The High Republic: discussione con gli autori

StarWars.com ha pubblicato una lunga discussione a tavola rotonda con gli autori di The High Republic, il progetto editoriale crossmediale canonico annunciato a inizio settimana e che vedrà una nuova ondata di libri e fumetti interconnessi arrivare nelle librerie (per il momento non quelle italiane) a partire da agosto 2020.

L’articolo originale è di Dan Brooks e noi di Star Wars Libri & Comics ve lo riportiamo in versione integrale!

SW.com: Mike, a questa mi sa che dovresti essere tu a rispondere. Come è iniziato tutto ciò? Come siamo arrivati a questo?

Michael Siglain (MS): Oh tutto questo risale a molto tempo fa. Era un’idea che desideravo fare da tanto con il publishing di Star Wars: volevo raccontare una grande storia attraverso diversi formati e tipologie di opere, in diversi anni e per qualsiasi tipo di fan. Anche se un fan segue solamente i romanzi Del Rey o legge solo i fumetti Marvel, gli arriva comunque un pezzo della storia complessiva. Se invece sei un core fan che legge tutte le opere allora riesci ad avere il quadro completo. Non è semplicemente la stessa storia adattata a seconda delle età, non è che c’è una storia di serie A. Tutte queste storie sono, per noi, storie di serie A e si combinano insieme in un’unica massiccia linea narrativa.

L’origine di questa storia è un crossover fumettistico, solo che invece di avere un supereroe che si interseca con degli altri, abbiamo un editore che si interseca con gli altri, con una storia o personaggio che porta ad un’altra.

SW.com: Come avete scoperto la cosa? Quale è stata la vostra reazione quando vi è stato chiesto di farne parte?

Claudia Gray (CG): Credo che Michael mi abbia chiamato o mandato un’email dicendo “Fissiamo una chiamata!”.

Justina Ireland: (JI) Credo fosse un’email del tipo “Dobbiamo parlare!”.

CG: Sì, ricordo fosse un giorno in cui non potevo stare casa perché avevo alcuni lavori in corso. Trovai il ristorante più sobrio e meno frequentato possibile: le uniche altre persone erano da tutta un’altra parte mentre io cercavo di nascondermi e parlare. Quando Michael mi spiegò che cosa stava per iniziare ero super eccitata. Aveva già menzionato l’idea in passato e ho sempre pensato fosse davvero interessante. Sapere, però che stava succedendo davvero, beh è stato grandioso!

Daniel José Older (DJO): Ero a San Francisco ed ero passato dall’ufficio di Michael per qualcosa e mi fece tipo “Dai, entra!” Poi chiuse la porta e capii che c’era qualcosa sotto. Di che cosa avremmo parlato? Pensavo fosse qualcosa di bello ma appena mi presentò l’intera idea pensavo solo “Tutto ciò sembra incredibile ed è davvero eccitante farne parte!”

SW.com: Vi conoscevate già da prima?

DJO: Sì, ci eravamo incontrati brevemente.

JI: Al San Diego Comic-Con ho conosciuto Daniel.

CG: Io e Daniel viviamo a 10 minuti di distanza! Gli altri invece erano tutti nuovi!

MS: E nessuno sapeva chi altro fosse coinvolto…

Cavan Scott (CST): Ero al San Diego Comic-Con, stavamo facendo colazione e avevo su un quadernetto tantissime cose che volevo proporre a Mike che mi sarebbero piaciute fare. Ero tutto pronto a fargli questo elenco quando Mike ha menzionato questo progetto e io mi sono limitato a mettere via i miei appunti!

Charles Soule (CSE): La mia origin story è che ero a New York, dove vivo, e Mike stava passando in città. Poco prima quel giorno avevo abbandonato un progetto molto grande di cui ero sicuro mi sarei occupato ma che avevo deciso di lasciare all’ultimo minuto. Questo aveva ovviamente liberato un sacco di spazio nella mia agenda e quindi io e Mike ci eravamo organizzati per prendere un drink. Stavamo parlando e ovviamente gli stavo raccontando di cosa era successo e che avevo un sacco di tempo, chiedendo se ci fossero progetti interessanti su Star Wars e lui iniziò tipo: “Beh…!”

