The Mandalorian – Capitolo 11: analisi e easter egg

A gonfie vele! A seguito di una comunque gradevole puntata di transizione, The Mandalorian riparte a pieno ritmo regalando un episodio che, nonostante la durata brevissima, si rivela quantomai pregno di rivelazioni, colpi di scena e attesissimi ritorni su schermo. Come di consueto, Star Wars Libri e Comics presenta, in contemporanea con l’uscita globale su Disney+, l’analisi del terzo episodio della seconda stagione di The Mandalorian, scritto da Jon Favreau, diretto da Bryce Dallas Howard e intitolato Capitolo 11 – L’Erede (The Heiress, al femminile, in lingua inglese).

The Mandalorian, Capitolo 11 – Sinossi

The Mandalorian Chapter 11 Trask

9 ABY. Giunto finalmente su Trask, il Mandaloriano si mette sulle tracce dei suoi simili. Li troverà davvero o incapperà nell’ennesimo buco nell’acqua?

The Mandalorian, Capitolo 11 – Analisi e easter egg [CON SPOILER]

The Mandalorian Chapter 11

Come avvenuto in occasione di tutti i precedenti episodi, la puntata odierna si apre con il consueto preambolo introduttivo che mostra, oltre ai personaggi e agli eventi salienti del Capitolo 10, anche il consesso dei Mandaloriani della tribù di Nevarro visto durante il Capitolo 3, annunciando quello che sarà il fulcro, il leitmotiv dell’intera puntata. Segue poi l’inconfondibile sigla iniziale della serie, composta ancora una volta di una carrellata degli elmi più iconici della saga di Star Wars.

Sistema di Kol Iben. La sgangherata Razor Crest, ancora in pessime condizioni dopo l’attacco dei ragni nocchiuti bianchi subito sul pianeta artico di Maldo Kreis, si dirige lentamente verso la luna marina di Trask, orbitante attorno al gigante gassoso che dà il nome al sistema. A bordo della cabina di pilotaggio, unica sezione della nave ancora pressurizzata, tutti gli occupanti dormono: Din Djarin, particolarmente sfiancato dalle avventure dei Capitoli 9 e 10, si è appisolato ai comandi; il Bambino riposa assumendo una posizione che ricorda molto da vicino quella assunta da Yoda, membro della sua stessa specie e Gran Maestro dell’Ordine Jedi, durante le proprie meditazioni; la donna-rana che accompagna il duo, infine, sonnecchia stringendo teneramente a sé il contenitore delle proprie uova, le ultime del suo ciclo riproduttivo.

I tre vengono tuttavia svegliati dai segnali acustici della Razor Crest, sorprendentemente simili a quelli sentiti a bordo del Millennium Falcon durante l’avvicinamento ad Alderaan in Episodio IV – Una Nuova Speranza: la cannoniera è infatti giunta in prossimità dell’orbita di Trask, ma, visti i danni riportati, non è in grado di attivare il sistema di atterraggio automatico. Commentata la notizia con l’ormai proverbiale imprecazione dank farrik, Din si appresta dunque al rientro manuale, sperando di non finire carbonizzato durante l’ingresso nell’atmosfera. Quest’ultimo, confermando i sospetti del Mandaloriano, si rivela particolarmente turbolento: la Razor Crest prende fuoco e precipita, ricordando, seppur in scala decisamente ridotta, l’atterraggio di emergenza della Invisible Hand durante gli eventi di Episodio III – La Vendetta dei Sith. Gli sforzi combinati di Din e della donna-rana, uniti al sistema di rientro manuale della cannoniera, molto simile al meccanismo di puntamento di un caccia TIE, paiono dare i propri frutti: l’atterraggio procede liscio come l’olio, finché… la Razor Crest non precipita in acqua.

