[Recensione] The Living Force

Summary
Tutto considerato, The Living Force , rappresenta purtroppo un grosso buco nell'acqua accompagnato da una piattezza sconfortante, nonostante si tratti dell'ultimo lavoro dell'apprezzato autore John Jackson Miller. Il libro si incentra su una missione collettiva dei membri del Consiglio Jedi sul pianeta Kwen, dove si scontrano con un gruppo di pirati mentre si svolgono diversi eventi attorno all'avamposto dell'Alta Repubblica lì presente. Putroppo bisogna constatare come la storia sia piatta e priva di spunti di rilievo o personaggi sviluppati e convincenti, con l'eccezione di Depa Billaba e alcuni personaggi secondari più espressivi come il custode o il capitano della nave su cui viaggia Windu. Nemmeno gli antagonisti rappresentano dei cattivi convincenti, risultando molto generici e insipidi. Complessivamente The Living Force si caratterizza per evidenti limitazioni alla libertà dell'autore e per la mancata realizzazione della promessa della trama, ovvero l'esplorazione filosofica della Forza, il rientro in contatto autentico con il popolo della galassia e la caratterizzazione dei Maestri Jedi, cui spesso viene associato un tratto monodimensionale. I Jedi jedano, i pirati piratano e la Forza Vivente non si vede. Un ritorno alla saga di John Jackson Miller che lascia poco altro che la noia e il grigiume di una lettura senza stimoli, punti di svolta o esplorazioni sostaziose e credibili. 
Good
  • Il tentativo di caratterizzare tutti i Jedi del Consiglio
  • Alcuni personaggi secondari interessanti
Bad
  • Completa inefficacia
  • Tanta noia
  • Antagonisti insipidi
  • Non c'è la Forza Vivente
  • Azzeramento di Obi-Wan
6
Sufficiente
Storia - 6
Scrittura - 7.5
Sensazioni - 4.5

Il romanzo che recensiamo oggi rappresenta il ritorno di uno degli autori più apprezzati e prolifici della letteratura di Star Wars, lo statunitense John Jackson Miller. The Living Force segna il ritorno dello scrittore alla narrativa lunga canonica, che proprio lui aveva inaugurato 10 anni fa con Una nuova alba, il primo romanzo pubblicato in assoluto del nuovo corso disneyano. In questo nuovo libro l’azione si svolge durante l’epoca dei prequel, poco prima di La minaccia fantasma, in un panorama crepuscolare dove i saggi Maestri del Consiglio dei Jedi affrontano una missione che dovrebbe rimetterli in contatto con la Forza e con le radici più autentiche del loro Ordine.

Al momento il romanzo è disponibile solo in lingua originale e non si hanno notizie di un’eventuale pubblicazione italiana. Lo stile adottato è comunque piuttosto accessibile e non rappresenta una difficoltà per chi ha una conoscenza media dell’inglese.

Tra le opere di Miller, ricordiamo anche i suoi contributi di storie brevi per il primo e il secondo volume della serie di raccolte Da un certo punto di vista, e nel panorama Legends, le serie a fumetti Cavaliere Errante, Knights of the Old Republic, il romanzo Kenobi e la raccolta di storie brevi Lost Tribe of the Sith.

 

  • Titolo originaleThe Living Force
  • Data di uscita: 9 aprile 2024
  • Autore: John Jackson Miller 
  • Edito da: Random House Worlds
  • Edizione: copertina rigida, 432 pp./ copertina flessibile 416 pp.
  • Prezzo: copertina rigida 26,77 € (ACQUISTA QUI)/ copertina flessibile 19,09 € (ACQUISTA QUI)

Sinossi ufficiale tradotta

Un anno prima di La minaccia fantasma, Yoda, Mace Windu e tutto il Consiglio dei Jedi si trovano di fronte una galassia sull’orlo del cambiamento. 

