Solo: A Star Wars Story – Tutti gli Easter Egg e i Riferimenti

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Dopo soli sei mesi dall’uscita dell’ultimo film Gli Ultimi Jedi, la galassia lontana lontana torna nei cinema di tutto il mondo nel periodo dell’anno in cui erano soliti arrivare nei cinema americani le pellicole della Trilogia Originale e Prequel.
Questa volta è il turno di Solo: A Star Wars Story, secondo spin-off dopo quello del 2016, e noi di Star Wars Libri & Comics abbiamo pensato (dato anche il successo dei precedenti dedicati a Rogue One e Gli Ultimi Jedi) di preparare questo articolo a quattro mani con tutte le citazioni da noi individuate nel corso della proiezione!

ATTENZIONE, SEGUONO SPOILER SU TUTTO IL FILM

Volti noti da Rogue One

Le comparse di due personaggi, in realtà, sono note sin dal primo trailer di Solo: A Star Wars Story, nel quale si vedono i due alieni già comparsi nel precedente spin-off Rogue One. Entrambi, seppur senza ancora conoscersi, sono presenti al tavolo della “cantina” sul pianeta Vandor-1, dove Han incontra Lando per la prima volta dietro indicazione di Qi’ra.

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Il primo è Tam Posla, una sorta di “sceriffo” galattico potenziato da diversi impianti cibernetici (come si vedrà nei futuri numeri della serie a fumetti Dottoressa Aphra) che -ai tempi di Rogue One– è sulle tracce dello sfuggente Dottor Evazan, avvistato l’ultima volta sulla luna di Jedha.
Sul planetoide egli reincontra Caysin Bog, ormai senza testa a causa degli esperimenti subiti dal misterioso Roofooo (identità fittizia dello stesso Evazan per sfuggire alla cattura in diversi sistemi). Non mancano altri senza-testa frutto degli esperimenti di Evazan a servire sullo yacht di Dryden Vos.
I due scampano alla distruzione della Città Sacra di Jedha e, qualche tempo dopo, vengono ingaggiati dalla Dottoressa Aphra per una missione altamente pericolosa.

Tam Posla Caisyn Bog Aphra 15

Posla e Bog (rispettivamente la terza e quarta figura da sinistra) nel quindicesimo numero di Dottoressa Aphra.

Nella nave di Dryden, inoltre, vede come servitrice una dei cosiddetti Decraniated, presenti anche nel mercato di Jedha City e (secondo la Rogue One Ultimate Visual Guide) sono anche loro parte degli esperimenti condotti dal Dottor Evazan.
Nelle miniere di Kessel, invece, appare tra i rivoltosi anche un Gigoran, a tale specie apparteneva un altro combattente dei Partisans di Saw Gerrera: Moroff.
Sempre per quanto riguarda gli anarchici di Jedha, tra le fila della gang di Enfys Nest si annovera anche Benthic Two-Tubes, fratello di covata di Edrio e visto sempre nello spin-off ambientato prima di Una Nuova Speranza del 2016. La sua figura avrà una certa rilevanza nel prossimo arco a fumetti della serie regolare Star Wars, intitolato The Ashes of Jedha.

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Le avventure di Lando

Sicuramente tra i riferimenti più sottili sono quelli alle opere Legends denominate The Lando Calrissian Adventures, una trilogia di libri (analoga a quella dedicata a Han) scritta da L. Neil Smith e pubblicate per la prima volta nel 1983, ovviamente Legends. In tali pubblicazioni Lando, tre anni prima di Episodio IV, si reca in un settore dell’Orlo Esterno denominato Centralità e vive diverse avventure.

Mindharp of Sharu Reader's Companion

La Mindharp degli Sharu, il leggendario artefatto che (forse) Lando nella pellicola omette di nominare. Illustrazione di Chris Scalf per il The Essential Reader’s Companion.

Nel corso del film ci sono delle citazioni a due libri, oltre all’annuncio di aver vinto una luna subtropicale nel sistema di Oseon, dove si svolge la partita finale vista negli ultimi minuti. Le citazioni sono le seguenti.

  • The Mindharp of Sharu: Mentre la squadra sta organizzando l’insurrezione su Kessel, Lando inizia un’oloregistrazione da usare come diario. Prima di venire interrotto dall’esplodere della rivolta, ammette di essere stato dentro il tempio degli Sharu e di stare per fare una cosa… forse prendere il leggendario artefatto conosciuto come Mindharp.
  • The Starcave of ThonBoka: Poco prima che Han si sieda al tavolo da gioco della luna di Lando, il giocatore d’azzardo nomina la Starcave (ThonBoka), nebulosa nella quale si svolge la parte principale del romanzo.

