disegni e li avessero approvati.

Così, mi sono ritrovato, in maniera del tutto casuale, a disegnare storie di Star Wars, prima legate all’universo di The Clone Wars, successivamente storie ambientate nell’universo classico per un magazine più generico.

La Lucasfilm seguiva tutta la lavorazione. Chiedevano di vedere ogni passaggio; soggetto, sceneggiatura, layout, matite, chine e tavola colorata.

Le (poche) correzioni che arrivavano dalla Lucasfilm erano sempre molto pertinenti, e ti facevano sentire davvero seguito. Lasciandoti allo stesso tempo molto libero nell’inventare nuovi macchinari e scenari che fossero in linea con quanto già presente nel loro universo.
Ho solo il rimorso di non essere riuscito a realizzarne più storie in quei due anni. Ma la grande soddisfazione di aver messo mano, seppur con un piccolissimo contributo, all’universo di Star Wars.

Nel 2014, con l’acquisizione della Lucasfilm da parte della Disney, la casa editrice del topo ha rilevato i diritti dai licenziatari per passare tutto in mano alla sola Marvel (acquisita anche questa da poco).
Attualmente, per gli strani casi del destino, sono al lavoro per la Disney USA e, chissà, magari riuscirò a incontrare nuovamente sulla mia strada Jedi e Sith…

Andrea Chella

Andrea Chella (QUI il suo DeviantArt) affianca Marco Castiello nel 2012 per le matite e le chine delle serie Star Wars: Cavaliere Errante 3 – Fuga, e Star Wars: Purga – Il pugno del tiranno. Attualmente insegna disegno alla Scuola Italiana di Comix.

Marco Castiello

Dopo aver lavorato con colossi del calibro della Marvel nel mondo dei fumetti e della Sony in quello dei videogiochi, Marco Castiello (QUI il suo DeviantArt) approda nel 2012 alla Dark Horse Comics, dove disegna e inchiostra diverse miniserie di Star Wars come Star Wars: Cavaliere Errante 3 – Fuga, Star Wars: Purga – Il pugno del tiranno entrambe del 2012, insieme ad Andrea Chella, e per ultima la miniserie Star Wars: Colpo Ribelle (2014), in uscita il 20 ottobre 2016 edita dalla Panini Comics.

In Colpo Ribelle, scritta da Matt Kindt, alcune reclute dell’Alleanza Ribelle dovranno fare squadra con gli eroi della Battaglia di Yavin in ognuna delle quattro parti per organizzare un colpo ai danni dell’Impero!

fumetti italiani di star wars castiello rebel heist

Anche Marco è stato così gentile da raccontarmi della sua esperienza sulla saga:
Conobbi gli editors che curavano le serie di Star Wars durante una fiera di fumetto a New York e quando mostrai loro il mio portfolio ne furono molto entusiasti. Capii subito che il colloquio era andato bene, furono interessati molto all’appeal “europeo” delle mie tavole e pochi mesi dopo mi contattarono per il mio primo lavoro con loro.
Con mia grande gioia scoprii che era appunto una miniserie di Star Wars. Sono da sempre un grande appassionato della saga e quando la Dark Horse mi propose di realizzare la saga conclusiva del ciclo di Knight Errant, non potevo essere più felice. Furono contenti del lavoro e mi affidarono immediatamente dopo Star Wars The Purge: The Tyrant’s Fist, che narra l’opera di annientamento da parte di Darth Vader dei cavalieri Jedi in un pianeta dove sono venerati.
Ma forse quella a cui sono più legato è proprio l’ultima cui ho lavorato, Rebel Heist. La vicenda in ogni capitolo narra il reclutamento di nuove forze fra i ribelli, attraverso i loro occhi ammiriamo le gesta di Han Solo, Leia, Chewbecca e Luke. Il mio personaggio preferito è Chewbecca, anche se al momento di disegnarlo ho dovuto superare il trauma di disegnare tutti quei peli!
Il contesto sci-fi di Star Wars, che viene declinato attraverso astronavi e spade laser, ha in realtà un nucleo composto da un’epica medievale, che rimanda appieno agli elementi di una buona narrazione fantasy. Perché nell’opera di Lucas i concept rimandano molto più al passato che futuro. L’universo di Star Wars è un luogo cui si ha la sensazione che possa effettivamente accadere di tutto, che tutto sia possibile e che una dimensione realmente epica della vita sia concreta.
L’elemento che forse mi ha sempre maggiormente affascinato, che caratterizza in maggior modo i film della prima trilogia è il carattere esplorativo, scoprire com’è fatto un pianeta e chi ci abita instilla la curiosità di scoprire se dall’altro lato del pianeta ci sia un’altra cultura di cui non sappiamo ancora nulla.

Grazie a tutti i numerosi artisti che hanno voluto e sono riusciti a condividere con me (ma soprattutto con tutti voi lettori) le loro esperienze, sono stato davvero onorato di sentirvi e spero di non essermi dimenticato nessuno.

Il viaggio però non è concluso: appuntamento allora a domani per continuare il nostro viaggio nella Galassia tricolore, con gli autori Simone Bianchi, Jacopo Camagni, Marco Checchetto, Gabriele dell’Otto, Matteo Scalera, Francesco Mattina, Alessandro Ferrari, Matteo Piana, Igor Chimisso, Alessandro Pastrovicchio, Davide Turotti e Andrea Broccardo.

Nel frattempo, vi invito calorosamente, se vi è piaciuto l’articolo a condividerlo e a commentarlo!

Leggete qui la seconda parte!

Dopo una laurea al Politecnico di Milano, adesso studio Bionics Engineering presso la Scuola Sant'Anna di Pisa. Sono un grandissimo fan di Star Wars sin da quando ero piccolo. Dal febbraio 2015 ho lanciato Star Wars Libri & Comics, un progetto nato per condividere la mia passione per l'universo cartaceo della Galassia lontana lontana che tanto amiamo: voglio diventare una parte attiva del fandom italiano e un punto di riferimento per quanto riguarda i libri e i fumetti.

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