MS: Il setup perfetto!

CSE: Sì, è stato fantastico perché desideravo fare quella cosa ma non sembrava giusto. Ho detto a un progetto grande… Ma qualcosa di più grande mi è capitato subito per le mani. Ed eccoci qui!

DJO: Molti di noi hanno esperienza nel proporre idee “Questo è il mio pitch, ecco come sarà”, ma in realtà questa volta era Mike a proporre a noi questa idea meravigliosa del tipo “Questo è quello che voglio fare, vuoi salire a bordo?”. Ha fatto un po’ il Nick Fury della situazione.

CST: Sì quindi ci eravamo conosciuti, salutati ai panel più che altro, ma per molto tempo non sapevamo chi fossero gli altri autori coinvolti nel progetto. Poi ad un certo punto ci arrivò una email con tutti i noi e “Oh wow!”

CSE: Questa è la seconda volta qui allo Skywalker Ranch (dove si è tenuta l’intervista nel 2019). La prima volta è stata a settembre, e prenotammo tutti lo stesso hotel a Terra Linda, una cittadina poco più a sud di qui. Ci incontrammo nella hall per un drink e poi andammo a cenare insieme: era la prima volta che avevamo modo di chiacchierare per molti di noi.

SW.com: Cosa potete dirci su quello a cui state lavorando?

CG: Riguarda Star Wars.

CST: Sì anche per me.

JI: E per me.

CSE: Come ha detto Mike prima, è una storia gigantesca che tocca tutte le linee editoriali, un tipo di narrazione che puoi dare ad adulti, adolescenti, bambini, in fumetti, romanzi… Cosa è stato fatto in passato? Film o serie TV e noi, sperabilmente, vogliamo avere la stessa prospettiva. C’è tantissimo da raccontare e per questo il progetto è così grosso.

SW.com: Per Chalrles, venendo dai fumetti, ti sembra di avere già fatto qualcosa di simile?

CSE: Sicuramente sembra molto quando devi costruire l’evento estivo della Marvel. Devi decidere quali sono i crossover, quali le miniserie e quale la serie regolare portante.

CG: Non credo nessuno di noi abbia mai lavorato ad un progetto crossmediale del genere.

CSE: Sì ma non significa niente. Cioè ormai abbiamo tutti un sacco di esperienza adesso!

DJO: Sì, lo penso anche io. Quello che è davvero fantastico e che non è mai stato fatto qualcosa del genere. Certo, ci sono molte analogie, ma tutto ciò ha una prospettiva davvero diversa da qualsiasi cosa già vista su Star Wars o in altre serie. E’ davvero fantastico.

the high republic phil noto

SW.com: Allora come è stato fino ad adesso collaborare e formulare storie?

CST: L’ultima volta abbiamo diviso le varie storie e ce ne è stata assegnata una ciascuno. Sono tutte parte di questa grande storia che stiamo creando ora. La parte più bella è che l’ultima volta che ci siamo visti qui allo Skywalker Ranch abbiamo buttato già diverse storie e ora stiamo prendendo pezzetti da ognuna per creare qualcosa di condiviso. Questa è la parte più bella secondo me perché è bellissimo avere cinque menti creative diverse, non artisti o attori, ma qualcuno che da un lato è la tua ancora di salvezza ma dall’altro ti stimola a proporre qualcosa di nuovo.

CG: E’ anche grandioso avere lo Story Group qui perché se chiedi “Cosa succede su quel pianeta” Pablo [Hidalgo ndt] ti risponde subito dicendo “Beh quel pianeta è abitato da quella specie e 2000 anni fa è successo questo.” Avere tutta questa conoscenza racchiusa in una stanza è grandioso e utile, perché spesso vengono fuori con “Ah, conosco una cosa che potresti usare in questo!”

JI: La cosa buona è anche che nessuno vuole scrivere la stessa storia. Sì, c’è un’idea generale ma ognuno la declina in storie diverse, con feeling diversi a seconda del mezzo. Se c’è qualcosa che un autore desidera fare ardentemente lo può fare in questo framework perché c’è spazio. E non è detto che sia il modo in cui la narrazione funziona con queste dinamiche, perché a volte devi mettere da parte qualche desiderio a beneficio del gruppo: non è il caso qui.

