The Clone Wars S7:E3 – Analisi e easter egg

Ora volano! Benché nettamente più breve dei precedenti, il terzo episodio della settima stagione di The Clone Wars risulta altrettanto coinvolgente e in grado di tenere gli spettatori col fiato sospeso per tutti i suoi diciannove minuti di durata. Come di consueto, anche questo venerdì Star Wars Libri & Comics presenta l’analisi dell’episodio odierno, dal titolo On the Wings of Keeradaks.

The Clone Wars S7:E3 – Motto e sinossi

The Clone Wars S7:E3

Sopravvivere è solo un passo sul sentiero che conduce a vivere.

19 BBY. In trappola! Nell’ambito di una missione non autorizzata per salvare il soldato ARC Echo, il Generale Skywalker, il Capitano Rex e la Bad Batch si sono recati su Skako Minor, quartier generale della Tecno Unione. Dopo un incontro poco amichevole con gl’indigeni, i nostri eroi si sono infiltrati nella città di Purkoll, dove sono stati circondati dalle forze di Wat Tambor

The Clone Wars S7:E3 – Analisi e easter egg [CON SPOILER: proseguite a vostro rischio!]

The Clone Wars S7:E3 Wrecker Crosshair

Come di consueto, la puntata odierna si apre con un preambolo costituito dall’ormai dodecennale sigla iniziale, seguita dal motto e dalla sinossi riportati nella sezione precedente. L’episodio vero e proprio comincia esattamente dov’era finito il precedente: il Generale della Repubblica Galattica e Cavaliere Jedi Anakin Skywalker si è infiltrato, insieme al suo secondo ufficiale, il Capitano CT-7567, meglio noto con il nome Rex, e ai quattro soldati clone facenti parte della squadra d’èlite Clone Force 99, più familiarmente chiamata Bad Batch, all’interno del complesso separatista di Purkoll, sita sul pianeta Skako Minor, con l’intento di svelare il segreto celato dietro all’apparente chiaroveggenza tattica delle droidi-armate della Confederazione dei Sistemi Indipendenti. Pur avendo finalmente scoperto la causa delle numerose sconfitte repubblicane su Anaxes e pur avendo appreso della sopravvivenza del soldato clone CT-1409, noto come Echo e creduto morto circa due anni prima presso la Cittadella di Lola Sayu, il gruppo è caduto in trappola e si trova ora circondato nei pressi del laboratorio scientifico dove lo stesso Echo è tenuto prigioniero.

Mentre i cloni difettosi Hunter, Crosshair e Wrecker tengono a bada le accorrenti ondate droidi da battaglia, Anakin si dirige all’interno del laboratorio per chiedere a Rex e a Tech lo stato della situazione. È proprio Tech a prendere la parola: il cervellone è infatti alle prese con la decriptazione dell’interfaccia cerebrale di Echo, senza la quale risulterebbe impossibile disconnettere il sistema nervoso del clone dalla rete informatica separatista e dunque liberarlo dal condizionamento mentale operato dalla CSI. Al termine dell’intervento di Tech, è Rex a parlare: Echo è in stato confusionale, non ha alcun ricordo degli ultimi due anni ed è debilitato a tal punto da non essere in grado neanche di camminare; come se non bastasse, il Capitano aggiunge che la richiesta di soccorso inviata alle squadre di estrazione repubblicane non ha ricevuto risposta. Anakin non è sorpreso: il Generale sapeva fin troppo bene che, una volta in territorio nemico, lui e i suoi uomini sarebbero rimasti completamente isolati.

Frattanto, i cloni difettosi rimasti a respingere i droidi separatisti sono lentamente, ma inesorabilmente costretti a indietreggiare, ritirandosi sempre più verso l’interno del laboratorio. In un ultimo, disperato tentativo di fermare l’avanzata dei droidi, i tre distruggono i comandi di apertura delle due porte blindate, ottenendo come unico effetto quello di rimanere del tutto intrappolati all’interno della struttura, apparentemente senza alcuna via d’uscita. Visti i tentativi dei droidi di forzare le porte e l’imminente arrivo di rinforzi separatisti, Hunter e Crosshair estraggono e adoperano due saldatrici laser tascabili, nell’intento di sbarrare completamente la via al nemico. Non hanno, però, fatto i conti con la tenacia di Wat Tambor e del suo temibile Decimatore organico, una letale macchina specificamente studiata per trovare e disintegrare ogni traccia di forme di vita.

