The Acolyte – La Seguace, Episodio 3 – Analisi e easter egg

Dopo i primi due episodi diThe Acolyte – La Seguace, è finalmente disponibile anche la terza puntata, intitolata Destino! Nel seguente articolo sarà analizzata, spoiler inclusi, la puntata, scritta da Jasmyne Flournoy e Eileen Shim, andando a scovare tutti gli easter egg e i riferimenti al loro interno.

Destino

Le gemelle

L’episodio si apre mostrandoci il verde incontaminato di Brendok, ben 16 anni prima dei due episodi precedenti. È chiaro fin da subito come l’episodio tratterà degli eventi avvenuti su Brendok, già accennati nei due precedenti e mostrati brevemente trailer della serie. Il pianeta è inedito, dalle poche informazioni in nostro possesso (grazie al databank ufficiale) sappiamo essere coperto di montagne e foreste e ritenuto privo di civilizzazione. L’unica struttura presente è la fortezza che ospita la congrega di Streghe, una struttura mineraria abbandonata.

 

I primi due personaggi che vediamo a schermo sono le piccole Mae e Osha: le due sono avvolte dalla natura, ai piedi di un velenoso albero di Bunta, lo stesso veleno che causerà la morte di Torbin 16 anni dopo. Le due mostrano già da piccole un temperamento ben diverso, con Mae più aggressiva e Osha più calma. Mentre le due tornano alla fortezza delle Streghe ripetono la stessa filastrocca che avevamo udito nella puntata iniziale, salvo venire poi raggiunte da Madre Koril, una Strega di specie Zabrak Iridoniana. Mentre Koril porta frettolosamente le bambine al sicuro, vediamo un giovanissimo Cavaliere Jedi Sol osservare le tre da dietro un albero.

Ci viene quindi mostrato l’enorme edificio che ospita la Congrega, nel cielo vediamo inoltre le due lune di Brendok. Sebbene non siano noti i nomi dei due corpi celesti, è plausibile che si tratti di una citazione alle lune gemelle di Tython: Ashla e Bogan. Una volta entrate nel complesso, alle due vengono offerte delle creme alla Spezia, si tratta di dolci già esistenti e creati inizialmente per la guida culinaria del Galaxy’s Edge. Sebbene Koril non appaia favorevole a viziare le bambine in questo modo, è proprio Madre Aniseya, l’altra madre, nonché guida delle Streghe a permettere loro di consumare i dolci. 

Una volta lasciate le bambine, le due streghe possono parlare liberamente ed emerge tutta la preoccupazione di Koril. La Zabrak teme che i Jedi possano scoprire la loro posizione e trovare le bambine, poiché a suo dire non si tratta di “bambine normali”. Come a voler confermare le preoccupazioni di Koril, la scena passa alla sala di addestramento. Madre Aniseya, che come prevedibile sembra avere grandi abilità della Forza, illustra alle streghe più giovani e agli spettatori la sua interpretazione della Forza

Il potere di molte

Dopo la spiegazione ha inizio il vero addestramento. Aniseya sfrutta le sue abilità telecinetiche per attaccare altre streghe, che solo combinando i propri poteri riescono a resisterle. È proprio questa la visione che le Streghe hanno della Forza: un filo che lega tutte le sorelle tra loro. Le bambine si stanno preparando per il rituale dell’Ascensione, che, a quanto apprendiamo, è il rituale che permetterà a Mae e Osha di diventare Streghe a tutti gli effetti. Tuttavia, ha differenza di Mae, Osha non pare così convinta di voler affrontare il rituale.

L’Ascensione ha quindi inizio e le due bambine vengono scortate al centro del gruppo di Streghe. Proprio come abbiamo appreso in precedenza, le Streghe uniscono i propri poteri, catalizzati da Madre Aniseya per imprimere il tatuaggio sulla fronte di Mae. Si tratta dello stesso tatuaggio posseduto da Aniseya ed è quello che vediamo anche sulla fronte della Mae adulta, tramite il quale anche Indara la riconosce. 

Mentre le Streghe sono in procinto di ripetere il rituale anche su Osha, però, vengono avvisate dell’arrivo dei Jedi. Sebbene Koril mostri un comportamento astioso, Aniseya ordina di abbassare le armi e di accogliere i 4 Jedi sopraggiunti. Si tratta dei giovani Sol, ancora Cavaliere, i Maestri Indara e Kelnacca e Torbin, ancora Padawan di Indara. I Jedi sono alla ricerca di Mae e Osha, poiché secondo le leggi della Repubblica non è consentito l’addestramento di bambini. Nonostante il vano tentativo di Koril, Kelnacca si accorge subito della presenza delle bambine e Indara ordina loro di uscire allo scoperto. 

Rapidamente viene fuori la verità: con un evidente riferimento ad Episodio I – La Minaccia Fantasma, scopriamo che le bambine non hanno un padre. Sebbene possa apparire strano, non è affatto una novità per la Galassia lontana lontana. Oltre ad Anakin, anche le Sorelle della Notte di Dathomir utilizzano rituali, considerati non naturali, con fini di procreazione, proprio come visto in Stories of Light and Dark.

