Gli Ultimi Jedi: tutti gli easter egg e i riferimenti

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Dopo esattamente due anni di attesa, è finalmente giunto nelle sale l’attesissimo ottavo capitolo della saga principale: Gli Ultimi Jedi.
Avendo vissuto con voi la spasmodica attesa grazie al countdown, ora finalmente possiamo discutere in libertà di quanto visto ed iniziare immediatamente con le congetture sul film conclusivo della trilogia in arrivo a dicembre 2019!

Così come per Rogue One, anche Gli Ultimi Jedi non perde l’occasione di ricordare ancora una volta come quello legato alla galassia lontana lontana sia il progetto cross-mediatico di più ampio respiro attualmente riscontrabile nel mondo dell’intrattenimento.
Esattamente come avevamo fatto con l’articolo dedicato a Rogue One, in questa guida andremo dunque a scoprire tutti gli easter egg ed i riferimenti agli altri prodotti canonici (senza dimenticare le citazioni al materiale Legends) presenti in Episodio VIII! Se qualcosa dovesse esserci sfuggita, non esitate a segnalarcela.

ATTENZIONE SEGUONO SPOILER SU TUTTO IL FILM, BATTLEFRONT II E LIBRI NON ANCORA TRADOTTI

 

Amilyn Holdo

Vice Ammiraglio tra le fila della Resistenza ed originaria di Gatalenta, Holdo è un’amica di lunga data di Leia, precisamente dall’Apprentice Legislature per giovani senatori svoltosi tre anni prima della battaglia di Yavin (Leia: Princess of Alderaan).
Come traspare chiaramente dalla pellicola, sotto l’apparenza fortemente appariscente e stravagante, si nasconde una mente brillante e sempre consapevole di tutto ciò che sta avvenendo.

Amilyn Holdo Leia The Last Jedi

Grazie all’amicizia nata quasi per caso -con la scoperta che Leia e Bail erano coinvolti in una ribellione- Amilyn ha sin da piccola votato la sua causa ai più deboli e all’Alleanza, distinguendosi per le sue abilità strategiche (Poe cita una delle battaglie che l’hanno vista trionfare) e scalando i ranghi della Nuova Repubblica e poi della Resistenza.

Tracciamento iperspaziale

Una delle nuove tecnologie comparse nel film vedono il Primo Ordine in grado di tracciare attraverso l’iperspazio le navi in fuga. Un collegamento a Rogue One, confermato da Pablo Hidalgo, riguarda il momento in cui Cassian e Jyn sono all’interno del centro di comando e, mentre scorrono la lista dei progetti dell’Iniziativa Tarkin, la ragazza nomina il tracciamento iperspaziale.
Per chi si chiedesse come l’Impero faccia ad inseguire la Tantive IV sopra i cieli di Tatooine, nel libro From a Certain Point of View viene detto che l’iperguida non è operativa al 100%, motivo per il quale rilascia delle anomalie iperspaziali tramite le quali il Devastator riesce a rimanere nella scia della nave consolare.

Crait

Il desertico pianeta Crait è il luogo di scontro finale tra il Primo Ordine e la Resistenza dopo che quest’ultima ha evacuato D’Qar ed essersi mantenuta a distanza dal Supremacy di Snoke.
La sua caratteristica principale è che la superficie (composta da un minerale frammentario di colore rossastro) risulta ricoperta da bianche saline e sferzata da venti che a volte permettono al suolo sottostante di comparire sotto la coltre giallo-bianca che solitamente lo ricopre.