CSE: Dovresti dirgli dello Slack perché lo hai creato tu e chiamato “come te”.

JI: Sì, però non l’ho chiamato come me, si chiama “Jawas Incorporated”!.

CSE: E ricordaci, quali sono le tue iniziali?

JI: E’ solo perché Cavan aveva fatto un commento qui al Ranch dicendo che eravamo come dei Jawas,  Jawas Incorporated. Vorrei avere quel livello di megalomania che dici tu!

DJO: Questo si collega anche a quello che stavo per dire. Aver fatto parte di questa esperienza, ritrovarci qui, uscire, conoscere la creatività degli altri e il loro senso dell’umorismo, il processo di lavoro, i disaccordi… è stato prima di tutto divertente. Farlo questa seconda volta è ancora più divertente e ci fidiamo molto di più gli uni degli altri.

CG: Non so quanto sia importante ma parlando di progetti scollegati da questo, stavo lavorando a Master & Apprentice mentre Cavan stava lavorando a Dooku: Jedi Lost e ovviamente c’era un certo grado di sovrapposizione. Se non fossimo stati connessi tramite Slack beh… credo che il libro sia venuto molto meglio sapendo quello che stavi facendo sull’audiolibro. Condividere informazioni sapendo che le due storie si sarebbero integrate perfettamente ha reso tutto più forte.

MS: E vi ha resi più forte come gruppo. Siete esattamente ciò che questa iniziativa è: siete i Jedi che si uniscono per il bene comune. […]

MS: Stiamo parlando dell’Alta Repubblica, una nuova era narrativa che ci mostra i Jedi al loro picco. 200 anni prima de La Minaccia Fantasma vedremo i Jedi davvero più eroici possibili e ci concentreremo su cosa stanno facendo. Uno dei temi portanti è l’esplorazione e l’espansione della Galassia: in tal senso, è quello che stanno facendo anche i nostri autori, esplorano allo stesso modo. “Cosa possiamo fare, come possiamo rendere tutto ciò il più grande ed epico possibile ma renderlo ancora 100% Star Wars”. Questa è la challenge creativa, ed è abbastanza grossa.

SW.com: Vi stat spingendo in una nuova era, con nuovi personaggi… Cosa è davvero eccitante nell’avere una tabula rasa?

CST: Quello che è liberatorio è il fatto che stiamo creando noi una nuova tela. Non stiamo riempiendo buchi o preparandoci per qualcos’altro. Creiamo nuovo spazio.

DJO: E’ davvero stimolante dal punto di vista storico e del worldbuilding perché è una fonte inesauribile di materiale. C’è molto spazio per giocare.

CSE: Detto questo, mentirei se non dicessi che è spaventoso creare un nuovo cattivo, perché sai che verrà messo subito a confronto con Palpatine, Vader, Kylo, Snoke. Questo ti porta a dare il massimo perché sai che il metro di paragone saranno i grandissimi creativi di Star Wars degli ultimi 40 anni, da George Lucas a Timothy Zahn a tutti gli altri.

SW.com: Avete menzionato lo Story Group. Quale è stata la loro funzione in tutto ciò?

DJO: Sono Yoda, in pratica!

CSE: No, sono più Jocasta Nu!

MS: Collaborano tanto quanto questi autori nel creare questa storia e questa era. Credo sia stato proprio James Waugh dello Story Group a trovare il nome The High Republic”. Il gruppo ci tiene sulla retta via e si assicura che sia tutto autenticamente Star Wars, ma fanno anche da protezione in termini di cosa possiamo e non possiamo fare. Vogliamo che sia tutto fresco e originale e non andare a ricalcare cose già viste da altre parti. Ci aiutano in termini di “Questo sta succedendo qua, evitalo, questo sta succedendo là…” o in termini di lore specifica “Può questa specie fare questa, può questo personaggio fare questo?”. Sono preziosissimi!

the high republic writers

SW.com: So che non potete essere specifici ma cosa vi eccita di più riguardo ai fan quando tutto ciò sarà annunciato?

CSE: Sono eccitato per loro che scopriranno che esiste tutto ciò e che ci stiamo lavorando noi! So che è un po’ autocompiacente ma è così.

