The Acolyte – La Seguace, Episodi 1 e 2 – Analisi e easter egg

L’ora tanto attesa è arrivata! Le prime due puntate di The Acolyte – La Seguace, intitolate Perso/Ritrovato e Vendetta/Giustizia, sono finalmente disponibili su Disney+! Nella seguente analisi saranno analizzate, con spoiler, le prime due puntate, andando a scovare tutti gli easter egg e i riferimenti al loro interno.

Prima di iniziare, ricordiamo che la serie, scritta da Leslye Headland, conterà 8 puntate rilasciate a cadenza settimanale. Sarà ambientata nell’epoca dell’Alta Repubblica, ben 100 anni prima di Episodio I – La Minaccia Fanstasma e circa 100 anni dopo il progetto editoriale L’Alta Repubblica. Per la fruizione della serie non si rende comunque necessario l’essere lettori o avere conoscenze che vadano oltre ai film della saga.

Perso/Ritrovato

Il confronto con Indara

La puntata si apre con una scena che il pubblico ha ormai imparato a conoscere: l’accolita Mae, interpretata da Amandla Stenberg, è appena sbarcata su Ueda, pianeta originale per la serie. La vediamo dirigersi verso un centro abitato, chiedendo informazioni, probabilmente a un Kubaz, su dove trovare la Maestra Jedi di stanza su Ueda. Come ci verrà confermato anche più avanti nel corso della serie, nell’epoca dell’Alta Repubblica l’Ordine Jedi ha numerosi Avamposti e Templi sparsi per la Galassia, grazie ai quali è in grado di mantenere la pace anche negli angoli più remoti. È solo verso il periodo prequel che i Jedi si ritroveranno prevalentemente isolati nel Tempio Jedi di Coruscant, come visto nel romanzo The Living Force.

Tornando su Ueda, Mae entra nella taverna alla caccia di Indara, si avvicina al tavolo della Jedi, che sta conversando con altri commensali. Rapidamente approccia la Jedi, interpretata da Carrie-Anne Moss, sfidandola, priva di armi, ad attaccarla. La sfida non può che suscitare l’ilarità dell’intera taverna: il pubblico, composto dalle più disparate specie aliene, è molto probabilmente a conoscenza delle abilità della Jedi.

Interessante notare come, prima dell’inizio del duello, Indara ribadisca a Mae come i Jedi non attacchino chi è disarmato, Mae pare, tuttavia, convinta del contrario. Ha inizio, dunque, la schermaglia nella taverna. L’assassina attacca i commensali di Indara senza utilizzare armi ma, all’entrata in scena della Maestra jedi, si trova costretta a sfoderare i propri pugnali. Il combattimento, già parzialmente rilasciato sui canali social ufficiali, dura diversi minuti, durante i quali Mae prova invano a rubare la Spada Laser di Indara. La Jedi domanda inizialmente a Mae chi sia e chi l’abbia addestrata, solo dopo averla vista completamente in volto riesce a riconoscerla.

Indara chiede all’assassina, con la quale ha evidentemente dei trascorsi, cosa ci faccia lì e Mae risponde senza mezzi termini che è lì per ucciderla. Effettivamente, nonostante le evidenti abilità superiori della Jedi, l’assassina riesce a trafiggerla con un pugnale, dopo aver fatto abbassare la guardia di Indara con una minaccia a un civile. Mae decide infine di risparmiare la vita del civile, probabilmente mossa da pietà verso il figlio che questo cercava di proteggere.

Neimoidiani e CSI

La scena cambia improvvisamente: ci troviamo ora a bordo di un’astronave, dove Osha, la sorella gemella di Mae, lavora come Mek Nek assieme al droide Pip e all’amico Fillik. I due chiacchierano brevemente e scopriamo che Fillik è recentemente tornato da Nar Shadaa, pianeta sede del Cartello Hutt, già visto in numerose opere. Scopriamo rapidamente che i due si trovano a bordo di un trasporto della Federazione dei Mercanti, l’organizzazione di Neimoidiani che nella Trilogia Prequel organizzerà il blocco navale di Naboo e contribuirà alla fondazione della Confederazione dei Sistemi Indipendenti.

