The Clone Wars S7:E10 – Analisi e easter egg

Mandalore sotto assedio! Dopo l’incredibile puntata della scorsa settimana, l’episodio odierno si rivela a sua volta emozionante ogni oltre previsione, rivelandosi perfettamente collegato con la storia parallela narrata in Episodio III – La Vendetta dei Sith (e del resto cos’è quest’ultimo arco narrativo, se non un Episodio III 2.0?) e riservando una quantità di citazioni, riferimenti e easter egg in grado di far girare la testa ai fan più attenti e appassionati. Di seguito, come di consueto, la nostra analisi del decimo episodio della settima stagione di The Clone Wars, dal titolo L’Apprendista Fantasma!

The Clone Wars S7:E10 – Analisi e easter egg

The Clone Wars Ahsoka Maul

A dispetto del solito, l’episodio si apre pressoché privo di qualsivoglia preambolo introduttivo, se non per una fugace apparizione del vecchio marchio di Lucasfilm, presente anche nell’episodio precedente, e del cupo logo rosso già comparso all’inizio della scorsa puntata, palese citazione agli omologhi di Episodio III – La Vendetta dei Sith, i cui eventi si svolgono in contemporanea a quest’ultimo arco narrativo animato, di Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi e delle quattro puntate della quinta stagione di The Clone Wars dedicate al personaggio di Maul. Citazioni e riferimenti continuano poi nel titolo: L’Apprendista Fantasma è infatti un palese riferimento a Episodio I – La Minaccia Fantasma, sulla falsariga della sinossi a scorrimento verticale del recente Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker che identifica il defunto (ma non troppo) Darth Sidious come Imperatore fantasma. Il titolo L’Apprendista fantasma si presta inoltre a numerose interpretazioni: potrebbe infatti riferirsi a Maul, ex-apprendista del già citato Signore Oscuro dei Sith Darth Sidious e misteriosamente ricomparso, contro ogni aspettativa, ben undici anni dopo la sua presunta morte su Naboo per mano di Obi-Wan Kenobi; potrebbe inoltre riguardare Ahsoka Tano, ex-Padawan di Anakin Skywalker ed ex-membro dell’Ordine Jedi, al momento tuttavia impegnata a condurre, seppur esclusivamente di fatto, l’attacco del Grande Esercito della Repubblica a Mandalore; potrebbe infine alludere allo stesso Anakin Skywalker, destinato, di lì a poco, a uccidere il Conte Dooku, ossia l’apprendista Sith Darth Tyranus, e a divenire tristemente noto con il nome di Darth Vader, discepolo dell’ormai onnipresente Darth Sidious.

L’episodio vero e proprio si apre dunque laddove, con un cliffhanger, si era interrotto il precedente: nelle fogne di Sundari, capitale di Mandalore, Ahsoka è stata circondata da Maul e dai super-commando mandaloriani agli ordini dello Zabrak di Dathomir; è interessante notare come, in occasione di quella che per Mandalore si prospetta una battaglia decisiva, i super-commando abbiano dipinto i propri elmi con simboli simili alle corna di Maul, esattamente come i soldati clone della 332ª Compagnia avevano precedentemente dipinto i propri caschi con la stessa fantasia bianco-arancione tipica dei Togruta e, in particolare, del volto della stessa Ahsoka Tano. A questo punto, Maul prende la parola, tentando invano d’interrogare Ahsoka riguardo al motivo della sua presenza su Mandalore al posto di Obi-Wan Kenobi e di Anakin Skywalker; completamente restia ad ascoltare lo Zabrak, la Togruta riesce, non vista, ad attivare il proprio radiofaro da polso, allertando il Comandante CT-7567, meglio noto con il nome di Rex, che si dirige prontamente in suo soccorso. Durante l’attesa, Maul rivela di essere perfettamente conscio di ciò che sta per accadere: molto presto, i Jedi e la Repubblica cadranno e, al loro posto, Darth Sidious ascenderà come nuovo padrone della galassia. Ahsoka è incredula, ma non c’è tempo per riflettere: le truppe di Rex sono finalmente giunte in appoggio e, sfruttando l’effetto sorpresa, la Togruta approfitta della situazione per attaccare Maul a suon di spade laser. Il duello, tuttavia, è brevissimo, poiché lo Zabrak non ha ancora intenzione di combattere e, al contrario, preferisce ritirarsi; a ogni modo, durante il fugace scambio di fendenti, lo spettatore più attento potrà chiaramente distinguere le note della celeberrima Duel of the Fates, la traccia musicale udibile durante il triello tra Qui-Gon Jinn, Obi-Wan Kenobi e lo stesso Maul in Episodio I – La Minaccia Fantasma, nonché titolo della prima bozza della sceneggiatura di Episodio IX scritta da Colin Trevorrow, successivamente licenziato in favore di J.J. Abrams e Chris Terrio.

