[Recensione] Shadow of the Sith

Summary
Shadow of the Sith si conferma un romanzo riuscito solamente in parte, sopraffatto dal peso del dover rispondere ai troppi interrogativi lasciati in sospeso nel 2019 da L'Ascesa di Skywalker. La storia presenta un innegabile fascino di fondo e i suoi contenuti lo rendono una lettura imprescindibile per la timeline canonica, considerata la sua funzione di ponte tra Trilogia Originale e Sequel che getta non poca luce sul passato di Rey Skywalker, sul nuovo ruolo dell'Ultimo Jedi e sull'influenza che il Lato Oscuro esercita ancora sulla galassia intera. Tutte le promettenti premesse però si scontrano con una strutturazione narrativa fortemente incostante, limitata e costretta dalla sua intrinseca necessità di dover a tutti i costi collegare tra loro i punti presentati nell'ultimo trittico di pellicole. Personaggi e vicende appaiono per la maggior parte del tempo costretti a rincorrere gli eventi assolutamente da raffigurare su carta, portando a forzature e accelerazioni che non solo generano confusione in chi legge, ma che impediscono al romanzo di risultare coeso e fluido. Terminata la lettura Shadow of the Sith lascia pertanto una sensazione dolceamara, intrisa della consapevolezza di trovarsi dinanzi a una storia nata per puntellare le criticità narrative della pellicola a cui si collega direttamente, piuttosto che a un tassello inserito all'interno di un coerente mosaico più grande. Nonostante quanto narrato sia in generale ben sopra la mera sufficienza, nell'esprimere la votazione conclusiva non è dunque possibile in questo caso scindere lo scritto dalla finalità per la quale è stato – senza dubbio alcuno – concepito; per tale motivo il progetto raggiunge il suo obiettivo in maniera solamente marginale. Fondamentale, ma pur sempre un'incredibile occasione andata perduta.
Good
  • Lettura fondamentale, un ponte tra trilogie
  • Luke Skywalker, Ultimo Jedi
  • Molteplici chicche per i fan del Canone e dell'Universo Espanso
Bad
  • Ritmo eccessivamente incostante
  • Diversi personaggi non convincono
  • Passaggi narrativi importanti non chiari
  • Collegamento a Episodio IX non riuscito pienamente
6.7
Sufficiente
Storia - 7
Scrittura - 6
Sensazioni - 7

A lungo atteso sin dal suo annuncio nell’Ottobre 2021, Shadow of the Sith è il nuovo romanzo canonico della casa editrice statunitense Del Rey, disponibile nelle librerie oltreoceano a partire dal 28 Giugno 2022.
Ambientata nel 21 ABY, la pubblicazione è incentrata su Luke Skywalker e Lando Calrissian, sulle orme di sinistri indizi e presagi che parrebbero indicare il ritorno di un male tanto temuto quanto antico, quello dei Sith.
Il volume è scritto da Adam Christopher, alla sua prima avventura con un romanzo completo ambientato nella galassia lontana lontana (si ricordi che di suo pugno sarebbe stato scritto The Mandalorian – An Original Novel, cancellato assieme ad altre pubblicazioni riferite alla serie televisiva in onda su Disney+).  L’autore neozelandese, tuttavia, aveva in precedenza firmato anche il racconto breve Fine del Turno, contenuto nella raccolta Da un Certo Punto di Vista.

Lo stile di scrittura risulta di difficoltà intermedia con occasionali costrutti e vocaboli ostici, rendendo consigliata la lettura in lingua originale a coloro i quali posseggano già un certo grado di dimestichezza.
Al momento non ci sono ancora informazioni in merito all’arrivo di Shadow of the Sith nel nostro Paese, eventuali novità verranno presentate nei prossimi mesi anche a causa delle logiche tempistiche tecniche.