Caccia stellare Jedi Vector

I due escono nello spazio per eseguire delle riparazioni allo scudo della nave: è questo il compito dei Mek Nek. Durante le riparazioni notiamo come le fiamme riportino alla mente di Osha dei ricordi spiacevoli, sicuramente collegati alla parte flashback della serie. La riparazione viene, però, interrotta dall’uscita dall’Iperspazio di un Vector Jedi, si tratta dei caccia stellari biposto utilizzati dai Jedi durante l’Alta Repubblica. Il caccia appare comunque più evoluto rispetto a quelli visti nel progetto editoriale che, banalmente, non erano ancora in grado di effettuare salti nell’Iperspazio.

I due Jedi che sbarcano dal caccia stellare sono il cavaliere Yord Fandar (Charlie Barnett), e la sua Padawan, la Zygerriana Tasi Lowa (Thara Schöön). I due stanno cercando Osha e interrogano il Capitano del vascello Neimoidiano. Durante l’interrogatorio dei Jedi scopriamo diverse informazioni: il cognome di Osha è Aniseya, lei e Mae sono quindi presumibilmente figlie di Madre Aniseya (Jodie Turner-Smith). Scopriamo, inoltre, che la professione dei Mek Nek è stata vietata dalle leggi della Repubblica Galattica e che, proprio come visto ne La Minaccia Fantasma, solo i droidi possono eseguire riparazioni esterne.

I due raggiungono quindi la meccanica, qui scopriamo come lei e Yord si conoscano già, essendo stati Padawan assieme. Scopriamo, poi, che Osha ha lasciato l’Ordine Jedi ormai da 6 anni, lavorando da allora come Mek Nek. I due Jedi sono convinti che sia stata lei ad aver ucciso Indara, avendo la Jedi consigliato di interrompere l’addestramento della giovane. Le ipotesi dei Jedi vengono, inoltre, avvalorate dalla testimonianza del barista, il cittadino risparmiato da Mae. 

Osha viene dunque consegnata a un trasporto prigionieri diretto verso Coruscant, il trasporto è completamente automatizzato e sorvegliato solo da droidi di sicurezza, esattamente come visto più di un secolo dopo in The Mandalorian

Il Tempio Jedi di Coruscant

La scena cambia ancora una volta: ci troviamo ora nel Tempio Jedi di Coruscant, il Tempio appare leggermente diverso, rialzato, rispetto a quanto visto nella Trilogia Prequel. Ciò è coerente col fatto che, durante l’Alta Repubblica, Coruscant avesse solo 5126 livelli e non 5127 come nel periodo degli Skywalker.

Nelle camere del Tempio il Maestro Sol (Lee Jung-Jae) sta tenendo una lezione a dei giovani Iniziati, trai quali si distingue un piccolo Tarsunt. La meditazione dei giovani termina e, per la prima volta, appare Vernestra Rwoh (Rebecca Henderson). La rispettata Maestra Jedi, inizialmente nata sulle pagine dei romanzi L’Alta Repubblica, ha ormai più di 100 anni ed è tenuta in alta considerazione da tutti i membri dell’Ordine. La Mirialana è cambiata anche fisicamente: è ormai priva della sua caratteristica chioma viola, sostituita da numerosi tatuaggi dello stesso colore. Vernestra ha raggiunto Sol per comunicargli i sospetti su Osha, il Jedi non sembra comunque credere alle accuse contro la sua ex-Padawan.

