Boba Fett: morte e resurrezione

Il cacciatore di taglie più famoso della galassia ha avuto una storia piuttosto travagliata: dalla prima comparsa alla San Anselmo Country Fair del 1978, seguita pochi mesi dopo da quella sul piccolo schermo nel celebre Holiday Special, fino a giungere al duro e solitario figuro de L’Impero Colpisce Ancora. L’apparente conclusione della sua storia pareva essere giunta con l’assai controversa sequenza in Episodio VI, dove viene fatto uscire di scena in maniera decisamente sbrigativa, grazie a un colpo di fortuna del personaggio di Harrison Ford.
L’amore dei fan nei confronti del personaggio, però, convinse la Dark Horse a “riportarlo in vitaa inizio Anni Novanta, aumentandone ancor più la notorietà e dando il via a serie a fumetti e romanzi che hanno esplorato in lungo e in largo la personalità della glaciale individuo avvolto nell’armatura mandaloriana.
Più recentemente, nella prima puntata della seconda stagione di The Mandalorian, si è avuta la definitiva conferma della sua fuga dalle grinfie del Sarlacc anche nel nuovo corso canonico, inaugurato nel 2014.
Nel presente approfondimento non verrà ricalcata la sua intera esistenza, in quanto il focus sarà mirato solamente alla presunta dipartita e al successivo ritorno in scena.

Boba Fett Sarlacc 1

La fuga dal Pozzo di Carkoon, illustrata da Dave Dorman.

Pertanto, verranno riassunti i principali elementi legati al suo ritorno nelle timeline canonica e Legends, accompagnando il tutto con nozioni e riferimenti alle opere che hanno visto la presenza di questo personaggio.
Al termine sarà possibile leggere anche un breve approfondimento aggiuntivo, su quelle che sono le similitudini e le differenze tra la figura del cacciatore di taglie più temuto della galassia e Din Djarin, protagonista della fortunata serie televisiva The Mandalorian.

Canone

Cresciuto con l’odio per i Jedi ed essendosi creato una reputazione dai tempi delle Guerre dei Cloni, nel 3 ABY Boba Fett viene assoldato dall’Impero per catturare Han Solo, essendo già sulle sue tracce per conto del gangster Jabba the Hutt, al quale il corelliano deve diverse migliaia di crediti in seguito all’abbandono di un carico, così come narrato nel dettaglio in Choose Your Destiny – A Han & Chewie Adventure.
Come ben noto, egli riesce a catturare congelare nel carbonio il contrabbandiere presso Città delle Nuvole, riscattando la taglia presente sulla sua testa e portandolo nella dimora del signore del crimine situata su Tatooine, dimodoché possa assolvere alla funzione di trofeo per Jabba e da monito per i suoi nemici.
Nel corso dell’esecuzione di Han e dei suoi amici presso il Pozzo di Carkoon (dopo che questi ultimi hanno ordito un ingegnoso piano per salvare la canaglia), la situazione muta inaspettatamente.
Sospesi sopra le fauci del sarlacc, il cacciatore di taglie si trova costretto ad affrontare il (quasi) Jedi Luke Skywalker, riuscendo quasi a colpirlo prima che Solo -grazie alla sua sconsiderata fortuna- riesca a mettere fuori gioco il suo zaino a razzo, facendolo precipitare all’interno della bocca della colossale creatura.
I detriti e i resti dell’esplosione del galeone a vela di Jabba precipitano sul sarlacc e lo feriscono, squarciando e lasciando scoperti i suoi tratti digestivi, permettendo ai Jawa di recuperare quanto presente all’interno dell’essere vivente.

Boba Fett Luke Il Ritorno dello Jedi

Boba Fett affronta Luke Skywalker a bordo di una delle scialuppe.

Da questo momento le vicende non si fanno ben definite.
Fett viene dato per morto, in quanto chiaramente ingurgitato dal mostro delle sabbie, apparentemente condannato a un migliaio di anni di sofferenze a causa del lento processo digestivo del salacc stesso.

Dentro la cassa c’è un elmo tutto bucherellato e graffiato, come se fosse stato immerso nell’acido. […] I Mandaloriani sì che sapevano come fabbricare le armature, eh? “Guardi qui”, dice mostrando l’elmo. “In questa scatola c’è un’intera armatura da battaglia mandaloriana. Deve averne passate di tutti i colori.”
– Adwin Charu [Aftermath]

