In occasione dell’uscita in italiano de Le Leggende di Luke Skywalker (LEGGI QUI UN ESTRATTO!), abbiamo intervistato per voi lettori, in esclusiva italiana, l’autore Ken Liu. Vincitore dei premi Nebula, Hugo e World Fantasy, Ken Liu (http://kenliu.name) (Lanzhou, Cina, 1976), emigrato in California da piccolo, laureato in legge ad Harvard ed esperto di tecnologia, ha all’attivo oltre cento racconti e alcuni romanzi, tra cui The Paper Managerie, che ha ricevuto nel 2016 i premi Hugo, Nebula e World Fantasy come miglior racconto. È il traduttore dell’autore di culto Cixin Liu, che ha fatto conoscere in Occidente, oltre che autore della “Dandelion Trilogy“, di prossima pubblicazione presso Mondadori. Nel 2017 pubblica un racconto di Star Wars nel volume From A Certain Point of View, intitolato The Sith of Datawork e il suo primo romanzo di Star Wars, The Legends of Luke Skywalker (2017).

[English version below]

Le Leggende di Luke Skywalker Intervista Ken Liu

Photo courtesy (C) Lisa Tang Liu

Buongiorno Ken e grazie per aver accettato la nostra intervista. Iniziamo da una domanda che ti avranno fatto migliaia di volte: quando hai deciso di diventare uno scrittore e quale è stato il libro che ti ha influenzato di più?

Innanzitutto grazie mille per avermi proposto questa intervista e per darmi la possibilità di parlare con i fan Italiani. Ho sempre amato inventare e raccontare storie. Credo che siano uno dei modi fondamentali attraverso cui gli esseri umani comprendono il mondo che li circonda. La mia carriera come programmatore, avvocato e tecnologo mi ha dato prospettive diverse su come differenti professioni e gruppi sociali tengono in considerazione l’arte della narrazione, e ciò ha influenzato moltissimo il mio modo di raccontare storie.

Quale è stato il tuo primo contatto con Star Wars? Come hai reagito quando hai scoperto che avresti scritto Le Leggende di Luke Skywalker? E’ stato prima o dopo il tuo primo lavoro su Star Wars, il racconto “The Sith of Datawork”?

La prima volta che ho raggiunto la galassia lontana lontana è stato con il romanzo adattamento de L’Impero Colpisce Ancora. La traduzione in cinese del romanzo è stato il mio primo contatto con questo incredibile universo, perché quando ero bambino in Cina non avevamo accesso ai film. Mi sono innamorato immediatamente di questo mondo fatto di magia e tecnologia, di saggi cavalieri Jedi e malvagi Sith: volevo mettere le mani su qualsiasi cosa ci fosse di Star Wars. Come milioni di altri bambini nel mondo continuavo a dire che “Voglio altro pew pew pew!”. L’amore per Star Wars non è mai sparito. Ricordo che durante il college sceglievo di passare le notti a leggere romanzi di Star Wars invece di studiare per gli esami: credo che quelle siano state le migliori decisioni della mia vita.

Quando seppi che avrei scritto Le Leggende di Luke Skywalker ero in estasi: avrei avuto modo di confrontarmi e giocare con il Canone, con la creazione di una mitologia, e avrei partecipato al processo di narrazione con cui ci avviciniamo ai nostri eroi. Come potrebbe qualcuno non essere eccitato all’idea di giocare nel proprio universo preferito, inserendo elementi e idee di grande interesse personale?

L'illustrazione di J.G. Jones del racconto "Pescare nel diluvio"

Illustrazione per il racconto breve “A Pesca nel Diluvio”.

Il libro aveva attorno a sé moltissima pressione, a parer mio: del resto era la prima raccolta di storie su Luke dopo Il Ritorno dello Jedi. Eri più spaventato o eccitato dalla cosa? 

In realtà è stato tutto divertente! Mi sono divertito molto durante la scrittura del libro. I ragazzi del Lucasfilm Publishing sono stati di grande aiuto, e mi hanno fornito tutte le risorse di cui avevo bisogno. Credo che sia stato uno dei progetti più divertenti su cui abbia mai lavorato.

Secondo te: chi è Luke Skywalker? 

Dai, pensate solo al suo nome! Come puoi non essere una figura leggendaria quando il tuo nome è così strabiliante? Lasciando perdere le logiche del fantasy… Luke è la figura mitica perfetta, quella su cui gli spettatori possono proiettare liberamente paure e speranze. Nei film, cammina su una linea che divide il destino dalla libera scelta, un sottile baratro su cui lottiamo mentre costruiamo e inventiamo le trame della nostra vita. È nella natura umana desiderare che le nostre azioni siano sia frutto solo del nostro libero arbitrio, sia parte di un grande disegno: ed è questa brama a comporre il ricco terreno su cui fioriscono miti e leggende.

