[Recensione] Lettere da Whitechapel

Summary
Lettere da Whitechapel è, in conclusione, un ottimo gioco. In una corsa contro il tempo tra gli angusti e bui vicoli dell'East End londinese del 1888, si avrà veramente la percezione di essere sulle tracce del perfido Jack Lo Squartatore (o se ne ripercorreranno volentieri le orme, nel tentativo di farla franca). Il gioco alterna fasi dinamiche di movimento a fasi più statiche di investigazione, in un'alternanza che, se ben dosata, garantisce lo stesso livello di intrattenimento per l'intera durata della partita. Buone, nel complesso, le componenti del gioco base che, però, possono essere arricchite dall'espansione "Dear Boss", decisamente consigliata. Partite non propriamente brevi, anche se il ritmo aumenta al passare dei turni di gioco.  Che si giochi da soli come Jack o insieme come Scotland Yard, il divertimento è garantito.
Good
  • L'ambientazione e il contesto
  • La dinamica di gioco
  • L'espansione "Dear Boss".
Bad
  • Le miniature del gioco base
  • Il ritmo del gioco
7.9
Discreto
Meccaniche - 8
Veste grafica/edizione - 7.5
Longevità - 7.5
Sensazioni - 8.5

Lettere da Whitechapel è un gioco di investigazione ambientato nella Londra vittoriana del 1888, il quale ruota attorno agli omicidi perpetrati dal tanto famoso quanto famigerato Jack Lo Squartatore.
Nei panni di agenti di polizia e investigatori di Scotland Yard, fino a cinque giocatori avranno a disposizione quattro notti per fermare il terribile assassino. Un altro giocatore, invece, vestirà gli abiti del sanguinario omicida, cercando di eliminare cinque “sventurate” e farla franca ancora una volta.
Autori del gioco sono Gabriele Mari e Gianluca Santopietro, mentre le case editrici che ne curano la realizzazione sono l’italiana Giochi Uniti e Sir Chester Cobblepot.

Lettere da Whitechapel

 

  • Titolo: Lettere da Whitechapel
  • Numero di giocatori: 2-6
  • Età suggerita: Dai 14 anni in su
  • Durata media: 90 minuti circa
  • Distribuito da: Giochi Uniti
  • Lingua: Italiano
  • Autor: Gabriele Mari, Gianluca Santopietro
  • Prezzo: 43,90 (ACQUISTA QUI)

Presentazione

Lettere da Whitechapel è un gioco d’investigazione ideato dagli autori di Garibaldi e Mister X: Flight Through Europe, e ispirato agli omicidi compiuti da Jack lo Squartatore e ai disperati tentativi di Scotland Yard per fermarlo. Ogni notte, il giocatore che controlla Jack commette un nuovo omicidio e cerca di raggiungere il proprio nascondiglio.
In un intricato reticolo di vicoli gli agenti devono individuare il percorso fatto (cercando indizi sul tabellone) chiamando le caselle numerate in cui pensano Jack sia passato oppure tentando di arrestarlo durante la fuga, sempre chiamando una casella numerata e dichiarando un tentativo di arresto. Jack vince la partita se riesce a mietere cinque vittime senza essere catturato, mentre la sua cattura ne determina la sconfitta. Lettere da Whitechapel è un gioco ricco di tensione e storicamente accurato per 2-6 giocatori, caratterizzato da una grafica d’atmosfera e da illustrazioni coinvolgenti. 

Lettere da Whitechapel

Le componenti della scatola di gioco.

Cosa mi è piaciuto

L’ambientazione e il contesto

Lettere da Whitechapel precipita i giocatori nell’East End londinese del 1888, luogo degli omicidi dello Squartatore.
La plancia è divisa in settori all’interno dei quali si trovano caselle numerate e quadrate su cui, rispettivamente, si muovono Jack e le forze di polizia. Per chi avesse già dimestichezza con giochi di investigazione, sarebbe impossibile non notare delle somiglianze con il celebre gioco Scotland Yard. L’aspetto che rende più interessante Lettere da Whitechapel, tuttavia, è la scelta tematica del soggetto. Invece che dare la caccia a un fantomatico “Mr. X”, la polizia si trova qui ad avere a che fare con il serial killer più famoso della storia, responsabile di omicidi efferati quanto cruenti e mai identificato! Per chiunque sia amante del mistero dello Squartatore, la scelta di un contesto così specifico gioca sicuramente a favore della godibilità del gioco stesso. Ritrovare sulla plancia i nomi esatti dei luoghi dei crimini di Jack sarà una vera chicca per intenditori. 

