The Clone Wars S7:E11 – Analisi e easter egg

Il tempo è arrivato! Il penultimo atto della settima stagione e dell’intera The Clone Wars raggiunge vette di tragicità finora mai pervenute in qualunque altro episodio della serie animata e difficilmente eguagliate in una qualsivoglia altra opera a marchio Star Wars, segnando l’apice del climax ascendente di quello che, a tutti gli effetti, può considerarsi il vero e proprio capolavoro di Dave Filoni, il suo più grande atto d’amore nei confronti della saga e, senza ombra di dubbio, del personaggio di Ahsoka, Fatta questa poetica premessa è tempo di presentare, anche questa settimana, l’esclusiva analisi dell’undicesimo episodio della settima stagione di The Clone Wars a firma di Star Wars Libri & Comics.

The Clone Wars S7:E11 – Analisi e easter egg

Come già accaduto per la puntata precedente, l’episodio odierno è introdotto da un breve quanto tetro preambolo introduttivo, composto dal vecchio marchio verde di Lucasfilm, dal cupo logo della serie The Clone Wars, ancora una volta rivisitato in una minacciosa tonalità cremisi, e dal sinistro titolo della puntata, anch’esso di color vermiglio: Shattered, adattato in italiano come Sconvolgimento, chiara ed eloquente anticipazione degli eventi che segneranno per sempre la vita (e la morte) di ciascun abitante della galassia lontana lontana. La narrazione ricomincia dunque su Mandalore, all’indomani della cattura di Maul e della fine dell’omonimo, brevissimo assedio: a conti fatti, se la durata canonica di Episodio III – La Vendetta dei Sith fosse uguale alla sua durata nell’universo narrativo Legends, una delle più epiche battaglie di tutte le Guerre dei Cloni sarebbe infatti durata appena quattro giorni.

Per le strade di Sundari, dunque, si respira un clima di quiete dopo la tempesta: la città giace ridotta in macerie, ma i combattimenti sono finalmente cessati e il dominio di Maul e del Collettivo Ombra è giunto al termine una volta per tutte. Nel viavai di uomini e mezzi, soldati clone e LAAT/i (Low Altitude Assault Transport/infantry), la macchina da presa si concentra su Bo-Katan Kryzeleader della resistenza mandaloriana, mentre osserva compiaciuta la carcerazione di Gar Saxon e dei suoi super commando. La donna è tuttavia distolta dall’arrivo di Ahsoka Tano, di ritorno a seguito del vittorioso scontro con lo stesso Maul; sinceramente colpita, Bo-Katan non può fare a meno di congratularsi con la Togruta, così abile da riuscire dove molti prima di lei avevano fallito. Ahsoka, dal canto suo, benché disillusa in quanto consapevole di essere un mero strumento nelle mani del Consiglio dei Jedi, non può che provare sincera gratitudine nei confronti della Mandaloriana, l’alleata e l’amica con cui ha trascorso gli ultimi sei mesi e, in un atto di riconoscenza e di stima nei confronti di ciascuno dei suoi mentori, afferma di avere imparato dai migliori, Bo-Katan compresa. Quest’ultima, tuttavia, è tormentata: l’unica cosa in cui eccelle è l’arte della guerra, come potrà essere una buona leader per il suo popolo? Sua sorella, la defunta duchessa Satine Kryze, aveva tentato la via del pacifismo e dell’idealismo, eppure…

La conversazione è interrotta dall’arrivo del Comandante CT-7567, meglio noto come Rex, recante la notizia che il Consiglio dei Jedi desidera parlare con Ahsoka. Il primo pensiero della Togruta va, come prevedibile, al suo ex-maestro, il Cavaliere Jedi Anakin Skywalker, per il quale Ahsoka prova, in primis, un affetto smisurato e, in secondo luogo, un terribile senso di preoccupazione dovuto alle parole pronunciate da Maul la notte precedente. Nel frattempo, i Maestri Jedi Yoda, Mace Windu, Ki-Adi-Mundi e Aayla Secura stanno affrontando una conversazione tutt’altro che rassicurante…

«Avverto un complotto per distruggere i Jedi. Il lato oscuro della Forza circonda il Cancelliere.»