I Jedi

La situazione si scalda rapidamente: le Streghe temono per le bambine e Aniseya esegue una magia sconosciuta, come una sorta di possessione, su Torbin. È Osha a calmare la madre, offrendosi di dimostrare ai Jedi le proprie capacità. Le parti si accordano, quindi, per far esaminare le bambine ai Jedi il mattino seguente. Koril è, tuttavia, sul piede di guerra, non riuscendo ad accettare che i Jedi possano esaminare le bambine. Durante la discussione scopriamo, inoltre, che è stata proprio la Zabrak a mettere al mondo le bambine, nonostante la creazione sia di Aniseya.

 

Il piano delle Streghe è dunque, banalmente, quello di far testare le bambine, mentendo ai Jedi durante la prova, così da farle risultare non idonee. I Jedi sono accampati in una radura con il loro Shuttle Polan-717 e, mentre i tre umani eseguono i test, Kelnacca, già solitario al tempo, aggiusta parti della nave. A bordo della nave, Torbin testa il sangue di Osha, anche in questo caso si tratta di una chiara citazione a Episodio I, quando Qui-Gon testa il Valore M di Anakin.

Anche il vero e proprio esame consiste nella stessa prova affrontata dal giovane Anakin davanti all’Alto Consiglio, tra le figure, inoltre, appare anche un loth-gatto. I Jedi non impiegano molto a comprendere che Osha sta mentendo, è la bambina stessa a rivelare, anche alla Congrega, la sua intenzione di diventare una Jedi e di volere una vita propria, slegata da quella della sorella. Dispiaciuta, Aniseya accetta il volere della figlia e la manda a prepararsi per la partenza. Proprio mentre Osha si prepara, sopra il suo letto, possiamo vedere 3 pupazzi stranamente molto assomiglianti a delle creature viste, ne L’Occhio della Tempesta, sul Pianeta X. Non sappiamo se il collegamento sia voluto ma le somiglianze tra le Streghe di Brendok e il Sentiero della Mano Aperta sono senza dubbio numerose. Tra gli oggetti di Osha spicca anche il suo diario, sul quale scopriamo essere illustrati, in modo stilizzato, il simbolo dei Jedi e una Spada Laser.

L’incendio

Da questo momento la situazione inizia a degenerare rapidamente ed è, fin da subito, chiaro che ciò che vediamo è filtrato dai ricordi di Osha. Mae chiude la sorella nella sua stanza, minacchiando di ucciderla, poi, dopo averle rubato il diario, gli da fuoco. Osha grida aiuto dalla finestra ma voltandosi indietro scopre chel’intero edificio sta rapidamente prendendo fuoco. Chiaramente è difficile che sia stata Mae a causare un così grande incendio ed è probabile che ci sia molto altro sotto.

Osha riesce a uscire dalla stanza e a raggiungere la sala del reattore, già visto all’inizio della puntata, che si appresta a esplodere per via dell’incendio. Qui c’è anche Mae, che rivela a Osha che Aniseya è morta, senza specificare il come. Seguono delle accuse da parte di entrambe le bambine e anche questa scena avrebbe ben poco senso se non fosse filtrata dai ricordi di Osha. Le due bambine cadono, poi, nella voragine su cui sorge l’edificio e il sopraggiunto Sol riesce ad afferrare solo Osha, dando per spacciata Mae. I due scappano dall’edificio, trovando in ogni angolo i cadaveri delle Streghe. Non sappiamo come siano morte, potrebbe essere per via di un sortilegio, come per avvelenamento di Bunta, elemento sul quale la serie sembra soffermarsi spesso. Trai corpi troviamo anche quello di Madre Aniseya, manca però quello di Madre Koril.

La puntata si conclude con i Jedi e Osha a bordo dello Shuttle Polan, la bambina si risveglia mentre sono in viaggio per Coruscant. In particolar modo si nota, oltre alla mancanza di Kelnacca, che Torbin presenta le cicatrici con cui lo abbiamo visto nella seconda puntata. Altro segno che, durante l’incendio, è avvenuto ben di più rispetto a quanto ci è stato mostrato, ciò è intuibile anche dai trailer, nei quali sono presenti molte più scene flashback.

Cosa ne pensate di questa terza puntata di The Acolyte – La Seguace? Avete notato altri particolari interessanti o easter egg? Fatecelo sapere nei commenti e iscrivetevi al nostro canale Youtube per restare sempre aggiornati! Venite a trovarci anche su Telegram con il nostro canale ufficiale e la nostra attivissima chat! Vi ricordiamo inoltre il nostro store con il merchandising ufficiale di Star Wars Libri & Comics!

Written by
Classe 2000, laureato in Economia presso l'Università Cattolica di Milano, collezionista compulsivo di variant, vorace lettore di romanzi e fumetti di Star Wars dal 2012 e autore di Star Wars Libri & Comics dal Novembre 2020.

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