Nei mesi seguenti alla morte di Jabba, il sottobosco criminale del desertico pianeta è in tumulto.
I piccoli gangster si combattono tra loro quotidianamente per ritagliarsi uno spazio nei settori nel quale l’Hutt primeggiava sino a poco tempo prima. Spietate organizzazioni criminali come la Chiave Rossa, con la scusa di operare per un conglomerato minerario, perpetrano violenze sui coloni e lavoratori in diversi insediamenti, primo tra tutti quello di Mos Pelgo.
Nel Mare delle Dune intanto, come narrato nel primo Aftermath, i Jawa, noti mercanti di rottami, recuperano dalle sabbie un interessante oggetto: un’armatura mandaloriana rovinata da quello che sembra acido.
Questa viene qualche tempo dopo acquisita da Cobb Vanth, un ex-schiavo soccorso mentre vagabondava nel deserto dopo la fuga da un raid perpetrato da quelli che, con ogni probabilità, erano scagnozzi della Chiave Rossa.
Dopo avergli offerto dell’acqua, i Jawa notano che l’uomo è in possesso di un camtono contenente cristalli di silicax e se ne dimostrano immensamente interessati. L’uomo, rifiutando diversi droidi e componenti, scorge proprio l’armatura mandaloriana, che potrebbe aiutarlo a pareggiare i conti con coloro i quali vessano quotidianamente gli abitanti locali.
Immediatamente dopo aver reclamato i pezzi come suoi, giusto prima di allontanarsi, un certo Adwin Charu giunge sul cingolato e nota il prezioso contenuto, riposto da Vanth stesso all’interno di una cassa.
Sapendo che l’individuo dinanzi a lui è mosso da loschi ideali e al soldo della Chiave Rossa, il neo improvvisato sceriffo fredda col suo blaster Adwin, prima che questi possa fare lo stesso. Per quanto riguarda la giustizia, una nuova alba sta sorgendo su Tatooine.

Cobb Vanth Mandalorian Capitolo 9 Boba Fett Armatura

Pochi attimi prima dell’interludio letto in Aftermath, Cobb Vant baratta dei cristalli con qualcosa recuperato dai Jawa.

Lo sguardo di Mercurial guizza verso il tetto più vicino… e il giovane cacciatore di taglie spalanca gli occhi. A bocca aperta, rievoca l’immagine nella sua mente. “Boba Fett?”.
Dengar si volta di colpo verso il tetto, caricando l’arma.
Mercurial Swift distrae Dengar durante il loro scontro [Aftermath]

La leggenda del clone nell’armatura mandaloriana però vive, e il suo nome risulta temuto in tutta la galassia persino dopo la sua misteriosa scomparsa. Durante una schermaglia contro Dengar avvenuta su Corellia circa sei mesi dopo Endor, Mercurial Swift finge di scorgere l’inconfondibile figura in lontananza proprio mentre si trova messo con le spalle al muro.
Temendo forse qualche conto in sospeso Dengar si volta, cascando nel trucco e permettendo alla situazione di ribaltarsi a suo sfavore. La consapevolezza di non essere più quello di un tempo convincerà il cacciatore di taglie a sottoporsi a molteplici interventi di potenziamento cibernetico, sino a ottenere l’inquietante aspetto visto in Episodio IX.

Cobb Vanth Aftermath The Mandalorian 1

Lo sceriffo Cobb Vant, all’incirca cinque anni dopo il recupero dell’armatura di Boba Fett. 

[…] il possente sarlacc era rimasto ferito quando il relitto del galeone gli era precipitato sopra. Il suo corpo […] era quasi completamente scoperto con i condotti digestivi squarciati e i Jawa operosi che setacciavano le sue interiora, depredavano armi, armature, droidi, utensili e, naturalmente, scheletri.

Malakili si alzò in piedi e si trovò davanti a un uomo che indossava un’armatura mandaloriana piena di graffi. Malakili l’aveva già vista da qualche altra parte e il pensiero gli strinse lo stomaco in una morsa.
– Cobb Vanth salva Malakili [Aftermath – Debito di Vita]

Con indosso il costrutto mandaloriano che fu del leggendario cacciatore di taglie, Cobb Vanth diventa sia sceriffo che sindaco di Mos Pelgo (ribattezzata Freetown), continuando nel suo intento di riportare la legge in una terra di nessuno, grazie anche all’ausilio della Twi’lek Issa-Or.
Malakili stesso, l’ex-addestratore di Jabba, viene salvato da alcuni malviventi grazie all’intervento dei due portatori di legge.
Ne La Fine  dell’Impero, si ha la resa dei conta definitiva degli abitanti di Freetown -che successivamente riprenderà nuovamente il nome originale di Mos Pelgo- e la banda di predoni della Chiave Rossa capitanata dal Weequay Lorgan Movellan.
Grazie all’intervento dei Sabbipodi, per i quali il terreno sul quale l’insediamento è costruito risulta sacro e in virtù di una perla di drago Krayt donata loro da Malakili, intervengono in soccorso dei coloni. 
L’avvenimento, risolutivo, permette la scacciata dei membri della Chiave Rossa, permettendo a Cobb Vanth di continuare a esercitare il ruolo di sceriffo indossando le componenti mandaloriane.

All’incirca cinque anni dopo, il bestiame di Mos Pelgo viene più volte divorato da un colossale drago Krayt, che terrorizza indifferentemente predoni Tusken e coloro i quali vivono presso il centro abitato.
L’arrivo del Mandaloriano e del Bambino nel Capitolo 9 permette ai coloni, alleatisi ancora una volta con i Sabbipodi nonostante le abissali differenze tra i due popoli, di uccidere il gargantuesco predatore, ponendo così fine alla sua era di terrore.
Per ringraziare dell’aiuto ricevuto, Cobb Vanth cede a Din Djarin l’armatura di Boba Fett da lui utilizzata sino a quel momento.
Mentre il Mandaloriano abbandona il cadavere del drago Krayt per indirizzarsi verso la prossima avventura, in lontananza e dall’alto da un crinale una figura armata di bastone gaderrffi, pistola blaster e un fucile a cicli mira  il suo allontanarsi a tutta velocità a bordo della speeder bike.
Col volto sfregiato da decenni di battaglie e dall’acido del sarlacc, Boba Fett si incammina, con sguardo impassibile, a reclamare quanto di sua proprietà.