«Se non rinuncia a deporre i poteri speciali dopo la distruzione di Grievous, Palpatine deve essere rimosso dalla carica.»

«Il Consiglio dovrà porsi alla guida del Senato per assicurare una pacifica transizione.»

«Oscuro è l’approdo a cui questa teoria conduce. Hmm. Grande cautela noi dobbiamo avere.»

Ahsoka e Rex fanno dunque il loro ingresso nella sala del centro comunicazioni dove, con l’ausilio di un oloproiettore, sono in grado di conferire con i quattro Maestri Jedi. Dopo un brevissimo rapporto da parte della Togruta riguardo alla situazione di Sundari, è Yoda a prendere la parola e a spendere parole di elogio per la giovane, lodandola per i servigi resi alla Repubblica Galattica. Mal celando la vena polemica che la contraddistingue fin dalla prima adolescenza, Ahsoka ribatte seccamente, affermando di avere svolto il suo dovere di cittadina. Yoda, tuttavia, insiste: non come Jedi? L’intento del Gran Maestro è chiaro: conscio del madornale errore commesso oltre un anno prima in occasione dell’attentato al Tempio Jedi e dell’omicidio di Letta Turmond, il saggio e anziano Yoda intende fare ammenda dimostrando fiducia alla Togruta e tentando, ancora una volta di convincerla a tornare tra i ranghi dell’Ordine. Ahsoka, tuttavia, non è ancora pronta per fare questo grande passo, ma al contempo non intende chiudere del tutto la porta a una tale possibilità: la sua risposta, per l’appunto, è non ancora.

A questo punto, la giovane Tano chiede informazioni riguardo al Generale Skywalker, con cui sperava di poter scambiare due parole, probabilmente per avvertirlo dell’imminente pericolo preannunciato da Maul; il Maestro Windu, tuttavia, le comunica di averlo mandato a informare il Cancelliere Palpatine che il Generale Grievous è stato localizzato su Utapau e quivi attaccato dal Maestro Kenobi. L’ovvia conseguenza è, come giustamente nota Ahsoka, l’imminente fine della guerra, qualora Obi-Wan riuscisse a sconfiggere Grievous; è ancora Windu, tuttavia, a prendere la parola e a pronunciare queste oscure parole: dipende dal Cancelliere. All’ulteriore richiesta d’informazioni da parte della Togruta, Windu non perde occasione per dimostrare, ancora una volta, tutta l’arroganza che lo acceca, asserendo che si tratti di questioni interne al Consiglio dei Jedi e apostrofando la giovane con il termine cittadina, in questo caso utilizzato in chiaro senso dispregiativo.

La seduta è tolta: Windu, Ki-Adi-Mundi e Aayla Secura interrompono le comunicazioni, mentre il comprensivo Yoda rimane e, con discrezione, chiede ad Ahsoka se quest’ultima abbia un messaggio da recapitare ad Anakin. Ricordando la promessa fatta appena quattro giorni prima all’ex-maestro, tuttavia, la Togruta ribadisce che gli parlerà di persona, quando lo vedrà. È a questo punto che Yoda, mostrando ancora una volta tutta la sua contrizione e la volontà di riammettere Ahsoka nell’Ordine Jedi, la saluta augurandole che la Forza sia con lei e, soprattutto, chiamandola con l’appellativo di Padawan. Come giustamente fatto notare dal leale Rex, la Togruta non ha rivelato al Consiglio le parole di Maul riguardo ad Anakin: una scelta, questa, che probabilmente risulterà fatale per il destino di Ahsoka, di Skywalker, dei Jedi e della galassia intera.

È tempo di tornare a casa: come già promesso in precedenza, le forze del Grande Esercito della Repubblica accorse in sostegno dei patrioti di Bo-Katan (tra cui è possibile scorgere, ancora una volta, Ursa Wren, madre della piccola Sabine Wren che, quattordici anni più tardi, sarà protagonista delle vicende viste in Rebels) si preparano ad abbandonare Mandalore, non prima, però, di aver preso in custodia l’ex-Signore Oscuro dei Sith Maul, catturato la notte precedente a seguito del duello contro Ahsoka. Come un novello Hannibal Lecter nel celeberrimo Il Silenzio degli Innocenti, Maul è costretto ad assistere alla sua consegna impotente e rinchiuso all’interno di una capsula anti-Forza molto simile a un blocco di grafite, sul quale parrebbe raffigurato un guerriero in armatura mandaloriana intento a brandire un’arma molto simile alla spada oscura: che si tratti di una rappresentazione di Tarre Vizsla, primo Jedi di origine mandaloriana, nonché antico sovrano del pianeta e costruttore della suddetta spada oscura?

