Era Imperiale – I sacri testi dei Jedi

Nell’intento di garantire la sicurezza e una durevole stabilità, la Repubblica verrà riorganizzata, trasformandosi nel primo Impero Galattico!

I Cavalieri Jedi ne hanno tramandato la conoscenza per oltre mille generazioni, riuscendo a preservarli perfino nei momenti di maggiore difficoltà dell’Ordine. Cosa sono e cosa contengono i sacri testi dei Jedi? Ve lo spieghiamo nel quinto articolo di approfondimento del progetto Era Imperiale, in uscita insieme a un contenuto video reperibile sul canale YouTube The Unbounds.

Premessa

I sacri testi dei Jedi erano otto antichi libri contenenti la conoscenza, gli insegnamenti e i dogmi dell’Ordine Jedi, comprese alcune abilità della Forza ormai dimenticate. È infatti nei sacri testi dei Jedi che sono tramandate le tecniche della proiezione della Forza, anche nota come similifuturus, e della guarigione della Forza. Altre peculiari conoscenze contenute nei testi sono una rappresentazione del Mondo tra i Mondi, detta Teorema dei Mondi a Catena o della Dispersione delle Vergenze, il rompicapo iperspaziale noto come Teorema Irrisolto del Maestro Thorpe e la sua… soluzione, rappresentante le Fasi di Mortis. Scritti del corso di secoli, se non millenni, i sacri testi dei Jedi presentano iscrizioni in varie lingue, tra cui il Tionese, il Coremaico, il Protobesh e il Basic.
Dopo la battaglia di Endor, i sacri testi dei Jedi vennero ritrovati da Luke Skywalker, l’ultimo Jedi, che li radunò presso la biblioteca dell’albero uneti di Ahch-To, studiandoli e annotandoli. In particolare, Skywalker si mostrò particolarmente interessato al ritrovamento dei puntatori Sith e della posizione di Exegol, senza tuttavia riuscire nell’intento. Poco prima della battaglia di Crait, i testi finirono nelle mani di Rey, che li utilizzò per trovare Exegol e sconfiggere suo nonno, il Signore Oscuro dei Sith Darth Sidious.

Gli Aionomica

Scritti in una lingua ormai perduta e rilegati in cuoio silicorganico, gli Aionomica erano una raccolta di due volumi, l’Aionomicum I e l’Aionomicum II, originariamente compilati e custoditi dal Maestro Jedi Ri-Lee Howell. Benché non molto del suo contenuto sia noto, si presume che contenessero i primi resoconti delle esplorazioni e codificazioni della Forza da parte dei Cavalieri Jedi.
Intorno al 319 BBY, la comparsa di un presunto terzo volume, probabilmente intitolato Aionomicum III e poi rivelatosi falso, divenne motivo di scandalo nell’Ordine.

Le Cronache di Brus-bu

Le Cronache di Brus-bu, forse così intitolate in onore a un antico Maestro Jedi, contenevano numerose tecniche della Forza ormai perdute. Tra queste vi era una variante della guarigione della Forza, applicabile anche ai cristalli kyber. Grazie a questa tecnica, in seguito alla battaglia di Crait, Rey riuscì a riparare la spada degli Skywalker, andata distrutta durante uno scontro con Kylo Ren a bordo della Supremacy.

La Poetica di un Jedi

Poco si sa di questo antico testo, se non il nome dell’autrice, la saggia Lyr Farseeker. È inoltre contenuta nella Poetica di un Jedi la celebre massima: La mente di un Jedi può smuovere le montagne, ma il cuore di un Jedi può smuovere le anime.

Il Rammahgon

Scritto in Coremaico e Protobesh e rilegato in corteccia di albero uneti e argilla di gas interstellari rossi, il Rammahgon è, senza dubbio, il più importante e influente tra i sacri testi dei Jedi. Scritto, tra gli altri, da Kli il Vecchio, venne ritenuto distrutto intorno al 4965 BBY, prima di essere tuttavia emendato intorno al 3965 BBY e cadde nuovamente nell’oblio, fino ad essere ritrovato da Luke Skywalker tra le rovine di Ossus.
Il Rammahgon conteneva almeno quattro differenti cosmogonie, dette Precetti, che narravano altrettante storie tra loro in contraddizione sull’origine dell’universo e della Forza. Il Quarto Precetto, in particolare, riportava di uno scontro tra antichi dèi nell’universo primordiale e citava un misterioso occhio onnisciente, riportato anche nella copertina del libro.
Il testo conteneva inoltre informazioni sulla Barriera Galattica, il confine dello spazio conosciuto, e su misteriose minacce provenienti dallo spazio profondo.
Proviene dal Rammahgon il seguente brano, tradotto da Rey con l’aiuto di Beaumont Kin:

Il Primo è Uno, ma i Jedi sono Molti. I Sith erano Molti ma spesso Governati da Due. I Semi dei Jedi sono stati Seminati nella Galassia, su Ossus, Jedha, Xenxiar e Altri Luoghi. I Sith non hanno Semi, giacché ciò che Seppelliscono non Cresce. Essi sono Profanatori di Mondi, e hanno Distrutto Pianeti un tempo Fertili come Korriban, Ziost, Ixigul, Asog, e Altri Luoghi.

Il quinto approfondimento scritto del progetto Era Imperiale termina qui. Vi è piaciuto? Conoscevate la storia, i titoli e i contenuti dei sacri testi dei Jedi? Fatecelo sapere con un commento e condividete questo articolo con i vostri amici! Vi invitiamo inoltre a recuperare il video pubblicato in data odierna:

Era Imperiale 05: Luce Morente, pubblicato su The Unbounds:

Non perdetevi i prossimi contenuti di Era Imperiale, in arrivo lunedì 29 novembre! Vi ricordiamo che potete trovarci anche su Telegram con il nostro canale ufficiale https://t.me/swlibricomics e la chat https://t.me/SWLibriComicsChat. Inoltre, è ora attivo il nostro store con il merchandising ufficiale di Star Wars Libri & Comics.

Per una società più salda e più sicura!

Written by
Torinese, classe 1996, sono uno studente di Economia e Scienze Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Fan di Star Wars dai tempi de La vendetta dei Sith ma vero e proprio appassionato solo dal 2015, mi sono avvicinato al lato cartaceo della Forza grazie al fumetto Darth Vader. Da settembre 2019 scrivo per Star Wars Libri & Comics con l'obiettivo di contribuire alla diffusione e alla conoscenza di questo meraviglioso universo narrativo.

Dicci la tua!

10 0

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>