Una piccola chicca sconosciuta ai più che conferma che si tratti proprio di lui è che, camminando, il personaggio emette il suo classico rumore di speroni avvertito già ne L’Impero Colpisce Ancora (minuto 2:45 di questo video). Tale elemento conferma indirettamente la teoria riguardante il Capitolo 5,  nel quale ora si sa essere stato lui a sopraggiungere presso il corpo -apparentemente esanime- dell’assassina Fennec Shand a fine puntata.

Boba Fett The Mandalorian Capitolo 9

Una figura solitaria si staglia dinanzi al tramonto dei soli gemelli di Tatooine: Boba Fett è vivo, pronto a riprendersi la sua iconica armatura.

Trent’anni dopo, in seguito agli eventi de Gli Ultimi Jedi, il pianeta Batuu viene invaso dal Primo Ordine, come narrato in Galaxy’s Edge – Black Spire e A Crash of Fate. La criminale Kendoh Voss si vede a un certo punto circondata dagli assaltatori in armatura bianca del Primo Ordine, all’interno nel negozio del collezionista di antichità gestito dall’Ithoriano Dok Ondar.
Prima che ella brandisca una spada laser per difendersi, si può notare come facciano la loro comparsa un copricapo appartenuto a Padmé Amidala e un noto elmo mandaloriano.
Tale aggiunta all’interno del fumetto Ai Margini della Galassia è da considerarsi un semplice easter egg in primo luogo, però i segni d’usura e i colori utilizzati sono a dir poco inequivocabili.

Galaxy's Edge 5 Boba Fett Helmet

Nel quinto numero della miniserie Ai Margini della Galassia appare un elmo dai tratti decisamente noti.

Legends

“Just four words. […] Boba Fett is alive.”
Dengar [The Bounty Hunter Wars – The Mandalorian Armor]

Costruitosi una reputazione di spietato e infallibile cacciatore di taglie (avendo persino tenuto testa a Darth Vader), Boba Fett viene assoldato dall’Impero a bordo del Super Star Destroyer Executor per catturare Han Solo, riuscendo nell’intento e finendo tra le fauci del sarlacc come precedentemente già riportato.

A seguito della Battaglia di Endor, nell’ottantunesimo numero della serie a fumetti originale Marvel -intitolato Nelle Fauci del DestinoFett riesce ad uscire dal Pozzo di Carkoon grazie al suo zaino a razzo, e viene scambiato per un droide dai Jawa immediatamente dopo aver perso la memoria recente per colpa del trauma, che lo caricano a bordo del cingolato del deserto assieme a tutti gli altri rottami recuperati dall’esplosione del galeone a vela di Jabba.
Gli stessi mercanti di rottami rapiscono però R2-D2 che, assieme a Leia e Han, è tornato su Tatooine per recuperare dei crediti affinché il corelliano possa estinguere i suoi debiti pendenti.
Boba Fett riprende i sensi mentre Han e Leia raggiungono il mezzo al fine di riappropriarsi del droide astromeccanico bianco e blu. La situazione sfugge al controllo e il veicolo cingolato corre a piena potenza e fuori controllo verso il sarlacc; mentre Leia urla al marito di saltare assieme a R2, Fett recupera la memoria e per poco non riesce a colpire Han grazie al suo blaster.
L’uomo in armatura mandaloriana, non riuscendo ad abbandonare il mezzo dei Jawa, si trova ancora una volta intrappolato all’interno della mostruosa creatura.

Star Wars Marvel 81 Boba Fett

Poco prima di precipitare -per la seconda volta- all’interno del Pozzo di Carkoon, Boba Fett recupera la memoria, ricordandosi di Han Solo. Tavola proveniente dall’ottantunesimo numero della serie a fumetti classica Star Wars (1977).

Nella storia breve A Barve Like That (contenuta nella raccolta Tales from Jabba’s Palace), il clone si ritrova bloccato e senza la gamba sinistra nello stomaco del mostro.
Egli riesce a rapportarsi con Susejo, una delle prime vittime intrappolate -intrappolata da olrte quattromila anni- che condivide una sorta di flebile rapporto telepatico con il sarlacc stesso. Susejo viene convinto a chiedere al gargantuesco essere vivente di esercitare una pressione sullo zaino a razzo di Boba, facendolo esplodere.
Mediante la violenta deflagrazione il cacciatore di taglie riesce a liberarsi ancora una volta, ferendosi ancor più gravemente e risultando ancora vivo solamente grazie ai materiali costituenti la propria corazza.

Nuovamente dentro lo stomaco del sarlacc, Fett escogita un modo per evadere. Illustrazione di Jeffery Carlisle per il The Essential Reader’s Companion.