Un droide per copilota

L3-37 Solo

L3-37

Sicuramente uno dei tratti migliori delle pellicole dedicate alla galassia lontana lontana è quello di dar vita a dei personaggi droidi che riescono a fare breccia nell’immaginario degli spettatori, suscitando emozioni come se fossero dei viventi veri e propri.
Non fa eccezione in questo caso nemmeno L3-37, robot dalla personalità femminina e copilota del Millennium Falcon assieme a Lando. Già dal recente romanzo Last Shot si erano carpite diverse informazioni riguardanti questa particolarissima figura: non solo si è autoassemblata con le componenti di differenti automi, ma risulta anche dotata di una personalità molto forte e sensibile alla tematica dei diritti dei droidi, concetto che pare totalmente accantonato da quella che è la visione degli Imperiali dei costrutti.
Un’altra caratteristica che traspare molto chiaramente dal libro appena citato è una sorta di “causticità” a livello di umorismo, consapevole del fatto di essere superiore (senza alcuna supponenza, però) a Lando, ritenuto da lei ingenuo sotto certi punti di vista.
Curiosamente anche nel Legends il giocatore d’azzardo era dotato di un copilota non vivente mentre era ancora proprietario della nave più veloce della galassia.
Il soggetto in questione faceva di nome Vuffi Raa e in realtà era un esemplare giovane della propria specie, denominata Silentium. Appare nelle Lando Calrissian Adventures, nonché ne Il Complotto degli Hutt.
La sua particolarità è quella di provenire da un’altra galassia, la medesima di quella degli Yuuzhan Vong… e proprio la sua razza è all’origine della tecnofobia Vong rivolta a marchingegni e droidi messa ben in evidenza sin da Vector Prime, primo volume della serie The New Jedi Order.

Il debito di vita

Più che una presenza, un’assenza. Se si presta attenzione, Chewbacca non parla mai del suddetto con Han, motivo per il quale siamo pronti a scommettere che esso debba ancora maturare in seguito ad un evento importante che verrà in seguito narrato.

Pyke

Originari di Oba Diah, i Pyke sono conosciuti e temuti per l’omonimo Sindacato, il quale li rende i trafficanti di spezia più potenti della galassia. Questi erano già apparsi nella serie animata The Clone Wars, dove entrano nel Collettivo Ombra ordito da Maul per prendere il controllo di Mandalore con l’ausilio del Sindacato e altre organizzazioni criminali della galassia.
Si intravedono anche nelle serie a fumetti Darth Maul e Darth Maul: Figlio di Dathomir.
Quay Tolsite comanda e dirige quelle che sono le operazioni in un avamposto minerario su Kessel, finché Qi’ra non lo mette al tappeto e L3 dà il via ad un’insurrezione dei prigionieri.

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Il Millennium Falcon

Sicuramente una delle cose che sono saltate maggiormente all’occhio dei fan nel corso della distribuzione delle prime immagini ufficiali (e non) di Solo è stato il “nuovo” del mercantile YT-1300. Il suo aspetto nella pellicola riflette il gusto per l’ordine e la raffinatezza di Lando mentre ne è ancora il legittimo proprietario, sino al fatidico passaggio di mano in seguito alla partita di sabacc.
Tale particolare colorazione e dettagli quali l’antenna o la torretta dorsale si rifanno direttamente ai concept del leggendario Ralph McQuarrie per Una Nuova Speranza.

McQuarrie Falcon

Uno dei concept di McQuarrie dedicati a quello che sarebbe divenuto il Millennium Falcon

Un’altra curiosità legata al mercantile corelliano è quella che il suo computer principale (in base a quanto riportato dal volume Tutto Quello che non Sai) è composto dai nuclei centrali mnemonici di tre droidi: un’unità astromeccanica R3, un droide di trasporto V-5 e un droide pirata informatico che, per quanto visto su Kessel, potrebbe essere proprio L3, in quanto appunto ella viene caricata all’interno del sistema di navigazione per compiere la Rotta.