The Clone Wars S7:E3

Mentre il Decimatore si fa strada all’interno del laboratorio aprendosi un varco a colpi di laser, Tech riesce finalmente a decriptare l’interfaccia cerebrale di Echo, che può dunque essere disconnesso e, di conseguenza, liberato dalla rete informatica separatista. Benché provato, il clone dimostra immediatamente di aver riacquisito lucidità e padronanza di sé, indicando come unica via d’uscita un condotto di aerazione che conduce verso l’esterno. Con l’ausilio dello scomp link innestatogli dai Separatisti al posto dell’avambraccio destro, Echo riesce ad aprire il bocchettone che dà sul condotto, mentre Wrecker sfrutta la propria forza sovrumana per lanciare i propri commilitoni all’interno del condotto stesso, situato a vari metri d’altezza dal suolo. Anakin, perfettamente in grado di cavarsela da sé e preferendo evitare i modi bruschi del clone difettoso, utilizza invece la Forza per saltare sufficientemente in alto.

È il turno di Wrecker, che, tuttavia, prima di fuggire è intenzionato a porre fine all’abominio tecnologico di Tambor e che, a tal fine, dissemina il laboratorio di detonatori termici. Il clone, tuttavia, termina l’opera proprio nel momento in cui il Decimatore fa il suo ingresso nella stanza e viene salvato per il rotto della cuffia solo dal provvidenziale intervento del Generale Skywalker, che ancora una volta fa ricorso alla Forza per sollevare Wrecker e richiudere poi il bocchettone del condotto di aerazione. Non rilevando alcuna forma di vita, il Decimatore si disattiva; stupefatto, l’arrogante Wat Tambor si affaccia sull’ingresso del laboratorio e, un istante dopo, viene investito in pieno dall’esplosione dei detonatori, rimanendo ferito ma non ucciso. Furioso per la liberazione di Echo, da lui stesso definita furto di una proprietà della Tecno Unione, lo Skakoano sguinzaglia dunque i propri droidi alla ricerca dei sette fuggitivi.

Dopo essersi introdotti e aver attraversato i corridoi del gelido sistema di raffreddamento dei computer di Purkoll, Skywalker e i soldati clone si ritrovano infine all’esterno. C’è un piccolo, enorme problema: il gruppo si trova a centinaia di metri sul livello del suolo e l’unico modo per scendere in sicurezza è rubare un trasporto presso la pista d’atterraggio, la quale tuttavia si trova dall’altro lato del complesso, raggiungibile solo camminando su di un esile ponticello tubolare. Nonostante le forti vertigini di Wrecker, il gruppo s’incammina, procedendo lungo il ponte con massima cautela. Come prevedibile, tuttavia, ben presto le cose si mettono nuovamente male per i sette, che, appena a metà del ponte, si ritrovano circondati dai droidi da battaglia di Tambor in arrivo da ambedue le direzioni.

The Clone Wars S7:E3

Apparentemente in trappola, il gruppo tenta una disperata difesa, resa ancor più difficoltosa dalla caduta di Crosshair e Wrecker, che rimangono appesi al ponte e non precipitano nel vuoto quasi per miracolo. Ben presto, tuttavia, Tech ha l’idea che salva la situazione: il cervellone rivela infatti di avere registrato, durante il precedente incontro-scontro con i Poletec, il richiamo delle loro cavalcature alate e di poterlo riprodurre tramite un altoparlante. In breve, i Keeradak giungono in ignaro soccorso ai sette, che montano sul dorso dei rettili volanti e si apprestano dunque alla fuga. Sembra finita qui, ma non lo è: i droidi da battaglia di Tambor non sono infatti i tipici B1, B2 o BX, bensì temibili droidi da supporto aereo Ala-D, in grado di spiccare il volo e di agire come veri e propri caccia in miniatura.

A ogni modo, i Keeradak sembrano in grado di seminare agevolmente gli Ala-D e conducono i combattenti repubblicani presso il villaggio dei Poletec. Benché impressionato dalla capacità dei forestieri di domare i temibili Keeradak, il capotribù Poletec è decisamente poco soddisfatto del ritorno dei guerrieri, che avevano promesso di non tornare mai più. Prima ancora che Tech possa tradurre la risposta di Anakin, gli Ala-D, tutt’altro che seminati, conducono un breve raid aereo sul villaggio; nonostante la pronta risposta dei soldati clone, uno dei droidi riesce a fuggire e si dirige nuovamente verso Purkoll, con l’intento di comunicare la posizione dei repubblicani alle forze di Tambor, intenzionato più che mai a recuperare il suo esperimento.