I Jedi hanno sempre attraversato le stelle per difendere la pace e la giustizia nella galassia. Ma la galassia sta cambiando e con essa l’Ordine, che si trova sempre più assorbito dal futuro della Repubblica. I dodici membri del Consiglio vivono reclusi su Coruscant, da dove ponderano sulle grandi crisi di scala galattica. Mentre un altro avamposto Jedi dell’età aurea della Repubblica sta per essere abbandonato sul pianeta Kwenn, Qui-Gon Jinn affronta il Consiglio riguardo l’isolamento crescente dell’Ordine. Al che Mace Windu propone un’iniziativa audace: tutti i dodici Maestri del Consiglio si imbarcheranno in una missione di solidarietà per aiutare il pianeta e ricordare alla gente della galassia che i Jedi rimangono forti e solidali come sono sempre stati nel tempo.  

Ma l’arrivo dei Jedi non scatena certo delle celebrazioni. In un clima di crescente trascuratezza, infatti, il settore è stato infestato da bellicose fazioni di pirati. Per mantenere il loro dominio, questi pirati si alleano, intenzionati ad assassinare i membri del Consiglio. E sono disposti a distruggere innumerevoli vite innocenti per assicurarsi il potere. 

Tentativo di caratterizzazione collettiva

Dopo un incipit dedicato alla missione di scorta di Qui-Gon Jinn e Obi-Wan Kenobi, la storia ci porta al suo fulcro: la presentazione, la caratterizzazione e la messa in azione di concerto dei membri dei Consiglio Jedi. Uno dei meriti dell’opera diventa senza dubbio l’idea di approfondire singolarmente e nelle loro dinamiche reciproche i Maestri Jedi che nella trilogia prequel rimangono per la maggior parte delle comparse silenziose. La premessa del romanzo infatti sembra garantire uno sviluppo molto coinvolgente, promettendo un buon approfondimento di personaggi potenzialmente molto interessanti e che sono sempre stati iconici tra gli appassionati.

Abbiamo quindi varie presentazioni dei membri del Consiglio, come Yarael Poof, Oppo Rancisis, Adi Gallia, Plo Koon, K-Adi Mundi, Depa Billaba e altri ancora, impegnati nei preparativi del viaggio all’avamposto di Kwenn e in altre operazioni collaterali. Alcuni di loro sono presenti di recente anche nel ciclo dell’Alta Repubblica, a cui saltuariamente The Living Force fa riferimento. Tra essi troviamo l’inossidabile Yoda e la suggestiva Yaddle, qui presentati in un’accezione piuttosto affabile e amichevole nei confronti delle persone che incontrano e che cercano di supportare. I singoli Jedi però, per quanto nutriti di molte possibilità narrative, si limitano spesso a un unico tratto caratteriale principale che viene reiterato per quasi tutto il corso della narrazione, fatta eccezione per alcuni che si trovano al centro dell’azione verso il finale o che per tutto il romanzo hanno le proprie vicende separate. Questi ultimi sono soprattutto Mace Windu e Depa Billaba, che è quella che a conti fatti ne esce meglio anche per la predilezione dell’autore per i Jedi alternativi e vagabondi, ai quali ha già dedicato molte altre opere fumettistiche e letterarie. A queste si trovano alcuni riferimenti metanarrativi, come si trova la menzione al pianeta Gorse, ambientazione principale di Una nuova alba. Per il resto non si riscontra un approfondimento soddisfacente: la promessa non viene soddisfatta fino in fondo

Cover preliminare del romanzo

Cosa non mi è piaciuto

Tutto il resto è noia

The Living Force soggace per il resto a una miriade di problematiche, la più evidente delle quali è la scarsità di eventi e di coinvolgimento negli eventi. Purtroppo non si può che constatare come nel libro non succeda quasi nulla di davvero rilevante, cosa che fa venir meno il senso di coinvolgere tanti protagonisti di questo calibro. Quella che sulla carta poteva essere una vicenda di spessore rilevante si sviluppa nel suo opposto e le sensazioni prevalenti nel lettore sono quelle di noia  e insoddisfazione. A conti fatti bisogna constatare come ci siamo ritrovati tra le mani un’opera, peraltro di lunghezza non trascurabile, che era del tutto irrilevante ed evitabile. Naturalmente anche le vicende di piccola portata possono essere gradevoli e coinvolgenti (come le raccolte Legends, ad esempio Tales of the Bounty Hunters e Tales from Jabba’s Palace, nonchè alcuni racconti come Mist Encounter), ma sicuramente non in questo formato di narrativa lunga.