Nel nostro mondo, distorcendo e semplificando le gesta di uomini e donne famose, ed esagerandole fino a renderle degli spogli e impressionistici contorni, che riempiamo di vividi colori a seconda di come percepiamo la natura umana e secondo i nostri bisogni per la storia giusta. La stessa persona può essere vista come un eroe o come un malvagio, un martire o un ipocrita, a seconda di chi la sta osservando e che colori ci sono nella sua tavolozza. E questa cosa valida nel nostro universo, funziona anche nella galassia lontana lontana.

Ci sono state molte discussioni sul fatto di “Luke Skywalker che abbatte da solo uno Star Destroyer”. Quando scrivevi quel racconto, immaginavi le reazioni dei fan, o le hai cercate in modo specifico? 

Una delle cose riguardo Star Wars che mi ha sempre impressionato maggiormente è la sensazione di vissuto nell’universo: armature rovinate, scafi devastati, motori consunti. Ogni oggetto ha una storia, e anche ogni personaggio ha una storia passata. Volevo scrivere un libro che onorasse tale aspetto di Star Wars. La galassia è larga, e deve essere così. Ho lavorato duramente per costruire dei punti di vista che potessero risultare interessanti e, allo stesso tempo, suggerire la presenza di un intero spettro di opinioni e di disaccordi.

Quindi ho scavato a fondo per tirare fuori le loro storie e costruire delle basi solide su come ricordano i loro incontri con Luke. Per me è stata davvero una gioia poter immergermi in un universo che ho sempre amato e dare vita a personaggi che ho sempre voluto conoscere. Il punto principale del libro è proprio raccontare storie su Luke da prospettive diverse e questo porta a differenti interpretazioni e prospettive anche da parte dei lettori.

Illustrazione di J. G. Jones

Come è nata, quindi, l’idea di un libro come raccolta di racconti tra mito e realtà?

Sono sempre stato interessato in come la nostra percezione di una figura storica cambia insieme alle storie che vengono raccontate: volevo creare un libro di Star Wars che approfondisse questa dinamica. Vale la pena ricordare che lo Star Wars che conosciamo e amiamo adesso non è una singola versione, ma una collezione di visioni diverse nello spazio e nel tempo. Molti fan ricorderanno che Lucas stesso ammise che le versioni cinematografiche della Trilogia Originale erano solo “il venticinque o trenta percento di cosa avrebbe voluto”. Ebbe, in seguito, la possibilità di creare le Special Edition, che possono essere quindi viste come un riraccontare la storia della Trilogia Originale.

Lucas aveva certamente un’idea di quale versione fosse quella definitiva, ma la sua non è necessariamente l’ultima parola all’interno del fandom. Ci sono stati così tanti approfondimenti sui cambiamenti che non è necessario che io mi dilunghi, ma credo che come fan di Star Wars, comprendere che queste storie cambiano ad ogni nuovo racconto ci viene naturale.

Oggi, molti nuovi fan di Star Wars vedono la Trilogia Originale dopo conoscerne già la storia nei dettagli e citando anche alcune frasi famosi. Quindi, come ogni altro classico che è diventato parte integrante della nostra cultura (come Amleto o Romeo e Giulietta), i nuovi fan riescono a provare l’originale solo come un’altra versione della storia.

Il punto, quindi, non è discutere su quale versione della storia sia più definitiva o più vera: personalmente trovo molto più interessante pensare a come queste storie vengono rinarrate e reinterpretate. Infatti, anche vedere lo stesso film una seconda volta quando abbiamo quarantotto anni, ci darà sensazioni differenti e ci farà fare riflessioni diverse rispetto alla prima visione di quando avevamo otto anni: in questo caso è un nuovo racconto perché lo spettatore è cambiato.

Adoro pensare a come le diverse versioni della stessa storia gettino luce sul fatto che un narratore è inseparabile dalla storia tanto quanto dal pubblico. Questa dinamica compare diverse volte ne Le Leggende di Luke Skywalker, dal momento che gli stessi eventi sono narrati da diversi narratori e dunque lo stesso Luke viene rifratto in una moltitudine di Luke. Ogni narratore ha i propri fini, così come ogni ascoltatore. In questa instabilità narrativa scopriamo la grandezza e la ricchezza dell’universo di Star Wars: una galassia con una sola storia non è una galassia in cui vorrei vivere.

Se dovessi scrivere un altro libro “The Legends of..:”, che personaggio sceglieresti? Hai già delle idee da proporre a Lucasfilm?

Molto probabilmente non farò un altro libro del genere. Voglio sempre sperimentare nuove idee per ogni libro. E sì, ho decisamente alcune idee di altre storie di Star Wars che vorrei raccontare! 😀

Ci sono stati alcuni autori di romanzi di Star Wars da cui ti sei particolarmente ispirato?

