[Recensione] Murtagh

Summary
Murtagh è un buon romanzo sequel del Ciclo dell'Eredità, pur non essendo il vero quinto capitolo della saga. Le atmosfere di Alagaësia sono sempre le stesse, i personaggi convincono e il percorso di redenzione di Murtagh e Castigo risulta avvincente. Alcuni dei dubbi che si potevano avere inizialmente vengono fortunatamente smorzati quasi fin da subito. Trai possibili difetti del romanzo troviamo la quasi completa assenza di personaggi già noti che vadano oltre al Cavaliere e il Drago cremisi, oltre all'eccessiva importanza degli eventi presentati, pur essendo solamente uno spin-off dell'universo creato da Paolini.
Good
  • Ritorno ad Alagaësia 
  • Nessun abuso del Nome dei Nomi
Bad
  • Murtagh, ma solo Murtagh
  • La portata degli eventi
8
Buono
Storia - 8
Scrittura - 8
Edizione - 8
Sensazioni - 8

Lo scrittore statunitense Christopher Paolini torna, dopo ben dodici anni, a pubblicare un romanzo completo ambientato nell’universo narrativo di Alagaësia, creato nell’ormai lontano 2002 con l’ormai notissimo Eragon.
Pubblicato a fine 2023, Murtagh è il quinto romanzo che aggiunge un ulteriore tassello al cosiddetto Ciclo dell’Eredità, escludendo la raccolta di storie brevi intitolata La Forchetta, la Strega e il Drago uscita nel 2018.
Ambientato circa un anno dopo la conclusione di Inheritance e dell’annessa caduta del malvagio Impero di Galbatorix, segue le vicende del Cavaliere e del suo drago Castigo, mentre cercano entrambi di farsi strada in questo “nuovo mondo” alla ricerca di nuove avventure.

Murtagh Cover Rizzoli B

  • Titolo: Murtagh
  • Autore: Christopher Paolini
  • Data di uscita: 7 novembre 2023
  • Edito da: Rizzoli
  • Edizione: Copertina rigida con sovraccoperta, 750 pagine, 16cm x 24cm
  • Prezzo: 23,75 € (Copertina rigida – ACQUISTA QUI) / 12,99 € (Kindle – ACQUISTA QUI)

Sinossi dell’editore

Il mondo non è sicuro per il Cavaliere dei Draghi Murtagh e il suo drago Castigo. Un re crudele è stato sconfitto e i due devono affrontare le conseguenze del ruolo che, a malincuore, hanno ricoperto nel suo regno del terrore. Adesso sono odiati, soli, esiliati ai margini della società.
In tutto il Paese, si sussurra di spaccature nel terreno e di un vago odore di zolfo nell’aria. Murtagh intuisce che qualcosa di malvagio si annida tra le ombre di Alagaësia. Ha così inizio un epico viaggio attraverso terre conosciute o ancora inesplorate, durante il quale Murtagh e Castigo dovranno usare ogni arma a disposizione, dall’astuzia ai muscoli, per trovare e distruggere una strega misteriosa.

In questo avvincente romanzo che vede come protagonista uno dei personaggi popolari del Ciclo dell’Eredità creato da Christopher Paolini, un Cavaliere dei Draghi deve scoprire per cosa valga la pena combattere in un mondo che l’ha abbandonato. Murtagh è il libro ottimo per entrare nel mondo di Eragon per la prima volta… o per farvi un felice ritorno.

Cosa mi è piaciuto

Ritorno ad Alagaësia 

Con Murtagh abbiamo il primo vero e proprio ritorno nelle terre di Alagaësia da molti anni a questa parte. Sebbene sia stata pubblicata una breve raccolta di racconti, questa non è propriamente ambientata nei confini dell’ex-dominio di Galbatorix, bensì nelle Terre Occidentali, in particolare sul Monte Arngor. Occorre poi precisare come il racconto con protagonista Murtagh, all’interno de La Forchetta, la Strega e il Drago, sia una scena poi ripresa e ampliata in questo stesso nuovo romanzo.

Una delle poche illustrazioni ufficiali rilasciate, ambientata in acqua.

Il romanzo oggetto di recensione, invece, è completamente ambientato nel regno che già conosciamo, tra luoghi più o meno già noti. Nonostante gli anni trascorsi, l’ambientazione convince, lo stile dei personaggi (primari e secondari) è simile a quello della saga principale e sono numerose le citazioni ai romanzi precedenti
Molto interessante è, nella prima parte del volume, assistere alla transizione tra l’Impero di Galbatiorix e il Regno di Nasuada, vista anche dal punto di vista dei cittadini più comuni. Altrettanto intrigante è osservare l’aspetto conflittuale della nuove politiche di controllo della magia, adottate da Nasuada stessa.

Nessun abuso del Nome dei Nomi

Come abbiamo visto nella conclusione di Inheritance, Murtagh, Eragon e Arya ottengono la conoscenza del Nome dei Nomi, nome dell’Antica Lingua stessa, in grado di controllare, modificare o annullare qualsiasi magia. Sebbene possa avere senso come conclusione della saga principale, questa conoscenza potrebbe fornire una soluzione troppo semplice – e comoda –per le opere successive: chi potrebbe mai minacciare la persona che governa l’Antica Lingua stessa? 

