Justina Ireland parla di The High Republic

A poco più di due settimane dalla rivelazione di The High Republic, la scrittrice Justina Ireland, coinvolta nell’ambizioso progetto editoriale con il titolo middle-grade The High Republic – A Test of Courage e già autrice di Lando’s Luck Spark of the Resistance, ha rilasciato una lunga intervista per Matt Patches, redattore presso polygon.com

A Test of Courage Justina Ireland

Per cominciare, Ireland spiega quali siano gl’intenti dell’équipe di autori coinvolti nel progetto tra cui ricordiamo, oltre alla stessa Ireland, i già noti Claudia Gray (Lost Stars, Bloodline, Leia – Principessa di Alderaan, Master & Apprentice), Daniel José Older (Last Shot), Cavan Scott (Star Wars Adventures, Dooku – Jedi Lost) e Charles Soule (Lando, Obi-Wan & Anakin, Poe Dameron, Darth Vader (2017), The Rise of Kylo Ren, Star Wars (2020)): narrare situazioni mai viste nella galassia lontana lontana, creare una mitologia di portata pari o superiore a quella del vecchio universo espanso, ma in grado di fondersi con le più famose opere del canone senza i conflitti e le contraddizioni tipiche di numerosi prodotti Legends.

Tuttavia, creare storie prequel è tutt’altro che semplice, come dimostrato dalla travagliata esperienza della trilogia cinematografica uscita tra il 1999 e il 2005 e composta da Episodio I – La Minaccia FantasmaEpisodio II – L’Attacco dei Cloni ed Episodio III – La Vendetta dei Sith; al contempo, nota Ireland, la collocazione cronologica di The High Republic, ambientato 200 anni prima del succitato Episodio I, è sufficientemente remota da garantire ai creativi la giusta libertà di manovra.

Come già detto in precedenza, The High Republic è un progetto decisamente ambizioso. Dal canto suo, benché conscia del fatto che siano le opere audiovisive a fare la parte del leone e a riscuotere maggiore attenzione da parte del pubblico generalista, Ireland si dice fiduciosa nella capacità delle future opere cartacee di attrarre i fan meno accaniti. Contemporaneamente, l’autrice è convinta che il progetto saprà conquistare anche i seguaci di lungo corso della saga, specialmente per merito di una rappresentazione dei Jedi in chiave mitica e cavalleresca, come nella trilogia originale: una ritratto ben diverso da quello della trilogia prequel, in cui l’Ordine dimostrava arroganza, incapacità e sconsiderata miopia.

A questo proposito, una delle principali fonti d’ispirazione del progetto è stata Camelot, il cui doppio significato nella cultura americana rimanda sia al leggendario ciclo bretone e al mito di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, sia al biennio della presidenza di John Fitzgerald Kennedy (19611963); un’epoca idilliaca, dunque, ma al contempo pregna di contrasti e contraddizioni, specialmente per l’esistenza di alcuni individui più uguali degli altri. È in questo contesto che i Cavalieri Jedi si confronteranno con alcuni tra i più ardui interrogativi dell’esistenza umana (e aliena): qual è il posto di ciascuno nella galassia? Che cosa significa essere buoni? Che cosa significa fare la cosa giusta? Com’è possibile conciliare i giuramenti prestati all’Ordine con l’etica individuale?

the high republic poster b

Oltre al presente narrativoThe High Republic sarà un progetto attento al passato della galassia lontana lontana, benché quest’ultimo non sia il fulcro dello story-telling. A questo proposito, l’autrice si serve di una metafora per mettere in chiaro il concetto: i riferimenti al passato inseriti nelle opere del progetto saranno come le targhe commemorative della guerra di secessione americana, cioè parleranno di eventi conosciuti a grandi linee da tutti ma approfondiranno personaggi e singole situazioni di cui nessuno serba più il ricordo.

Tornando nuovamente a parlare delle ambizioni del progetto, Ireland rivela che il sogno dei creativi impegnati con The High Republic è ripercorrere l’esempio della serie animata The Clone Wars: nata come un semplice prodotto per bambini, è divenuta ben presto un’opera amata anche dai fan più adulti e ha contribuito in maniera determinante alla costruzione del canone e della galassia di Star Wars così come la conosciamo, espandendo la lore oltre ogni possibile aspettativa iniziale.