Dopo avere giudicato la capsula notevole (chiaro riferimento alla famosa battuta notevole, veramente notevole pronunciata da Darth Vader in Episodio V – L’Impero Colpisce Ancora e vero e proprio tormentone, perlomeno in lingua originale, dell’intera serie The Clone Wars), Ahsoka rivela una certa curiosità riguardo al diabolico arnese, venendo prontamente soddisfatta: la capsula è l’ultimo reperto di un’era passata, un’era in cui i Mandaloriani usavano imprigionare i fanatici utilizzatori della Forza (citazione, questa, riferita alla guerra Jedi-mandaloriana, l’ultradecennale conflitto condotto migliaia di anni prima tra il popolo di Mandalore e l’Ordine dei Jedi). È interessante notare che tali strumenti siano stati proibiti soltanto alcuni anni prima, con l’avvento dell’ormai defunta duchessa Satine: che la messa a bando c’entri qualcosa con la permanenza di Qui-Gon Jinn e Obi-Wan Kenobi su Mandalore oltre un decennio prima delle Guerre dei Cloni?

Dopo essersi cameratescamente congedata da Bo-Katan, Ahsoka sale dunque a bordo di una navetta da trasporto di classe Nu, diretta verso lo Star Destroyer di classe Venator che riporterà lei, Rex, Maul e la 332ª Compagnia su Coruscant, l’ecumenopoli capitale della Repubblica Galattica. Durante il breve volo di rientro verso la nave capitale, lo Zabrak pare particolarmente irrequieto, come se avvertisse un tremito nella Forza; dopo un breve momento di ansietà, tuttavia, Maul sembra calmarsi e immergersi in meditazione. Contemporaneamente, è Ahsoka ad avvertire qualcosa, forse le emozioni stesse emanate dal Dathomiriano; il momento è fugace, ma consente allo spettatore di concentrare a sua volta la propria attenzione su ciò che, come ben sa, sta per accadere.

Una volta a bordo dello Star Destroyer, Maul viene sottoposto a ulteriori misure restrittive: oltre a permanere nel suo stato di costrizione all’interno della capsula anti-Forza, infatti, l’ex-Signore dei Sith viene posto in isolamento in una cella protetta da uno scudo a raggi e piantonata da due agguerriti soldati-clone; curiosamente, durante tutta la durata dell’operazione, lo Zabrak permane nello stato catatonico in cui era piombato a bordo della navetta da trasporto di classe Nu. Frattanto, Ahsoka e Rex fanno la loro comparsa sul ponte della nave, avvicinandosi al grande oblò frontale in un’inquadratura che ricorda molto da vicino l’arrivo di Darth Sidious e Darth Vader a bordo dello Star Destroyer (anch’esso di classe Venator) orbitante attorno alla costruenda Morte Nera visto durante l’epilogo di Episodio III – La Vendetta dei Sith.

Eseguito il salto nell’iperspazio, Ahsoka e Rex intrattengono un commovente dialogo riguardante i rispettivi ruoli e l’impatto della guerra nelle loro vite. Come detto da Mace Windu in Episodio II – L’Attacco dei Cloni, i Jedi sono guardiani della pace, non soldati, eppure Ahsoka non è stata altro che un soldato fin da quando, tre anni prima e all’età di soli quattordici anni, è stata assegnata come Padawan di Anakin Skywalker. Dal canto suo, Rex è sempre stato addestrato ad essere un soldato, e, come tutti i cloni facenti parte del Grande Esercito della Repubblica, prova sentimenti contrastanti riguardo alla guerra: vorrebbe che non fosse mai iniziata, ma senza di essa né lui, né i suoi fratelli sarebbero mai esistiti. La conclusione di Ahsoka è semplice, ma toccante: la Togruta, infatti, sostiene che perfino nella Guerra dei Cloni si può trovare un aspetto positivo o, parafrasando le parole che lo spirito di Luminara Unduli comunicherà a Rey cinquantaquattro anni dopo, durante gli eventi di Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker, perfino nella notte si può trovare la luce; in questo frangente, in particolare, Ahsoka afferma che Rex è l’amico migliore che avrebbe mai potuto desiderare. Ancora una volta, la felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda di accendere la luce.

