[Recensione] LotF – Exile

Summary
Exile conferma tutti quelli che sono stati i pregi e i difetti della serie Legacy of the Force sino a ora. Nonostante una scrittura più che buona (con un inglese per niente ostico), l'inesorabile discesa di Jacen Solo nell'oscurità e un finale di livello, il romanzo soffre di quelli che sono diversi problemi cronici già riscontrati nei volumi precedenti. La storia, nonostante qualche guizzo, nel suo complesso sembra non potere (o addirittura voler) decollare, mantenuta ancorata dagli scrittori alla guerra d'attrito tra Alleanza Galattica e Corellia, con dei personaggi che continuano a operare esclusivamente nelle nicchie loro riservate, nonostante il loro ruolo di ciascuno sia ormai chiaro da tempo. Un romanzo necessario per chi volesse addentrarsi nella seconda metà della serie in nove capitoli, ma nel complesso indubbiamente mediocre e che richiede a gran voce un cambiamento di rotta.
Good
  • Jacen Solo e il nonno
  • Finale elettrizzante
  • La scrittura innalza il livello
Bad
  • Storia ancora senza una rotta
  • La prova di Ben Skywalker
6.4
Sufficiente
Storia - 5.5
Scrittura - 7
Edizione - 7
Sensazioni - 6

Legacy of the Force 4 di 9

Exile è il quarto capitolo della serie di romanzi Legends intitolata Legacy of the Force, ambientata quattro decenni dopo la Battaglia di Yavin.
Scritto da Aaron Allston, già autore di Betrayal, della seconda parte della serie X-Wing e dell’ottima dilogia Enemy Lines, la pubblicazione riprende dove il volume precedente si era interrotto, ovvero con la fuga di Han e Leia dalle grinfie del figlio Jacen, sempre più addentrato nel Lato Oscuro.
Incentrato principalmente sui coniugi Solo e la loro ricerca della verità dietro il tentato assassinio di Tenel Ka, Exile funge da raccordo tra la prima parte della serie e la svolta che seguirà con il successivo Sacrifice.
La pubblicazione, come tutta la serie, è inedita in lingua italiana, nonostante l’inglese adottato da Allston risulti sempre scorrevole e non particolarmente ostico.

Legacy of the Force Exile copertina

  • Titolo: Star Wars: Legacy of the Force – Tempest
  • Data di uscita: 27 febbraio 2007
  • Autore: Aaron Allston
  • Edito da: Del Rey
  • Edizione: Copertina flessibile, 337 pagine
  • Prezzo: 7,18 € (Copertina flessibile – ACQUISTA QUI)

Jacen smiled. Causing people to think and feel what he wanted them to, even without resorting to the Force, was becoming easier and easier…even with difficult subjects like the almighty Luke Skywalker.

Sinossi

Trovandosi in disaccordo con la svolta autoritaria del governo Corelliano, Wedge Antilles rassegna le sue dimissioni dalla posizione di Comandante Supremo delle forze militari del sistema con mire indipendentiste.
Tale decisione mette il veterano dell’Alleanza Ribelle nel mirino dei leader Corelliani più estremisti, che iniziano a prendere in considerazione misure drastiche al fine di neutralizzare le azioni messe in campo da Jacen Solo, attuale comandante della Guardia dell’Alleanza Galattica.
Han e Leia, visti come possibili organizzatori materiali del tentato assassinio di Tenel Ka (Regina Madre del Consorzio di Hapes e madre della figlia di Jacen, Allana), cercano di scoprire il nome delle menti dietro l’attacco alla sovrana.
Non potendo utilizzare il Millennium Falcon a causa dell’ordine di cattura nei loro confronti emanato proprio dal figlio, i coniugi ricercano una nuova nave e aiuto da vecchi alleati. La scelta ricade su Lando Calrissian, che offre loro riparo e un nuovo velivolo, la Love Commander.