Recuperata con l’ausilio di un argano ricavato dal telaio di un camminatore OI-CT simile a quelli comparsi in Solo – A Star Wars Story e nei suoi adattamenti in forma di romanzo e di fumetto, la nave viene dunque affidata alle cure di un meccanico Mon Calamari per la modica cifra di mille crediti. Frattanto, in un porto brulicante di Mon Calamari e Quarren, la donna-rana si ricongiunge al marito, anch’egli egualmente anfibio, in quella che risulta una dolcissima scena d’amore. Terminate le effusioni e ricevuti i ringraziamenti del caso, il Mandaloriano viene al dunque e chiede all’uomo-rana le informazioni promesse riguardo ai suoi simili nascosti su Trask. Nel frattempo, tra la folla si scorge una misteriosa figura femminile ammantata di nero, una giovane donna afroamericana di cui Din pare notare la presenza, appena un istante prima che costei scompaia in un battito di ciglia. Benché l’identità del personaggio sia ancora ignota, è possibile riconoscere l’inconfondibile fisionomia della wrestler Mercedes Kaestner-Varnado, meglio nota con lo pseudonimo di Sasha Banks.

The Mandalorian Chapter 11

Indirizzato dall’uomo-rana verso la locanda di Trask, Din acquista una ciotola di zuppa per il Bambino, come già avvenuto su Sorgan nel corso del Capitolo 4, e chiede informazioni sulla posizione dei Mandaloriani, barattandole per i tondini calamariani ricevuti da Greef Karga durante il Capitolo 1 come ricompensa per la cattura del Mythrol. Il locandiere, anch’egli Mon Calamari, risponde che altri individui vestiti di beskar, il leggendario acciaio mandaloriano che costituisce anche l’armatura di Din, sono passati di lì, e mette in contatto l’ormai ex-cacciatore di taglie con un Quarren dall’aria losca, che afferma di poterlo condurre dai suoi simili entro poche ore di vela. Nel frattempo, il Bambino viene aggredito da un piccolo polpo ancora vivo contenuto nella zuppa, costituendo un palese riferimento a un’altra famosissima saga di fantascienza.

Din e il Bambino salpano dunque a bordo di un peschereccio con una ciurma di soli Quarren, diretti verso il presunto covo dei Mandaloriani di Trask. Giunti in mare aperto, il Quarren incontrato alla locanda propone di gettare un’esca per attirare un Mamacore, un terrificante mostro marino, sicuro che la vista della creatura potrà piacere al piccolo. Seppur riluttante, Din acconsente, ma… è una trappola! Il Quarren, intenzionato a ottenere l’armatura del Mandaloriano, getta il piccolo in pasto al Mamacore e, quando Din si tuffa in acqua per salvare il Bambino, lo intrappola in una gabbia, intenzionato ad annegarlo e a sottrargli il prezioso beskar. Sembra una situazione senza via di scampo. Chi potrà salvare il Mandaloriano? Altri Mandaloriani, naturalmente!

Si tratta, in particolare, di tre esponenti dei Nite Owl, il gruppo di guerrieri guidato da Bo-Katan Kryze, sorella della defunta duchessa Satine e ultima discendente dell’omonimo Clan Kryze, nata su Mandalore e veterana della Grande Purga. Il trio, oltre che dalla stessa Bo-Katan, qui interpretata da Katee Sackhoff, già doppiatrice del personaggio nelle serie animate The Clone Wars Star Wars Rebels, è composto da Koska Reeves, la giovane misteriosa che si aggirava per il porto di Trask, e da Axe Woves. Sgominati i Quarren e tratti in salvo Din Djarin e il Bambino, i tre procedono alle presentazioni, togliendosi l’elmo; si noti che, in questo frangente, il casco di Bo-Katan emette un suono identico a quello degli elmi di Darth Vader e Kylo Ren. Dinanzi alla reazione sdegnata dell’ex-cacciatore di taglie, i tre giungono a una triste conclusione: Din Djarin è un Figlio della Ronda, ossia un appartenente alla setta di fanatici religiosi che ruppe con la società mandaloriana durante le Guerre dei Cloni. Sentendo di non avere nulla a che spartire con i Nite Owl, Din torna al porto di Trask con l’ausilio del proprio zaino a razzo.

