Accompagnando l’uscita nei cinema di The Mandalorian & Grogu, la casa editrice DK ha pubblicato nelle librerie d’oltreoceano l’atteso volume The Mandalorian – Visual Guide, facente parte della collana dei cosiddetti Visual Dictionary, opere dedicate all’approfondimento di quanto visto su schermo di cui il precedente esponente era stata l’uscita dedicata a The Acolyte nell’estate del 2025.
Incentrata sulle prime tre stagioni rilasciate su Disney+ rispettivamente nel 2019, 2020 e 2023, la guida viene presentata nel consueto formato in copertina rigida e, al momento, non esistono informazioni in merito al possibile arrivo nelle librerie del nostro Paese.
Come da prassi, fortunatamente i termini impiegati, congiuntamente ai periodi brevi dovuti all’impostazione grafica dell’opera, non risultano particolarmente complessi, caratteristica che rende la lettura in originale non eccessivamente ostica anche per i meno esperti con la lingua inglese.
- Titolo originale: Star Wars: The Mandalorian – Visual Guide
- Data di uscita: 2 aprile 2026
- Autori: Pablo Hidalgo
- Edito da: DK Publishing
- Edizione: Copertina rigida, 232 pagine, 24,4 cm x 28,9 cm, colori
- Prezzo: 29,69 € (Copertina rigida – ACQUISTA QUI)
Sinossi dell’editore tradotta
Questa è la Via – La guida definitiva a Star Wars: The Mandalorian
Realizzata in collaborazione con Lucasfilm, questa Visual Guide presenta lo stupefacente immaginario visuale della serie, approfonditi profili dei personaggi ed esaustive informazioni.
Apprendi della forgiatura delle armature in acciaio beskar, scava nel profondo della storia mandaloriana, esplora il leggendario pianeta Tython, incontra i membri del sinistro Consiglio Ombra, affronta il temibile Mitosauro e molto altro!
Cosa mi è piaciuto
Fascino senza tempo
Inutile nasconderlo: i Visual Dictionary sono da sempre tra le pubblicazioni preferite dagli appassionati della galassia lontana lontana, rappresentando una delle tradizioni maggiormente felici riferite all’universo cartaceo.
L’impostazione grafica accattivante, con dettagli per tutti i gusti e l’incommensurabile numero di immagini rendono questa guida l’accompagnamento perfetto in caso di nuova visione della serie.
La possibilità di cogliere dettagli ed easter egg (ve ne sono per ciascun grado di fanatismo starwarsiano) rappresenta un richiamo al quale è difficile resistere. Inspiegabilmente negli ultimi anni, con l’avvento delle serie televisive, questa categoria di guide sembra aver avuto vita difficile (dall’imbarazzante Dawn of the Rebellion ai grandi assenti, come The Book of Boba Fett e Ahsoka); la speranza è che il trend si inverta quanto prima e la presente uscita – congiuntamente a quella dedicata a The Acolyte – sembra far ben sperare in tal senso.
Il ritorno delle cross-sections, forse
Definitivamente accantonata la consuetudine che, sino al volume dedicato a Gli Ultimi Jedi, vedeva le sezioni dei veicoli spaziali e planetari relegate a un proprio volume dedicato, negli ultimi anni queste sono state accorpate all’interno dei Visual Dictionary (da qui la transizione al concetto di Visual Guide).
Realizzate da John R. Mullaney, le illustrazioni racchiuse nella The Mandalorian – Visual Guide sono solamente deu, dedicate alla Razor Crest e al caccia modificato N-1. Poche, a onor del vero.
Avendo a disposizione tre intere stagioni, risulta a dir poco imbarazzante non presentare altri mezzi, come ad esempio l’AT-ST dei predoni klatooiniani, l’ammiraglia di Gorian Shard, il droide Scorpenek, il TIE Outland, l’incrociatore del Moff Gideon, la Slave I e i caccia Gauntlet mandaloriani.
Corposo, ma…
Grazie alla necessità di coprire quasi trenta episodi, è logica (sebbene non scontata, vedasi lo striminzito e confusionario Dawn of the Rebellion) conseguenza che la guida risulti sostanziosa.
L’elevato numero di facciate, oltre duecento, garantiscono al lettore ore e ore di immersione nella galassia Star Wars, dando luogo a un’esperienza – quasi – completamente saziante.
Cosa non mi è piaciuto
… Solamente di facciata
Diretta conseguenza dell’ultimo dei punti a favore, risulta necessario ricordare come la finalità prima di queste opere è quella di rivelare dettagli e approfondire elementi che su schermo non è stato possibile affrontare per ovvi motivi.
Mentre si sfoglia il The Mandalorian – Visual Guide, infatti, una sensazione accompagna il lettore pagina dopo pagina: l’elevato grado di superficialità in alcuni passaggi critici.