Ho divorato così tanti libri di Star Wars nella mia vita che mi è impossibile nominarli tutti. Credo comunque che stiamo vivendo uno dei periodi migliori per lo storytelling di Star Wars. Ci sono così tanti scrittori, e amici, che ammiro e che lavorano per Star Wars: Daniel José Older, Rebecca Roanhorse, Saladin Ahmed… Non c’è mai stato un momento migliore di questo per essere un fan di Star Wars.

le leggnde di luke skywalker illusteazione

Illustrazione di J. G. Jones

Siamo in chiusura: puoi dare ai nostri lettori una panoramica dei tuoi prossimi lavori?

Certo! Sto lavorando alla conclusione della mia serie di fantasy epico iniziata con “The Grace of Kings”. Dopo dieci anni passati a scrivere sempre dello stesso universo e degli stessi personaggi, è agrodolce arrivare infine al termine della storia: non vedo l’ora di mostrarla ai lettori. Inoltre, sto lavorando su una seconda raccolta di racconti (storie principalmente pubblicate successivamente a The Paper Menagerie and Other Stories”).

Per i lettori italiani che sono interessati al mio lavoro non legato a Star Wars, sono felice di annunciare che Francesco Verso di Future Fiction ha pubblicato diverse antologie dei miei racconti in italiano (tradotti da Francesco Verso e Marzio Petrolo): Mono no aware“, La combinazione perfetta e Le onde. Infine, altre mie storie stanno per uscire su Audible.com e su F&SF; qui provo alcuni esperimenti narrativi. È decisamente un periodo intenso ed eccitante!

[ENGLISH] Interview to Ken Liu

A winner of the Nebula, Hugo, and World Fantasy awards, Ken Liu (http://kenliu.name) is the author of The Dandelion Dynasty, a silkpunk epic fantasy series (The Grace of Kings(2015), The Wall of Storms (2016), and a forthcoming third volume) and The Paper Menagerie and Other Stories (2016), a collection. He also wrote the Star Wars novel, The Legends of Luke Skywalker (2017).

Hello Mr. Liu and thank you for accepting this interview. Let’s start with a question that you’ll have answered at least one thousand times: when have you decided to become a writer and which were the book that influenced you the most?

First, thank you so much for interviewing me and giving me a chance to talk to Italian fans. I’ve always enjoyed making up and telling stories. I think they are one of the fundamental ways in which humans understand the world. My career as a programmer, lawyer, and technologist has given me different perspectives on how different professions and social groups emphasize and value the art of storytelling, and that has shaped the way I tell my stories too.

What was your first encounter with Star Wars? How did you react when you discovered you were going to write “The Legends of Luke Skywalker”? Was it before or after your first published work on Star Wars, the short story “The Sith of Datawork”?

The first time I entered the galaxy far, far away is in the novelization of The Empire Strikes Back. As a kid growing up in China, I didn’t have access to the films, so the Chinese translation of the novelization was my first exposure to this incredible universe. I fell in love with this world of magic and technology, of wise Jedi knights and evil Siths instantly, and I wanted to get my hands on everything Star Wars. Like millions of other kids around the world, I told myself, “I want more pew pew pew!”. That love of Star Wars never faded. In college I would pull all nighters reading Star Wars novels instead of studying for final exams. I think those were some of the wisest life decisions I’ve ever made.

I was absolutely ecstatic that I would get to write The Legends of Luke Skywalker – I would get to play with ideas about canon, about mythmaking, about the participatory storytelling process by which we come to terms with our heroes. How could anyone not be excited to play in their favorite sandbox while wrestling with ideas of deep personal interest?

The book had, in my opinion, a lot of pressure around: indeed, it was the first collection of stories about Luke after Jedi. Were you more scary or excited about it?

It was fun! I really enjoyed the process of working on this book. The folks at Lucas Film Publishing were so supportive and gave me all the resources I needed. I think it was one of the most fun projects I ever got to work on.

In your opinion who IS Luke Skywalker?

Just listen to his name! How can you possibly not be a figure of legend when your name is larger-than-life?
Fantasy logic aside, Luke is the perfect mythic figure onto which we in the audience are free to project our hopes and fears. In the films, he walks a fine narrative line between destiny and free choice, and that is the narrow ledge on which all of us struggle as we construct and invent the plot of our own lives. It’s human nature to yearn for our actions both to be born of our own agency and to have meaning in a grand design, and that yearning is the rich soil in which legends and myths flourish.

In our world, as the deeds of famous men and women are distorted, simplified, and exaggerated into bare, impressionistic outlines, we fill them in with vivid colors according to our own understanding of the human condition and our own needs for the right story. The same person may be seen as hero or villain, as martyr or hypocrite, depending on who is doing the seeing and what colors are in their Crayola box.
As it is in our universe, so it is in the galaxy far, far away.