Intanto, all’interno della nave detentiva, Osha fa conoscenza con un gruppo di carcerati intenzionati a evadere. Tra questi c’è anche un criminale sotto l’effetto del Dybbuk, un parassita che genera allucinazioni, utilizzato per sedare criminali violenti. Osha rifiuta tuttavia l’offerta, rimanendo fiduciosa nei Jedi e ferma nella propria innocenza. I detenuti riescono rapidamente a creare una falla nella sicurezza, scappando tramite i gusci di salvataggio, lasciando Osha nella propria cella. L’ex-Padawan riesce comunque a uscire, grazie all’aiuto di Bip. Salva il detenuto sotto l’effetto del Dybbuk, che però la tradisce, rubandole l’ultimo guscio di salvataggio, costringendola a un atterraggio di fortuna sul pianeta sottostante.

Di nuovo su Coruscant, i Jedi hanno appreso dell’evasione e prontamente recuperato tutti i criminali fuggiti. Scopriamo, inoltre, che Osha è precipitata su Carlac, pianeta già apparso in The Clone Wars, come base per la Ronda della Morte. Convinto dell’innocenza di Osha, Sol ottiene il permesso di condurre una spedizione di recupero su Carlac: il drappello di Jedi si compone di Sol stesso, Yord e Jecki Lon (Daphne Keen), Padawan di Sol. Nell’hangar del Tempio Jedi, ricco di alieni, appare anche un Selkath, specie anch’essa già vista più volte nella serie animata.

La dottrina della Diade?

Su Carlac, scopriamo che Osha è sopravvissuta allo schianto e ha iniziato ad avere delle visioni sulla sorella gemella, che lei stessa credeva, a sua volta, morta. La visione la porta anche su Brendok, loro pianeta di origine, dove Mae inizia a recitare una filastrocca. È  ovviamente prematura come teoria, ma la filastrocca non può che far pensare al concetto di Diade della Forza, esplorato in Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker.

Intanto i Jedi viaggiano nell’Iperspazio sulla via di Carlac, la Padawan Jecki, che ricordiamo essere un’ibrida Umana-Theelin, chiede a Sol informazioni su Osha. Il Maestro racconta di come i Jedi l’abbiano salvata, 16 anni prima, da un incendio, causato da Mae, che uccise la loro intera famiglia. Si tratta, quasi certamente, della parte flashback della serie, che vedremo nelle prossime puntate.

I Jedi raggiungono dunque la superficie del pianeta e, anche tramite l’aiuto della Forza, riescono a salvare Osha e a convincerla ad andare con loro. Osha dichiara di non aver commesso l’omicidio e rivela che Mae è sopravvissuta all’incendio. Sol, come prevedibile, si fida della sua parola all’istante, ritenendo non necessarie le manette e altre precauzioni.

Questo primo episodio giunge quindi al termine, vediamo Mae attraversare la spiaggia di un pianeta non identificato. Qui, sta raggiungendo quello che è quasi sicuramente un Sith, si tratta chiaramente di quello visto nell’ormai famosa scena del trailer. Scopriamo, dunque, il compito di Mae: uccidere un Jedi senza utilizzare un’arma, un tipo di prova molto simile a quella affrontata dallo stesso Darth Vader in Darth Vader (2017). L’obiettivo dei Sith non è tanto quello di far morire i Jedi ma di uccidere ciò che i Jedi stessi rappresentano.

Vendetta/Giustizia

Su Olega

Inizia, quindi, il secondo episodio. Ci troviamo, anche in questo caso, su un pianeta originale: Olega. Su un altopiano del pianeta sorge una piccola cittadella, non dissimile dalla Città Sacra di Jedha, all’interno della quale sorge un Avamposto Jedi. Vediamo una ragazzina importunare il droide usciere del Tempio Jedi, droide molto simile a quello presente nel palazzo di Jabba the Hutt. Vediamo quindi Mae usare l’occasione per disattivare il droide e intrufolarsi furtivamente nell’edifico, non prima di aver ricompensato la bambina per il servizio. 

