Legacy of the Force 9 di 9
Nono capitolo della serie Legends narrante la Seconda Guerra Civile Galattica e l’ascesa al potere di Darth Caedus, Invincible conclude il ciclo di Legacy of the Force. Ambientato nel 41 ABY, il romanzo pone nero su bianco il tanto atteso confronto finale tra il Signore dei Sith e la gemella Jaina, aprendo anche le porte alle opere venture.
Rispettando l’alternanza con Allston e Traviss, Invincible è scritto da Troy Denning (autore anche di Star by Star e della Trilogia Dark Nest) ed è stato pubblicato oltreoceano per la prima volta nel maggio del 2008, nel formato in copertina rigida con sovraccoperta.
Disponibile solamente in lingua originale, lo stile dell’autore presenta una complessità lessicale intermedio-alta, parzialmente compensata dal modesto numero di pagine, insolito per il volume finale di una serie protrattasi tanto a lungo.
Si ricorda, inoltre, che Troy Denning è stato da noi intervistato nel corso di Lucca Comics and Games 2024, il cui video è disponibile a questo indirizzo.
- Titolo: Star Wars: Legacy of the Force – Invincible
- Data di uscita: 13 maggio 2008
- Autore: Troy Denning
- Edito da: Del Rey
- Edizione: Copertina flessibile, 368 pagine
- Prezzo: 8,91 € (Copertina flessibile – ACQUISTA QUI)
Sinossi
Dopo essersi addestrata duramente per settimane con Boba Fett, Jaina Solo entra a far parte di una squadra mandaloriana incaricata di difendere da un assalto imperiale le fabbriche di munizioni Verpine sull’asteroide Nickel One.
I Resti dell’Impero Impiegano un nano-virus aeriforme che bersaglia in modo mirato la casta dei soldati Verpini, sbaragliando le loro difese.
Nonostante i Mandaloriani riescano a far valere il proprio numero, essi vengono costretti a effettuare una ritirata strategica per programmare la successiva offensiva; al termine dello scontro Fett comunica a Jaina di averle insegnato tutto ciò che può e che e deve essere pronta a confrontarsi col fratello, Darth Caedus.
Nel nuovo quartier generale segreto dei Jedi su Shedu Maad, Jaina chiede il permesso dinanzi all’intero Ordine di affrontare quello che una volta era Jacen.
Luke accoglie la proposta perché Jaina, in qualità di Spada dei Jedi, risulta la persona più adatta per fermare il nuovo Signore dei Sith, in quanto alcune visioni del futuro hanno confermato che qualunque azione intrapresa dal Gran Maestro lo riporterebbero pericolosamente vicino al Lato Oscuro.
Su Coruscant, Ben Skywalker apprende le prossime mosse di Caedus grazie al mentore e alleato all’interno della Guardia dell’Alleanza Galattica, Lon Shevu. Il loro incontro non riesce a restare il segreto e viene scoperto dalle spie al servizio del potere centrale, sviluppo che porta le forze dell’ordine – guidate da Tahiri, ormai apprendista Sith – a catturare sia Ben che Lon.
Ben avverte del conflitto in Tahiri, indice che il passaggio di lei al Lato Oscuro non è ancora pienamente compiuto.
La ragazza interroga Ben per estorcergli la posizione dell’avamposto segreto dei Jedi; tuttavia, il figlio di Luke resiste al brutale interrogatorio, cercando al contempo di riportare la sua aguzzina al lato luminoso della Forza.
Non ottenendo risultati soddisfacenti, Tahiri pone sotto torchio Lon allo scopo di far crollare il Jedi. La situazione, complice anche i sentimenti contrastanti all’interno della ragazza, si aggrava ulteriormente quando lei uccide per sbaglio Lon, pentendosene immediatamente.
Grazie al tempestivo intervento di alcuni agenti dell’intelligence di Hapes, Ben viene esfiltrato e riportato al rifugio dei Jedi su Shedu Maad.
Caedus giunge su Nickel One per redarguire i Moff imperiali in merito all’attacco non preventivamente autorizzato contro gli impianti verpini.
Alla luce di questa notizia, i Mandaloriani ritornano sull’asteroide per bersagliare le alte cariche imperiali e portare così a termine il mandato ricevuto dagli assediati. Constatando la presenza del fratello, Jaina decide di operare nuovamente a fianco dei propri compagni d’arme, temendo per la loro incolumità.
L’imboscata non riesce e la situazione precipita, con Mirta Gev (nipote di Fett) che viene gravemente ferita e conseguentemente catturata dalle truppe imperiali.
Jaina si vede costretta a duellare all’arma bianca contro Caedus, favorita dal supporto di Luke, che utilizza la Forza per confondere la mente del Sith, proiettando il suo aspetto sulla nipote. Per tale motivo, Caedus è convinto di essere impegnato in un duello contro il temuto zio e tale confusione gli costa la perdita di un braccio.
Costretto a battere in ritirata, egli impiega una tecnica delle Sorelle della Notte per marchiare la sfidante con il proprio sangue: grazie a ciò, egli sarà sempre in grado di percepire la vicinanza della persona colpita da questo sortilegio.