The Clone Wars Ahsoka Maul

Palazzo ducale di Sundari. Dopo essersi messi in contatto con Obi-Wan, Ahsoka, Rex e Bo-Katan Kryze, leader della resistenza mandaloriana e sorella della defunta duchessa Satine Kryze, assassinata oltre un anno prima dallo stesso Maul, aggiornano il Maestro Jedi riguardo agli sviluppi dell’assedio di Mandalore. Durante la riunione, la Togruta rivela il nome che Maul ha pronunciato nel corso del suo monologo o, per meglio dire, del dialogo mancato a causa dell’ostilità della stessa Ahsoka: Darth Sidious. Benché si tratti d’informazioni riservate in esclusivo possesso del Consiglio dei Jedi, Obi-Wan decide di vuotare il sacco e di spiegare tutto ciò che sa riguardo al misterioso Signore Oscuro dei Sith che, apparentemente, ha provocato lo scoppio delle Guerre dei Cloni manipolando entrambi i contendenti, la Repubblica Galattica e la Confederazione dei Sistemi Indipendenti. Sfortunatamente, l’unico individuo in grado di rivelare l’identità di Darth Sidious, il Conte Dooku, è stato ucciso da Anakin Skywalker a bordo della Invisible Hand, la corazzata di classe Providence ammiraglia della flotta del Generale Grievous. Durante la conversazione, Obi-Wan rivela inoltre di essere stato inviato su Utapau per dare la caccia allo stesso Grievous e che Anakin ha invece ricevuto l’incarico di spiare il Cancelliere Palpatine, rimasto in carica ben oltre la scadenza del suo mandato e delle cui intenzioni il Consiglio dei Jedi nutre non pochi sospetti. È bene ricordare, infatti, che l’ufficio di Cancelliere Supremo può essere ricoperto per non più di due mandati di quattro anni ciascuno, mentre Sheev Palpatine si trova attualmente al quarto mandato. A questo proposito, è interessante notare le analogie tra le cariche di Cancelliere Supremo e di Presidente degli Stati Uniti d’America e, ancor di più, tra le figure di Sheev Palpatine e Franklin Delano Roosevelt. Si noti che, ancora una volta, la colonna sonora svolge un ruolo fondamentale: quando Obi-Wan nomina il Cancelliere Palpatine, infatti, è possibile udire, per qualche secondo, le sinistre note del tema dell’Imperatore. La riunione, infine, è interrotta dalla notizia di un nuovo attacco, durante il quale le forze di Maul hanno rapito il soldato ARC (Advanced Recon Commando) CT-5597, meglio noto come Jesse, in quanto più vecchio degli altri. Con tutta probabilità, Jesse è dunque parte del primo lotto di duecentomila cloni menzionato dal Kaminoano Lama Su in Episodio II – L’Attacco dei Cloni.

Nel frattempo, il malcapitato Jesse si trova, trattenuto da Rook Kast, al cospetto di Maul che, inizialmente, si esibisce in un nuovo monologo, affermando che i soldati clone altro non sono che una semplice pedina ini un piano molto più grande di cui nemmeno lui conosce la vera portata, ma da cui desidera senz’altro trarre vantaggio per soddisfare la sua sete di potere e di vendetta. Riconoscendo che le informazioni sono un bene fin troppo prezioso, Maul ordina inoltre al suo luogotenente Gar Saxon di uccidere l’ex-Primo Ministro Almec, attualmente prigioniero presso il carcere di Sundari, affinché non diventi una risorsa del nemico. Congedato Saxon, Maul si rivolge nuovamente a Jesse e, dinanzi alla riluttanza del clone a fornirgli le informazioni che desidera, lo sottopone alla sonda mentale, durante una scena che ricorda molto da vicino l’interrogatorio di Poe Dameron a opera di Kylo Ren durante Episodio VII – Il Risveglio della Forza.