Si tratta di un problema endemico ormai di medio corso nel Canone di Star Wars, dove troviamo sempre più opere per così dire stiracchiate e troppo lunghe per quello che vogliono raccontare e comunicare, nonchè incapaci di approfondire realmente l’universo di appartenenza e che sembrano sempre più usare personaggi amati e celebri in modo pretestuoso. Esempi lampanti di questa tendenza esiziale sono Fratelli e Padawan, che con The Living Force condividono il titolo estremamente generico e impersonale che già può fare da spia di un problema. Il che provoca ancor più straniamento considerando che proprio Miller ha realizzato con Kenobi una delle opere migliori del vecchio Universo Espanso, un romanzo dove tutto resta racchiuso su Tatooine e non succede letteralmente nulla su scala galattica.

Segreti dei Jedi

Illustrazione del Consiglio Jedi dal libro guida I segreti dei Jedi

 

Infatti la folla di protagonisti di alto calibro non si sposa affatto con il carico della vicenda, che rimane limitato in un piccolissimo spaziotempo nel quale non esistono possibilità reali di sviluppo. Infatti, dopo un inizio di lettura che tradisce le potenzialità dell’opera, come lettori ci rendiamo conto che probabilmente la scommessa era persa in partenza, per moltissimi motivi. In  primo luogo, l’ambientazione cronologica un anno prima degli eventi de La minaccia fantasma. Sappiamo infatti che non può esserci nessun accadimento di rilievo, se non in funzione accessoria alla situazione iniziale di quel film, come era per esempio nel Legends con lo splendido Cloak of  Deception.

Su questo punto, è perfettamente evidente come John Jackson Miller sia stato sottoposto a tantissime limitazioni, pertanto presentare una storia di vasto respiro, o dove almeno succedesse qualcosa di stimolante e coinvolgente, era pressochè impossibile dal momento che le opere cartacee sono relegate a una posizione meno che accessoria e per niente rilevante su alcun fronte. Sicuramente nella scrittura è mancata la libertà creativa e la possiblità di inserire un racconto la cui capacità di intrattenimento prevalesse sull’impressione tranciante di essere un riempitivo puro. D’altro canto, da uno degli autori di maggior successo e capacità del panorama cartaceo era lecito attendersi qualcosa di più a prescindere. Proprio a lui, del resto, era stato affidato l’inizio vero e proprio del nuovo corso canonico con Una nuova alba. Prendendo a prestito l’espressione suggestiva e simpatica di un collega di redazione, sintetizziamo la trama noiosissima di The Living Force nella frase “I Jedi jedano, i pirati piratano”.

Yoda e Yaddle in alcuni concept art dell’Alta Repubblica

Antagonisti

E parliamo dunque di questi pirati, i nemici principali. Sono lo schieramento più spento, deludente e dagli sviluppi e comportamenti prevedibili, nonchè dei nemici molto poco credibili per dei Maestri Jedi potenti, a meno di non adottare stratagemmi ingegnosi come quello usato per scoprire e catturare Depa Billaba in missione tra loro. Sebbene l’autore provi con impegno a imbastire diversi risvolti e scontri di non facile risoluzione, la tensione costruita non è mai credibile perchè non sussiste mai alcun dubbio su chi prevarrà (una trattazione simile si trova anche in Survivor’s Quest di Timothy Zahn). Mentre il resto dei personaggi può anche suscitare degli spunti, non soltanto i Jedi ma per esempio anche il custode anziano dell’avamposto, i cattivi sono a un livello di approfondimento davvero scarso, anche per quanto riguarda la loro leader, la spietata Zilestra che è costruita solo superficialmente anche se si cerca di preparare un suo collegamento emotivo con i Jedi. 