Fortemente provata, Jaina ritorna su Shedu Maad, guidando inconsapevolmente Caedus verso il rifugio segreto a causa del marchio ricevuto.
Nel frattempo, il Sith apprende che l’Impero sta trattenendo in custodia il Principe Isolder del Consorzio di Hapes con l’intento di utilizzare la sua traccia genetica per scatenare il nano-virus killer contro la famiglia reale, decapitando così uno dei principali avversari del conflitto in corso.
Senza aver ottenuto il via libera da Caedus, gli ambiziosi Moff dispongono la liberazione del letale costrutto a bordo della Dragon Queen, nave ammiraglia della Regina Tenel Ka.
Con orrore, Caedus realizza che sua figlia Allana è anch’essa a bordo e sarà un bersaglio certo del nano-virus.
Onde prevenire tale scenario, egli cerca di proporre un accordo a Isolder, con lo scopo di portare in salvo Tenel Ka e Allana. Non fidandosi dell’offerta, Isolder rifiuta e viene ucciso a causa di un impeto d’ira del Signore Oscuro.
Con l’intento di porre fine al conflitto, Zekk e Jaina cercano di attirare la colossale nave ammiraglia Anakin Solo in una trappola. Jaina Perde i contatti col suo gregario (che risulterà poi ufficialmente disperso) e si trova costretta ad abbordare in solitaria la nave.
In ultimo, sfiancante confronto con suo fratello, Jaina riesce a sconfiggere Jacen grazie anche all’addestramento ricevuto da Boba Fett.
Consapevole della propria imminente dipartita, Jacen disattiva la propria spada laser impiega le poche energie rimaste per avvisare tramite la Forza Tenel Ka dell’imminente pericolo.
Prima che possa completare l’avvertimento, Jaina trafigge a morte il fratello.
Sulla superficie di Shedu Maad, Ben e Tahiri si affrontano ancora una volta, col primo che cerca strenuamente di allontanare dall’oscurità la ragazza. Sopraffatta dai recenti eventi, Tahiri abbandona il suo ruolo di apprendista Sith, senza però accettare l’invito di rientrare nell’Ordine dei Jedi.
La dipartita di Caedus smorza completamente gli sforzi dell’aggressione condotta dall’Alleanza Galattica e dai Resti dell’Impero. Senza più un leader, il Consiglio dei Moff viene trattenuto in custodia dai Jedi. Molti reali hapani periscono a causa del nano-virus, tra cui apparentemente la giovane erede al trono Allana.
Luke offre a questi un ultimatum: accettare Jagged Fel come primo comandante, oppure rispondere dei loro crimini alla giustizia di Hapes. Il primo a risultare scioccato per la proposta è lo stesso Jagged, non avendo mai ricercato per sé il potere politico… l’esatto motivo per il quale egli è stato scelto da Luke come miglior candidato alla guida delle forze imperiali.
Nel periodo successivo alla furiosa battaglia, la Federazione Galattica delle Libere Alleanze si dimostra compatta nel condannare e ripudiare le azioni estreme compiute da Darth Caedus: quasi ironicamente, la volontà di Jacen di unire la galassia sembra infine essersi compiuta.
Grazie alle proprie abilità, Natasi Daala diviene il nuovo Capo di Stato dell’Alleanza Galattica.
Il segreto meglio custodito della fine del conflitto è un altro: Allana Solo è sopravvissuta, unica erede di Jacen Solo e futura erede al trono del Consorzio. La sua morte è stata inscenata dalla madre, allo scopo di proteggere ulteriormente la piccola. Come ulteriore garanzia la bambina adotta il nome di Amelia, formalmente un’orfana di guerra che viene affidata ai nonni Han e Leia.

Darth Caedus scaglia i potenti Fulmini della Forza all’indirizzo della sorella. Illustrazione di Joey Corroney per il The Essential Reader’s Companion.
Cosa mi è piaciuto
Sempre avanti
Unica vera nota positiva sono le svariate strade indirizzate verso il futuro: dal ritorno di Daala, alla nuova pace galattica, dall’esilio volontario di Tahiri al nuovo culto dei Sith che agisce nelle ombre (che sfocerà non solo nell’arco narrativo Fate of the Jedi, ma anche Eredità).
Tutti elementi interessanti nelle premesse che nella conclusione, volutamente molto più aperta rispetto a The Unifying Force, lasciano ben sperare per i prossimi volumi… congiuntamente a un cambio di passo.
Rapido e indolore
Paradossalmente, il numero di pagine non eccessivo per la conclusione di una serie rappresenta un punto a favore di Invincible che – congiuntamente allo stile comunque fluido dell’autore – permette di giungere all’ultima pagina senza addizionare ulteriore patimento.
