Fondazione: differenze tra libri e serie

Scritto a più riprese tra il 1942 e il 1993, il Ciclo delle Fondazioni di Isaac Asimov ha rivoluzionato la storia della narrazione di fantascienza e non solo. Innumerevoli, infatti, sono le opere che hanno tratto spunto dagli scritti dell’autore statunitense. Tra queste, le saghe più celebri risultano senza dubbio essere Dune e Star Wars.

Nel 2021, il produttore David S. Goyer ha deciso di imbarcarsi nell’ambizioso progetto di realizzare una trasposizione televisiva del Ciclo delle Fondazioni. La serie, che nel corso di quest’anno vedrà approdare su Apple TV+ la sua seconda stagione, pur risultando piuttosto godibile, presenta enormi differenze rispetto al materiale originario, che talvolta paiono perfino andare in netto contrasto con i messaggi che l’autore intendeva trasmettere.

Per questo motivo, la redazione di Nerd Libri & Comics è lieta di presentare un’analisi delle principali differenze tra i romanzi del Ciclo delle Fondazioni e la serie ad essi ispirata. Naturalmente, l’articolo presenta anticipazioni e risvolti di trama provenienti tanto dall’opera letteraria, quanto dal materiale televisivo.

Gaal Dornick

Gaal Dornick

Benché fondamentale per la nascita e la guida della Fondazione su Terminus, Gaal Dornick ha un ruolo piuttosto ristretto nel romanzo Fondazione. Egli è un giovane e brillante matematico proveniente da Synnax, un pianeta situato ai più lontani confini dello spazio, scelto da Hari Seldon come collaboratore grazie alle sue capacità.

Nella serie, Gaal Dornick è una giovane donna dotata sì di grande intelligenza, ma anche di un misterioso potere di precognizione che la spinge a compiere scelte istintive guidata da una vaga consapevolezza. Synnax risulta qui essere un pianeta in cui la matematica è proibita per dogma di fede, tanto che la stessa Gaal è stata tacciata di apostasia per i suoi studi.

In seguito a una breve storia d’amore con Raych Foss, figlio adottivo di Hari Seldon, rimane incinta di una bambina che si rivela infine essere Salvor Hardin, dotata dei suoi stessi poteri. Non essendosi mai conosciute a causa di varie vicissitudini, madre e figlia si incontrano dopo essersi risvegliate entrambe da un’animazione sospesa durata decenni.

Raych Foss

Raych Foss

Comparso esclusivamente nel romanzo Fondazione Anno Zero Raych Seldon è il figlio adottivo di Hari. Svolge numerose missioni per conto dello psicostorico, fino a quando, divenuto professore universitario, muore durante una rivolta contro l’Impero sul pianeta Santanni.

La serie mantiene gran parte della caratterizzazione del personaggio, ma ne cambia il nome in Raych Foss. Durante il viaggio verso Terminus, s’innamora di Gaal Dornick, con la quale concepisce una figlia che si rivela in seguito essere Salvor Hardin. Per raccogliere i membri della Fondazione intorno alla figura di un martire, viene costretto dal padre adottivo a ucciderlo e, per questo motivo, viene condannato alla pena capitale.

L’Imperatore

Foundation Emperors

Secondo quanto si evince dai romanzi del Ciclo delle Fondazioni, l’Imperatore, reggente dell’intera galassia, è un sovrano assoluto che, sulla carta, esercita il potere in via del tutto esclusiva. Molti Imperatori, tuttavia, si avvalgono di svariati consiglieri, ministri e perfino di un parlamento. Come facilmente prevedibile, dunque, nel corso della millenaria storia dell’Impero, numerosi sovrani sono caduti vittima dell’influenza di politici e uomini di corte particolarmente abili e capaci. Il trono, quando possibile, si trasmette per via ereditaria.