Mediante anche l’impiego di alcune granate a concussione, le interiora della creatura vengono lacerate e una via d’uscita si apre dinanzi a lui.
Rimasto per diversi giorni incosciente e sospeso tra la vita e la morte, viene salvato per puro caso da Dengar e dalla consorte Manaroo, che erano tornati al Pozzo per recuperare alcune componenti utili dal galeone di Jabba. Nonostante la rabbia di Dengar per essere stato tradito poco tempo prima, Fett si dichiara sinceramente riconoscente e propone al suo salvatore di mettersi in società. La narrazione di questo evento si trova nel racconto breve Payback: The Tale of Dengar, appartenente alla raccolta Tales of the Bounty Hunters.

Una versione leggermente dissimile (e che sembra escludere a livello temporale gli eventi del fumetto Nelle Fauci del Destino del 1983) viene presentata nella Trilogia The Bounty Hunter Wars, scritta da Kevin W. Jeter e inedita in lingua italiana.
Nel primo capitolo, dal titolo assai eloquente di The Mandalorian Armor, si hanno Dengar e l’amata Manaroo che si recano appunto presso il sito dove Jabba è stato sconfitto, in cerca di rottami.
Qui, trovano il sarlacc morto, apparentemente esploso dall’interno. Tra le dune i due ritrovano una figura umana in gravi condizioni; il cacciatore di taglie si rende subito conto che quello la figura a terra non è nient’altro che Boba Fett.
Al trio si aggiunge Neelah, una delle ex-ballerine presso la corte di Jabba alla quale è stata cancellata la memoria; tuttavia la donna è convinta che la sua amnesia sia in qualche modo correlata alla figura gravemente ferita dinanzi a lei.
Prima della morte di Xizor, lo spietato Kuat di Kuat, sovrintendente massimo dei celebri cantieri navali dell’omonimo pianeta, aveva ordito una trama per eliminare il Principe del Sole Nero, presentando delle false prove che avrebbero collegato il Falleen al raid presso la fattoria dei Lars, indirizzando così l’allora Alleanza Ribelle a muoversi contro il sindacato criminale dell’odiato rivale.
Non ancora venuto a conoscenza della morte dell’Imperatore nei cieli di Endor (e temendo di incorrere nella sua ira nel caso il suo piano dovesse venire a galla), Kuat di Kuat ordina il bombardamento dell’area del Pozzo di Carkoon, per avere la certezza che Boba Fett sia definitivamente messo a tacere.

The Bounty Hunter Wars The Mandalorian Armor cover

Fett, Dengar e Neelan sulla cover di The Mandalorian Armor, primo capitolo della Trilogia The Bounty Hunter Wars. Opera di Stephen Youll.

Il clone, infatti, avrebbe dovuto essere il traghettatore incaricato di trasportare Neelah e il droide con l’oloregistrazione contraffatta, mettendo in moto la parte finale del piano di Kuat.
Non appena Fett, scampato da Tatooine con i suoi nuovi compagni e tornato in possesso dello Slave I che era in mano a Bossk, racconta la verità a Neelah, quest’ultima inizia a ricordare vari elementi del proprio passato tra cui il suo vero nome: Kateel di Kuhlvult.
La donna si è trovata con la memoria cancellata a causa della sorella, che ha deciso di estrometterla dal suo piano per scalzare Kuat di Kuat e guadagnare il controllo dei cantieri navali, grazie anche al supporto della neonata Nuova Repubblica.
Consapevole di essere voluto morto da colui il quale una volta lo aveva ingaggiato, Fett e Dengar aiutano Kateel a intrufolarsi nelle strutture orbitali, dove riesce a sconfiggere la sorella e a condannarla per i suoi crimini.
Nel mentre, l’uomo in armatura mandaloriana affronta faccia a faccia Kuat di Kuat, che progetta di far esplodere tutti i cantieri sopra il pianeta. Il sacrificio del sovrintendente però viene quasi interamente vanificato da Fett stesso, che manovra in solitaria lo Star Destroyer contenente la maggior parte degli agenti detonanti, allontanandolo dalle strutture produttive.

Boba Fett Motori di Distruzione cover

Boba Fett contro Jodo Kast nel cover di Motori di Distruzione, realizzata da John Nadeau.

Circa un anno dopo la sconfitta dell’Impero, Dengar incrocia la sua strada con un giovane e ambizioso cacciatore di taglie, di nome Jodo Kast.
Indossando un’armatura mandaloriana molto simile a quella di Boba Fett, egli approfitta largamente del prestigio che ne deriva dal vestirla, elemento che gli permette di ricevere molti incarichi.
Venuto a conoscenza grazie al suo socio che qualcuno vive di rendita grazie alla sua nomea, Fett scende nuovamente in campo e lo elimina definitivamente dalla competizione attirandolo in una trappola imbastita su Nal Hutta.

“Il sarlacc mi ha trovato indigeribile, Solo”
Boba Fett ritorna a sorpresa [Il Lato Oscuro della Forza]

Boba Fett Il Lato Oscuro della Forza

La prima ricomparsa, risalente al 1992, del celebre cacciatore di taglie nelle pagine de Il Lato Oscuro della Forza.