JI: Grazie per averlo detto tu, così non ho dovuto farlo io!

CSE: Siamo a conoscenza del progetto da circa l’estate 2018: siamo tutti molto eccitati ma desideriamo condividere questa cosa coi fan perché saranno super eccitati anche loro, anche solo per il nome The High Republic.

CG: Ero ad una convention, ancora prima che Master & Apprentice venisse annunciato ma già sapevo che ci avrei lavorato. In un momento dedicato alle domande due fan, che erano sinceramente preoccupati, mi chiesero “Perché non stai scrivendo niente di nuovo? C’è qualche problema?”. E io li rassicurai dicendo loro che sarei tornata presto nella Galassia lontana lontana.

CST: [A Charles] Un po’ quando è finita Vader o Poe Dameron, vero?

CSE: Esatto!

CST: Eri tipo “Tranquilli, c’è altra roba in arrivo.”

CG: Su una scala più piccola, questo è come lavoro come narratrice. Iniziamo a identificare alcuni individui e momenti emozionali chiave. Amo i personaggi e il mondo che stiamo costruendo, è affascinante, ma ciò che lo rende vivo sono le persone e i momenti speciali.

CST: Sì, da questo meeting andremo via iniziando a popolare l’universo.

CG: Sembra divertente!

CST: Noi cinque, pensate i nostri figli!

DJO: I fan di Star Wars amano le storie e la storia. Tutti amiamo la storia. Questa è la nostra occasione di dare loro la storia… Abbiamo la possibilità di inserirci in questo pezzo di storia che è stata solo lore e che adesso andremo a raccontare: è fantastico!

JI: Questo è uno degli aspetti, se ad esempio guardi la Trilogia Originale, ci sono un sacco di non detti sul perché le cose sono come sono. C’è tantissimo di solamente sottinteso. Ora possiamo raccontare il perché certe cose sono così, prendere quelle briciole e raccontarvi tutto.

CST: E lasciare nuove briciole. Questo è il punto!

CG: Abbiamo collegamenti con tutti gli elementi in questa storia e siamo anche stati in grado di creare connessioni con altre storie che renderanno tutto l’universo più coeso.

CSE: Una delle esperienze più divertenti che abbiamo fatto sono state le due gite allo Skywalker Ranch in cui abbiamo visto Una Nuova Speranza e L’Impero Colpisce Ancora nel cinema di George Lucas: è un posto bellissimo, molto art deco. Abbiamo visto la versione migliore possibile, col sonoro migliore e tutto quanto. Questo si collega a quanto detto ora da Cavan e Claudia, ci sono alcuni fili a cui noi possiamo aggrapparci, come quando Yoda dice qualcosa su Dagobah che possiamo direttamente collegare alla filosofia Jedi dell’Alta Repubblica. Questa è praticamente la Bibbia. Aver visto questi film in quel mondo… è stato fantastico.

DJO: Specialmente nel mezzo del processo creativo per decidere quale sarebbe stata la nuova generazione di storie di Star Wars, tornare indietro di 40 anni è stato affascinante.

CST: Credo davvero che stiamo gettando le fondamenta per le prossime generazioni, le basi per poter portare avanti queste storie in futuro. E questo è ciò che Star Wars è sempre stato: una storia dal passato enorme ma che continua ad andare avanti.

SW.com: Come scrittori con gusti personali esterni a Star Wars, ci sono tipi di personaggi che vorreste vedere nell’Universo e che ora avete la possibilità di esplorare?

JI: Popolerò la galassia degli alieni più teneri che voi possiate immaginare.

SW.com: Star Wars ha bisogno di alieni teneri.

JI: Sì, piccoli teneri roditori con spade laser! Adoro i roditori, adoro anche momenti divertenti e comici e non vedo l’ora di avere momenti del genere! Amo molto ache l’horror: in pratica, creature pelose che sono divertenti ma spaventose!

DJO: Star Wars è sempre stato capace di attraversare diversi generi: ci sono elementi horror, di fantasy medievale, di fantasy epico, di storie d’amore… Avere uno spazio del genere in cui potersi muovere ci permette di espanderci molto in questi generi, non solamente fare una toccata e fuga.