Shadow of the Sith Cover

  • Titolo: Star Wars: Shadow of the Sith
  • Data di uscita: 28 Giugno 2022
  • Autori: Adam Christopher
  • Edito da: Del Rey
  • Edizione: Copertina rigida, 496 pagine, 15,6 cm x 24 cm
  • Prezzo: € 24,56 (Copertina rigida – ACQUISTA QUI) / € 11,07 (Kindle – ACQUISTA QUI)

The tides of power ebb and flow as the wheel of fate turns.
– Antico proverbio Sith

Sinossi dell’editore tradotta

L’Impero è caduto. Quasi vent’anni dopo la Battaglia di Endor, le scompagnate forze dell’Imperatore Palpatine si sono ritirate ai margini della Galassia. Ma per gli eroi della Nuova Repubblica il pericolo e la morte sono sempre al loro fianco, anche in un’era di rinnovata pace.
Il Maestro Jedi Luke Skywalker è tormentato da delle visioni del Lato Oscuro, che gli mostrano un orribile segreto che cresce nelle profondità dello spazio, in un mondo desolato chiamato Exegol. La perturbazione nella Forza non può essere trascurata… e le paure peggiori di Luke vengono confermate quando il suo vecchio amico, Lando Calrissian, lo raggiunge con la notizia di una nuova minaccia Sith.
Dopo aver visto sua figlia strappata dalle sue braccia, Lando ha scandagliato i sistemi stellari alla ricerca della sua figlia perduta. Ma ogni traccia portava solo a vicoli ciechi, finché non ha incrociato il suo cammino con Ochi di Bestoon, un assassino Sith incaricato di rapire una giovane ragazza.

I veri moventi di Ochi rimangono nascosti a Luke e Lando. Da una luna di rottami un misterioso inviato del Sith Eterno ha lasciato in eredità una sacra lama all’assassino, promettendo che gli darà tutte le risposte alle domande che lo hanno perseguitato dalla caduta dell’Impero. In cambio di ciò, deve completare la sua missione finale: tornare su Exegol con la chiave per la gloriosa rinascita dei Sith, la nipotina dello stesso Darth Sidious, Rey.
Mentre Ochi va alla caccia di Rey e dei suoi genitori ai margini della Galassia, Luke e Lando affrontano la misteriosa ombra Sith e aiutano una giovane famiglia in fuga per la loro vita.

Dathan Miramir L'Ascesa di Skywalker Shadow of the Sith

Dathan e Miramir sono rispettivamente il padre e la madre di Rey. Le scene viste ne L’Ascesa di Skywalker sono ovviamente presenti nel romanzo.

Cosa mi è piaciuto

Tassello fondamentale

Come facilmente prevedibile, lo scopo primo del romanzo è quello di fare da ponte tra la Trilogia Originale e quella Sequel, avendo un occhio di riguardo a quelli che sono i contenuti solamente accennati in Episodio IX.
Gettando luce sul passato di Rey, sul ruolo di Luke come leader di un nuovo Ordine dei Jedi e su una minaccia oscura che sembra guadagnare sempre più forza, la vicenda apporta un notevole numero di elementi interessanti, dalle enormi potenzialità narrative future.

I segreti dei Sith sono al centro del tutto e presentano il classico, indubbio fascino: dai cultisti di Exegol agli antichi artefatti imbevuti di oscuri e misteriosi poteri, su ogni aspetto della vicenda aleggia un’antica minaccia sulla quale Luke e Lando sono chiamati a indagare, scostando capitolo dopo capitolo il velo che parrebbe celare un’incredibile e inquietante verità.
Ovviamente non mancano tutte le scene viste nel flashback di Rey riguardante i suoi genitori che, inserite in un contesto, permettono ora di comprendere (quasi) appieno qual è stata la storia dietro al suo abbandono su Jakku, appena dopo essere stata affidata al ricettatore di rottami Unkar Plutt.
Per la timeline canonica lo scritto di Adam Christopher risulta pertanto una lettura obbligata, al pari di altri nomi di rilievo come la Trilogia Aftermath, L’Ascesa di Kylo Ren e Bloodline.