Dengar e Boba Fett continuano a collaborare in molteplici occasioni, anche se la più celebre rimane quella della sua prima ricomparsa dopo la presunta morte su Tatooine, avvenuta nelle pagine de Il Lato Oscuro della Forza, uscito originariamente nel 1992.
Durante il regno dell’Imperatore rinato, Dengar e Fett riescono a individuare Solo sulla Luna dei Contrabbandieri, ma questi riesce a sfuggire passando lo scudo planetario del pianeta Byss.
Impossibilitati ancora una volta di vendicarsi del corelliano, i partner cacciatori di taglie dividono le loro vie definitivamente.
Nel seguito, sempre a fumetti e intitolato La Vendetta dell’Imperatore,  il clone in armatura mandaloriana tenta nuovamente di catturare gli occupanti del Millennium Falcon, ma viene sorpreso da una nuova arma elettrica montata sul pezzo di ferraglia più veloce della galassia, che lo costringe a desistere nuovamente.

Negli anni successivi, Boba Fett riprende ancora una volta il suo ruolo storico di cacciatore solitario, come letto nel fortunato trittico a fumetti Morte, Bugie e Tradimenti,  affrontando degli incarichi che ne rafforzano -per quanto ancora possibile- la nomea.
Tra le sue catture più notevoli si annovera l’ex-Guardia Reale catturare Kir Kanos per consegnarlo al Nuovo Impero, interessato a colpire la Nuova Repubblica e i Resti dell’Impero. Lo scopo del regime è quello di ricostruire -partendo proprio da Kanos- un dominio galattico basato sugli ideali del defunto Imperatore. Questi fatti sono presentati nel capitolo conclusivo della Saga dell’Impero Cremisi.

Boba Fett L'Impero Cremisi III

Kir Kanos viene consegnato al Nuovo Impero nel terzo arco de L’Impero Cremisi.

Nonostante l’abilità e il fatto di essere riconosciuto universalmente come il numero uno nel suo settore, Fett soffre le conseguenze della sua permanenza nel sarlacc diversi anni prima. Egli necessita di continui e costosissimi trattamenti medici per combattere il cancro, dovuto all’alterazione del suo metabolismo in seguito alla terrificante esperienza vissuta su Tatooine.
Nel 19 ABY egli si incontra nuovamente con Han Solo sul pianeta Jubilar per una resa dei conti definitiva. Tuttavia viene a crearsi uno stallo nel quale nessuno dei due ne uscirebbe vivo.
Più anziani e saggi grazie alle loro innumerevoli esperienze, entrambi decidono di andarsene senza spararsi vicendevolmente.
La storia breve è contenuta nel volume Tales of the Bounty Hunters e la storia si intitola The Last One Standing.

“Everyone dies.”
“Yeah, eventually. But it doesn’t have to be today, not for either of us.”
“I do not know. Trust is hard, among enemies. Perhaps we should return to the battle; perhaps, Han Solo, we should let fly, and once more let fate decide who will survive, as we did when we were young.”
Boba Fett e Han Solo faccia a faccia [Tales of the Bounty Hunters]

Boba Fett Han Solo The Essential Reader's Companion

Boba Fett e Han Solo nel corso dello Stallo di Jubilar. Art di Chris Trevas per il The Essential Reader’s Companion.

Trovati i soldi per le cure del cancro grazie ad una taglia da cinque milioni di crediti, Fett viene incaricato su Kamino da Taun We di dare la caccia all’ultimo sopravvissuto rimasto in vita degli attacchi subiti dal pianeta acquatico nel corso delle Guerre dei Cloni da parte dei Mandaloriani: Fenn Shysa.
In punto di morte egli conferisce al clone non modificato il titolo di Mand’alor, eleggendolo capo dei Protettori Mandaloriani.

Nella storia breve A Practical Man ambientata nel 24 ABY, gli Yuuzhan Vong arrivano nella galassia conosciuta e -rispettando la natura guerriera dei Mandaloriani- convocano Fett per ordinare loro di preparare l’avanzata degli invasori, assistendoli.
Mandalore capisce che non è possibile per il suo popolo opporsi agli alieni extragalattici, motivo per il quale in un primo momento collabora con loro assecondandoli in una certa misura, trasmettendo segretamente informazioni d’intelligence alla Nuova Repubblica al fine di permettere di evacuare i mondi che saranno colpiti e al contempo sviluppare delle armi atte a contrastare il nuovo comune nemico.

Cinque anni dopo, Han e Leia vengono salvati a bordo della Stazione Caluula dal cacciatore di taglie e dai suoi Protettori, ormai apertamente schierati contro gli Yuuzhan Vong.
Le strade del Millennium Falcon e dello Slave I si separano ancora una volta, sancendo la definitiva tregua tra i due uomini.