The Clone Wars Ahsoka Maul

Prigione di Sundari. Ahsoka, Rex e Bo-Katan si recano presso la cella al cui interno è recluso lo stesso Almec, interrogandolo allo scopo di conoscere il piano di fuga di Maul, in modo da poter successivamente intercettare e catturare lo Zabrak. Con loro sommo stupore, l’ex-Primo Ministro rivela che non esiste alcun piano di fuga ma che, al contrario, sono settimane che Maul è perseguitato dalla paura e dal terrore. Alla richiesta di ulteriori informazioni, Almec aggiunge che lo Zabrak ha fatto un sogno o, per meglio dire, ha avuto una visione attraverso la Forza in cui, tra le varie cose, ha scoperto un nome, il nome di un individuo fondamentale per questa fase delle Guerre dei Cloni. Il nome è… In quello stesso momento, Almec è raggiunto da due colpi di blaster, sparati nientemeno che da Gar Saxon. Mentre Bo-Katan si lancia all’inseguimento del nemico, Almec esala, insieme al suo ultimo respiro, il nome scoperto da Maul durante la visione: Skywalker. La scena è molto simile alla morte di Yoda in Episodio VI – Il Ritorno dello Jedi, mentre per alcuni secondi è possibile udire la celeberrima marcia imperiale introdotta in Episodio V – L’Impero Colpisce Ancora, oscuro presagio di ciò che sarà. Allo stesso modo, l’inseguimento di Bo-Katan ai danni di Gar Saxon ricorda molto da vicino le disavventure di Anakin, Obi-Wan e Palpatine con i turboascensori della Invisible Hand viste in Episodio III – La Vendetta dei Sith.

Saxon, tuttavia, riesce a fuggire e a riunirsi a Maul e Rook Kast; al suo arrivo, Gar trova lo Zabrak intento a conferire con i più importanti leader criminali del Collettivo Ombra: il Falleen Ziton Moj, il Pyke Marg Krim e il quasi-umano Dryden Vos, rispettivamente a capo del Sole Nero, del Sindacato dei Pyke e dell’Alba Cremisi. Terminata la conversazione, durante la quale Maul ordina ai gangster di darsi alla macchia, lo Zabrak si rivolge ai suoi sottoposti, ricordando i loro sforzi per liberarlo, circa sei mesi prima, dalla prigione di Stygeon Prime, ammettendo di aver sottovalutato il Conte Dooku, riconoscendo l’inesorabile avanzata del lato oscuro e affermando che, molto presto, la galassia sarà rimodellata, preannunciando, ancora una volta, l’ascesa di Palpatine. Durante l’ulteriore monologo che ne consegue, Maul arringa i suoi, preparandoli allo scontro finale contro le truppe repubblicane e affermando che il popolo mandaloriano merita molto più di una vita passata a nascondersi nelle fogne; per pura ironia della sorte, sarà proprio questo, ventotto anni più tardi, il loro destino, come visto durante la serie televisiva The Mandalorian.

The Clone Wars Ahsoka Maul

Palazzo ducale di Sundari. Ahsoka, Rex e Bo-Katan sono intenti in una discussione riguardo alla presenza dei soldati clone su Mandalore; pur avendo chiesto lei stessa l’intervento della Repubblica, infatti, Bo-Katan sta perdendo la pazienza e, con essa, anche il popolo mandaloriano, che non digerisce l’occupazione del proprio mondo neutrale. Ahsoka, dal canto suo, promette il ritiro delle forze repubblicane una volta terminato l’assedio. La discussione è tuttavia interrotta nientemeno che dalla presenza di Maul, che si fa trovare assiso in trono, affermando di essere il legittimo sovrano di Mandalore: in effetti, lo Zabrak aveva ottenuto il titolo oltre un anno prima, uccidendo Pre Viszla e Satine Kryze e impossessandosi della spada oscura. Nel frattempo, la colonna sonora ci dona l’ennesimo riferimento a Episodio III – La Vendetta dei Sith, concedendo all’orecchio dello spettatore il tema suonato durante la narrazione della tragica fine di Darth Plagueis il Saggio.