Crait The Last Jedi

Le distese saline di Crait

Il mondo in questione però è gia comparso in uno dei prodotti della collana Journey to The Last Jedi, in particolare nel romanzo Leia: Princess of Alderaan. Nel suddetto, ambientato tre anni prima della battaglia di Yavin, Leia si trova ad indagare sulle misteriose attività dei propri genitori adottivi dal quale viene tassativamente tenuta all’oscuro.
Individuato un anomalo traffico di materiali verso il desolato Crait, la giovane Skywalker viene quasi abbattuta da un sistema missilistico difensivo e fatta priglioniera.
In breve scopre che i combattenti che l’hanno presa in ostaggio sono sotto il comando di suo padre Bail Organa, il quale sta allestendo sul pianeta una base segreta per la guerra che sarebbe apertamente scoppiata contro l’Impero nel giro di pochi anni.
Crait tornerà presto al centro dell’attenzione nei prossimi giorni inoltre: come vi avevamo anticipato tempo addietro il 27 dicembre uscirà oltreoceano il fumetto one-shot Storms of Crait, che vedrà Luke e Leia vivere una breve avventura in fuga dall’Impero proprio su questo mondo e sarà ambientata nel periodo tra Episodio V e VI.

La bussola e le reliquie

In una delle scene in cui si scorge l’intero della dimora dove Luke si è rifugiato si possono vedere alcuni oggetti a lui appartenenti. Tra queste si ritrova la bussola comparsa recentemente nel videogioco Battlefront II, la cui utilità non è ancora stata resa nota.
Nel periodo immediatamente successivo alla battaglia di Endor, sappiamo che Luke decide di girare la galassia alla ricerca di manufatti legati all’eredità Jedi (Impero a Pezzi, vedasi l’albero della Forza), tra questi c’è il misterioso oggetto recuperato sul pianeta Pillio grazie anche a Del Meeko, uno dei tre membri dell’Inferno Squad.

Bussola Luke Battlefront II

La bussola così come appare nel videogioco

La bussola infatti era contenuta in uno dei diversi Osservatori di Palpatine sparsi nell’intera galassia, costruiti anche come sorta di rifugio per reliquie appartenenti ad entrambe le fazioni della Forza. Giunto sul pianeta col compito di distruggere la struttura, Del permette a Luke di tenere la bussola come ringraziamento per avergli salvato la vita poco prima contro gli insetti che popolano le grotte che circondano la struttura dell’ex Signore dei Sith.
Oltre a questa, su Ahch’To ci vengono anche mostrati i testi sacri Jedi e un pendente da Jedi Crusader con un cristallo Sith frammentato (ci svela il Visual Dictionary): vi ricordiamo che i Jedi Crusader nel Legends sono i seguaci di Revan nella Old Republic! Inoltre, il mosaico all’interno del tempio rappresenta il Primo Jedi in uno stato di equilibrio.

Elettrostaffa

Inconfondibile arma della Magnaguard IG-100 asseganta alla scorta del Generale Grievous ne La Vendetta dei Sith, caratterizzata da delle estermità elettrificate e composte da una lega non frangibile dalle spade laser.
Compare brevemente anche nell’ottavo episodio quando Maz ne para un colpo durante la sua diretta dalla vertenza sindacale. Altre apaprizioni di questo strumento le si hanno nei fumetti Star Wars Resa dei Conti sulla Luna dei Contrabbanderi (le guardie di Grakkus), nel romanzo breve The Weapon of a Jedi: A Luke Skywalker Adventure (arma utilizzata da Sarco Plank contro Luke) e in dotazione a Rukh in Rebels.

Star Wars 9 Electrostaff Magnaguard

Nel nono numero di Star Wars Luke si scontra con le guardie dell’hutt Grakkus

Fathier

Creature non senzienti utilizzate per delle gare di velocità atte ad intrattenere alcune tra le personalità più ricche della galassia, le corse tra fathier sono una delle maggiori attrazioni della città di Canto Bight. Nominati per la prima volta nei prodotti per giovani lettori Join the Resistance, vengono menzionati anche in La Fine dell’Impero, quando Mercurial Swift rivela la sua identità a Sinjir e compagni.