Non si fraintenda, i dettagli, le chicche e le curiosità sono ben presenti lungo tutte le circa duecentotrenta pagine, tuttavia è proprio dove l’interesse è massimo che viene a mancare ciò che era lecito attendersi. I membri del Consiglio Ombra imperiale, i Jedi del Tempio intravisti nel flashback su Coruscant e persino il trio di riparadroidi Anzellani (visti anche nella pellicola The Mandalorian & Grogu) sono presentati – insieme a molti altri – senza un nome e senza il giusto approfondimento, tradendo parzialmente le aspettative del lettore.
Ad aggravare ulteriormente il tutto, alcune settimane dopo la distribuzione del volume in lingua francese, è emerso che in tale edizione alcuni personaggi (come i Jawa di Arvala-7) vengano identificati con nome proprio, indice che almeno inizialmente la Visual Guide conteneva maggiori dettagli, rimossi poi dalla versione destinata alla pubblicazione.
Sbilanciato nel peso delle tre stagioni, più mezza
Uno degli elementi che emerge maggiormente dalle pagine è il profondo squilibrio nella suddivisione dei contenuti; alla prima stagione vengono dedicate circa novanta pagine, alla seconda cinquantacinque e alla terza addirittura ancora meno, con un conteggio fermo a quarantacinque.
Tale ripartizione è inversamente proporzionale alla carne al fuoco presentata su schermo nel corso dei ventiquattro episodi, risulta incontrovertibile infatti che la seconda e terza stagione siano a livello contenutistico molto più corpose della capostipite.
A dir poco ridicola, emblema di una pessima gestione dei personaggi dopo l’eccezionale finale con Luke, la già menzionata sezione bonus di dieci facciate dedicata alla serie The Book of Boba Fett, rigorosamente limitata alle puntate in cui compaiono i protagonisti della serie madre. Tassello imprescindibile per comprendere qualsiasi vicenda successiva alla separazione di Grogu e Din Djarin, l’inserimento forzato ma obbligato di tale parentesi riassume tutta la frettolosità racchiusa nella scelta di riunire la coppia.
Nell’ultima sezione vengono presentate anche sei facciate, decisamente scarne, riferite alle prime scene di The Mandalorian & Grogu.
Fuori tempo massimo
Come molte altre opere susseguitesi nel corso degli anni, in primis gli innumerevoli adattamenti cartacei delle stagioni televisive, anche questo tassello dell’universo The Mandalorian arriva troppo in ritardo.
Tradizionalmente associati all’uscita del prodotto audiovisivo (e senza dimenticare la prima versione, cancellata assieme al romanzo narrante una storia originale), queste guide esercitano la loro maggior efficacia proprio a ridosso della disponibilità di nuove avventure nella galassia lontana lontana.
A sette anni dalla prima messa in onda – e addirittura tre dall’ultima stagione – l’occasione del nuovo lungometraggio sembra non essere motivo di richiamo sufficientemente attrattivo, soprattutto a seguito della ricezione del pubblico della stagione numero tre.
Ormai da tempo esaurita la carica propulsiva dovuta all’effetto novità, congiuntamente alla tiepida risposta da parte del pubblico a The Mandalorian & Grogu, risulta ben chiaro come sarebbe stato maggiormente opportuno presentare questa pubblicazione anni addietro.
Commento finale
Un’opera imponente e a lungo attesa, ma funestata da delle scelte editoriali particolarmente infelici: questa è il The Mandalorian – Visual Guide, il più recente esemplare delle pubblicazioni dedicate all’approfondimento dell’audiovisivo.
Facendo propri tutti gli ormai noti pregi di questa collana, un corposo numero di pagine presenta gli avvenimenti delle tre stagioni e parte dello spin-off The Book of Boba Fett, ma a questa mole segue una ripartizione dei contenuti assolutamente sbilanciata ed eccessivamente propendente verso la prima stagione, risalente all’ormai lontano 2019. Proprio il tempismo rappresenta un’ulteriore criticità, venendo resa disponibile quando ormai l’onda del successo e della novità legata a Grogu e Din Djarin sembra essere ormai passata.
A inficiare ulteriormente la bontà del volume è la deliberata scelta di omettere mirati dettagli di personaggi, luoghi e situazioni che appartengono ai frangenti di maggior fascino (il Consiglio Ombra e il flashback del Tempio dei Jedi tra tutti).
In conclusione si tratta di volume che purtroppo non riesce a brillare pienamente di luce propria, rappresentando l’ennesima vittoria pirrica per questa tipologia di pubblicazioni.
Che cosa ne pensate di The Mandalorian – Visual Guide? Sperate di poter leggere questo volume dedicato alla serie televisiva anche in lingua italiana?
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