The Mandalorian, Capitolo 16 – Analisi e easter egg

Scontro finale! La seconda stagione di The Mandalorian regala al proprio pubblico il miglior epilogo possibile grazie a un ultimo episodio adrenalinico che, sul finale, riserva uno dei più grandi colpi di scena della storia della saga. Come di consueto, Star Wars Libri e Comics presenta, in contemporanea con l’uscita globale su Disney+, l’analisi dell’ottavo episodio della seconda stagione di The Mandalorian, scritto da Jon Favreau, diretto da Peyton Reed e intitolato Capitolo 16 – Il Salvataggio.

The Mandalorian, Capitolo 16 – Sinossi

The Mandalorian Chapter 16

9 ABY. Individuata la posizione di Moff Gideon, Din Djarin recluta alcuni vecchi alleati per salvare Grogu. La missione si rivelerà più difficile del previsto, ma i nostri eroi riceveranno un aiuto inaspettato…

The Mandalorian, Capitolo 16 – Analisi e easter egg [CON SPOILER]

The Mandalorian Chapter 16

Come già avvenuto in occasione delle puntate precedenti, l’episodio odierno si apre con un preambolo che mostra la gesta di Bo-Katan Kryze nel Capitolo 11, la comunicazione del dottor Pershing nel Capitolo 12, le parole di Ahsoka nel Capitolo 13, gli eventi di Tython nel Capitolo 14 e l’ultimatum a Moff Gideon nel Capitolo 15. Le immagini sono poi seguite dall’ormai inconfondibile sigla iniziale della serie, composta di una carrellata degli elmi più iconici dell’intera saga di Star Wars.

Spazio profondo. Lo Slave I, l’intercettore di classe Firespray-31 di Boba Fett, insegue una navetta T-4a di classe Lambda, a bordo della quale viaggia nientemeno che il dottor Pershing, ingegnere clonatore al servizio del malvagio Moff Gideon. Forte della propria abilità al timone e delle migliori prestazioni del proprio velivolo, Boba riesce ben presto ad agganciare la navetta e a far fuoco con i cannoni ionici dello Slave I, disabilitando i sistemi avionici del trasporto imperiale. Abbassati gli scudi e disattivati i transponder, la navetta viene dunque abbordata da Din Djarin e Cara Dune, intenzionati a interrogare il clonatore.
Nel giro di pochi istanti, tuttavia, la situazione degenera. Uno dei due piloti imperiali, infatti, fredda il compagno e prende Pershing in ostaggio, minacciando di ucciderlo, rivelando di aver servito a bordo della prima Morte Nera e, per questo motivo, provocando Cara per le sue origini alderaaniane, tradite dalla lacrima tatuata sullo zigomo sinistro. Per tutta risposta, lo sceriffo di Nevarro liquida il pilota con un colpo di blaster in pieno volto.

Pianeta sconosciuto. Lo Slave I, seguito a stretto giro di posta dalla navetta imperiale sequestrata, atterra dinanzi alla fusoliera del Gauntlet, il caccia di classe Kom’rk di Bo-Katan Kryze. Tra i velivoli presenti nello spazioporto, sito nei pressi di un’enigmatica zona industriale, vi è inoltre una misteriosa nave stellare molto simile a un’imbarcazione di classe Lancer. Che si tratti della Shadow Caster della cacciatrice di taglie mandaloriana Ketsu Onyo? Scesi dall’intercettore di classe Firespray, Boba e Din si recano presso la taverna locale, popolata di umani, Aqualish e Rodiani, il cui menù propone carne di Gornt, Kaadu, Nuna, Shaak e Tip-yip. I due, tuttavia, non sono interessati a gustare le prelibate pietanze servite all’interno del locale, bensì a reclutare due avventrici: la già menzionata Bo-Katan Kryze e la sua luogotenente Koska Reeves, membri di spicco dei Nite Owl. Le due, però, non paiono entusiaste all’idea di unirsi a un falso mandaloriano come Boba Fett, accusato di disonorare l’armatura di suo padre o, per meglio dire, del suo donatore Jango Fett.

La discussione, dalla quale lo spettatore apprende che l’Impero ha raso al suolo Mandalore e che nella galassia esiste un proverbio che recita il Quacta che dà del viscido allo Stifling, degenera ben presto in una zuffa, durante la quale Koska giura di spedire Boba in una vasca di bacta. La rissa viene tuttavia interrotta da Bo-Katan, che stringe un accordo con Din: il suo aiuto per liberare Grogu in cambio dell’incrociatore leggero di Moff Gideon e della Spada Oscura, entrambi fondamentali per la riconquista di Mandalore. Poco dopo, a bordo dello Slave I, la squadra al completo tiene una riunione in cui, con l’aiuto del dottor Pershing, organizza il salvataggio di Grogu. Tra le informazioni fornite dall’ingegnere clonatore vi sono la posizione di Grogu, tenuto prigioniero all’interno della stessa cella vista nel Capitolo 14, e una descrizione dettagliata dei soldati oscuri, temibili droidi da battaglia giunti alla loro terza generazione, custoditi all’interno di crio-scomparti che li mantengono inattivi quando non necessari e attivabili nel giro di pochi minuti.