“Just wanted to remind you, Solo, that my personal fight was always with the Jedi. You were nothing more than cargo.”
Han snorted. “For what it’s worth, Fett, you were never more than a nuisance.”
Fett laughed shortly. “To better days, Captain.”
“Count on it.”
– Boba Fett, a Han Solo [The New Jedi Order: The Unifying Force]

Una decade dopo la fine della guerra contro gli Yuuzhan Vong,  l’erede di Jango Fett è ancora il numero uno sulla piazza, nonostante l’età inizi a esigere i primi tributi.
In aggiunta, la sua natura di clone a sviluppo non accelerato inizia a dargli delle problematiche, legate in particolare alla degradazione genica. Tali difficoltà vanno ad aggiungersi a quelle già menzionate, legate alla sua esperienza vissuta all’interno del sarlacc trentacinque anni prima.
Nel romanzo Bloodlines egli è dunque consapevole che il tempo rimastogli non sia ormai molto, pertanto decide di ricongiungersi con la moglie e la figlia, avuta quando aveva sedici anni con una donna Kiffar di nome Sintas Vel.
Vedendosi costretto a prolungare quanto più possibile la propria esistenza per riunirsi a loro, Fett scova la Kaminoana Taun We, in quanto possibile detentrice dei segreti del progetto di clonazione che portò, oltre mezzo secolo prima, alla creazione del Grande Esercito della Repubblica.
Nel contempo, però, la figlia Ailyn Vel viene catturata su Coruscant in quanto incaricata di assassinare Han Solo e Leia Organa, dietro ordine del facinoroso leader del sistema indipendentista di Corellia, Thrackan Sal-Solo, cugino dello stesso Han.
Jacen, ormai inesorabilmente indirizzato verso il Lato Oscuro da Lumiya, e accecato dall’odio per vedere i suoi genitori per l’ennesima volta in pericolo mortale, uccide la donna durante l’interrogatorio.

Legacy of the Force Sal-Solo Boba Fett Mirta Gev Han

Han, Boba Fett e Mirta Gev riescono finalmente a trovarsi faccia a faccia con Thrackan Sal-Solo. Matite di Joe Corroney per il The Essential Reader’s Companion.

I’ve seen the galaxy ruled by Sith, and I’ve seen the galaxy ruled by Jedi. I still made a profit. In fact, I didn’t really notice the difference, and the galaxy was still a mess at the end of it. It’s not my problem. And it’s not the Mandalorians’ problem.
So Jacen Solo wanted to be just like his grandfather. Maybe he wanted to be a Sith Lord, too.
Maybe I’ll let him.
There was no better way of exacting revenge on the sanctimonious Jedi than to let them rip themselves apart all on their own.
– Boba Fett, pensando alla morte della figlia [LOTF – Bloodlines]

Poco tempo dopo, ancora ignaro del fatto, Fett viene raggiunto niente meno che da Han Solo, il quale gli chiede una mano per infiltrarsi nella sede del palazzo governativo di Thrackan, onde porre fine una volta per tutte alla minaccia de cugino.
I due ex-peggiori nemici vengono accompagnati da una giovane e misteriosa guerriera mandaloriana di nome Mirta Gev e, proprio quest’ultima, fredda il leader corelliano durante un attimo di indecisione di Han.
In fuga dall’autorità planetaria, il trio viene soccorso da Leia a bordo del Falcon. Giunti in un rifugio sicuro, l’uomo in armatura mandaloriana chiede il suo compenso: incontrare la figlia Ailyn, che sa per certo essere sotto la custiodia della Guardia dell’Alleanza Galattica.
Dopo aver preso contatto con il figlio, Leia scopre l’amara verità: Jacen ha ucciso la figlia di Boba Fett.
Logicamente non trascorre molto prima che il clone venga a conoscenza di quanto avvenuto su Coruscant, assieme al fatto che Mirta è la figlia di Ailyn, elemento che la rende niente meno che sua nipote.
Essendo un uomo paziente Fett non cerca vendetta su Han e Leia per il brutale assassinio dell’erede, ma la consapevolezza che Jacen si stia trasformando in un nuovo Vader, con le conseguenti spaccature che causerà all’interno della famiglia Solo-Skywalker, sono per lui la giusta retribuzione per quanto subito.

Nel corso della Seconda Guerra Civile Galattica, una volta che ormai il conflitto è scoppiato in maniera irrevocabile dal Nucleo ai sistemi periferici, Jaina Solo implora Boba Fett di addestrarla per dare la caccia al fratello passato definitivamente al Lato Oscuro. Ma questa è un’altra storia

Similitudini e differenze con Din Djarin

Dopo una prima tornata di otto puntate (detti “capitoli”, le cui analisi le trovate qui) arrivate su Disney+ nell’autunno 2019, il 30 ottobre scorso ha avuto il via sugli schermi televisivi di tutto il mondo la seconda stagione di The Mandalorian con il sorprendente ritorno del figlio di Jango Fett.
Oltre alle ovvie comuni caratteristiche estetiche a livello di armatura, i personaggi di Din Djarin e Boba Fett posseggono sia dei tratti condivisi che esclusivi, i quali saranno di seguito analizzati.

The Mandalorian protagonista

Il Mandaloriano, protagonista della serie televisiva.