Un titolo non pervenuto

Nonostante la vaghezza e la genericità normalmente problematica del titolo, come detto più sopra, questa volta poteva andare diversamente. Il senso iniziale della vicenda per cui i Maestri del Consiglio decidono, su proposta del collega Qui-Gon, di presenziare alla chiusura dell’avamposto dell’Ordine risalente all’Alta Repubblica (che scopriamo essere nato, peraltro, su idea di Oppo Rancisis), è quello di rientrare in contatto con la Forza Vivente eponima. Questa è la componente più semplice, se vogliamo, del campo di energia mistica che coinvolge tutte le creature e l’universo, quella componente espressa da tutti gli esseri viventi nel portare avanti la loro esistenza. L’Ordine all’epoca dei prequel sembra essersi perso, distaccato dalla vita che deve promuovere e tutelare, a vantaggio della meditazione sulla Forza Cosmica (quella che nel Legends è, con un mero cambio di nome, la Unifying Force) che garantisce l’equilibrio complessivo della galassia. I Jedi sperano di raggiungere questo obiettivo  focalizzandosi sulla politica, le grandi questioni e il servizio alla Repubblica Galattica. Vengono così a contatto con l‘insoddisfazione di molti cittadini dell’Orlo Esterno  verso di loro, che si sono sempre più ritirati al centro. Sintomo di ciò è proprio il ritiro dagli avamposti.

Dunque, tutto bene? Il nuovo contatto con la vita concreta degli esseri viventi porta una nuova consapevolezza della Forza Vivente? No, per niente. I Jedi nel romanzo infatti non mostrano segni di progresso o cambiamenti rilevanti, perchè sono sin dall’inizio dei personaggi positivi  che tutto sommato dimostrano solo di agire in maniera piatta dal punto di vista narrativo. Questo non si accompagna per nulla a una meditazione filosofica di rilievo sulla Forza, un pensiero su quello che è il valore intrinseco delle creature che i protagonisti stanno aiutando e con cui condividono le vicende avventurose raccontate in questa sede. I Jedi vanno lì e fanno cose, semplicemente. E per di pù la Forza Vivente non solo non viene mai tematizzata al di là di un’esposizione superficiale, ma nemmeno viene nominata. Chi tentasse di difendere l’opera potrebbe dire che non serve parlane quando viene vissuta direttamente. Tuttavia, ci permettiamo di riaffermare nettamente che se questo messaggio deve passare attraverso una vicenda piatta e noiosa dove i protagonisti teoricamente saggi non dimostrano segni in tal senso, allora siamo davanti a un fallimento. La The Living Force, alla fine dove sta?

La maestra Depa Billaba nel primo episodio di The Bad Batch

Meno di zero?

Ambientandosi un anno prima di Episodio I, questa storia diventa parte di una serie di avventure che vedono, come protagonisti o partecipanti di primo livello, la coppia Maestro-apprendista composta da Qui-Gon Jinn e Obi-Wan Kenobi. Inoltre, si tratta di un periodo fin troppo affollato. Tutte queste vicende, in realtà, si ambientano sempre una molto a ridosso dell’altra e del primo lungometraggio della trilogia prequel, rendendo gli anni 34-32 BBY pesantemente e incredibilmente impegnativi per i due Cavalieri Jedi. Pensiamo per esempio a Maestro e apprendista e Padawan, dove riscontriamo sempre un altro vulnus fondamentale nel modo di scrivere i personaggi storici della saga all’interno del Canone cartaceo, ovvero l‘azzeramento totale della caratterizzazione e degli sviluppi a ogni iterazione, oppure, il che è solo un’altra variante della questione, il loro ridimensionamento a funzioni della trama con conseguente eliminazione di complessità e personalità. Questo si verifica anche qui per Obi-Wan soprattutto, che in questa fase della linea temporale è naturalmente il personaggio che più necessita di evoluzione tra quelli più noti, come Yoda, Windu e Qui-Gon. Anche in The Living Force, si ricomincia sempre dallo stesso punto e questo tentativo di tabula rasa si mostra una sconsiderata miopia, che non fa altro che alimentare il contesto sempre più fratturato e scoordinato del Canone di Star Wars. Tutti ricordiamo, per esempio, le false ripartenze delle serie fumettistiche del 2020 targate Marvel, per esempio (QUI e QUI le recensioni dei rispettivi primi volumi).