Cloud-Riders

La banda di fuorilegge guidati da Enfys Nest a bordo di speeder bike sono uno degli elementi Legends più antichi sinora recuperati, risalendo addirittura al 1977. Più nel dettaglio, si sono visti per la prima volta nell’ottavo numero della serie a fumetti Marvel, intitolato Gli Otto di Aduba-3 e proposto in italiano nel primo Omnibus Panini e nel volume numero 12 della collana Legends della Gazzetta.

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Nel corso delle suddette avventure Han e Chewie (con l’aiuto di un’improbabile squadra di eroi della quale faceva parte anche il celebre Jaxxon), riescono a sgominare il leader della banda grazie all’ausilio di una creatura leggendaria. In seguito alla dipartita del loro capo, i malfattori si separano, sancendo così la fine della minaccia dei Cloud-Riders.

Scene dai precedenti film

In Solo: A Star Wars Story ricorrono diverse sequenze che citano in maniera palese non solo la Trilogia Classica, ma anche quella Prequel.

  • Detonatore termico: la scena in cui Han minaccia Lady Proxima con un finto detonatore è una chiara citazione al momento in cui Leia -travestita da Boushh minaccia Jabba e la sua corte ne Il Ritorno dello Jedi.
  • “Mungitore di moof”: Tale espressione rivolta a Chewie durante il combattimento per la libertà su Mimban è la medesima utilizzata nei confronti di Unkar Plutt ne Il Risveglio della Forza, dopo aver scoperto che questi ha installato un compressore sull’accensione dell’iperguida.
  • Intrappolati nell’oscurità: Nel momento in cui il Falcon risulta senza energia immerso nel buio e poi, all’atto del ritorno della suddetta, si ritrova davanti il mostro spaziale, rimanda alla scena de La Minaccia Fantasma nelle profondità marine di Naboo.
  • “Lo so”: E’ la celebre citazione alla frase di Episodio V, solo che questa volta il protagonista riceve un inequivocabile “ti odio” da parte di Lando, dopo che quest’ultimo si vede la nave distrutta in seguito alla Rotta di Kessel.
  • “Ho un gran bel presentimento”: Solo è il primo film della saga a non presentare la celebre battuta “ho un gran brutto presentimento”, sostituendola con una dalla connotazione opposta.
  • Antenna addio: Ormai possiamo tranquillamente affermare che la distruzione della parabola del Falcon sia un altro elemento ricorrente. Dopo Episodio VI e VIII, anche in questa pellicola la rectenna (rectifying antenna) va incontro a una tragica fine.
  • “Qui non serviamo qui tipi lì!”: L3, nella locanda su Vandor-1, si lamenta del fatto che non servono i droidi, esattamente come detto dal barista Wuher a C-3PO e R2 in Una Nuova Speranza.
  • Il saluto tra i due amici: Quando alla fine Lando viene raggiunto sulla sua luna da Han i due si abbracciano con una finta… ricordando a ruoli invertiti il loro incontro su Bespin nel corso di Episodio V.
  • Travestimento: Durante il colpo su Kessel, Beckett si finge la guardia del corpo di Qi’ra; per farlo indossa la stessa uniforme e lo stesso elmetto da Guardia Skiff che indosserà Lando andando a salvare Han, insieme a Leia, dalle grinfie di Jabba the Hutt ne Il Ritorno dello Jedi.
solo a star wars story lando costume

Travestimento di Lando nel sesto episodio.

I pianeti

Il più importante dei pianeti che compaiono nel corso della pellicola è sicuramente Corellia, mondo natale del contrabbandiere più famoso e ricercato della galassia e di Wedge Antilles. Dal clima temperato e caratteristiche simili alla Terra del Legends, se è passati a un mondo grigio e cantieristico, nei cui cieli si trovano diversi cantieri imperiali per la fabbricazione degli Star Destroyer.
Compare nella pellicola per la prima volta, sebbene sia già stato nominato innumerevoli volte in altri prodotti canonici come Catalyst ed Empire’s End.
Han nomina anche Coronet, una delle principali città nella quale è ambientato uno degli interludi del primo Aftermath scritto da Chuck Wendig.
A livello di eventi Legends, il pianeta e il sitstema sono al centro dell’azione nel corso della Trilogia Corelliana (Ambush at Corellia, Assault at Selonia e Showdown at Centerpoint), nella quale gli eroi classici dovranno sventare la minaccia generata da un’antica superarma dal nome Centerpoint.