Nella serie, al contrario, l’Imperatore non è uno, ma trino. Si tratta, in particolare, di tre cloni di Cleon I, capostipite della dinastia genetica vissuto circa quattro secoli prima, che ha deciso di perpetuare la propria persona in eterno. I tre cloni convivono in età differenti: il giovane Fratello Alba apprende dai due più anziani, l’adulto Fratello Giorno esercita il potere come vero e proprio Imperatore, mentre il vecchio Fratello Tramonto svolge il ruolo di consigliere.

Eto Demerzel

Eto Demerzel

Nel Ciclo delle Fondazioni, Eto Demerzel è una delle tante identità assunte da R. Daneel Olivaw, robot umanoide dall’aspetto maschile ricorrente anche nel Ciclo dei Robot. Ricopre la carica di primo ministro dell’Imperatore Cleon I, nonché di benefattore di Hari Seldon. In quanto robot, obbedisce alle tre leggi della robotica, con l’aggiunta della legge zero.

Nella serie, Eto Demerzel è un robot umanoide dall’aspetto femminile, da secoli consigliera degli Imperatori della dinastia genetica. Una dei pochissimi superstiti delle antiche Guerre dei Robot, è programmata per proteggere l’autorità imperiale in qualunque modo, anche contro la sua volontà e anche in contrasto con le leggi della robotica, che nell’opera televisiva non vengono mai enunciate. È una fervente seguace della religione del Luminismo.

Salvor Hardin

Salvor Hardin

Il romanzo Fondazione presenta Salvor Hardin come abile uomo politico, in grado di scalare i ranghi del potere della Fondazione fino a diventarne Sindaco e di proteggerla per ben due volte dagli attacchi di Anacreon durante le crisi Seldon. Sostiene che «la violenza è l’ultimo rifugio degli incompetenti».

Nella serie televisiva, Salvor è una donna, figlia di Gaal Dornick e di Raych Foss e adottata dai coniugi Hardin. Ascesa al rango di Guardiano di Terminus per il suo spirito combattivo e per la sua capacità di resistere al potente campo nullo emesso dalla Volta, riesce a unire le popolazioni di Terminus, Anacreon e Thespis in una federazione indipendente dopo aver fatto suo il motto del padre adottivo. Successivamente, si reca alla ricerca della madre perduta. Le due si incontrano dopo essersi entrambe risvegliate da una lunga animazione sospesa durata decenni.

Anacreon e Thespis

Anacreon

Nel romanzo Fondazione, il pianeta Anacreon gioca un ruolo di primo piano nel corso delle prime due crisi Seldon, avvenute rispettivamente 50 e 80 anni dopo la nascita della Fondazione su Terminus. Legato a una cultura venatoria e resosi indipendente dall’Impero, Anacreon tenta di sottomettere la Fondazione, la quale, tuttavia, riesce a mantenersi libera grazie a una rete di alleanze. Un secondo tentativo di conquista viene respinto grazie al potere spirituale della Fondazione, che ha imposto una religione fondata sulla propria tecnologia superiore.

La serie conferma sia l’importanza della caccia nella cultura di Anacreon, espandendo notevolmente il concetto appena accennato nel romanzo, sia il desiderio d’indipendenza del pianeta. Del tutto inedita, però, risulta la rivalità con il pianeta Thespis, mai menzionato negli scritti di Asimov, così come inedito è il bombardamento nucleare di Anacreon in risposta alle presunte responsabilità del suo popolo nell’attentato che ha provocato la distruzione di una delle grandi opere dell’Impero, il Ponte Stella.

L’Invictus

Invictus

Nel romanzo Fondazione, il principe reggente di Anacreon, Wienis, intende utilizzare una nave da guerra imperiale per attaccare Terminus e la Fondazione. Una volta compresa l’astuzia di Salvor Hardin e la netta superiorità spirituale della Fondazione, che ha imposto una religione fondata sulla propria tecnologia superiore, Wienis si vede costretto a sospendere l’attacco e a suicidarsi dinanzi alla disfatta.