Cosa non mi è piaciuto
Cronica stanchezza
Elemento caratterizzante l’intera serie Legacy of the Force che, anche in Invincible, riesce purtroppo a risultare presente durante tutta l’esperienza di lettura. Ne è prima prova il fatto che, avanzando nei capitoli, il focus verta quasi del tutto su Jaina e Caedus che logicamente sono al centro del romanzo, ma ancora una volta si vedono relegati in secondo piano gli eventi della Seconda Guerra Civile Galattica.
Tale sensazione si estende anche alle sotto trame presentate: nessuna risulta realmente interessante e, complice in particolar modo l’impostazione dei romanzi antecedenti, ciascuna sembra rallentare ulteriormente l’avviamento verso la conclusione, nonostante la già menzionata ristrettezza dello scritto.
Tra tutte si segnalano in negativo l’opposizione tra Ben Skywalker e Tahiri Veila (manipolata dal Signore dei Sith nella speranza di riabbracciare il defunto Anakin Solo) e l’intera vicenda legata alla civiltà mandaloriana, già discussa nella recensione del predecessore Revelation.
Ulteriore complice di quanto asserito si annovera anche il combattimento finale fortemente anticlimatico, distante anni luce dalla monumentale conclusione del The New Jedi Order, di cui questa serie ne rappresenta praticamente la diretta continuazione.
Forse l’eccessiva attesa (parzialmente stemperata da un confronto solamente fugace tra i due a inizio opera) rende arduo cogliere, qualora ve ne sia, l’epicità e la tragicità dell’ultimo confronto tra i gemelli, rendendo il loro ultimo confronto non degno del loro percorso narrativo, tra cui si ricorda anche la serie Giovani Cavalieri Jedi.
Situazioni ripetute
Diretta conseguenza – e aggravante – del paragrafo antecedente, si ha la ridondanza di certi elementi, come il nuovo assalto all’ammiraglia Anakin Solo, i tentativi di assassinio di Jacen orchestrati dai Jedi o il figlio di Luke e Mara Jade fatto prigioniero dall’Alleanza Galattica.
Tutti elementi già presentati negli altri volumi in forma simile o strettamente analoga, che non fanno altro che confermare la sensazione, ormai tramutatosi in pieno convincimento, di un progetto che si è tentato di sviluppare in maniera eccessivamente prolissa.
Commento finale
Invincible rappresenta l’agognata, seppure tutt’altro che soddisfacente, conclusione degli eventi legati alla Seconda Guerra Civile Galattica e all’ascesa di Darth Caedus.
Facendo propri ancora una volta tutti i principali difetti della serie scritta da Allston, Denning e Traviss, la pubblicazione si trascina stancamente verso il finale anticlimatico tutto sommato insipido ed estremamente ingeneroso nei confronti dei personaggi principali. Situazioni ripetute e linee narrative secondarie non particolarmente brillanti non regalano alcun momento epico o emozionante, rendendo anche il duello finale quasi una formalità senza guizzo alcuno.
L’edizione fisica oggetto di recensione è il classico volume in copertina flessibile dal dimensionamento contenuto (mass market paperback), economico e pratico, ma facile al danneggiamento.
Lo stile di Denning aiuta indubbiamente la lettura non risultando fortunatamente mai farraginoso, ma senza la sostanza – di questo capitolo e dei predecessori – risulta difficile consigliare la lettura del volume.
Considerazioni finali sulla serie
Giunti alla pagina finale di Invincible, appare evidente come Legacy of the Force non può certo definirsi una serie riuscita.
La volontà di sviluppare la vicenda in nove romanzi ha dato luogo a un’eccessiva diluizione della narrazione, lasciando la netta sensazione che, con ogni probabilità, ne sarebbero bastati la metà.
Se si esclude la Trilogia Dark Nest di Denning – assolvente la funzione di ponte tra le maxi-serie di romanzi – Legacy of the Force è il diretto seguito del The New Jedi Order, ma il confronto che ne emerge è oltremodo impari e a tratti imbarazzante.
La mancata varietà degli autori ha sicuramente dato uno stile maggiormente costante all’arco narrativo, ma in più di un’occasione è emersa la sensazione che ciascuna penna (Traviss in primis) stesse facendo avanzare con forte autonomia le proprie sotto trame, a volte a discapito della principale.
Proprio questi elementi secondari, in congiunzione con l’eccessivo focus sulla famiglia Solo-Skywalker per quanto concerne la storia principale, hanno fatto sì che non emerga mai davvero la “grande scala” degli eventi galattici e la frattura tra il governo centrale e i sistemi avversi a essa, se non nei soli primissimi romanzi.
Venendo meno questa sensazione è chiaro che situazioni e personaggi diano l’impressione di orbitare perpetuamente attorno ai medesimi elementi ricorrenti, generando una frustrante sensazione di déjà vu.
La fiducia viene riposta nella successiva maxi-serie, intitolata Fate of the Jedi, incentrata sul ritorno dei Sith e la minaccia di Abeloth, figura legata alle divinità di Mortis viste in The Clone Wars e Ahsoka.
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Altre opere:
– Betrayal;
– Bloodlines;
– Tempest;
– Exile;
– Sacrifice;
– Inferno,
– Fury;
– Revelation.