Rex Ahsoka The Clone Wars

Ahsoka e Rex, più che mai congiunti dall’amore fraterno, sono tuttavia interrotti dall’arrivo di un ufficiale navale, che richiama il Comandante all’oloproiettore, affinché possa ricevere le ultime istruzioni in arrivo da Coruscant. Convinta che siano buone notizie riguardanti la missione di Obi-Wan su Utapau, Ahsoka congeda dunque l’amico, rimanendo in attesa sul ponte e assumendo una posa molto simile a quella assunta dal suo ex-maestro Anakin Skywalker sul lago di Com… Ehm, presso la regione dei laghi di Naboo in Episodio II – L’Attacco dei Cloni e, al contempo, da Darth Vader a bordo dell’Executor, il Super Star Destroyer di classe omonima visto in Episodio V – L’Impero Colpisce Ancora. Frattanto, all’interno della propria cella, Maul si risveglia.

«Devi scegliere!»

«Non ascoltarlo, Anakin!»

«Questo non è da Jedi! Deve vivere!»

«È troppo pericoloso per lasciarlo vivere!»

«Ti prego, no!»

«Ho bisogno di lui!»

«Potere illimitato!»

«Che cosa ho fatto?!?»

Su Coruscant, nell’ufficio del Cancelliere Supremo, si è appena consumato l’ultimo, tragico atto della  lunga discesa e caduta di Anakin Skywalker verso il lato oscuro della Forza; sia Ahsoka, sia Maul l’hanno avvertito ma, se da un lato è altamente probabile che lo Zabrak abbia finalmente compreso la vera portata del piano del suo antico maestro, dall’altro non è chiaro, anche alla luce degli eventi della seconda stagione di Rebels, quanto la Togruta sia consapevole (e, cosa più importante, quando sia disposta ad essere consapevole) del gesto compiuto dal suo mentore e amico. La macchina da presa si sposta dunque nella sala dell’oloproiettore, laddove Rex è in attesa d’istruzioni…

«Esegui l’Ordine 66.»

A sorpresa, il Comandante non risponde, come fatto da tutti gli altri cloni, sarà fatto, mio signore, bensì un misterioso sì, Lord Sidious. Un interrogativo sorge spontaneo: come fa Rex a sapere che Palpatine è Darth Sidious? Sia chiaro, non è strano che il clone sappia dell’esistenza di Darth Sidious, riferita dal Conte Dooku a Obi-Wan Kenobi ben tre anni prima, su Geonosis, e definitivamente confermata al termine della sesta stagione della serie, svoltasi poco più di un anno prima, bensì che sappia identificarlo con certezza. È forse un’informazione contenuta all’interno del chip organico impiantato nel cervello di ogni soldato clone e volto a costringere il Grande Esercito della Repubblica a rivolgere le armi contro i Jedi?

D’un tratto, Ahsoka fa il suo ingresso nella stanza, affermando di aver percepito che qualcosa di terribile sia avvenuto ad Anakin; per tutta risposta, Rex è scosso da forti tremori e lascia cadere il proprio elmetto, mentre gli altri soldati clone rivolgono le armi contro la Togruta. In un ultimo, disperato tentativo di opporsi al diabolico Ordine 66, il Comandante afferma di volerla giustiziare egli stesso ma, al contrario, le affida l’enigmatico incarico di trovare Fives, riferendosi chiaramente al soldato clone CT-5555, fatto giustiziare dal malvagio Cancelliere Palpatine poco dopo l’abbandono dell’Ordine Jedi da parte di Ahsoka per aver scoperto la verità riguardo allo stesso chip organico di cui sopra. Terminata la frase, Rex perde definitivamente il controllo e, insieme agli altri cloni, apre il fuoco contro la Togruta. In una sequenza a dir poco spettacolare, tuttavia, Ahsoka sfodera le spade laser e riesce non solo a difendersi dal fuoco incrociato, ma anche a fuggire dalla sala, rifugiandosi presumibilmente nel condotto di aerazione dello Star Destroyer. La scena è resa ancor più indimenticabile dalla presenza della magistrale traccia Anakin’s Dark Deeds, proveniente direttamente dalla colonna sonora originale di Episodio III – La Vendetta dei Sith e naturalmente composta dal maestro John Williams.