Spoiler sulla vicenda

L’ex-Barone Amministratore della Città nelle Nuvole accompagna Han e Leia nella loro missione su Corellia, dove il politico Denjax Teppler conferma che il governo planetario ha sostenuto il tentativo di colpo di stato contro Hapes.
Il trio, riunitosi in maniera rocambolesca con Wedge, trova rifugio in orbita sullo Star Destroyer Errant Venture, comandato dal contrabbandiere Booster Terrik.
Grazie all’amicizia di lunga data, il luogo neutrale diviene una sorta di nuovo centro operativo, tra i cui tavoli di casinò e divertimento è possibile raccogliere delicate informazioni. Mediante l’aiuto di un contrabbandiere donna, la Jedi caduta Alema Rar arriva di nascosto a bordo dell’Errant Venture.
Ossessionato dal trovare la Twi’lek folle e intenzionato a farla pagare per aver gettato lui e la sua famiglia in disgrazia, Jag Fel offre i suoi servigi a Luke e ai Jedi, vedendosi messo in squadra con Zekk e l’ex Jaina Solo.
Nonostante l’obiettivo comune di individuare ed eliminare Alema, le dinamiche del trio incontrano non poche difficoltà, considerati i sentimenti di Jaina per gli altri due uomini.
Tradendo la pericolosa Jedi caduta, il contrabbandiere vende la pericolosa Jedi caduta, tradendola. Grazie ai sistemi dello Star Destroyer, Alema viene messa alle strette, ma riesce scampare ancora una volta.

I sempre più schiaccianti successi di Jacen portano il Capo di Stato Cal Omas e la Comandante Suprema Cha Niatal a esercitare pressioni sul Gran Maestro dell’Ordine dei Jedi, affinché promuova il nipote al rango di Maestro; il fine primo è logicamente politico, evidenziando l’unità tra l’Alleanza Galattiva e i guardiani di pace di giustizia.
Luke rifiuta la proposta percependo l’oscurità crescente in Jacen, ma quest’ultimo non attribuisce troppo peso alla decisione, in quanto ormai deciso a intraprendere il cammino da futuro Signore Oscuro.
Lumiya, guida alle vie dei Sith per il giovane Solo, decide che i tempi sono maturi affinché sia deciso se Ben Skywalker potrebbe essere o meno un degno apprendista.
Nell’eventualità in cui il test per lui si tradurrà nel fallimento e nella conseguente dipartita, tale morte potrebbe rivelarsi il misterioso sacrificio menzionato dalla Signora Oscura, il passo definitivo per guadagnarsi il titolo di vero Sith.

Per mettere alla prova le abilità del cugino, Jacen invia Ben a recuperare l’Amuleto di Kalara, un artefatto in grado di rendere colui che lo indossa impercettibile attraverso la Forza, non diversamente dalla capacità propria degli Yuuzhan Vong.
La ricerca dell’oggetto porta il giovane quattordicenne sull’antico pianeta dei Sith, Ziost, sulle orme di un ladro di nome Faskus che lo ha anticipato nel prendere possesso dell’Amuleto.
Liberandosi di alcuni biechi agenti incaricati da Lumiya di ostacolarlo, Ben recupera l’obiettivo della sua missione. Prima di spirare, Faskus rivela di essere stato ingannato affinché trafugasse l’Amuleto e lo nascondesse.
Dopo che il ladro soccombe alle ferite, Ben scopre che ad attendere l’uomo su Ziost c’è la piccola figlia Kiara. I due, impossibilitati a lasciare il pianeta in quanto i trasporti sono stati distrutti da un TIE che dà loro la caccia, partono alla ricerca di provviste e di una via di fuga.
Essendo il pianeta un luogo estremamente vigoroso nel Lato Oscuro, Ben si ritrova sempre più spesso ad ascoltare sinistri sussurri nella sua mente, i quali riguardano lo sbarazzarsi della ragazza o addirittura mangiarla al fine di recuperare le energie.

Risoluto nel non abbandonare il suo ruolo da Jedi, Ben scopre delle antiche rovine, tra le quali si cela una sfera di meditazione Sith ancora funzionante e risalente ai tempi della Vecchia Repubblica. Il velivolo spaziale possiede un certo grado di intelligenza ed è controllabile attraverso la Forza.
Grazie alle sue capacità, Ben riesce a pilotare la nave Sith, eliminando i mercenari ingaggiati da Lumiya e portando in salvo Kiara, lontano dal sinistro pianeta.
Nel mentre, percependo l’esito della prova predisposta per il figlio di Luke e Mara Jade, la Signora Oscura continua le sue macchinazioni per creare un’escalation su scala galattica, nella quale intelligence dell’Alleanza Galattica viene trasmessa ai Bothan e al pianeta di Commenor. Alleandosi con Corellia, questi sistemi vanno a creare la cosiddetta Confederazione Corelliana.
La forzatura del blocco attorno al pianeta indipendentista porta allo scoppio su larga scala della Seconda Guerra Civile Galattica: anche altri sistemi come Bespin, Adumar e Fondor si uniscono nella battaglia contro il governo centralizzato di Coruscant.