Il capotribù è, come prevedibile, ancora più incollerito con Anakin e compagni, rei di aver portato la guerra anche presso la sua gente. È a questo punto che interviene Rex, che mostra ai Poletec ciò che i Separatisti hanno fatto a Echo, ridotto a un ibrido per metà umano e per metà macchina e privato per due lunghi anni della propria libertà. All’udire queste parole, i Poletec decidono di rinunciare alla propria neutralità e di schierarsi contro la Tecno Unione; cominciano dunque i preparativi per la difesa del villaggio dall’imminente attacco della Confederazione dei Sistemi Indipendenti.

The Clone Wars Octuptarra Tri-Droid

All’arrivo dei droidi di Tambor, il villaggio appare deserto. Ovviamente si tratta di una trappola: su ordine di Anakin, Wrecker adotta il medesimo escamotage utilizzato contro gli stessi Poletec poco tempo prima, facendo rotolare un grosso masso sull’avanguardia della droide-armata. È a questo punto che Skywalker, i soldati clone, i Poletec e i Keeradak entrano in azione, sgominando le forze separatiste a colpi di  blaster, granate EMP e coltelli laser. La battaglia sembra vinta, ma l’entrata in scena di due letali tri-droidi octuptarra pare ribaltare l’esito dello scontro: i Poletec muoiono a decine, mentre Anakin e i suoi sottoposti paiono impotenti dinanzi ai colossali camminatori. Come se non bastasse, è in arrivo un nuovo, agguerritissimo stormo di Ala-D…

LA FINE DELLA BATTAGLIA

The Clone Wars S7:E3 Anakin Skywalker

Senza perdersi d’animo, Anakin riorganizza le proprie truppe: Echo, Crosshair e Tech daranno manforte ai Poletec contro gli Ala-D, mentre Rex, Hunter e Wrecker lo aiuteranno a distruggere gli octuptarra. Grazie in particolare all’addestramento Jedi del Generale Skywalker e alla forza sovrumana di Wrecker, i quattro riescono, con un piccolo aiuto da parte di Crosshair, ad abbattere le due macchine mortali e a mettere definitivamente in fuga le truppe separatiste.

[riduci]

All’udire il deludente rapporto del fallimentare attacco contro il villaggio dei Poletec, l’avido Wat Tambor non riesce a nascondere il proprio disappunto. Non per il corso della guerra, quello è un aspetto secondario; bensì per il profitto della Tecno Unione, i cui margini saranno consistentemente erosi. Al contempo, lo Skakoano decide di non informare immediatamente i vertici separatisti, ritenendo prioritario individuare un modo per recuperare l’investimento perduto. Come già la Federazione dei Mercanti e il Clan Bancario, anche la Tecno Unione si rivela interessata alla guerra soltanto nella misura in cui la stessa può procurarle nuovi guadagni.

È tempo di tornare a Forte Anaxes: Anakin ringrazia i Poletec per il contributo apportato alla causa della guerra contro i Separatisti, mentre il capotribù indigeno assicura che la popolazione di Skako Minor sarà sempre alleata dei Jedi, qualora costoro necessitassero d’aiuto. Mentre il Generale Skywalker e gli altri cloni salgono a bordo della Havoc Marauder, Echo chiede a Rex di parlare privatamente e ringrazia il commilitone per averlo salvato. Rex, dal canto suo, risponde che è questo ciò che fanno i fratelli, dicendosi altresì dispiaciuto per averci messo tanto. Entrambi, comunque, concordano su una cosa: con un po’ di fortuna, tutto tornerà come ai vecchi tempi.

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Written by
Torinese, classe 1996, sono uno studente di Economia e Scienze Sociali presso l'Università Bocconi di Milano attualmente in Erasmus a Rotterdam. Fan di Star Wars dai tempi de La vendetta dei Sith ma vero e proprio appassionato solo dal 2015, mi sono avvicinato al lato cartaceo della Forza grazie al fumetto Darth Vader. Da settembre 2019 scrivo per Star Wars Libri & Comics con l'obiettivo di contribuire alla diffusione e alla conoscenza di questo meraviglioso universo narrativo.

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