The Clone Wars Ahsoka Maul

Mentre all’esterno infuria la battaglia tra i soldati clone e i mandaloriani, Maul decide di aprirsi con Ahsoka, in quanto cacciata dall’Ordine dei Jedi. Prontamente corretto dalla Togruta, che afferma di essersene andata volontariamente Maul ribadisce che la colpa del suo abbandono è, in ogni caso, dovuta all’ipocrisia del Consiglio dei Jedi. Anche lo Zabrak, proprio come Ahsoka, non è stato altro che uno strumento nelle mani di un potere più grande e che, a proposito, la base di potere sta per subire un cambiamento radicale a causa alle macchinazioni di Darth Sidious, che ormai da decenni opera celato nell’ombra e che ben presto deciderà di rivelarsi; quest’ultima affermazione altro non è che un palese riferimento a Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker, in cui tuttavia è Leia Organa a rendersi conto di questa terribile verità. Ahsoka, a questo punto, chiede a Maul di aiutare la Repubblica; lo Zabrak, tuttavia, replica che la Repubblica è già caduta, e che gli unici a non rendersene conto sono i repubblicani stessi; che il tempo dei Jedi, come affermato anche da Luke Skywalker in Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi, è finito; e che, infine gli unici in grado di sconfiggere Sidious altri non sono che loro due, Maul e Ahsoka, la Togruta e lo Zabrak. A questo punto, tendendole la mano come Kylo Ren farà, cinquantatré anni più tardi, in direzione di Rey, Maul propone ad Ahsoka una profana alleanza volta a rovesciare il Signore Oscuro dei Sith una volta per tutte.

The Clone Wars Ahsoka Maul

Dopo un lungo momento di esitazione, Ahsoka è improvvisamente ridestata dall’esplosione della vetrata della sala del trono; la Togruta acconsente dunque di aiutare Maul, purché quest’ultimo le riveli che cosa desidera da Anakin Skywalker. È presto detto: egli è la chiave di tutto. Ahsoka non comprende: è forse la chiave per portare equilibrio nella Forza, come predetto dalla profezia sul Prescelto? Tutt’altro, ribatte Maul: per distruggerlo! Egli è il prescelto, sì: ma prescelto a diventare il nuovo apprendista di Darth Sidious. Per questo Maul ha orchestrato l’occupazione di Mandalore: per attirare Kenobi e, con lui, Skywalker, al fine di ucciderlo e privare dunque Sidious del suo prezioso pupillo. Ahsoka è incredula: conosce Anakin, non farebbe mai nulla del genere; lo Zabrak mente, o ha ricevuto una visione fallace. Tramontata ogni possibilità di alleanza, Maul si prepara a un duello, sfoderando la sua spada laser a doppia lama e assumendo la stessa posa vista nell’hangar del palazzo reale di Theed durante Episodio I – La Minaccia Fantasma. Nel frattempo, in sottofondo, lo spettatore può udire un urlo molto simile a quello emesso da Darth Sidious durante il combattimento contro Mace Windu, Kit Fisto, Agen Kolar e Saesee Tiin: che i due scontri si stiano svolgendo in contemporanea?

The Clone Wars Ahsoka Maul

Il duello, come prevedibile, è spettacolare, senza pietà esclusione di colpi; ben presto, inoltre, si sposta dal palazzo ducale di Sundari alla cupola che protegge la capitale di Mandalore dalle intemperie del mondo esterno. Impegnato contro l’ex-Padawan di Anakin, Maul approfitta inoltre della sconfitta delle truppe di Saxon per tradirlo e abbandonarlo al suo destino di prigioniero della Repubblica; come fatto notare da Ahsoka, tacciata per questo di avere la arroganza di Obi-Wan, le abilità in duello dello Zabrak si rivelano tuttavia nettamente più scarse del previsto e, ben presto, Maul è sconfitto, catturato da parte dei soldati clone giunti in soccorso della Togruta e, infine, colpito da un raggio stordente che lo lascia privo di sensi. La battaglia per Mandalore è finita, ma oscure ombre si celano all’orizzonte…

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Torinese, classe 1996, sono uno studente di Economia e Scienze Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Fan di Star Wars dai tempi de La vendetta dei Sith ma vero e proprio appassionato solo dal 2015, mi sono avvicinato al lato cartaceo della Forza grazie al fumetto Darth Vader. Da settembre 2019 scrivo per Star Wars Libri & Comics con l'obiettivo di contribuire alla diffusione e alla conoscenza di questo meraviglioso universo narrativo.

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