Su una stazione orbitante attorno a Gilatter VIII la leadership della sempre crescente Confederazione si riunisce per eleggere l’ex asso imperiale Turr Phennir di Corellia come Comandante Supremo.
Interessato a colpire i leader dell’insurrezione in prima persona, Jacen si traveste assieme a Lumiya per partecipare all’incontro.
Ben presto l’evento si rivela una colossale messinscena finalizzata a colpire direttamente il leader militare dell’Alleanza Galattica. La trappola imbastita dai Jedi e da Cha Niatal si rivela del tutto inutile, con Luke, Mara Jade, Han e Leia che si trovano costretti a correre in soccorso di Jacen.
Gli Skywalker affrontano Alema e Lumiya, con il duello che si conclude in perfetta parità tra i due schieramenti, che si ritrovano costretti ad abbandonare la stazione prima che venga distrutta come da piani della Sith.
Dopo essersi portati in salvo non senza difficoltà, Han, Luke e Leia realizzano come Jacen sia fuggito sul suo Star Destroyer, senza dar loro una mano nonostante il soccorso fosse stato predisposto per lui.

[riduci]
Ben Skywalker The Essential Atlas

Ben Skywalker nell’illustrazione di Chris Trevas per il The Essential Atlas

Cosa mi è piaciuto

Differenze generazionali

Piccolo dettaglio, ma di fondamentale importanza, riguarda il continuo parallelismo e le differenze tra Anakin Skywalker e Jacen Solo.
Le differenze tra i due sono già state presentate nei volumi precedenti, come ad esempio l’egoismo dovuto all’amore cieco del primo e la necessità di portare una situazione di pace nella galassia da parte del secondo.
In Exile viene aggiunto un altro interessante elemento, ovvero quello del rango all’interno dell’Ordine dei Jedi.
Mentre ne La Vendetta dei Sith Anakin si sentiva insultato per il mancato riconoscimento delle sue capacità e delle imprese compiute durante le Guerre dei Cloni,  per Jacen la mancata nomina è un dettaglio di scarso o addirittura nullo interesse, in quanto interessato esclusivamente a quello che per lui è il bene superiore. Ancora una volta, vengono richiamati gli insegnamenti di Vergere, centrali nel monumentale romanzo Traitor.
Il voler differenziare così nettamente le due figure nelle finalità è un’indubbia scelta riuscita, in quanto il traguardo risulterà il medesimo (la nascita di un nuovo Signore dei Sith), ma con percorsi fortunatamente differenti.

L’atto finale 

Nell’ultima parte di Exile il ritmo accelera vertiginosamente, radunando tutti gli eroi nei pressi della trappola orchestrata dalla neonata Confederazione Corelliana.
Ciascuno con le proprie motivazioni, protagonisti vengono tutti a trovarsi su una stazione orbitante attorno a Gilatter VIII, nel quale Jacen viene attaccato per il suo ruolo nell’Alleanza Galattica.
Giunti in suo soccorso, la madre e lo zio devono affrontare ancora una volta Lumiya e Alema Rar, in un convincente duello due contro due mentre la stazione sta per essere distrutta (a questo indirizzo trovate il nostro approfondimento sulle spade laser di Leia). 
Sempre meritevoli d’attenzione sono gli scambi tra Luke e la Signora dei Sith, con quest’ultima da decenni in cerca di vendetta dopo l’umiliazione subita al tempo della Guerra Civile Galattica.
Una maggior redistribuzione dei momenti ad alta tensione avrebbe giovato complessivamente al racconto. Si si avvicina inesorabilmente a qualcosa di fondamentale, ma il percorso si è rivelato ben più tortuoso di quanto avrebbe dovuto.

Sfera di Meditazione Sith Le Cronache degli Jedi

Una Sfera di Meditazione Sith, come vista ne Le Cronache degli Jedi – La Caduta dell’Impero Sith.

L’importanza di una buona scrittura 

Nonostante – come sarà evidenziato successivamente – la vicenda risulti non propriamente spumeggiante, ciò che salva Exile da una valutazione ben più negativa è lo stile di scrittura di Aaron Allston.
Analogamente a quanto avvenuto per Rebel Dream e Rebel Stand, l’autore statunitense si caratterizza per una penna estremamente scorrevole, in grado di compensare quelle che sono le eventuali mancanze a livello narrativo.
Raro caso in cui scrittura blanda e storia non entusiasmante non vanno a braccetto.