Per fortuna dei lettori Paolini è riuscito, con un semplice escamotage, a fornire una nuova convincente minaccia, non così banalmente contrastabile. Infatti, come viene spiegato all’interno dei quattro romanzi principali, era stato il cosiddetto Popolo Grigio a legare la magia all’Antica Lingua per poterla meglio controllare, estinguendosi nel processo. Esistono tuttavia altri tipi di magia, come quella istintiva dei Draghi, non legate all’Antica Lingua e quindi non influenzate in alcun modo dal Nome dei Nomi.

Cosa non mi è piaciuto

Murtagh, ma solo Murtagh

Occorre segnalare un aspetto particolare del romanzo, rivolto specialmente a chi non lo avesse ancora letto: Murtagh e Castigo non sono solo i protagonisti del romanzo ma sono anche i soli personaggi classici ad apparire nel corso di esso. Il lettore non deve approcciare la lettura aspettandosi un’improvvisa apparizione di Eragon, Arya, Angela o altri personaggi; questi vengono logicamente citati nel corso della lettura ma non sono mai mostrati.
Questo punto non è necessariamente un aspetto negativo di Murtagh, in quanto per alcuni potrebbe risultare un vero e proprio punto a favore.
Tuttavia, chi scrive questa recensione avrebbe apprezzato una breve apparizione di altri personaggi storici, soprattutto avendo atteso ben dodici anni per rivedere l’intero cast… e non solo Murtagh e Castigo.

Spoiler sui personaggi

Un colpo al cuore, volontariamente causato da Paolini, viene quando Murtagh e Castigo sorvolano la Valle Palancar, Carvahall (il villaggio originario di Eragon) e il nuovo palazzo costruito da Roran e Katrina. Cavaliere e Drago sono indecisi se atterrare o meno, così da permettere a Murtagh di conoscere il cugino Roran. Il Cavaliere, tuttavia, deciderà in ultimo di proseguire per la loro missione, posticipando ulteriormente l’incontro atteso da molti fan.
In questo senso vi è ben poco “fan-service” all’interno del romanzo. Anche Eragon e Arya vengono solamente citati, ma il figlio di Morzan rifiuterà sempre di chiedere loro aiuto, preferendo agire in solitaria.

I simboli nell’Antica Lingua a confronto: Zar’roc (Miseria) e Ithring (Libertà).

Solo un personaggio già noto è presente nel romanzo e si tratta di Nasuada. La Regina appare solo nell’epilogo, quando l’evoluzione di Murtagh giunge finalmente al culmine.
Il Cavaliere è finalmente pronto ad accettare di rimanere al fianco dell’amata, nonostante i giudizi di nobili e cittadini. Parte dell’evoluzione citata avviene anche tramite il cambiamento del nome della propria spada. La spada color rosso sangue, appartenuta al traditore Morzan, cessa finalmente di chiamarsi Zar’roc (Miseria) e diventa Ithring (Libertà).

[riduci]

La portata degli eventi

Questo punto negativo non verrà approfondito particolarmente, poichè riguarda i punti focali della trama.
Per riassumere brevemente il concetto occorre però dire che gli eventi appaiono inizialmente come secondari, rispetto alla trama generale dell’universo di appartenenza, salvo poi rivelarsi di un’importanza quasi imprescindibile.
Molte convinzioni date dal precedente Ciclo dell’Eredità vengono qui riscritte, sebbene ciò sia ben fatto, risulta quantomeno strano che ad aggiungere così tanto all’universo sia un romanzo “spin-off” e non il vero e proprio quinto volume della saga, come specificato dallo stesso autore.

Copertina dell’edizione limitata italiana di Murtagh.

Conclusione

Murtagh è un buon romanzo sequel del Ciclo dell’Eredità, pur non essendo il vero quinto capitolo della saga. Le atmosfere di Alagaësia sono sempre le stesse, i personaggi convincono e il percorso di redenzione di Murtagh e Castigo risulta avvincente.
Alcuni dei dubbi che si potevano avere inizialmente vengono fortunatamente smorzati quasi fin da subito. Trai possibili difetti del romanzo troviamo la quasi completa assenza di personaggi già noti che vadano oltre al Cavaliere e il Drago cremisi, oltre all’eccessiva importanza degli eventi presentati, pur essendo solamente uno spin-off dell’universo creato da Paolini.

Cosa ne pensate di Murtagh, lo avete letto? Quanto attendete il seguito del film del 2006, anche solo per poter sentire nuovamente Ilaria D’Amico doppiare Saphira? Fatecelo sapere nei commenti!
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Classe 2000, laureato in Economia presso l'Università Cattolica di Milano, collezionista compulsivo di variant, vorace lettore di romanzi e fumetti di Star Wars dal 2012 e autore di Star Wars Libri & Comics dal Novembre 2020.

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