CG: Una delle mie cose preferite è il fatto che questi lavori avranno tutti un sapore diverso. C’è spazio per tutto, storie per bambini, per adulti, di paura, libri, fumetti.

CST: Audiolibri.

CSE: Può anche espandersi oltre al publishing: può essere tutto.

CG: anche cose comiche, c’è spazio anche per quelle.

DJO: C’è anche spazio per avere conversazioni sulla cultura, la storia, come si muovono le persone nel mondo e cosa ciò implica a livello di dinamiche di potere o spirituali. Tutto ciò appartiene a Star Wars: l’unica cosa che dobbiamo fare è raccontare una bella storia in quel mondo e tutti questi elementi troveranno il loro spazio.

CSE: Una delle cose che amo è il modo in cui stiamo collaborando. Tipo ieri ci riferivamo ad un certo gruppo di personaggi con una certa terminologia e un paio di persone nella stanza ci hanno detto “Beh, quella parola ha un certo bagaglio… Dovremmo evitarla.” Allora la conversazione si è evoluta proprio su un piano culturale piuttosto che parlare di come scrivere storie di spade laser. Star Wars è una fantastica lente per parlare di tutto.

DJO: Ed ecco perché questo gruppo è un’esperienza fantastica.

CSE: Perché ognuno porta cose diverse.

CST: Adoro il fatto che ognuno impara dagli altri, da come gli altri lavorano e pensano.

DJO: Veniamo da posti diversi.

CST:  Molto diversi!

CSE: Voglio dire, Cavan viene dalla Gran Bretagna!

CST: Sì, vengo dall’Impero. Sono molto malvagio. Possiamo giocare con i punti di forza degli altri mentre li conosciamo e spingerci verso direzioni che magari, da soli, non avremmo intrapreso.

DJO: Portiamo approcci creativi molto diversi e osservarli è molto affascinante ma, allo stesso tempo, fantastico perché nessuno pesta i piedi agli altri. Certo ci sono punti di contatto ma tutti portano gli elementi che amano e in cui sono più bravi o su cui hanno difficoltà. Vedere come tutto ciò evolve è fantastico.

CST: E siamo anche un gruppo molto onesto.

DJO: Davvero onesto: è il discorso sulla fiducia questo!

CG: E, diciamolo, fare battaglie nerd è divertente!

the high republic poster b

SW.com: Scrivere è una attività molto solitaria, è stato strano…

DJO: Non lo è!

SW.com: Non pensi che lo sia?

DJO: No, non molto, non più. Abbiamo quello stereotipo ma penso che la possibilità di avere Slack o anche i social media… La scrittura diventa automaticamente qualcosa di più collaborativo, se lo desideri. Questo è totalmente diverso del sederti ad una scrivania e scrivere un libro.

MS: Sì, questo è molto, molto collaborativo.

CST: Probabilmente una cosa del genere non sarebbe potuta accadere nello stesso modo 10 anni fa. Abbiamo messaggi che fanno avanti e indietro attraverso l’Atlantico e attraverso gli Stati Uniti.

CSE: Come mandarci foto dei nostri cani!

CST: Esatto, ma questo è il punto. E’ diventato divertente, siamo diventati amici. Questa è la cosa più divertente. Star Wars riguarda il trovare una famiglia e per noi lo è stato e questo credo impatterà sulla storia.

DJO: Solitamente quando lavori su Star War pensi sempre che stai giocando nel cortile di qualcun altro. C’è un certo rispetto e comprensione che ci sono cose che vorresti fare ma che non potrai fare. Ovviamente ciò rimane vero, ma allo stesso tempo stiamo creando questo cortile ad un altro livello. L’esperienza è molto diversa: conosciamo i nostri parametri e adesso cerchiamo di muoverci al loro interno. Fantastico!

SW.com: Sembra che Star Wars: The High Republic sia qualcosa di enorme in termini di prospettiva. Siete in grado di riuscire a vederne la fine o come sarà quando sarà finito?