Nella serie, la Grande Cacciatrice di Anacreon, Phara, è decisa a sfruttare i membri della Fondazione per impadronirsi di una nave imperiale alla deriva da tempo immemore, l’Invictus, e vendicarsi così del bombardamento atomico di Anacreon. L’obiettivo, dunque, non è colpire Terminus, bensì Trantor, ecumenopoli capitale dell’Impero. Phara viene uccisa da Salvor Hardin durante il tentativo di distruggere la Volta, mentre l’Invictus viene sfruttata dalla neonata federazione composta da Terminus, Anacreon e Thespis come deterrente contro eventuali attacchi imperiali.

La Volta

Volta Fondazione

Il romanzo Fondazione introduce la Volta, una camera progettata da Hari Seldon in modo tale da aprirsi esattamente 50 anni dopo l’arrivo della Fondazione su Terminus. Tale camera risulta in grado di proiettare ologrammi preregistrati di Hari Seldon, attraverso i quali lo scienziato, con l’ausilio della psicostoria, fornisce consigli cruciali per la sopravvivenza della Fondazione durante le crisi Seldon.

La serie televisiva, invece, caratterizza la Volta come un artefatto di natura tecnologica, in grado di generare un campo nullo che impedisce a chiunque di avvicinarsi. L’unica a non subire l’effetto del campo nullo sembra essere Salvor Hardin, forse per via dei poteri ereditati dalla madre Gaal Dornick. Al suo interno risiede la coscienza olografica di Hari Seldon, in grado di interagire con l’ambiente circostante per il tempo necessario a comunicare i propri messaggi.

La Seconda Fondazione

Seconda Fondazione

I romanzi Fondazione e Impero e Seconda Fondazione rivelano il vero intento di Hari Seldon, deciso a utilizzare la Prima Fondazione come un diversivo per gli avversari del suo piano, mentre la Seconda Fondazione prosegue nell’attuazione di quanto stabilito dallo psicostorico. Un nodo importante della narrazione è la ricerca della base della Seconda Fondazione, che si troverebbe «su Star’s End, all’altro capo della galassia». Il luogo si rivelerà essere il pianeta capitale Trantor, situato all’altro capo della galassia rispetto a Terminus e noto, secondo un proverbio popolare, come la Fine delle Stelle.

Nella serie, la voce narrante di Gaal Dornick identifica Star’s End come un luogo situato nelle regioni più remote ed esterne della galassia, contrapponendolo a Trantor. Successivamente, la coscienza olografica del defunto Hari Seldon spiega come il suo piano preveda l’istituzione di una Seconda Fondazione su Helicon, suo pianeta natale, ribattezzato Star’s End per via della sua orbita attorno a un buco nero.

Ma voi cosa ne pensate? Avete letto i romanzi e visto la serie? Si è trattato di adattamenti leciti e doverosi o di stravolgimenti non necessari? Fateci sapere la vostra!

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Written by
Torinese, classe 1996, laureato in Economia e Scienze Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Fan di Star Wars dai tempi de La vendetta dei Sith ma vero e proprio appassionato solo dal 2015, mi sono avvicinato al lato cartaceo della Forza grazie al fumetto Darth Vader. Da settembre 2019 scrivo per Star Wars Libri & Comics con l'obiettivo di contribuire alla diffusione e alla conoscenza di questo meraviglioso universo narrativo.