Corellia Solo

Panorama notturno del distretto industriale di Corellia

Assolutamente non di rilevanza secondaria è il paludoso pianeta Mimban, nel quale il giovane Han si ritrova come soldato semplice dell’Impero dopo essere stato cacciato dall’Accademia. Questo mondo è comparso nel lontano 1978 nel primissimo romanzo dell’Universo Espanso: La Gemma di Kaiburr, ad opera di Alan Dean Foster.
Il suddetto romanzo avrebbe dovuto fungere da seguito per le vicende del primo film della casa, nell’eventualità in cui Lucas non avesse ricevuto via libera dalla 20th Century Fox per la realizzazione della pellicola che sarebbe poi diventata L’Impero Colpisce Ancora. l’evento più importante della vicenda è il duello finale che si svolge nel Tempio di Pomojema: lì -nella timeline oramai Legends- Luke affronta per la prima volta Darth Vader in duello con la spada laser.
Curiosamente, nel libro, l’unico degli eroi classici a non apparire era proprio Han, in quanto allora non si sapeva ancora se Ford avrebbe partecipato o meno al seguito della pellicola del 1977.
Mimban tuttavia è canonico già diversi anni, in quanto viene nominato nel quinto episodio della prima stagione della serie animata The Clone Wars. Nella Official Guide di Solo: A Star Wars Story, scopriamo che le operazioni minerarie sono frutto dell’Iniziativa Tarkin per aumentare la produzione di armamenti.
Nella concitata scena di guerra si intravedono anche le forme dei Mimbaniti, nativi del pianeta e apparsi nell’adattamento a fumetti de La Gemma di Kaiburr, sebbene manchino delle chiare inquadrature.

Gemma di Kaiburr Luke Vader

Il duello, ormai Legends, di Luke e Vader su Mimban. Illustrazione di Tommy Lee Edwards per il The New Essential Chronology.

Vandor-1 invece è il freddo mondo sul quale si svolge la rapina al trasporto su rotaia visto sin dal primissimo teaser della pellicola. Esso si trova nel sistema di Coruscant e fa parte quindi dei Mondi del Nucleo.
Sempre citato e mai apparso, Vandor-1 è stato inventato per il sourcebook Coruscant and the Core Worlds per il gioco di ruolo della Wizards of the Coast del 2003; viene nominato anche nel The Essential Atlas. Sempre su Vandor-1, mentre Han, Ciube e Beckett stanno per raggiungere Dryden Vos, si possono osservare dei nerf, bestie simili a yak-bufali citati per la prima volta ne L’Impero Colpisce Ancora quando Leia dà ad Han del nerf-herder, letteralmente pastore di nerf, in italiano reso come “cafone” in “brutto idiota presuntuoso strapezzente cafone”. I nerf si sono anche visti nei fumetti Marvel canonici, nell’arco narrativo Prigione Ribelle.
I droidi modello Viper che sorvegliano l’installazione sono delle versioni precedenti di quelli impiegati dall’Impero per cercare la base ribelle all’inizio de L’Impero Colpisce Ancora.

Non meno importante è Kessel, le cui profondità celate sotto la spoglia superficie ospitano le tristemente celebri miniere di spezia dove l’Impero costringe i propri schiavi a lavorare in condizioni praticamente disperate.
Citato in innumerevoli opere degli ultimi decenni, viene raffigurato per la prima volta nel corso dello speciale televisivo che funge da episodio pilota per la serie animata Rebels; in questo Kanan e gli altri membri della Ghost liberano dalla prigionia diversi schiavi Wookiee.
A livello Legends è apparso -caso più rappresentativo- ne Sulle Orme dei Cavalieri Jedi, primo romanzo della trilogia dell’Accademia Jedi scritta da Kevin J. Anderson. In tale romanzo Han e Chewie vengono imprigionati e usati come lavoratori nelle miniere, nonostante siano ufficialmente in missione per conto della Nuova Repubblica.

Kessel Rebels

Kessel nella prima puntata di Rebels

Veniamo adesso a Savareen, il pianeta dove si svolge l’ultimo atto del film. Era già stato ricanonizzato dal Visual Dictionary de Gli Ultimi Jedi ma le sue origini, e la fama del suo brandy, derivano dalla storia breve Easy Credits, pubblicato dalla West End Games nel 1996 nello Star Wars Adventure Journal 9.