There have been a lot of discussions about the “Luke Skywalker destroys a Star Destroyer on its own” thing. When you were writing that tale, did you imagine the reactions to it, or did you purposely look for them?

One of the things about Star Wars that have impressed me the most is the lived-in feeling of the universe: scuffed armor, scorched hulls, jury-rigged engines. Every object has a history behind it, and every character has a back story. I wanted to write a book that honors that aspect of Star Wars. The galaxy is a large place, and it needs to feel that way. I worked hard to construct distinct points of view that were interesting to me and also hinted at the full spectrum of disagreements and opinions.

Then I dug deep in research to flesh out their back stories to build solid foundations for how they’d come to hold the views of Luke that they did. It was such a joy to delve deeply into a universe I’ve loved all my life and to bring to life characters I wanted to get to know. The whole point of the book is to tell stories that offer different perspectives on Luke, and that leads to different interpretations and perspectives from the readers.

So, how and when did the idea of the book as a collection of tales between myth and reality come up?

I’ve always been very interested in how our perception about a figure changes as stories about them are told and retold. And I wanted to craft a Star Wars books that would delve into this dynamic deeply. It’s worth recalling that the Star Wars we’ve come to know and love isn’t a single vision, but a collection of different visions in time and place. Most fans will remember that Lucas himself said that the theatrical releases of the original trilogy were only “25 or 30 percent of what [he] wanted it to be.” He had a chance to create the special-edition versions of the films later, which could be viewed as a re-telling of the story of the original trilogy.

Lucas certainly had an opinion on which version was definitive, but that isn’t necessarily the final word in fandom. There have been so many think pieces about the changes that I need not add to the heat and noise, but I do think that as Star Wars fans, understanding that stories change with each retelling comes to us as second nature.

Today, many fans new to Star Wars see the original trilogy only after they already know the story in detail and can even quote famous lines from it. So, like any other classic that has become part of the fabric of our culture (e.g., Hamlet or Romeo and Juliet), new fans only get to experience the original as a kind of re-telling.

The point isn’t to argue over which version of the story is more “definitive” or “truer”—I find it far more interesting to think about how stories change as they’re re-told and re-understood. In fact, even viewing the exact same film a second time when we’re forty-eight will give us very different feelings and reflections as compared to our first viewing when we were eight—it’s a re-telling in which the story changes because the listener has changed.

I love thinking about how different versions of the same story help to illuminate the fact that the storyteller is inseparable from the story and also from the audience. This dynamic plays out multiple times in Legends as the same events are recounted by different narrators and as Luke himself is refracted into a multitude of Lukes. Every storyteller has an agenda, as does every listener. In that narrative instability we discover the grandness and richness of the Star Wars universe itself—a galaxy with only one story is not a galaxy I want to live in.

If you had to write another “The Legends of…” book, which character would you choose? Do you already have some ideas in mind to pitch to Lucasfilm?

I likely wouldn’t do another “The Legends of …” type of book. I like to try out new ideas for each book. I definitely have some thoughts for other Star Wars stories I would like to tell 😀

Are there any Star Wars authors you were particularly inspired from?

I’ve devoured so many Star Wars books in my lifetime that it’s impossible to name them all. I do think we’re living through one of the best periods for Star Wars storytelling right now. So many writer friends I admire are writing for Star Wars: Daniel José Older, Rebecca Roanhorse, Saladin Ahmed … It’s never been a better time to be a Star Wars fan.

In conclusion… can you give our readers an overview of your futures announced work?

I’m working on the conclusion to my epic fantasy series that began with The Grace of Kings. After a decade of writing about the same world and set of characters, it’s bittersweet to finally come to the end of the story, and I’m super excited to share it with readers. I’m also working on a second collection of short fiction (mostly of stories published after The Paper Menagerie and Other Stories).
For Italian readers who are interested in my non-Star Wars work, I’m pleased to announce that Francesco Verso of Future Fiction has published several anthologies of my short fiction in Italian (translated by Francesco Verso and Marzio Petrolo): Mono no aware, La combinazione perfetta, and Le onde. Finally, I’ve got some new stories coming out from venues like Audible.com, F&SF, and so on in which I try some experiments in storytelling. It’s a very busy and also exciting time!

Dopo una laurea al Politecnico di Milano, adesso studio Bionics Engineering presso la Scuola Sant'Anna di Pisa. Sono un grandissimo fan di Star Wars sin da quando ero piccolo. Dal febbraio 2015 ho lanciato Star Wars Libri & Comics, un progetto nato per condividere la mia passione per l'universo cartaceo della Galassia lontana lontana che tanto amiamo: voglio diventare una parte attiva del fandom italiano e un punto di riferimento per quanto riguarda i libri e i fumetti.

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