Preso atto della fuga di Ahsoka, il Comandante Rex, ormai privo di qualsivoglia libero arbitrio, ordina dunque ai suoi cloni di stanare la Togruta e giustiziarla insieme a Maul, informando inoltre i commilitoni che ogni singolo Jedi ora è un nemico della Repubblica e che ogni soldato che si rifiuti di eseguire l’ordine sarà giustiziato per tradimento. Curiosamente, tuttavia, né Ahsoka, né Maul sono Jedi: la prima, come detto in precedenza, ha lasciato l’Ordine oltre un anno prima; il secondo… be’, il suo curriculum da Signore Oscuro dei Sith è piuttosto eloquente riguardo all’argomento. In ogni caso, il concetto è chiaro: l’obiettivo dell’Ordine 66 non si limita allo sterminio dei Cavalieri Jedi, ma prevede inoltre l’eliminazione di ogni possibile utilizzatore della Forza in grado di minacciare la leadership del neo-Imperatore Palpatine e del suo prezioso pupillo Darth Vader. In maniera altrettanto curiosa, si può inoltre notare come l’iniziale esitazione di Rex, ben più che restio all’idea di eseguire l’Ordine 66, sia passibile della succitata accusa di tradimento.

Livello di detenzione. Mentre Maul pare aver intuito ciò che sta accadendo da un capo all’altro della galassia, dai Mondi del Nucleo fino ai più lontani confini dello spazio, le due guardie di stanza presso la cella dello Zabrak disattivano lo scudo a raggi e, con fare minaccioso, gli si avvicinano, dischiudendo la capsula anti-Forza e puntandogli contro i propri fucili blaster. Benché la capsula sia ora aperta, la sua tecnologia anti-Forza è ancora attiva e, in quanto tale, Maul è completamente inerme; presagendo la propria morte, il Dathomiriano risulta terrorizzato ma, per sua fortuna, Ahsoka giunge appena in tempo per mettere fuori combattimento le guardie, salvarlo e incaricarlo, benché disarmato, di creare un diversivo, facendo ciò che gli riesce meglio: seminare il caos. Frattanto, i soldati clone sono intenti a passare al pettine l’intera nave, nel vano tentativo di trovare i due ricercati, arrivando persino a distruggere i gusci di salvataggio e a isolare gli hangar per impedire qualsivoglia fuga verso lo spazio esterno.

Poco dopo, Ahsoka riesce furtivamente a introdursi all’interno di una piccola rimessa per droidi, ottenendo l’aiuto degli astromeccanici R7-A7, G-G e CH-33P, anche noto come Cheep; è interessante notare come quest’ultimo sia doppiato nientemeno che da Dave Filoni, sceneggiatore della puntata e show-runner dell’intera serie animata, che già aveva prestato la voce a C1-10P, più conosciuto con il nome di Chopper, durante le quattro stagioni della serie Rebels. Sfruttando l’assistenza dei droidi, Ahsoka accede al computer centrale e, più precisamente, ai documenti riservati riguardanti il soldato clone Fives: tra questi, in particolare, vi è una registrazione olografica in cui la scienziata Kaminoana Nala Se, coinvolta nel complotto per distruggere i Jedi, riassume gli eventi accaduti oltre un anno prima tra Ringo Vinda e Coruscant, aggiungendo che, benché il Senato e il Consiglio dei Jedi abbiano accettato la versione ufficiale, il soldato CT-7567 (Rex) ha presentato un rapporto di reclamo, quest’ultimo tuttavia secretato.