Inoltre, vengono anche citati Scarif, pianeta costiero e archivio/deposito imperiale visto in Rogue One Carida, sede dell’Accademia Imperiale dalla quale Han verrà cacciato dopo pochi anni e inviato al fronte come soldato semplice. In Tarkin viene detto che l’Accademia ha subito un attacco terroristico da parte di agenti ribelli.

Prima di partire da Vandor-1 L3 asserisce che Lando non sarebbe capace di arrivare da solo sino a Black Spire, la quale non è altro che una stazione di un avamposto nel pianeta Batuu che rivende parti di droidi. La sua importanza è dovuta al fatto che, tale location, sarà fisicamente ricreata all’interno delle attrazioni Star Wars Land, la cui apertura presso due parchi Disney statunitensi è prevista nella seconda metà del 2019.

Il pianeta dove Beckett avrebbe voluto ritirarsi dopo l’ultimo, grande colpo è Glee Anselm, pianeta Natale di Kit Fisto e tutti i Nautolani; curiosamente (nonostante le diverse menzioni Canon/Legends) non è mai apparso nemmeno nei prodotti cartacei, al massimo come ologramma. Su questo egli avrebbe voluto imparare a suonare il valachord, strumento musicale suonato dal giovane Temmin Wexley nei primi due Aftermath.

Ultimo punto, nonostante non sia un pianeta, è il Maw, un cluster di buchi neri dove -a livello Legends- vennero costruiti il prototipo della Morte Nera e buona parte della prima, andata distrutta per mano di Luke. Ora, a livello di continuità, sappiamo che i cantieri erano nell’orbita di Geonosis, come rivelato in Catalyst.

VCX-100

Nell’occasione del suo primo incontro con Lando al tavolo di sabacc, Han -bluffando- mette in palio la sua nave modello VCX-100 contro il Millennium Falcon del giocatore d’azzardo. La curiosità è legata al fatto che la Ghost di Rebels è una nave del suddetto modello.

VCX-100 Ghost Rebels

La Ghost.

Il coassio

Sempre dalla Offiicial Guide veniamo anche a sapere che il coassio è anche presente negli organi interni dei Purgill, le balene volanti in grado di viaggiare nell’iperspazio che abbiamo visto in Rebels. Viene nominato anche nel librogame Choose Your Destiny dedicato a Han e Chewie.

Propaganda imperiale

Mentre Han decide di arruolarsi su Corellia, sentiamo in sottofondo la Marcia Imperiale, nella versione in-universe, ovvero quella sentita anche nella serie animata Star Wars Rebels, chiaramente in maggiore o quanto meno spostata di un’ottava in su perché molto più allegra, come musica per gli spot propagandistici dell’Impero.
Un altro dettaglio, sebbene non confermato, potrebbe riguardare la madre di Iden Versio, protagonista del videogioco Battlefront II e del romanzo Inferno Squad. Proprio in quest’ultimo viene spiegato come la donna (di nome Zeehay Versio) sia la principale artista dei manifesti di propaganda imperiale attraverso la galassia.

R2-KT

Il celebre R2 rosa è stato visto sia nella serie animata The Clone Wars che in brevissimi fotogrammi del settimo episodio. In Solo la si intravede di sfuggita all’interno del blocco imperiale su Corellia.
La storia del droide risale al 2005, quando venne costruito e donato alla figlia di Albin Johnoson (fondatore della 501st Legion) di nome Katie, tristemente diagnosticata di tumore incurabile al cervello. Il desiderio della bambina era quello di essere sorvegliata come Padme da R2 ne L’Attacco dei Cloni.
Putroppo Katie è venuta a mancare qualche mese dopo e, da allora, R2-KT gira il mondo assieme alla 501st per eventi di beneficenza atti a raccogliere fondi destinati a varie fondazioni di lotta alle malattie gravi.

2-KT R2-D2 The Clone Wars

R2-KT e R2-D2 nel film animato The Clone Wars.

Teräs Käsi

L’arte marziale comparsa ne L’Ombra dell’Impero e nel videogioco Master of Teräs Käsi era stata già citata nel videogioco Uprising e nel Visual Dictionary de Gli Ultimi Jedi, in Solo: A Star Wars Story, scopriamo che anche Qi’ra è addestrata a questo stile di combattimento corpo a corpo.