L’ultimo Jedi

Pienamente soddisfacente risulta la gestione della figura di Luke, ormai Maestro dell’accademia vista recentemente nel quinto capitolo di The Book of Boba Fett e ne L’Ascesa di Kylo Ren.
Conscio di come il suo cammino per diventare un Jedi abbia bisogno di continui perfezionamenti, dalla pubblicazione emerge una figura complessa e consapevole dei suoi punti di forza e debolezza.
Avendo ben chiara anche la sua importanza nello scacchiere galattico, in particolare per quanto concerne l’eredità dell’Ordine dei Jedi, Luke avverte una remota ma tangibile perturbazione nella Forza, motivo per il quale decide di lasciare temporaneamente la sua accademia e comprendere la verità dietro le sempre più frequenti visioni che lo tormentano.
Grazie al suo livello di conoscenza, il lettore può quindi assistere a vere e proprie lezioni di storia legate al Lato Oscuro, senza dimenticare alleati storici visti ne Il Risveglio della Forza e ne L’Ascesa di Skywalker. Proprio i capitoli con questi comprimari, per quanto occupino un numero limitato di pagine, permettono di immergersi nella lore della galassia lontana lontana grazie anche alle diverse conoscenze di ciascuno. 

Mentre la prima parte del romanzo è incentrata sulla conoscenza, la seconda è indubbiamente più votata all’azione; pienamente promosse le scene che lo vedono alla ricerca della verità contro la misteriosa adepta del Lato Oscuro mascherata che più volte incrocia la sua strada. Proprio questo confronto darà il via a quella che forse è la parte meglio riuscita di Shadow of the Sith, ovvero la resa dei conti con un’antichissima minaccia legata al culto dei Sith.
Molto solide le interazioni con Lando e la nuova figura Komat, interessante ma purtroppo non sufficientemente approfondita.
Menzione particolare infine anche per il primo contatto con la realtà di Exegol, il cui estratto era stato rilasciato ufficialmente e che può essere letto a questo link.

“No,” he whispered. “No, it’s not possible.”
The voice chuckled, softly, the sound just enough to turn Ochi’s insides to ice water.
All things are possible, Ochi of Bestoon.
It was the voice of Emperor Palpatine. The dead Emperor Palpatine.
You have been chosen.
– Ochi di Bestoon scopre la verità sull’Imperatore Palpatine

Ochi di Bestoon Darth Vader 15 Cover

Il cacciatore di Jedi Ochi di Bestoon nella variant cover di Mike Mayhew per il quindicesimo numero di Darth Vader (2020).

Schegge di oscurità, frammenti di luce

A rafforzare le sensazioni positive legate al contesto del Lato Oscuro al tempo del romanzo, va addizionato come lo stesso non sia appannaggio solamente del sopravvissuto Palpatine su Exegol.
Come nella timeline Legends e come imbastito a livello canonico dai volumi Aftermath, molteplici sono i culti legati alla venerazione di sinistri individui del passato e poteri considerati non naturali… e non è detto che tra loro abbiano obiettivi coincidenti.
Si ha quindi il ritorno di nomi più o meno noti, interessanti menzioni ad artefatti antichi e non, in un calderone di elementi presentati in maniera non casuale che si spera di vedere dipanato quanto prima nelle opere dei prossimi anni.

Anche il Lato Chiaro tuttavia ha i suoi momenti di risalto, si vedano i brevissimi frangenti ambientati presso l’Accademia Jedi, nel quale vediamo il giovane Ben Solo, un nuovo personaggio che avrà sicuramente un certo grado di rilevanza in futuro  e scopriamo il nome del pianeta, già visto ne Le Cronache degli Jedi

Lore, ricanonizzazioni e curiosità

Un punto sul quale lo scritto di Adam Cristopher certamente non lesina è quello riguardante l’ampliamento della lore (in particolare, come già ribadito in precedenza, quella legata a culti e artefatti legati al Lato Oscuro) e a diverse ricanonizzazioni di elementi Legends minori.
Non mancano nemmeno collegamenti anche alle opere canoniche cartacee e audiovisive, logicamente riferiti agli ultimi anni dell’Impero o al successivo post-Endor. Seppur a piccole dosi, forse eccessivamente striminzite, gli elementi presentati sono davvero molteplici e in grado di stuzzicare non poco la curiosità di chi legge.
Il consiglio – onde prepararsi al meglio per il possibile arrivo in lingua italiana – è quello di rileggere dunque la Trilogia Aftermath, la serie Darth Vader (2020), la raccolta Dark Legends e gli adattamenti romanzati o a fumetti della Trilogia Sequel.