“Il cacciatore di taglie è un lavoro molto difficile.”
Il  Cliente  [The Mandalorian – Capitolo 1]

Il primo punto evidenziato ruota attorno ai materiali dei rispettivi elmi e corazze, che risultano profondamente distinti. Infatti, mentre l’armatura di Beskar del Mandaloriano permette di assorbire un certo ammontare di colpi blaster sino a una certa intensità senza problematiche di sorta, quella di Fett -come visto nello stesso Capitolo 9– riesce sì ad annullare la letalità del raggio energetico, ma viene comunque generato un sensibile contraccolpo. Probabilmente le componenti di proprietà del clone sono composte di una semplice lega di duracciaio, così come fu quella del padre ai tempi del suo servizio presso i Separatisti.
I materiali non vanno confusi con l’ancora più raro Chromium che, oltre a costituire il rivestimento delle navi di classe Imperialis apparse in Lando e Shadow Fall, è la componente principale dell’armatura del Capitano Phasma del Primo Ordine.  A differenza delle due leghe precedentemente presentate, questo metallo permette di deflettere tramite rimbalzo il colpo blaster, come testimoniato da Rose a bordo del Supremacy nel corso de Gli Ultimi Jedi.

“Quando scegli la Via di Mandalore, sei insieme cacciatore e preda. Come puoi essere un codardo se scegli questo stile di vita? Ti sei mai tolto l’elmo?”
“No.”
– L’Armaiolo, a Din Djarin [The Mandalorian – Capitolo 3]

Un’altra contrapposizione, che avrebbe indubbiamente pesanti ripercussioni narrative all’interno di The Mandalorian, riguarda il fatto che Boba Fett non è un mandaloriano sebbene ne abbia a lungo indossato le iconiche vesti.
Tramite il flashback presentato nel Capitolo 8, si è visto il giovanissimo Din Djarin soccorso al tempo delle Guerre dei Cloni da un’unità della Ronda della Morte, operante contro l’avanzata separatista presso Aq Vetina, dove il piccolo viveva.  Grazie a questi dettagli e a quanto riportato nel volume The Star Wars Book, è stato confermato che il ragazzo è stato addestrato con i precetti molto ortodossi della Via di Mandalore.
Tale credo implica non solo l’obbedienza assoluta ai rigidissimi dettami della Via, ma anche che nessun mandaloriano degno del proprio nome possa essere visto da altro essere vivente senza il suo elmo indosso.
Si ricorda che, nel corso canonico, Jango Fett viene identificato dal governo mandaloriano come un comune cacciatore di taglie senza alcun legame col credo, entrato in possesso delle componenti probabilmente a seguito della Prima  Guerra Civile Mandaloriana del 42 ABY.
Pertanto è conseguenza logica che, con ogni eventualità, Boba Fett venga guardato con disprezzo dai figli di Mandalore, persino all’apice della sua carriera.
Sin dal primo incontro con Cobb Vanth, Din Djarin ha infatti intimato allo sceriffo di Mos Pelgo di rendere l’armatura, in quanto non degno di indossarla. Rimane pertanto estremamente plausibile che il protagonista della serie televisiva non intenda assolutamente restituire i vari pezzi recuperati al loro legittimo proprietario.

“Di recente ho incontrato un uomo con indosso un’armatura di Mandalore: Jango Fett.”
“Jango Fett era un volgare cacciatore di taglie! Come abbia avuto quell’armatura, non lo so.”
– Obi-Wan Kenobi e il Primo Ministro Almec [The Clone Wars – La Ronda della Morte]

Sebbene non abbracci la Via di Mandalore, durante la sua carriera come mercenario Boba Fett ha sempre anteposto ad ogni cosa la propria sicurezza e anonimato (si veda, a titolo di esempio, la storica cannuccia estensibile dell’elmo per l’approvvigionamento dei nutrienti vista in Tales of the Bounty Hunters).
Il non essersi mai pubblicamente mostrato a volto scoperto, oltre per ragioni di sicurezza personale, potrebbe anche essere frutto di un’esigenza legata alla sua genesi su Kamino.
Col Nuovo Ordine stabilito dall’Imperatore Palpatine nel 19 ABY, i soldati clone vengono dismessi (con alcune particolari eccezioni) e alla luce di ciò, una persona avente il volto di un clone -peraltro non soggetto a invecchiamento accelerato- potrebbe attirare attenzioni assolutamente non desiderate.
Per un cacciatore di taglie di prima categoria l’anonimato è fondamentale e possedere dei tratti facciali immediatamente riconoscibili, almeno nei primi anni di regime imperiale, non è certamente un vantaggio.

Boba Fett Motori di Distruzione

Il vero volto del clone cacciatore di taglie. Tavola proveniente dal fumetto Boba Fett – Motori di Distruzione.

Passando a quelli che invece sono i tratti in comune tra i due personaggi, il fucile a impulsi risulta senza ombra di dubbio una delle analogie più palesi. Risalente alla primissima comparsa di Fett sullo schermo durante il celeberrimo Holiday Special del 1978, la sua inconfondibile forma ha chiaramente ispirato l’arma imbracciata dal Mandaloriano.
Nel cartone The Story of the Faithful Wookiee, appartenente all’universo Legends, l’arma emette una sorta di impulso, rivelatosi in grado di salvare Luke Skywalker dal temibile drago del pianeta Panna.
Negli eventi della serie televisiva, oltre a liberare un impulso di tipo elettrico (utilizzato per liberarsi da creature come il drago Krayt e il Ravinak), il fucile spara anche colpi singoli in grado di polverizzare individui di dimensioni umane o inferiori, collocandolo pertanto nella categoria dei disintegratori.