The Mandalorian Chapter 16

Spazio profondo. La navetta di classe Lambda a bordo della quale si trovano Din, Bo-Katan, Koska, Cara e Fennec Shand, identificata dal codice 2743, esce dall’iperspazio dinanzi all’incrociatore leggero di Moff Gideon, fingendosi sotto attacco da parte dello Slave I e richiedendo un attracco di emergenza. Per tutta risposta, l’ex-agente dell’ISB (Imperial Security Bureau, anche noto come USI, Ufficio di Sicurezza Imperiale) ordina ai propri caccia TIE di entrare in azione; questi ultimi vengono tuttavia intralciati dalle manovre di Koska, che, ai comandi della navetta 2743, atterra precisamente all’imboccatura del tubo di lancio. Frattanto, Boba Fett distrugge i pochi caccia effettivamente decollati dall’incrociatore e taglia la corda, saltando nell’iperspazio. Finalmente a bordo dell’ammiraglia di Gideon, le quattro donne della squadra di salvataggio danno il via a una manovra di penetrazione, mentre Din si dirige di soppiatto verso la cella di Grogu. Resosi conto dell’attacco, il Moff dà ordine di attivare i soldati oscuri, che cominciano dunque il ciclo di avviamento.

Evitato accuratamente ogni scontro, compreso quello con un droide protocollare RA-7, Din scopre di essere giunto troppo tardi dinanzi alla porta della stiva. Il Mandaloriano si vede dunque costretto ad affrontare un soldato oscuro già penetrato all’esterno; dopo essersela vista brutta, Din riesce a sopravvivere e ad avere la meglio soltanto grazie alla propria armatura e alla lancia in beskar ottenuta da Ahsoka Tano. I rimanenti soldati oscuri, sul punto di abbattere il portellone, vengono poi espulsi nello spazio profondo con l’ausilio del cilindro gerarchico sottratto in precedenza al dottor Pershing. L’attacco principale, frattanto, ha un successo clamoroso: le quattro guerriere, infatti, percorrono i corridoi dell’incrociatore sopprimendo senza pietà la vana resistenza degli assaltatori di guardia, ricorrendo anche a metodi poco ortodossi, esclamazioni colorite (dank farrikfiglio di grufa-fango!) o manovre a sorpresa che coinvolgono ponti e jetpack (The Clone Wars S7:E9). Giunte sul ponte, tuttavia, le donne si pongono la stessa domanda: dov’è Gideon?

La risposta è presto detta: il Moff, pressoché onnisciente, si è recato nella cella di Grogu e, all’arrivo del Mandaloriano, minaccia di uccidere il Bambino utilizzando la Spada Oscura. Durante lo stallo che ne consegue, Gideon spiega a Din il vero valore dell’arma fabbricata oltre mille anni da Tarre Vizsla: essa conferisce potere, poiché consente a chi la brandisce di reclamare il trono di Mandalore. Inoltre, l’Imperiale spiega che il sangue del piccolo è necessario per riportare l’ordine nella galassia. Successivamente, il Moff finge di consegnare Grogu all’ex-cacciatore di taglie, per poi attaccare quest’ultimo alle spalle. La dinamica dello scontro porta i due a combattere nel corridoio, l’uno armato della Spada Oscura, l’altro della lancia in Beskar. Nettamente più giovane e più addestrato, Din riesce ben presto a sconfiggere e disarmare Gideon che, tuttavia, pur ammanettato e condotto a forza in plancia, non riesce a fare a meno di sogghignare, sapendo che ora è Din il legittimo proprietario della Spada Oscura…

The Mandalorian Chapter 16

La Spada Oscura, infatti, appartiene a chi la vince in battaglia e, come tale, se Bo-Katan vuole reclamare il trono di Mandalore, dovrà affrontare Din, che tenta invano di donargliela o di rinunciarvi. A questo punto, lo spettatore più accanito non può che porsi un quesito: perché, durante gli eventi di Star Wars Rebels, Bo-Katan accetta la Spada Oscura da Sabine Wren senza affrontarla? Benché al momento non sia facile fornire una spiegazione pienamente coerente, è possibile immaginare che Sabine sia stata solamente considerata colei che ha ritrovato la spada perduta su Dathomir e non la sua vera proprietaria; d’altro canto, si noti che la stessa Sabine ha riguadagnato la Spada Oscura sconfiggendo Gar Saxon in duello con l’aiuto della madre Ursa. Allo stesso tempo, è doveroso ricordare che, inizialmente, Bo-Katan aveva rifiutato l’offerta di Sabine e che la giovane Wren era riuscita a convincerla solamente ricordandole l’eredità della defunta sorella Satine, il sostegno di tutti i clan nei suoi confronti e la sua fede nel volere della Forza.