A pesca con Luke

Gli Ultimi Jedi easter egg Legends of Luke Skywalker

L’illustrazione di J.G. Jones del racconto “Pescare nel diluvio”

Mentre osserviamo la routine di Luke su Ahch’To, tra le varie e curiose attività, lo vediamo dedicarsi ad una forma di pesca all’apparenza molto pericolosa, rimanendo sospeso su di un lungo palo per infilzare la preda. Dal romanzo The Legends of Luke Skywalker (QUI la nostra RECENSIONE) scopriamo che questa tecnica di pesca gli è stata insegnata durante il suo viaggio su Lew’el. Nel racconto in questione, inoltre, vengono esposti alcuni concetti sulla Forza intesa come Equilibrio (e come Marea) che Luke dimostra di aver ben compreso quando ne parla a Rey.
Luke, tuttavia, si è isolato dalla Forza proprio come il maestro Infil’a visto nella serie a fumetti Darth Vader: Dark Lord of the Sith, seguendo la via del Barash.

Animali guida

Motivo ricorrente nell’ultima stagione di Rebels con i Loth-gatti e i Loth-lupi, i quali aiutano Ezra e compagni in più di un’occasione a sfuggire dalla minaccia imperiale indicando loro delle vie di fuga e quindi sono -per estensione- un’espressione della volontà della Forza.

Vulptex The Last Jedi

Anche nel film si assiste ad una scena simile grazie ai vulptex, delle creature simili a delle volpi di cristallo che guidano Poe e il resto della Resistenza fuori dai cunicoli minerari della base della Ribellione su Crait.

 

Force Projection

Sicuramente una delle scene più forti, se non la più forte, a livello visivo dell’intero film. Luke dalla pietra della meditazione su Ahch-To riesce a proiettare una visione della sua figura a tutti i partecipanti della battaglia di Crait.
Non solo assistiamo al commovente ultimo saluto tra i due Skywalker, ma riesce anche a ingannare i vertici e le truppe del Primo Ordine richiamando l’attenzione del fuoco degli AT-M6 e dello stesso Kylo Ren poi, dando ai protagonisti il tempo di fuggire a bordo del Falcon.
Questa tecnica è stata più volte vistta nei prodotti ormai Legends come Darth Plagueis o (coincidenza?) ne romanzo del 2005 intitolato proprio The Last Jedi.
Di recente l’abbiamo vista anche nei fumetti qua in Italia, basti pensare a Daegen Lok nel secondo volume de L’Alba degli Jedi quando si manifesta a Xesh oppure, ancora più importante, ne Il Lato Oscuro della Forza, quando Luke compare dinanzi alla sorella dopo aver preso posto al fianco dell’Imperatore rinato.
Sotto un certo punto di vista, anche l’incontro tra Ezra e Yoda in Star Wars Rebels può essere considerata una Force Projection!

Dark Empire I Force Projection

L’apparizione a Leia durante Il Lato Oscuro della Forza

 

La madre di Hux non si tocca

Forse una delle maggiori sottilezze del film. Per concedere tempo agli alleati al fine di evacuare completamente la base di D’Qar, all’inizio de Gli Ultimi Jedi Poe deride e sbeffeggia il Generale Armitage Hux, giungendo persino ad insultare la madre di lui.
Per chi ha letto i due Aftermath (Debito di Vita più La Fine dell’Impero) e in una certa misura Phasma, sa che la massima autorità militare del Primo Ordine è cresciuto covando estremo odio e risentimento nei confronti del padre Brendol, dal quale è sempre stato trattato in malo modo.
Il tema delal madre per lui è estremamente delicato, visto che si tratta del frutto di un rapporto con una “donna delle cucine” dell’Accademia Imperiale di Arkanis gestita dal padre nel periodo antecedente a Jakku.

 

E ora il gran finale. Purtroppo o per fortuna -a seconda dei punti di vista- nei giorni antecedenti all’uscita della pellicola sono trapelate in rete diverse pagine del Visual Dictionary dedicato a Gli Ultimi Jedi. La pubblicazione è uscita ufficialmente il 15 dicembre e la nostra copia è in arrivo, ergo nelle prossime settimane arriverà la recensione!
Premesso che non volevamo spoilerarci troppo prima di entrare in sala, non abbiamo resistito alla tentazione di informarci su alcuni dettagli ulteriori che vi vogliamo riportare.