The Mandalorian Chapter 11

Scende la notte. Din e il Bambino si aggirano ancora nei pressi del porto di Trask, quando vengono circondati da un’altra banda di Quarren in cerca di vendetta: il loro capo, infatti, è il fratello del bandito ucciso in precedenza da Bo-Katan e dai suoi sottoposti. Benché il Mandaloriano rimanga impassibile e non si dimostri in alcun modo impressionato dalle minacce, è chiaro che, anche in questo caso, la disparità numerica è soverchiante. È in questo frangente che, per la seconda volta, i Nite Owl intervengono in soccorso di Din, eliminando uno a uno i criminali Quarren. Dinanzi a questo secondo salvataggio, al Figlio della Ronda non resta che ascoltare cos’hanno da dire Bo-Katan e compagni.

Din Djarin viene dunque a sapere che Trask non è una luna marina come le altre, ma, al contrario, costituisce il più importante snodo per i traffici di armi dei superstiti di ciò che resta dell’Impero Galattico. I Nite Owl, sotto il comando di Bo-Katan, stanno depredando i trasporti imperiali, decisi a sfruttare gli armamenti così ottenuti per riprendere il loro pianeta natale una volta per tutte e insediare un nuovo Mandalore sul trono. Nonostante la riluttanza di Din, Bo-Katan ricorda che i Mandaloriani sono più forti insieme, confermando l’affermazione di Paz Vizsla durante il Capitolo 3un tempo la nostra forza era nel numero. Il Figlio della Ronda è irremovibile: la sua missione è di riportare il Bambino ai Jedi, ed è a questa missione che si atterrà.

È a questo punto che Bo-Katan coglie la palla al balzo: se Din aiuterà i Nite Owl nella loro missione, lei gli rivelerà come mettersi in contatto con un Jedi. Benché non del tutto convinto e ancora all’oscuro dei dettagli del piano, il Figlio della Ronda accetta, non vedendo alternative migliori. La missione di cui parla la Mandaloriana è semplice nella teoria, ma ben più ardua nella pratica: assaltare un mercantile imperiale di classe Gozanti in atmosfera e trafugarne il carico, per infliggere un duro colpo ai rifornimenti di armi dell’Impero. Prima di entrare in azione, tuttavia, Din affida il Bambino ai coniugi-rana affinché lo tengano al sicuro; prima di partire, inoltre, si raccomanda affinché il piccolo si comporti bene, facendo implicito riferimento alla predilezione del Bambino per le uova di anfibio. Poco dopo la partenza del Mandaloriano, il primo uovo della coppia si schiude, rivelando un minuscolo girino.

The Mandalorian Chapter 11

Prime luci dell’alba. Il mercantile di classe Gozanti è appena decollato quando Din e i Nite Owl, con l’ausilio dei propri zaini a razzo, fanno irruzione a bordo, eliminando uno dopo l’altro tutti gli assaltatori presenti sul perimetro; uno degli imperiali, tuttavia, riesce a dare l’allarme, avvisando che la nave è presa di mira dai pirati. Il capitano della nave, doppiato in italiano da Antonio Sanna, già voce del Gran Moff Wilhuff Tarkin in Rogue One – A Star Wars Story e del Generale Alleante Enric Pryde in Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker, ordina dunque di sigillare la cabina di pilotaggio e di difendere la nave almeno fino al salto nell’iperspazio, ricevendo alcuni scarni e confusi aggiornamenti da parte di un soldato la cui voce italiana è quella di Fabio Rovazzi, che a sua volta aveva già doppiato un assaltatore del Primo Ordine in Episodio IX – L’Ascesa di Skywalker.