Quali sono i rischi di un simile progetto nell’ambito di un universo narrativo così affermato come quello di Star Wars? L’autrice risponde con una nuova metafora, tratta questa volta da un’altra saga famosissima; secondo lei, infatti, bisogna procedere con grande cautela perché, come in Ghostbusters, è meglio non incrociare i flussi e, se lo si fa, bisogna essere più che consapevoli dei rischi a cui si va incontro. In ogni caso, Ireland è convinta che la collaborazione e unità d’intenti dei cinque autori abbiano permesso di realizzare opere narrative di qualità.

Proseguendo nell’intervista, Ireland chiarisce inoltre il ruolo del Lucasfilm Story Group nell’ambito del progetto e, in generale, nell’ambito dell’intera saga di Star Wars: non un corpo di polizia del canone, come credono molti fan, bensì un’enciclopedia a cui fare riferimento in caso di necessità o, per riprendere l’ennesima metafora adottata dalla scrittrice, un gruppo di Yoda tascabili che mette a disposizione la propria conoscenza per far sì che ogni nuova opera narrativa si svolga in accordo con le storie preesistenti.

È a questo punto che Matt Patches tenta di entrare più nel dettaglio e, perché no, di carpire qualche risvolto di trama, nonostante l’assoluta politica anti-spoiler messa in atto da Lucasfilm. Per sua fortuna, la domanda posta a Justina Ireland, benché specifica, non è troppo indiscreta: qual è la collocazione temporale delle singole opere, e qual è il rapporto cronologico tra le stesse? La risposta è semplice: The High Republic è un’unica storia coesa e i singoli prodotti cartacei si svolgono approssimativamente nello stesso lasso di tempo. Nella fattispecie, A Test of Courage si svolge nell’arco di due settimane, mentre è Light of the Jedi l’opera che occupa un arco temporale più lungo. Tutte le opere saranno legate da un unico filo conduttore, il Grande Disastro annunciato durante la presentazione del progetto.

Si continua poi con una presentazione della protagonista di A Test of Courage, la giovanissima Vernestra Rwoh: appena sedicenne, l’ormai ex-Padawan ha sostenuto le prove per diventare Cavaliere Jedi con larghissimo anticipo ed è considerata una vera e propria ragazza prodigio. Come prevedibile, Vernestra vive un dissidio interiore, combattuta tra il suo essere ancora poco più che bambina e le responsabilità da adulta che il suo nuovo ruolo comporta. In questo senso, è facile immaginare che la prova di coraggio citata nel titolo del romanzo non riguarderà solamente l’ardimento della giovane, ma anche la sua capacità di far fronte alle difficoltà della vita adulta.

justina ireland the high republic

Concept art di Vernestra Rwoh, disegnata da Elisa Serio.

Si giunge dunque a parlare del misterioso nemico di quest’era, i Nihil: una gang di pirati e predoni spaziali, un nemico decisamente meno numeroso e meno organizzato rispetto all’Impero o al Primo Ordine, ma non per questo meno pericoloso. Ireland descrive infatti i Nihil come assolutamente malvagi, privi di qualunque principio morale; quella contro i Nihil non sarà una battaglia per il trionfo del lato chiaro contro il lato oscuro, bensì una lotta senza quartiere per la sopravvivenza.

Sul finire dell’intervista, Ireland si lascia sfuggire un piccolo quanto simpatico spoiler: purtroppo per lei e per tutti i fan appassionati di corse, A Test of Courage non vedrà alcuna gara di sgusci!

A conclusione della lunga, lunghissima chiacchierata con Matt Patches, infine, Ireland fa il punto sui propri progetti futuri: benché abbia già una tabella di marcia, delle scadenze prestabilite e sia al lavoro su un nuovo romanzo, se le venisse proposto un nuovo incarico nella galassia lontana lontana non esiterebbe un istante ad accettarlo e ad annullare gl’impegni precedenti.

Alla luce di questa intervista, siete curiosi di leggere A Test of Courage e le altre opere del progetto The High Republic? Lasciate un commento e non dimenticate di iscrivervi al nostro canale Telegram: https://t.me/swlibricomics

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Torinese, classe 1996, sono uno studente di Economia e Scienze Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Fan di Star Wars dai tempi de La vendetta dei Sith ma vero e proprio appassionato solo dal 2015, mi sono avvicinato al lato cartaceo della Forza grazie al fumetto Darth Vader. Da settembre 2019 scrivo per Star Wars Libri & Comics con l'obiettivo di contribuire alla diffusione e alla conoscenza di questo meraviglioso universo narrativo.

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