Weazel

I più attenti lo avranno riconosciuto mentre per i meno attenti arriva in soccorso la Official Guide di Solo: A Star Wars Story: stiamo parlando del personaggio interpretato da Warwick Davis, che riprende il ruolo del mercante d’armi Weazel visto durane la corsa di podrace in Episodio I (insieme a Watto). La guida spiega infatti che dopo aver lavorato per gli Hutt su Tatooine, adesso è il luogotenente più fidato di Enfys Nest.

Weazel La Minaccia Fantasma

Weazel al fianco di Watto durante la corsa di podrace ne La Minaccia Fantasma.

Tag e Bink

Nello scorso ottobre, un Ron Howard da poco salito al timone di Solo, sorprese gli amanti dei libri e fumetti annunciando la presenza nella pellicola di due personaggi discretamente noti all’interno del mondo cartaceo, la coppia di Imperiali Tag e Bink appunto. Nel film sono i due imperiali che assistono Han al suo reclutamento.

Tag e Bink sono i protagonisti dell’esilarante serie di fumetti di Lucas Marangon e Kevin Rubio pubblicata dalla Dark Horse con Tag and Bink are Dead, The Return of Tag & Bink: Special Edition e Tag & Bink: Revenge of the Clone Menace in cui le disavventure dei due ex-padawan, poi stormtrooper poi soldati della Ribellione sconvolgeranno le nostre conoscenze dell’intera esalogia. Una piccola curiosità è che il titolo della prima serie si basa sulla tragicommedia di Tom Stoppard Rosencrantz & Guildenstern Are Dead, in cui vengono narrate le vicende di due personaggi secondari dell’Amleto di Shakespeare.

In Italia le vicende di Tag e Bink sono state pubblicate nel volume 11 della collana Star Wars Legends della Gazzetta intitolato Infinità 2.

I tesori di Vos

Sicuramente una delle scene più interessanti a livello visivo risulta quella dell’ufficio di Dryden Vos, nel quale è esposta una vasta moltitudine di tesori e artefatti preziosi, indicando la natura di collezionista di antichità del personaggio.
Tra gli oggetti più interessanti sicuramente spiccano l’armatura mandaloriana e il teschio di cristallo, il quale non può che far pensare a quello del quarto Indiana Jones, canonico in quanto apparso nell’episodio conclusivo della seconda stagione di The Clone Wars.
Tuttavia, tale teschio ha ricordato a chi scrive della copertina di un romanzo delle Han Solo Adventures, nello specifico Han Solo and the Lost Legacy… e un leak dalla Visual Guide conferma che apparteneva a Xim il Despota e che è composto di cristallo mytag. Tale elemento nel romanzo Legends componeva il leggendsrio tesoro perduto di Xim a bordo della Queen of Ranroon.

Han Solo and the Lost Legacy cover

Copertina di William Schmidt per Han Solo and the Lost Legacy.

Nonostante questi due oggetti tutt’altro che di secondo piano, il vero pezzo da novanta della collezione risulta essere Holocron Sith che, secondo la Official Guide, Dryden avrebbe “ricostruito” nella speranza di regalarlo al suo signore del crimine.

Solo Dryden Vos

Vos nel suo ufficio con l’armatura mandaloriana. Foto da un servizio fotografico per Empire.

Sindacati criminali

Nel corso della pellicola viene confermata l’esistenza di sei sindacati criminali che dominano i vari settori dell’illegalità della galassia lontana lontana. Al momento sono quattro quelli conosciuti: l’Alba Cremisi, il Sole Nero, i Pyke e il Cartello degli Hutt.

Bocconcini di pesce

Nel finale, prima della resa dei conti, Dryden offre al protagonista dei piccoli assaggi di pesce chela colo, la qual creatura non è altro che uno dei mostri marini che hanno dato la caccia al sottomarino Gungan nel corso de La Minaccia Fantasma.

Colo Claw Fish

Pesce chela colo.

I cacciatori di taglie

Mentre Boba Fett alla fine non compare, in Solo: A Star Wars Story, vengono fatti due nomi conosciuti. Per primo, Val dice che avrebbero dovuto ingaggiare Bossk, il trandoshano visto ne L’Impero Colpisce Ancora e in The Clone Wars. Inoltre dalla bocca di Lando Calrissian scopriamo che, a quanto pare, Tobias Beckett ha ucciso Aurra Sing, cacciatrice di taglie vista ne La Minaccia Fantasma e in The Clone Wars. Tuttavia, Beckett afferma che “è stata la caduta ad ucciderla” quindi chissà che non ci sia spazio per un suo ritorno!