Boba Fett Holiday Special

Boba Fett con la sua (splendida) prima versione dell’armatura, come rappresentato nell’Holiday Special.

Un’altra similitudine riguarda il rampino da polso che, per entrambi i personaggi, viene collocato sul braccio destro. Decisamente una scelta non scontata, quando nella galassia esiste un’inenarrabile moltitudine di armi stordenti e non letali atte a incapacitare la preda.
Senza dimenticare, inoltre, che il vestiario mandaloriano da combattimento risulta personalizzabile in tutte le sue parti, con le serie animate The Clone Wars e Rebels a fare da testimoni.
Probabilmente la scelta è dettata dalla professione delle due figure, in quanto per alcune prede viene richiesto che siano catturate vive o per evitare la loro fuga, come il boss criminale Gor Koresh ha potuto constatare personalmente.
Impossibile anche non menzionare il lanciafiamme, disposto sull’avambraccio sinistro di entrambi, utilizzato per prendere alla sprovvista i nemici o sedare discussioni.
Completamente differenti sono anche i modelli di zaino a razzo, in quanto quello di Boba Fett (un esemplare Z-6) è in grado anche di equipaggiare un razzo esplosivo, guidato dalla telemetria del mirino tattico da combattimento incluso nell’elmo. Dal punto di vista dei lati negativi, questo specifico modello soffre particolarmente gli impatti provenienti dall’esterno, che possono accidentalmente innescarne l’attivazione con conseguenze imprevedibili per colui il quale lo veste.
Quello esibito da Din Djarin, datoglielo dall’Armaiolo dopo avergli chiesto se si fosse addestrato nella tecnica della Rising Phoenix, probabilmente è un modello con minore potenza, ma maggiore manovrabilità.

The Mandalorian Trailer

Più di una parte dell’equipaggiamento ricorda quella di Boba Fett.

Ultimo elemento considerato, ma non per questo meno importante, concerne un’analogia nel modus operandi. Entrambi infatti ricorrono all’ibernazione nella grafite per trasportare presso il committente le prede catturate vive.
Si rammenta che questa procedura è stata inventata da Anakin Skywalker durante le Guerre dei Cloni, nello specifico nel diciottesimo episodio della terza stagione di The Clone Wars, intitolato La Cittadella.
Al tempo della Guerra Civile Galattica, dunque, il congelamento al carbonio è un processo conosciuto solo a Darth Vader, che lo riutilizza davanti a Boba  Fett per ibernare Han Solo e verificare la non letalità dell’impianto presente presso la Città delle Nuvole.
Di conseguenza il clone non modificato diventa, in teoria, la seconda persona della galassia a conoscere questa particolarissima tecnica
Probabilmente la voce di quanto avvenuto a Han Solo si deve essere diffusa all’interno dell’universo dei cacciatori di taglie, facendo sì che questa procedura inizi a vedere un largo impiego per scopi decisamente ambigui.
Non solo Din Djarin la impiega per trasportare molteplici obiettivi sul Razor Crest e intascare quanto gli è dovuto da Greef Karga su Nevarro, ma alcuni signori del crimine come il Sullustano Surat Nuat (visto in Aftermath) impiegano il congelamento al carbonio per risolvere diatribe con rivali… o fratelli.

The Mandalorian Carbonite

Alcune delle taglie, congelate nella grafite, tra cui il Mythrol del primo episodio. Dank farrik!

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Fonti:
Aftermath;
Aftermath – Debito di Vita;
Aftermath – La Fine dell’Impero;
Ai Margini della Galssia;
Boba Fett – Motori di Distruzione;
Boba Fett – Nemico dell’Impero;
Choose Your Destiny – A Han & Chewie Adventure;
– Jango Fett – Open Seasons;
La Saga dell’Impero Cremisi;
La Vendetta dell’Imperatore;
Legacy of the Force – Betrayal;
Legacy of the Force – Bloodlines;
Legami di Sangue – Boba Fett è Morto;
L’Attacco dei Cloni: Guida ai Personaggi;
L’Ombra dell’Impero;
Tales from the Jabba’s Palace;
Tales of the Bounty Hunters;
The Bounty Hunter Wars – The Mandalorian Armor;
The Bounty Hunter Wars – Slave Ship;
The Bounty Hunter Wars – Hard Merchandise;
– Serie animata Rebels;
Serie animata The Clone Wars;
Serie televisiva The Mandalorian;
The Clone Wars – Stories of Light and Dark;
The New Jedi Order – The Unifying Force;
The Star Wars Book.

Nato a Udine nel 1993, sono laureato in Analisi e Gestione dell’Ambiente presso l’Università di Bologna. La passione per Star Wars inizia a manifestarsi all’età di otto anni e da allora non mi ha mai abbandonato. Patito degli Anni 80 e della cultura pop dell’epoca; amante della musica in generale, dal thrash metal alla synthwave moderna. Collaboro con Star Wars Libri e Comics al fine di entrare in contatto con altri fan ed eventualmente orientare coloro i quali volessero muovere i primi passi all’interno del mondo cartaceo della saga.

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