Kiza Shadow of the Sith

La misteriosa adepta del Lato Oscuro, il cui volto è celato da un’antichissima maschera che si vocifera essere appartenuta a un Signore dei Sith. Illustrazione di VooDoo Val (a questo link il sito dell’artista) per il poster esclusivo dell’edizione Barnes & Noble.

Cosa non mi è piaciuto

Diversi passaggi importanti non chiari

Lusso che la pubblicazione non poteva e non doveva permettersi era quello di venir meno in chiarezza nei suoi passaggi narrativi fondamentali, elemento che ha rappresentato una delle mancanze principali di Episodio IX. Purtroppo, lo scritto di Adam Christopher in più di un’occasione sembra letteralmente mancare di accorgimenti che avrebbero reso più scorrevole la lettura.
Non solo appare assolutamente poco chiaro il collegamento fondamentale con la serie a fumetti Darth Vader (2020) – elemento che farà discutere non poco i lettori, fintanto che non giungeranno ulteriori chiarimenti – ma anche come Lando venga a scoprire del piano di Ochi, o come il cacciatore di Jedi stesso individui la sua preda, dopo aver ricevuto l’incarico dai cultisti del Sith Eterno.
Mentre queste mancanze avrebbero potuto in una certa misura essere condonate in un altro scritto, la presente pubblicazione era letteralmente “attesa al varco”, a causa delle aspettative e della necessità di gettare luce su uno degli aspetti meno limpidi della Trilogia Sequel.

Alla mancanza di chiarezza si aggiunge un’altra problematica: quella di unire tra loro tutti i puntini presenti nella pellicola di J.J. Abrams del 2019.
In particolar modo nell’atto finale, ovvero l’abbandono della giovane Rey su Jakku e la presenza della nave di Ochi di Bestoon sia su Jakku stesso prima che su Pasaana poi, emergono in maniera abbastanza lapalissiana tutte le difficoltà incontrate dallo scrittore neozelandese nel cercare di creare non solo una concatenazione di eventi plausibile, ma anche fluida nel suo svolgimento.
A rafforzare ulteriormente queste sensazioni negative, per di più, accorrono diversi frangenti presentati sottoforma di flashback che solamente accennano a eventi  di notevole importanza, ma che vengono rapidamente accantonati (addirittura alcuni con un cliffhanger) e non ripresi successivamente, lasciando una marcata sensazione di incompiutezza.

“La Forza opera in modi misteriosi!”
– Peli Motto [The Book of Boba FettCapitolo 7 –In Nome dell’Onore]

Personaggi fuori fuoco

Un’altra criticità evidente per Shadow of the Sith concerne la gestione di larga parte dei comprimari, che risultano collocati in un contesto bloccato, impossibilitati a raccontare di più della loro motivazione di base che li muove all’interno dello scritto, sviluppando solo sottili diramazioni che non hanno modo di svilupparsi.

La maggior insoddisfazione deriva dalla gestione di Dathan, Miramir e Rey; per i tre, ma soprattutto per la figura paterna vista la sua genesi in-universe, si sarebbe potuto e dovuto fare di meglio. Il loro ruolo, invece, risulta spesso quello della semplice famiglia in fuga, con i genitori costretti a dover a tutti i costi proteggere la propria bambina, con quella caratterizzazione a prevalere in maniera troppo marcata sulle altre possibili.
I capitoli che li vedono al centro dell’attenzione, sulla carta quelli potenzialmente più interessanti, rappresentano una continua fuga da coloro i quali danno loro la caccia, senza deviare mai dalla necessità di trovare un luogo sicuro nel quale nascondersi nuovamente.
Ochi, che riveste il ruolo di antagonista, è forse troppo in continuità con la serie Darth Vader (2020), cosa che lo rende una minaccia flebile e scelta appositamente da Darth Sidious in maniera discutibile per un compito così importante.
Anche per Lando emergono alcune ombre nel corso della lettura; il personaggio interpretato da Billy Dee Williams e da Donald Glover risulta, al tempo del 21 ABY, ormai quasi rassegnato nel ritrovare la figlia rapita in circostanze misteriose anni prima. Sebbene per lui la gestione sia buona e con diversi momenti ispirati, pessima è la gestione dei momenti introspettivi, insoddisfacenti nel non voler svelare delle informazioni a dir poco fondamentali, ricorrendo a imbarazzanti espedienti stilistici.