Districandosi trai corridoi del Tempio, Mae raggiunge una sala da meditazione, all’interno è presente il suo prossimo obiettivo. Si tratta, come noi stessi avevamo teorizzato nell’analisi del trailer, del Maestro Jedi Torbin (Dean-Charles Chapman), anch’egli presente, ancora Padawan, nei flashback della serie. La scena successiva è, in realtà, analoga a quella con Indara: Mae invita il Jedi ad attaccarla, Jedi che tuttavia continua imperterrito il suo meditare. È  quindi Mae ad attaccare Torbin, che è però protetto da un impenetrabile scudo di Forza, inscalfibile tanto dai pugni di Mae, quanto dai suoi pugnali. L’accolita è costretta infine a ritirarsi, poiché col passare dei minuti i Jedi si sono accorti dell’intrusione. 

Ci troviamo nuovamente su Calnac, dove l’attuale Padawan di Sol e quella passata stanno cominciando a fare conoscenza. Grazie a ciò che si dicono viene reso ancora più palese un riferimento a La Minaccia Fantasma dell’episodio precedente: gli droidi astromeccanici R2 sono stati implementati proprio per sostituire il pericoloso lavoro dei Mek Nek. Ancora una volta viene ribadito come ci troviamo 100 anni prima di Episodio I e come la tecnologia e la Galassia sia in uno stadio precedente rispetto a quello dell’era Prequel. Intanto, Vernestra comunica a Sol che Mae è stata avvistata nel Tempio Jedi di Olega, il Maestro Jedi decide quindi di continuare le investigazioni, portando la squadra e Osha su Olega. 

La pace è una menzogna

Ci troviamo ancora su Olega, dove facciamo conoscenza col personaggio di Qimir (Manny Jacinto), questi è già un alleato di Mae e ha, probabilmente con la forza, preso il posto di uno speziale nella cittadella di Olega. Qimir chiede a Mae se sia riuscita a uccidere Torbin e, alla risposta negativa della ragazza, le consiglia di trovare il punto debole del Jedi. Scopriamo che anche Qimir sembra servire lo stesso Sith, chiamato dai due “Il Maestro” e che anche lui conosce la missione di Mae: uccidere almeno un Jedi senza un’arma. Tuttavia, su richiesta della ragazza, prepara una fiala di Bunta, un potente veleno, per eliminare Torbin. Inoltre, come già sapevamo dai trailer, sia Mae che Qimir conoscono stralci del Codice Sith, il che non fa che avvalorare la teoria sul “Maestro“.

Osha e Sol ricordano ciò che accadde su Brendok, Sol si sente responsabile ma Osha continua a incolpare Mae, grande importanza viene data ai flashback, che per ora abbiamo visto solo nei trailer. I Jedi sbarcano dunque su Olega, venendo accolti da un Maestro Jedi del Tempio Locale. I Jedi hanno scovato la bambina, che conferma di essere stata pagata da una ragazza identica a Osha.

Il voto di Barash

Mentre i Jedi sono fuori dal Tempio, al suo interno Mae è ancora una volta di fronte a Torbin, scopriamo che il maestro Jedi è ormai da 10 anni in meditazione, avendo pronunciato il Voto di Barash, introdotto in Darth Vader (2017) e ne La Lama. Mae ritiene che il passato di Torbin lo tormenti ancora e sia questa la causa del suo Voto. Gli offre la possibilià di confessare le sue colpe al Consiglio Jedi, oppure di essere “perdonato” assumento il veleno Bunta. Torbin si sveglia improvvisamente e, di sua spontanea volontà, assume la fiala di veleno, chiedendo perdono a Mae.

Nel frattempo i Jedi sono entrati nel Tempio, Osha è la prima a trovare il cadavere del Jedi, riconoscendo il Bunta come proveniente da Brendok, il suo pianeta natale. I Jedi comunque continuano a fidarsi di lei, poiché un sospettoso Yord l’aveva seguita di nascosto, confermando dunque la sua innocenza. 