La dinamica di gioco

Il giocatore che impersona Jack ha a disposizione quattro notti per portare a termine cinque omicidi; la polizia, nello stesso tempo, deve cercare di scoprire dove si trovi il covo di questi o arrestarlo. Sempre lo Squartatore avrà uno schermo dietro il quale celarsi per poter effettuare le proprie mosse. La polizia, invece, agisce in concerto, accorrendo verso determinate zone o effettuando arresti a tappeto. Ciò che rende questa dinamica estremamente coinvolgente è il brivido che si prova, quando si è Jack, nel vedere le mosse della polizia consapevoli della propria posizione. Può così capitare che ci si senta braccati fin da subito se si vedono le forze dell’ordine nei pressi del proprio segnalino, così come di rilassarsi vedendole brancolare nel buio. Contestualmente, la polizia deve concordare una strategia comune e, investigando, può scoprire importanti indizi che, come briciole di pane, potrebbero ricreare tutto, o parte, del percorso effettuato da Jack per allontanarsi dal luogo del misfatto in direzione del proprio covo. 

Lettere da Whitechapel

Lettere da Whitechapel – lo schermo di Jack

Per rendere meno arduo il lavoro di Jack, arrivano in suo soccorso alcuni gettoni movimento speciale che gli consentono di prendere il largo dalla polizia e/o aggirarla/scavalcarla. Carrozze e vicoli, in grado di far compiere spostamenti più lunghi o più complessi, sono un valido elemento strategico di cui tener conto. Tali gettoni decrescono in quantità all’avanzare del gioco, quindi saperli dosare è imperativo. 

L’espansione Dear Boss

Lettere da Whitechapel viene integrato perfettamente dall’espansione Dear Boss, dal nome di una lettera attribuita allo Squartatore e indirizzata alla stampa. L’espansione interviene su tutti gli aspetti del gioco, introducendo una dinamica di identità per i “sospetti Jack” in base alla quale risulteranno limitazioni al posizionamento del covo e all’uso dei gettoni speciali. Le sventurate, inoltre, aumentano di numero, rendendo così più difficile la vita per la polizia. Ad aumentare il pregio dell’aggiunta, poi, è il restyling delle pedine, stavolta molto più realistiche e dettagliate. Anche la polizia riceve alcune nuove carte con le quali aumentare le abilità delle forze dell’ordine. 

Lettere da Whitechapel

Lettere da Whitechapel – L’espansione Dear Boss

Cosa non mi è piaciuto

Le miniature del gioco base

L’espansione Dear Boss rischia di diventare quasi necessaria, se non si vuole giocare sempre con le miniature del gioco base. Queste ultime, di legno, sono estremamente poco curate, rischiando di ricordare, a tratti, le pedine del vecchio Monopoli con le Lire. E sono tutte le fazioni in campo a farne le spese, nessuna esclusa. In un gioco in cui le componenti dei personaggi sono estremamente importanti per tenere conto dei movimenti delle sventurate, di Jack e della polizia, avere a che fare con tali pedine rischia di svalutare un po’ l’esperienza di gioco. 

Lettere da Whitechapel

Lettere da Whitechapel – Le miniature del gioco base

Il ritmo del gioco

Lettere da Whitechapel soffre un po’ l’essere un gioco di investigazione e deduzione, ossia uno senza la componente fortuna e in cui il buon esito dipende da intuito, ragionamento e strategia. In un contesto siffatto, il rischio cui si può andare incontro più spesso è il dover trascorrere diversi momenti della sessione in religioso silenzio, ponderando le prossime mosse. Se la polizia agisce all’unisono e platealmente, e quindi rallenta meno la dinamica del gioco, è Jack che potrebbe “ingolfare” il suo svolgimento, passando interminabili minuti a pensare al suo prossimo movimento. Per ovviare a questo rischio, il manuale suggerisce che sia il giocatore più esperto a prendere possesso dello Squartatore, e devo dire che tale espediente pare funzionare. 

Commento finale

Lettere da Whitechapel è, in conclusione, un ottimo gioco. In una corsa contro il tempo tra gli angusti e bui vicoli dell’East End londinese del 1888, si avrà veramente la percezione di essere sulle tracce del perfido Jack Lo Squartatore (o se ne ripercorreranno volentieri le orme, nel tentativo di farla franca). Il gioco alterna fasi dinamiche di movimento a fasi più statiche di investigazione, in un’alternanza che, se ben dosata, garantisce lo stesso livello di intrattenimento per l’intera durata della partita. Buone, nel complesso, le componenti del gioco base che, però, possono essere arricchite dall’espansione Dear Boss, decisamente consigliata. Partite non propriamente brevi, anche se il ritmo aumenta al passare dei turni di gioco.  Che si giochi da soli come Jack o insieme come Scotland Yard, il divertimento è garantito.

Cosa ne pensate di questo gioco? Dopotutto Londra è la capitale mondiale degli accoltellamenti, sarebbe un peccato non cogliere l’opportunità di vestire i panni ludici di Jack lo Squartatore!
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Sono uno studente di Giurisprudenza presso l'università di Roma - Tor Vergata e un appassionato fan di Star Wars dal lontano 1997. Dal febbraio 2015, grazie a Star Wars Libri & Comics, mi sono avvicinato anche al mondo dei prodotti cartacei, come romanzi, fumetti e libri di approfondimento, aggiungendoli alla mia già folta collezione di videogiochi e Lego. Collaboro orgogliosamente a questo progetto nella speranza di poter aiutare altri a "fare un passo in un mondo più vasto" per poter apprezzare al meglio Star Wars in ogni sua sfumatura.

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