Commento finale

Tutto considerato, The Living Force, rappresenta purtroppo un grosso buco nell’acqua accompagnato da una piattezza sconfortante, nonostante si tratti dell’ultimo lavoro dell’apprezzato autore John Jackson Miller. Il libro si incentra su una missione collettiva dei membri del Consiglio Jedi sul pianeta Kwen, dove si scontrano con un gruppo di pirati mentre si svolgono diversi eventi attorno all’avamposto dell’Alta Repubblica lì presente. Putroppo bisogna constatare come la storia sia piatta e priva di spunti di rilievo o personaggi sviluppati e convincenti, con l’eccezione di Depa Billaba e alcuni personaggi secondari più espressivi come il custode o il capitano della nave su cui viaggia Windu. Nemmeno gli antagonisti rappresentano dei cattivi convincenti, risultando molto generici e insipidi. Complessivamente The Living Force si caratterizza per evidenti limitazioni alla libertà dell’autore e per la mancata realizzazione della promessa della trama, ovvero l’esplorazione filosofica della Forza, il rientro in contatto autentico con il popolo della galassia e la caratterizzazione dei Maestri Jedi, cui spesso viene associato un tratto monodimensionale. I Jedi jedano, i pirati piratano e la Forza Vivente non si vede. Un ritorno alla saga di John Jackson Miller che lascia poco altro che la noia e il grigiume di una lettura senza stimoli, punti di svolta o esplorazioni sostaziose e credibili. 

In ultimo, una piccola riflessione sul modo di approcciare la recensione di questo libro. Si è spesso fatto riferimento allo stato malaticcio del Canone starwarsiano, ai problemi strutturali e alla chiarissima percezione dell’internvento di fattori esterni e commerciali, di gestione, nella lettura. Tutto ciò lascia veramente l’amaro in bocca, quando sarebbe auspicabile poter recensire una storia parlando del suo senso interno, di quello che racconta e del suo ruolo nella trama dell’universo crossmediale di appartenenza. Cosa che non è possibile fare ora: non è stato possibile guardare a The Living Force senza prendere in considerazione la gestione della proprietà intellettuale. Si vorrebbe parlare di una storia, ma per valutarla, come molti altri casi negli ultimi tempi, si subisce inevitabilmente l’interferenza del mondo esterno. Non si capisce come le ultime storie canoniche siano venute fuori senza cadere in discorsi sulla limitazione agli autori, la volontà di ottenere colpi di scena e fan service effimeri e farlocchi.

In definitiva, i problemi di un universo narrativo iniziano a vedersi soprattutto quando, nelle occasioni in cui se ne parla, si inizia a non poter più discutere degli aspetti interni del media di riferimento, del lato contenutistico, delle storie raccontate, del coinvolgimento nelle trame e di ciò che queste trasmettono ai lettori e si inizia a parlare più degli aspetti “esterni”, della sua gestione nel mondo reale e delle circostanze, esigenze e limitazioni che lo influenzano. Ultimamente Star Wars sta continuando troppo imperterrito su questa strada.

 

Che cosa ne pensate di The Living  Force? Lo acquisterete? Fatecelo sapere nei commenti! Vi ricordiamo che potete trovarci anche su Telegram con il nostro canale ufficiale https://t.me/swlibricomics e la chat https://t.me/SWLibriComicsChat
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Written by
Nato nel 1999, studio scienze filosofiche all'Università di Bologna. Sono un attore amatoriale e un lettore vorace, che spazia dai classici al romanzo storico, alla sociologia. Divenni un fervente appassionato di Star Wars all'età di quattro anni, quando vidi per la prima volta "La minaccia fantasma". Ho iniziato ad addentrarmi nei libri e fumetti dell'Universo Espanso nel 2012. Adesso collaboro con Star Wars Libri & Comics per poter condividere il mio amore per la saga e aiutare altri fan ad apprezzare appieno il fascino di questa galassia

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