La sensazione generale, purtroppo, è che si sia optato per inserire il minimo sindacale affinché la storia potesse stizzicare l’attenzione di chi legge e contemporaneamente reggersi in piedi (emblematici soprattutto alcuni frangenti con Ochi e Komat), senza voler osare nulla di più e senza voler prendere il coraggio a due mani per sviluppare eventuali sotto trame o portare alla luce interessanti elementi sulla natura delle varie figure principali.
Permangono dunque interrogativi enormi su più di un personaggio, con una moltitudine di elementi di cui volutamente e palesemente, cosa che aggiunge una nota di frustrazione all’esperienza della lettura, non si è voluto dire di più.

Spoiler sul ruolo di Palpatine

In maniera estremamente deludente, Darth Sidious non ha alcun ruolo attivo all’interno del romanzo.
I suoi dettami vengono ordinati per mezzo dei fedeli cultisti di Exegol, ovvero i seguaci del cosiddetto Sith Eterno, che interagiscono con Ochi di Bestoon e la misteriosa adepta del Lato Oscuro mascherata.
Il redivivo Imperatore comunica solo brevemente con l’assassino Sith visto in Episodio IX, mentre tutte le altre volte in cui compare la voce sinistra è in realtà un altro personaggio.
Se fossero stati presenti dei capitoli legati anche solo marginalmente a Palpatine, sarebbe stato possibile delineare in maniera assai più chiara motivazioni e dettagli sul suo ritorno. Tuttavia, prevendendo a monte il suo coinvolgimento all’interno della narrazione, si ha ancora una volta la sensazione di un argomento che non si abbia intenzione di trattare.

[riduci]
Rey Il Risveglio della Forza Visione

Rey rammenta il suo abbandono su Jakku nella visione de Il Risveglio della Forza. Tavola proveniente dall’adattamento a fumetti della pellicola.

Ritmica altalenante

Diretta conseguenza dei due precedenti punti, il vero frangente in cui Shadow of the Sith palesa tutta la sua claudicanza concerne effettivamente quella che è la resa su carta degli eventi che si susseguono.
Sebbene agli inizi si abbia un’equilibrata alternanza tra la trama legata alla famiglia di Rey e a quella di Luke, man mano che il romanzo avanza emergono le nette differenze tra le due vicende principali.
Mentre la linea narrativa di Luke, accompagnato nella sua ricerca del pianeta occulto dei Sith da diversi alleati e qualche interessante comparsata (di cui una che strizza molto l’occhio nei confronti di uno dei personaggi di Resistance, seppur senza darne la conferma definitiva) risulta sempre frizzantina e variegata, lo stesso non si può dire di Dathan, Miramir e Rey.
Il trio, infatti, si ritrova a essere continuamente in fughe rocambolesche per evitare Ochi di Bestoon e i suoi sgherri, mentre Luke e compagni sono eternamente all’inseguimento. Il leitmotiv si ripete più di una volta, intaccando quello che è l’interesse dei lettori, speranzosi di rivedere quanto prima nel capitolo seguente i propri beniamini in azione.

Ed è proprio questo alternarsi in maniera eccessivamente frequente di ritmo e di interesse nel lettore che impedisce di godersi appieno la pubblicazione, rendendola un’esperienza discontinua che avrebbe sicuramente tratto maggior giovamento da un maggior equilibrio nella sua strutturazione interna.
Sebbene sia ampiamente prevedibile, nemmeno l’atto finale riesce a essere pienamente soddisfacente, in quanto risulta affrettato e decisamente piatto nonostante la marcata deriva action.

La banalizzazione del male

Trend avviato con Gli Ultimi Jedi nel 2017, l’elemento riguarda anche diverse opere letterarie pubblicate negli ultimi anni: i malvagi non sono più scaltri e interessati a essere un passo avanti alle controparti, ma delle personalità arroganti caratterizzate da un elevato grado di incompetenza.
Spesso questa commistione si tramuta tristemente in una ridicolizzazione dei soggetti, degli inetti che si trovano nella loro posizione attuale per non meglio specificati motivi o meriti, visto che al lettore vengono presentati in una maniera decisamente mirata.