Le truppe imperiali paiono quasi del tutto impotenti dinanzi all’avanzata di quattro guerrieri ben addestrati. Il tempo, tuttavia, è tiranno: se il mercantile riuscirà a saltare nell’iperspazio, potrà finalmente raggiungere il resto della flotta e, per i Mandaloriani, non ci sarà più scampo. Tra granate abbaglianti, detonatori termici ed espulsioni nell’atmosfera, i quattro riescono finalmente ad arrivare alla stiva, dove Bo-Katan rivela, per la prima volta, il suo lato oscuro: non intende rubare solo il carico, bensì l’intera nave, in modo da utilizzarla per le future battaglie; se Din non collaborerà, inoltre, non manterrà il suo patto e dunque non gli rivelerà la posizione dei Jedi. Frattanto, nella cabina di comando, il Moff Gideon si mette in contatto con il capitano della nave e, al grido di lunga vita all’Impero, lo stesso motto che, in futuro, sarà mutuato in lunga vita al Leader Supremo, ordina di mettere in atto soluzioni drastiche. Il capitano, uccisi i due attendenti, prende i comandi e, spinto dal più cieco fanatismo, fa precipitare la nave.

Non c’è tempo da perdere: i Mandaloriani, grazie all’eroismo di Din, riescono a farsi strada fino al ponte nonostante la dura opposizione di due blaster a ripetizione pesanti e, fatto saltare il portello della cabina di comando, riescono, per un soffio, a prendere il controllo dei comandi e a riportare in quota la nave. Bo-Katan tenta di interrogare il capitano della nave chiedendogli dove si trovi la Spada Oscura, la mitica arma forgiata da Tarre Vizsla vista nel Capitolo 8, dov’era stata utilizzata da Gideon per salvarsi dalla carcassa del proprio caccia TIE. Prima di poter estorcere altre informazioni al capitano, tuttavia, questi si uccide utilizzando una pillola del suicidio, che lo folgora all’istante. Vista la loro posizione compromessa, i Nite Owl devono saltare al più presto nell’iperspazio, per evitare di essere rintracciati; prima, però, è tempo che Bo-Katan mantenga la propria promessa. Il Jedi che lei conosce è nientemeno che Ahsoka Tano, ex-Padawan di Anakin Skywalker; Din la potrà trovare nella città di Calodan, sul pianeta boscoso di Corvus. Congedatosi dai Nite Owl e recuperato il Bambino, Din parte dunque alla volta di Corvus, ma nuove domande sorgono nella mente dello spettatore: perché Ahsoka è su Corvus? Si trova lì da sola o è in compagnia di alcune vecchie conoscenze, come Sabine Wren o Rex? Ha trovato Ezra Bridger? Se sì, dove si trova? E se no, perché si è arresa?

Vi ricordiamo che discuteremo nel dettaglio di questo episodio durante la terza puntata della nostra nuovissima rubrica Sundari Nights Live, in diretta su YouTube e Facebook lunedì 16 novembre 2020 alle ore 21:00 e disponibile su Anchor, Breaker, Google Podcasts, Pocket Casts, RadioPublic e Spotify a partire da martedì 17 novembre 2020!

Vi è piaciuto questo episodio? Fatecelo sapere nei commenti! Vi ricordiamo che potete trovarci anche su Telegram con il nostro canale ufficiale https://t.me/swlibricomics e la chat https://t.me/SWLibriComicsChat!

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Torinese, classe 1996, sono uno studente di Economia e Scienze Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Fan di Star Wars dai tempi de La vendetta dei Sith ma vero e proprio appassionato solo dal 2015, mi sono avvicinato al lato cartaceo della Forza grazie al fumetto Darth Vader. Da settembre 2019 scrivo per Star Wars Libri & Comics con l'obiettivo di contribuire alla diffusione e alla conoscenza di questo meraviglioso universo narrativo.

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