“And I’m not taking the Sword of the Jedi designation too seriously. How can I, when I don’t even know what it means? Not even Uncle Luke really knows what it means. He’s never been entirely sure why he said it. Maybe it was the Force speaking through him.”
Zekk readied his practice saber again. “Maybe it means you’re the new Chosen One.”
Jaina shuddered, then went on guard again. “I hope not. It took my grandfather decades, multiple amputations, and a lot of tragedy to achieve his destiny.”
– Jaina Solo riflette sul suo ruolo di Spada dei Jedi

Cosa non mi è piaciuto

Una rotta ancora poco chiara

Come già ravvisato nei romanzi precedenti, il difetto principale di Legacy of the Force è una storia che fatica a decollare propriamente.
Giunti al quarto volume viene più che mai avvertita la necessità di una radicale svolta nella vicenda, in quanto il preambolo (la crisi tra l’Alleanza Galattica e Corellia) è stato sufficientemente approfondito.
Anche le motivazioni dei personaggi, di tutti i personaggi, sono ormai note; la ridondanza nel volerle ripresentare o – addirittura – ampliarle ulteriormente infondono nel lettore la sgradevole sensazione di un qualcosa che pare trascinarsi da troppo a lungo.
L’esasperante mancanza di risolutezza del trittico di scrittori dietro la serie sembra tradursi in una sorta di specifico rimpallo, affinché qualcuno decida di prendere l’iniziativa.
Emblematico è il caso della Jedi caduta Alema Rar, centrale nella precedente trilogia Dark Nest, che continua a ripresentarsi ciclicamente come sottotrama secondaria per le figure di Leia e Jag Fel.
Nel corso di Exile per ben due volte riesce a sfuggire alla cattura, ricordando uno dei pochi punti deboli degli inizi del The New Jedi Order,  quando Nom Anor era ancora solo una sorta di figura “jolly” utile per mettere in difficoltà all’occorrenza i protagonisti.

La missione di Ben

Probabilmente la parte più significativa e al contempo debole dell’intero romanzo è il test di Ben Skywalker ordito da Jacen e Lumiya per valutare le sue potenzialità come eventuale accolito Sith risulta sotto diversi aspetti deludente.
Non solo il Padawan quattordicenne non solo viene rappresentato come estremamente ingenuo (lecito aspettarsi di più dal figlio del Gran Maestro dell’Ordine e di un’ex Mano dell’Imperatore), ma continua a risultare una pedina nelle mani del cugino. Dopo quanto visto in Betrayal, sarebbe stato più logico mostrare il personaggio già maturo almeno parzialmente sotto certi ambiti.
Formazione del giovane Jedi a parte, la strutturazione della missione risulta abbastanza pigra, con solo qualche spunto interessante, come la tentazione del Lato Oscuro nei confronti del ragazzo e un collegamento a Le Cronache degli Jedi.

“You really do hate me, don’t you?” Lumiya asked.
“You’ve given me plenty of reasons to. But no. I don’t reciprocate your hate.”
– Luke Skywalker e Lumiya, facccia a faccia

Leia Luke Lumiya LotF Exile The Essential Reader's Companion

Sotto lo sguardo di Turr Phennir, Comandante Supremo  della Confederazione, Leia e Luke affrontano Lumiya e Alema Rar. Opera proveniente dal The Essential Reader’s Companion, realizzata da Chris Scalf.

Commento finale

Exile conferma tutti quelli che sono stati i pregi e i difetti della serie Legacy of the Force sino a ora.
Nonostante una scrittura più che buona (con un inglese per niente ostico), l’inesorabile discesa di Jacen Solo nell’oscurità e un finale di livello, il romanzo soffre di quelli che sono diversi problemi cronici già riscontrati nei volumi precedenti.
La storia, nonostante qualche guizzo, nel suo complesso sembra non potere (o addirittura voler) decollare, mantenuta ancorata dagli scrittori alla guerra d’attrito tra Alleanza Galattica e Corellia, con dei personaggi che continuano a operare esclusivamente nelle nicchie loro riservate, nonostante il loro ruolo di ciascuno sia ormai chiaro da tempo.
L’edizione recensita è il classico volumetto in copertina flessibile per il mercato di massa, compatta ed economica, ma soggetta facilmente a danneggiamenti e pieghe.
Un romanzo necessario per chi volesse addentrarsi nella seconda metà della serie in nove capitoli, ma nel complesso indubbiamente mediocre e che richiede a gran voce un cambiamento di rotta.

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Altre opere:
– Betrayal;
– Bloodlines;
Tempest.

Nato a Udine nel 1993, sono laureato in Analisi e Gestione dell’Ambiente presso l’Università di Bologna. La passione per Star Wars inizia a manifestarsi all’età di otto anni e da allora non mi ha mai abbandonato. Patito degli Anni 80 e della cultura pop dell’epoca; amante della musica in generale, dal thrash metal alla synthwave moderna. Collaboro con Star Wars Libri e Comics al fine di entrare in contatto con altri fan ed eventualmente orientare coloro i quali volessero muovere i primi passi all’interno del mondo cartaceo della saga.

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