Il problema non si limita solamente alla caratterizzazione quasi fosse una caricatura di alcuni individui, ma si estende anche al loro modus operandi e alle loro azioni, che sembrano risultare a volte frutto del caso e non di una ponderata strategia.
In Shadow of the Sith tale eventualità ha realizzarsi per ben due differenti personaggi di non poca rilevanza nell’ottica della Trilogia Sequel, rendendo quasi impossibile prendere seriamente la minaccia che tali antagonisti possono presentare nei confronti dei protagonisti e dei loro alleati.

Her girl, Rey. Her Love. She needed protection. And yes, she needed better than this – and she needed better than Unkar Plutt, better than Jakku.
But it was only temporary. It was only temporary
They would be back.
–  Dathan riflette sulla necessità di nascondere in un posto sicuro la figlia Rey

L'Ascesa di Skywalker Palpatine Kylo Ren Topps

Fallito il piano di vedersi portata la giovane Rey anni addietro, l’Imperatore tenta il Leader Supremo del Primo Ordine. Immagine dalle carte Topps per Episodio IX.

Commento finale

Shadow of the Sith si conferma un romanzo riuscito solamente in parte, sopraffatto dal peso del dover rispondere ai troppi interrogativi lasciati in sospeso nel 2019 da L’Ascesa di Skywalker.
La storia presenta un innegabile fascino di fondo e i suoi contenuti lo rendono una lettura imprescindibile per la timeline canonica, considerata la sua funzione di ponte tra Trilogia Originale e Sequel che getta non poca luce sul passato di Rey Skywalker, sul nuovo ruolo dell’Ultimo Jedi e sull’influenza che il Lato Oscuro esercita ancora sulla galassia intera.
Tutte le promettenti premesse però si scontrano con una strutturazione narrativa fortemente incostante, limitata e costretta dalla sua intrinseca necessità di dover a tutti i costi collegare tra loro i punti presentati nell’ultimo trittico di pellicole. Personaggi e vicende appaiono per la maggior parte del tempo costretti a rincorrere gli eventi assolutamente da raffigurare su carta, portando a forzature e accelerazioni che non solo generano confusione in chi legge, ma che impediscono al romanzo di risultare coeso e fluido.

Terminata la lettura Shadow of the Sith lascia pertanto una sensazione dolceamara, intrisa della consapevolezza di trovarsi dinanzi a una storia nata per puntellare le criticità narrative della pellicola a cui si collega direttamente, piuttosto che a un tassello inserito all’interno di un coerente mosaico più grande.
Nonostante quanto narrato sia in generale ben sopra la mera sufficienza, nell’esprimere la votazione conclusiva non è dunque possibile in questo caso scindere lo scritto dalla finalità per la quale è stato – senza dubbio alcuno – concepito; per tale motivo il progetto raggiunge il suo obiettivo in maniera solamente marginale.
Fondamentale, ma pur sempre un’incredibile occasione andata perduta.

Che cosa ne pensate di questo romanzo? Sperate di poter leggere Shadow of the Sith anche in Italia? Fatecelo sapere nei commenti! Vi ricordiamo che potete trovarci anche su Telegram con il nostro canale ufficiale https://t.me/swlibricomics e la chat https://t.me/SWLibriComicsChat
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Opere correlate:
Dark Legends,
I Segreti dei Sith;
L’Ascesa di Kylo Ren;
The Rise of Skywalker – Expanded Edition;
The Rise of Skywalker – The Visual Dictionary;
Trilogia Aftermath.

Nato a Udine nel 1993, sono laureato in Analisi e Gestione dell’Ambiente presso l’Università di Bologna. La passione per Star Wars inizia a manifestarsi all’età di otto anni e da allora non mi ha mai abbandonato. Patito degli Anni 80 e della cultura pop dell’epoca; amante della musica in generale, dal thrash metal alla synthwave moderna. Collaboro con Star Wars Libri e Comics al fine di entrare in contatto con altri fan ed eventualmente orientare coloro i quali volessero muovere i primi passi all’interno del mondo cartaceo della saga.

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