Solo a Star Wars story cacciatori di taglie

A sinistra Bossk come compare in Ep. V, a destra Aurra Sing in The Clone Wars

Dadi dorati

Presenti nella cabina di pilotaggio sin da Episodio IV, nel corso di Solo si scopre che questi dadi sono da anni il portafortuna di Han, e per i tre anni in cui sono stati lontani, sono rimasti nelle mani di Qi’ra.
Han quando vince contro Lando la partita a sabacc nella variante di gioco “Corellian Spike”, aggiudicandosi così il Millennium Falcon, deciderà di appenderli al cockpit, e i due oggetti rimarranno con lui per diversi decenni, salvo poi rimanere appesi anche dopo la sua dipartita sulla Base Starkiller.
Luke, risalendo sulla nave dopo anni di esilio su Ahch-To, ritrova i dadi al loro posto e più tardi li utilizza come parte dell’illusione generata su Crait per rallentare Kylo Ren e il Primo Ordine.
Curiosamente questi dadi, nella Vecchia Trilogia e ne Il Risveglio della Forza (compaiono anche nel Visual Dictionary dedicato), vedono stampati su ogni faccia un numero di pallini da 1 a 6, esattamente come i comuni dadi da gioco a cui siamo abituati. Ne Gli Ultimi Jedi, invece, in ciascuna delle superfici sono presenti dei simboli e non più i semplici pallini.

Dadi Kylo Ren Gli Ultimi Jedi

I dadi nelle mani di Kylo Ren, frutto della Proiezione esercitata da Luke su Crait.

Mastini corelliani

Al servizio di Moloch e degli altri membri della gang White Worms ci sono queste creature feroci e difficilmente domabili, utilizzate principalmente per la caccia a persone o a scopi intimidatori. Nel videogioco Star Wars Galaxies si possono incontrare creature simili provenienti dal medesimo pianeta, menzione dei quali viene fatta anche nel videogioco e nella novelizzazione del secondo capitolo de Il Potere della Forza.

Mastini corelliani Solo

I mastini, così come visti nello spin-off ora nelle sale.

Maul

I fan delle serie animate lo sanno già da anni ma sì, Darth Maul è sopravvissuto allo scontro con Obi-Wan Kenobi su Naboo in La Minaccia Fantasma. Dopo le vicende delle puntate S03E14, S04E21-22 e S05E01-14-15-16 di The Clone Wars, avevamo rivisto l’ormai ex Signore dei Sith, ora Signore del Crimine, fuggire dalla prigione dove Palpatine lo aveva rinchiuso nel fumetto Figlio di Dathomir, e successivamente in alcuni flashback ambientati durante l’assedio di Mandalore nel romanzo Ahsoka. Dopo quel momento, lo avevamo poi ritrovato nella seconda stagione di Star Wars Rebels, “esiliato” sul pianeta Malachor, nei pressi del Tempio Sith.

Solo A Star Wars Story Darth Maul

In Solo, rivediamo Maul più o meno con questo aspetto, decisamente più invecchiato e con la spada laser che abbiamo visto nella serie animata Rebels.

Fino a questo momento non sapevamo niente di cosa fosse successo tra l’Assedio di Mandalore e Malachor, ma finalmente scopriamo che Maul ha rimesso in piedi il suo Impero del Crimine, basandosi sul suo pianeta natale Dathomir e che Qi’Ra, in realtà, lavora per lui. Nel film Maul è interpretato da Ray Park (suo interprete in episodio I) e la voce originale è data da Sam Witwer, suo doppiatore in The Clone Wars, Rebels e anche in Star Wars Battlefront II.

Cosa ne pensate? Siete a conoscenza di qualche dettaglio che ci è sfuggito? Fatecelo sapere nei commenti e, soprattutto, condividete questo articolo con i vostri amici!
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Nato ad Udine nel 1993, sono uno studente di Analisi e Gestione dell’Ambiente presso l’Università di Bologna. La passione per Star Wars inizia a manifestarsi all’età di otto anni e da allora non mi ha mai abbandonato. Patito degli anni’80 e della cultura pop dell’epoca; amante della musica in generale, dal thrash metal alla synthwave moderna. Collaboro con Star Wars Libri e Comics al fine di entrare in contatto con altri fan ed eventualmente orientare coloro i quali volessero muovere i primi passi all’interno del mondo cartaceo della saga.

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