Ahsoka non si abbatte e, al contrario, prova immediatamente a utilizzate il codice personale di Anakin, ovvero 8-1-0-8. Curiosamente, il codice corrisponde alla data di uscita, in notazione americana, del film animato The Clone Wars (10 agosto 2008, 8/10/8); come se non bastasse, le prime due cifre sono un ulteriore richiamo all’anno di nascita di Hayden Christensen, interprete di Anakin Skywalker in Episodio II – L’Attacco dei CloniEpisodio III – La Vendetta dei SithEpisodio VI – Il Ritorno dello Jedi (sotto forma di fantasma della Forza) ed Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker (sotto forma di voce nella Forza) e di Ashley Eckstein, unica interprete di Ahsoka Tano (finora…), nati rispettivamente il 19 aprile e il 22 settembre 1981. Ad ogni modo, il codice si rivela corretto e la Togruta può accedere alla registrazione secretata, dalla quale apprende i sospetti di Rex riguardo a un eventuale secondo e oscuro fine legato alla presenza del chip inibitore all’interno del cervello di ciascun clone.

Frattanto, lungo i corridoi dello Star Destroyer, Maul si apre un varco con l’unico ausilio della Forza, provocando una vera e propria carneficina tra i soldati clone incaricati di ucciderlo. La scena, benché molto più lenta e compassata, richiama palesemente la famosissima sequenza all’interno di Rogue One in cui Darth Vader, nel vano tentativo di recuperare i piani della Morte Nera, si rende autore di una mattanza di soldati dell’Alleanza Ribelle. Tra i vari cloni caduti sotto i colpi di Maul, in particolare, è poi possibile distinguere il soldato Ridge, finora visto unicamente nel film animato The Clone Wars. Vista la mala parata, Rex ordina dunque la ritirata e la chiusura delle porte anti-laser (chiaro riferimento a Episodio I – La Minaccia Fantasma e, ancor di più, a Episodio IV – Una Nuova Speranza); Maul, tuttavia, riesce ad attrarre un clone con la Forza e a provocargli l’amputazione di un braccio durante la chiusura delle porte stesse, similmente a ciò che, ventotto anni più tardi, il Mandaloriano Din Djarin farà con un malcapitato Quarren (che tuttavia avrà sorte ben peggiore) all’interno di una bettola situata su di un lontano mondo di ghiaccio.

Poco più tardi, con l’aiuto di R7-A7 e di Cheep, Ahsoka riesce a isolare Rex dal resto della propria squadra, a rivelargli la verità, a stordirlo e, infine, a condurlo presso la piattaforma medica. Là, sfruttando la programmazione di un droide medico di serie FX, la Togruta tenta invano d’individuare la posizione del chip. Non perdendosi d’animo, Ahsoka ricorre alla Forza, imponendo le mani sul capo di Rex e ripetendo incessantemente il mantra dei Guardiani degli Whillsono tutt’uno con la Forza e la Forza è con me, sono tutt’uno con la Forza e la Forza è con mesono tutt’uno con la Forza e la Forza è con me… Finalmente, la scansione dà esito positivo: il chip è individuato, Rex anestetizzato e l’operazione di rimozione ha inizio. Gli altri soldati clone, nel frattempo, riescono a forzare la porta della piattaforma medica, in una scena che ricorda molto da vicino l’irruzione degli assaltatori a bordo della Tantive IV all’inizio di Episodio IV – Una Nuova Speranza. Ahsoka oppone resistenza, ma i cloni sono troppi e, infine, riescono a ferirla; la Togruta pare sul punto di essere sopraffatta, quando…

LA SORTE DI AHSOKA

La Togruta sembra sul punto di essere sopraffatta, quando quattro colpi di blaster colpiscono e uccidono i suoi aggressori: è Rex, immediatamente riavutosi dall’operazione e non più sotto il mortifero influsso del chip inibitore. L’arrivo di ulteriori soldati clone è impedito dall’intervento del droide G-G, che sigilla nuovamente la porta della piattaforma medica. Riconciliatisi, Rex e Ahsoka si preparano dunque all’imminente, nuovo scontro con il resto dei soldati clone…

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Torinese, classe 1996, sono uno studente di Economia e Scienze Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Fan di Star Wars dai tempi de La vendetta dei Sith ma vero e proprio appassionato solo dal 2015, mi sono avvicinato al lato cartaceo della Forza grazie al fumetto Darth Vader. Da settembre 2019 scrivo per Star Wars Libri & Comics con l'obiettivo di contribuire alla diffusione e alla conoscenza di questo meraviglioso universo narrativo.

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