Il duello tra Din e Bo-Katan viene, in ogni caso, evitato dall’attacco dei redivivi soldati oscuri che, dopo essere stati espulsi nello spazio profondo, stanno ora tornando in massa verso l’incrociatore per abbordarlo e ucciderne i dirottatori. Impossibilitati ad affrontare un intero plotone da soli, i membri della squadra di salvataggio di Grogu si barricano dunque all’interno della plancia, sigillando anche le porte anti-blaster, che tuttavia scricchiolano pesantemente sotto i colpi dei droidi da battaglia. La situazione sembra, ancora una volta, disperata, quando l’allarme di prossimità richiama l’attenzione dei nostri eroi: a innescarlo è stato un singolo caccia stellare Ala-X T-65B. È tutto qui ciò che ha da offrire la Nuova Repubblica? Naturalmente no: i politici della Nuova Repubblica, nei Mondi del Nucleo, sono convinti che l’Impero sia caduto e che non possa tornare. L’occupante del velivolo è una figura incappucciata, avvolta in un nero mantello e dotata di una spada laser dalla lama di colore verde. Si tratta di un Jedi o, per meglio dire, dell’ultimo Jedi: Luke Skywalker.

Disperato, Gideon afferra un blaster e bersaglia Bo-Katan, protetta dall’armatura in beskar, prima di rivolgere l’arma contro Grogu; questi viene però salvato da Din, che gli si para dinanzi. Il Moff tenta dunque il suicidio, ma fallisce ancora grazie ai riflessi di Cara. Frattanto, Luke fa a pezzi i soldati oscuri, in una sequenza che ricorda il massacro di Ribelli perpetrato da suo padre Darth Vader ben nove anni prima sulla Profundity. L’ultimo Jedi, richiamato da Grogu su Tython, fa dunque il suo ingresso in plancia accompagnato dal fido R2-D2. A modo suo, il bambino chiede a Din, suo padre adottivo a tutti gli effetti, il permesso di andare con Luke per addestrarsi, come fatto da Anakin Skywalker nei riguardi di sua madre Shmi prima di partire insieme a Qui-Gon Jinn. Seppur profondamente addolorato dalla separazione, Din acconsente, scegliendo altruisticamente ciò che è meglio per Grogu. Come ultimo, definitivo saluto, il Mandaloriano si toglie l’elmo, guardandolo, per una sola volta, con i suoi veri occhi, mentre Luke gli augura che la Forza sia con te.

The Mandalorian Chapter 16

Tatooine. Sopravvissuto all’esplosione del galeone a vela del suo antico padrone, Jabba Desilijic Tiure (meglio noto come Jabba the Hutt), l’appesantito Twi’lek Rutiano Bib Fortuna è divenuto il nuovo signore del crimine locale e dedica le proprie giornate a gozzovigliare al cospetto di una corte di Gamorreani, Gran, Kadas’sa’Nikto, Quarren, Theelin, Twi’lekWeequay. I bagordi vengono tuttavia interrotti dall’arrivo di Boba Fett e Fennec Shand che, in modo tutt’altro che amichevole, fanno irruzione nella sala del trono e massacrano i convitati. A nulla valgono le chiacchiere e i temporeggiamenti di Bib: Boba, infatti, lo fredda sul posto, impossessandosi a sua volta del trono.
Questa scena dopo i titoli di coda altro non è che il preludio di The Book of Boba Fett, in uscita a dicembre 2021: non è chiaro, tuttavia, se si tratti di una nuova serie TV o della terza stagione di The Mandalorian che, dopo aver apparentemente concluso le avventure di Din Djarin, potrebbe a questo punto concentrarsi su un altro Mandaloriano… Più o meno.

Vi ricordiamo che discuteremo nel dettaglio di questo episodio durante l’ottava puntata della nostra nuovissima rubrica Sundari Nights Live, in diretta su YouTube e Facebook lunedì 21 dicembre 2020 alle ore 21:00 e disponibile su Anchor, Breaker, Google Podcasts, Pocket Casts, RadioPublic e Spotify a partire da martedì 22 dicembre 2020!

Vi è piaciuto questo episodio? Fatecelo sapere nei commenti! Vi ricordiamo che potete trovarci anche su Telegram con il nostro canale ufficiale https://t.me/swlibricomics e la chat https://t.me/SWLibriComicsChat!

Vi ricordiamo inoltre che è ora attivo il nostro store con il merchandising ufficiale di Star Wars Libri e Comics.

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Torinese, classe 1996, sono uno studente di Economia e Scienze Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Fan di Star Wars dai tempi de La vendetta dei Sith ma vero e proprio appassionato solo dal 2015, mi sono avvicinato al lato cartaceo della Forza grazie al fumetto Darth Vader. Da settembre 2019 scrivo per Star Wars Libri & Comics con l'obiettivo di contribuire alla diffusione e alla conoscenza di questo meraviglioso universo narrativo.

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