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2 Comments

  1. Avevo letto i libri del ciclo della Fondazione da giovane, poi saputo che ne avrebbero ricavato una serie TV li ho riletti perchè ero curioso di vedere come avrebbero fatto a rendere televisivamente avvincente una serie letteraria che ha il suo punto di forza nelle implicazioni e motivazioni psicologiche dei vari personaggi che si susseguono nei secoli e nel loro gioco delle parti.
    Pertanto non mi aspettavo di trovare qualcosa di simile a Dune, film decisamente fedele al libro, ma non pensavo nemmeno che la storia di Asimov venisse stravolta in modo cosi pacchiano.
    Pazienza la sostituzione di alcuni personaggi maschili, con personaggi femminili e di colore, ma questo ci stà, fa parte del “politicamente corretto”, cosa impensabile al tempo in cui i libri furono scritti.
    Va bene anche inserire battaglie inesistenti, al posto di pressochè incruente e strategiche lotte di potere fiore all’occhiello delle storie di Asimov, va bene anche una strana Volta che se non gli vai bene ti incenerisce.
    Accettiamo pure l’eccessiva proliferazione di Hari Seldon in forma più o meno fisica, anche questo in un serial TV ci può stare, ma l’aver inserito tre imperatori “perpetui”, Alba, Giorno e Tramonto, ed un Demerzel donna che fa sesso con l’imperatore e intesse trame assurde allo scopo di conservare l’impero, personalmente la trovo un emerita “puttanata”, scusate il “francesismo”.
    Da questo punto di vista, la storia poteva benissimo essere sviluppata mantenendo Cleon I e Cleon II e le varie casate nobiliari in lotta tra loro, ed Eto Demerzel alias R. Daneel Olivaw, così come lo aveva concepito lo scrittore.
    Per ora si sono viste solamente le prime due serie, non so quante ne abbiano previste, ma temo che la qualità del prodotto non sia destinata a migliorare.
    Questo è ciò che penso.

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    • Sicuramente la serie non è paragonabile alla storia originale a livello intellettuale, nonostante questo penso che sia stata fatta sufficiente bene da riuscire, per quanto mi riguarda, a considerarla come un altro percorso possibile della stessa storia, o meglio, un diverso decorso a partire dalle stesse scoperte sulla psicostoria.
      La sceneggiatura è pur sempre figlia dell’ostentato progressismo dei nostri giorni e, per carità, va benissimo così, ma per questo motivo non ha neanche troppo senso mettere a confronto le differenze tra libri e TV, visto che negli anni ’50 non si sentiva il bisogno di riqualificare l’immagine della donna, di sdoganarne i “ruoli” sociali, le differenze di genere e di etnia. Il media è un mezzo come un altro per condividere un messaggio, ed è chiaro come le serie TV negli ultimi anni siano diventati un mezzo di intrattenimento sempre più divorato dalle persone, dunque un ottimo mezzo anche per comunicare qualcosa che si spera possa lasciare il segno anche nella vita reale. Oggi c’è bisogno di questo, di comunicare il progressismo, e possiamo solo abituarci a vedere le vecchie storie della nostra infanzia (vedi anche qualche film Disney recente) stravolte con l’unico obiettivo di comunicare quel messaggio alle nuove generazioni.
      Penso che andrà avanti così per molto tempo, finché non sarà più necessario, fino ad allora tocca rassegnarsi e valutare le cose che escono oggi in base al contesto in cui viviamo, e siccome il contesto in cui viviamo è anche pieno di merda inflazionata da sceneggiature tutte uguali, io sta serie me la sto godendo invece, perché per fortuna si sono ispirati a un racconto con tanta sostanza dietro, scritto da un uomo di sostanza. La stessa sostanza traspare attraverso questa serie perché è l’idea che ci sta dietro ad essere vincente ed accattivante, quella della psicostoria intendo.
      Dopotutto, viene spesso ripetuto come la psicostoria non tenga conto degli individui singoli di natura eccezionale (come il Mulo), è così difficile credere che in un universo come quello descritto dalla serie, che di base è già parallelo in partenza (vedi la clonazione imperiale), in cui troviamo così tanti dettagli e personaggi modificati, le variabili in gioco abbiano preso una piega così differente ancora da prima della nascita di Seldon da giustificare la deviazione dalla trama originale?

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