Le Praetorian Guard

Quattro coppie di guerrieri formano l’ultima linea di difesa di Snoke. Non ci viene detto molto, neanche nel Visual Dictionary: delle loro origini ci viene detto che sono sconosciute ma che il nome risale al quattordicesimo Imperatore Atrisian di Kitel Phard (pianeta minore del Legends già recuperato dal Complete Locations e dalla Visual Guide di Rogue One), e come stili di combattimento vengono nominati il Teräs Käsi (comparso per la prima volta nel romanzo de L’Ombra dell’Impero e titolo dello storico gioco Star Wars: Masters of Teräs Käsi), che però era stato già ricanonizzato brevemente in L’Insurrezioneil Bakuuni Hand (già citato ne Il Cammino Jedi), e tecniche Echani.

the last jedi easter eggs teras kasi

La copertina del fighting game “Star Wars: Masters of Teras Kasi”

Poe e l’anello

Sempre nel Visual Dictionary ci viene detto che Poe porta al collo l’anello di fidanzamento di sua madre Shara Bey, protagonista del fumetto L’Impero a Pezzi, in attesa di trovare la persona giusta: un vero eroe romantico non trovate?
Sebbene l’oggetto non sia direttamente visibile, nella scena in cui Poe entra in plancia per criticare la Holdo si nota chiaramente che possiede un laccio attorno al collo.

I navigatori

Visibili nella scena in cui Kylo Ren si reca per la prima volta al cospetto di Snoke, queste misteriose figure incappucciate provenienti dalle Regioni Ignote sono indicati come i maggiori responsabili della sopravvivenza imperiale dopo il ritiro di Jakku, avendo per loro tracciato le rotte iperspaziali attraverso settori di galassia allora inesplorati.

L’anello di Snoke

Senza ombra di dubbio la maggior fonte di speculazioni sul personaggio, almeno per i prossimi mesi, passerà proprio da questo oggetto.
Si riconosce innanzitutto per la pietra nera incastonata al suo interno, molte delle speculazioni comparse online nelle settimane antecedenti al leak parlavano di un cristallo kyber nero (quello della darksaber di The Clone Wars e Rebels); tuttavia scopriamo che non è affatto così.
Il minerale è infatti un frammento di ossidiana proveniente dalle catacombe celate nelle profondità del castello di Vader su Mustafar, il medesimo apparso in Rogue One.
Tuttavia il dettaglio più interessante non è affato questo, bensì riguarda gli intarsi presenti nell’oro con cui è fatto l’anello: si tratta di incisioni che rimandano ai Dwartii.

Le statue dei Quattro Saggi all’interno dell’ufficio di Palpatine su Coruscant

I suddetti erano un quartetto (Braata, Faya, Sistros e Yanjon) di filosofi e legislatori che operarono i primi giorni della Repubblica, partecipando alla stesura dell’originale Costituzione Galattica (Propaganda). Collegati molto probabilmente anche alla realizzazione di pratiche oscure forse legate alla Forza, le statue in bronzium si possono intravedere nell’ufficio di Palpatine sopratutto in Episodio III; sappiamo inoltre che il Signore dei Sith aveva una certa predilezione per quanto fatto da Sistros.
Grazie al romanzo Tarkin sappiamo inoltre che queste statue sono state spostate all’interno del Palazzo Imperiale (l’ex Tempio Jedi).

Cosa ne pensate? Ci siamo dimenticati qualcosa? Fatecelo sapere nei commenti e condividete questo articolo per far sapere a tutti di questi easter egg!

Nato ad Udine nel 1993, sono uno studente di Analisi e Gestione dell’Ambiente presso l’Università di Bologna. La passione per Star Wars inizia a manifestarsi all’età di otto anni e da allora non mi ha mai abbandonato. Patito degli anni’80 e della cultura pop dell’epoca; amante della musica in generale, dal thrash metal alla synthwave moderna. Collaboro con Star Wars Libri e Comics al fine di entrare in contatto con altri fan ed eventualmente orientare coloro i quali volessero muovere i primi passi all’interno del mondo cartaceo della saga.

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