I Jedi, seguendo la pista del veleno, risalgono a Qimir, che non riconoscono come il titolare del negozio. Il piano dei Jedi è, quindi, quello di mandare Osha in incognito da Qimir, per verificare se sia complice dell’avvelenamento o meno. Inizialmente Qimir sembra cascare nel tranello, confessando parzialmente la verità sul proprio coinvolgimento e citando velatamente anche il “Maestro“. Il finto speziale non impiega però molto a capire che non si tratta di Mae e, minacciato di arresto dai Jedi, decide di vendere loro la propria alleata, facendo il finto tonto.

I Jedi preparano dunque un imboscata per Mae: Sol riesce a intercettarla per le strade della cittadella e i due ingaggiano un duello, anche questa volta privo di armi. Il combattimento prosegue, con Mae che tenta invano di rubare la spada di Sol. Come nel caso di Indara, anche questa volta le capacità di Mae non possono competere con quelle del Maestro Jedi, che la disarma facilmente di tutti i pugnali. Il Maestro Jedi, una volta immobilizzata l’assassina, indaga la sua mente per capire da chi sia stata addestrata, tuttavia Mae stessa ignora l’identità del proprio Maestro

In nome del Senato galattico della Repubblica

Sol rivela poi a Mae che anche Osha è sopravvissuta, scopriamo così che nessuna delle due sorelle sapeva dell’altra. Yord conferma la cosa e Mae incredula tenta di scappare, riuscendoci solo grazie all’utilizzo della Forza. Interessante la scelta di dialogo per Jecki, che cita Mace Windu ne La Vendetta dei Sith: “In nome del Senato galattico della Repubblica, ti dichiaro in arresto”. Questo è solo l’ennesimo dei riferimenti all’era Prequel presenti in questa serie. 

Mae sfugge quindi ai Jedi, Osha riesce a raggiungerla e le due si fissano intensamente per un momento. L’ex-Padawan tenta di stordirla ma l’accolita riesce a sfuggirle con uno speeder rubato a un Abednedo.

Vediamo poi i Jedi, che hanno lasciato Qimir in libertà, spiare il finto speziale dalle mura del Tempio. Questi viene poi attaccato di sorpresa da Mae, convinta che l’abbia tradita. Interessante notare come, nonostante la sorpresa, Qimir riesca a difendersi e a immobilizzare l’assassina in pochi secondi, segno che il personaggio nasconda molto più di quanto sembri. Mae minaccia di uccidere Qimir, ma questo promette di farla scappare dal pianeta e di condurla su Khofar, pianeta dove risiede Kelnacca. Il Maestro Jedi Wookie è quindi il prossimo obiettivo sulla lista di Mae.

In conclusione, nell’ultima scena della puntata, ci troviamo su Khofar. Nella foresta che sovrasta l’intero pianeta vediamo due cercatori di rottami che parlano huttese tra loro. Questi hanno trovato un’astronave schiantata sul pianeta e vogliono appropriarsi di tutti i pezzi più preziosi. Quello che non potevano sapere è come il relitto fosse in realtà il rifugio del Maestro Kelnacca (Jonas Suotamo), che li fa rapidamente fuggire impauriti. 

Prima di concludere l’analisi, vi ricordiamo inoltre che proprio Kelnacca sarà il protagonista della prima opera tie-in di The Acolyte, ve ne avevamo parlato QUI!

Cosa ne pensate di queste prime due puntate di The Acolyte – La Seguace? Avete notato altri particolari interessanti o easter egg? Fatecelo sapere nei commenti e iscrivetevi al nostro canale Youtube per restare sempre aggiornati! Venite a trovarci anche su Telegram con il nostro canale ufficiale e la nostra attivissima chat! Vi ricordiamo inoltre il nostro store con il merchandising ufficiale di Star Wars Libri & Comics!

Written by
Classe 2000, laureato in Economia presso l'Università Cattolica di Milano, collezionista compulsivo di variant, vorace lettore di romanzi e fumetti di Star Wars dal 2012 e autore di Star Wars Libri & Comics dal Novembre 2020.

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