JI: Credo che adesso ci siamo troppo dentro per vederlo. Questo è uno dei problemi della scrittura: scrivi la prima bozza e pensi di non essere arrivata bene al punto dove vorresti. Quindi fai revisioni, e revisioni e revisioni e quando finisci il libro è qualcosa di totalmente diverso dal punto di inizio. Siamo ancora in quella fase di creazione, è tutto un po’ amorfo. Abbiamo già avuto il momento di Big Bang in cui è nato tutto ma per me non sarà una cosa reale e concreta finché non mi metto a scrivere delle vere e proprie storie.

CG: Abbiamo un’idea di dove la narrazione si dirigerà complessivamente, un punto di arrivo, ma dobbiamo capire quali eventi sono i principali, quali i personaggi più interessanti. Dobbiamo ancora dare una forma alla fine. Da un lato vuoi un punto di arrivo per non divagare ma dall’altro vuoi essere libero di esplorare e lasciare che l’idea evolva liberamente per farla diventare più ricca e migliore.

CSE: Quando tutto sarà finito e penso sarà tra qualche anno, magari puoi tornare a trovarci e ne parliamo qui allo Skywalker Ranch. Siamo all’inizio del cammino e ci sono tante cose meravigliose in arrivo.

SW.com: Lavorare su The High Republic sta avendo un impatto sulle storie che state scrivendo?

MS: Lo ha già avuto!

JI: Così tanti easter egg!

DJO: Ci sono già stati, sì!

CST: Tutto sta già procedendo.

CG: Yeah.

CSE: Elementi che abbiamo descritto in storie giù pubblicate faranno la loro comparsa. Star Wars è un universo narrativo e ciò significa che puoi prendere elementi da dovunque e noi lo faremo.

CST: E ciò vale anche per storie che altri autori stanno narrando. I nostri compari che non sono al momento coinvolti in questa iniziativa. Leggiamo tutti Star Wars. Parliamo con gli altri narratori, lavoriamo con loro… elementi che sono comparsi negli ultimi tre o quattro anni di romanzi possono comparire nei nostri. Allo stesso modo molti di noi conoscono vecchie storie di Star Wars che possiamo rivisitare facendo, allo stesso tempo, cose nuove. Ci sono molte fonti.

DJO: Sì, come Il Ritorno degli Ewoks.

JI: Ci sto provando in tutti i modi!

DJO: So che non esiste nel canon!

SW.com: Da dove proviene la trama complessiva? Da te Mike o da voi tutti?

MS: Da questo tavolo. Quello che abbiamo fatto al primo incontro allo Skywalker Ranch è stato invitare tutti, autori, Story Group, team editoriali e parlare delle storie. Abbiamo passato un paio di giorni chiedendoci “Cosa ci piace del franchise? Cosa vogliamo vedere nello storytelling? Cosa nel publishing? Cosa leggiamo, cosa ci piace, cosa guardiamo?”. Poi tutti hanno iniziato a proporre diverse idee e storie, e queste proposte sono state anche revisionate internamente. Ci piacevano tutte e alla fine ne abbiamo scelto una, quella proposta da Cavan Scott. In quel momento Cav non è stata più la tua storia.

CST: In quel momento è diventata la nostra storia.

MS: Ed è esattamente quello che è: Cav avrà anche messo lo scheletro dell’idea, ma tutti ci abbiamo messo i muscoli e stiamo prendendo elementi dalle altre storie proposte per crearne una epica che sarà nuova ma allo stesso tempo autenticamente Star Wars.

SW.com: Qualche pensiero finale sul progetto nel complesso e cosa significa per voi?

JI: Nella galassia c’è posto per tutti!

DJO: Stiamo davvero avendo un bel periodo, e ciò si rifletterà sul lavoro!

CG: Sarà eccitante lavorare a qualcosa su questa scala. Ogni romanzo o fumetto avrà la sua identità e avere la possibilità di guardare a livello macroscopico per poi scegliere cosa leggere a livello microscopico è davvero eccitante.

 

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Laureato in Bionics Engineering alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, sono un ricercatore nel campo della Soft Robotics. Fan di Star Wars da quando ero piccolo, all'età di circa 11 anni scopro i fumetti di Star Wars. Dal febbraio 2015 ho lanciato Star Wars Libri & Comics, un progetto nato per condividere la mia passione per "il lato cartaceo della Forza" e che, nel corso degli anni, è diventato il punto di riferimento italiano per i lettori di Star Wars.

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