[Recensione] Alphabet Squadron – Victory’s Price

Summary
Il voto finale assegnato a Victory's Price corrisponde alla valutazione globale all'intera Trilogia Alphabet Squadron, conclusasi con la presente pubblicazione. Personaggi dalle premesse interessanti, ampiamente approfonditi ma a discapito di tutto il resto: non c'è peso nelle vicende del romanzo; tutto accade senza conseguenze reali e tangibili per la galassia, in un lasso temporale che non può prescindere da una scala più grande rispetto a quella dei singoli. La vicenda rimane ermeticamente confinata alla realtà su piccola scala "Alphabet contro Stormo Ombra", accantonando tutti gli altri eventi e individui al quale si sarebbe dovuto connettersi (scelta inspiegabile, considerata la mole di riferimenti inseriti nei due capitoli precedenti). I protagonisti sono appunto sviscerati in maniera eccessivamente maniacale, ma alla fine risultano impalpabili: il vederli combattuti e titubanti esattamente come nel primo volume, congiuntamente col finale estremamente deludente, sicuramente è da annoverare tra gli elementi la loro. Non è un'evoluzione la loro, è un giro lunghissimo che li riporta quasi tutti al punto di partenza. Nonostante sia un romanzo più scorrevole di Shadow Fall, Victory's Price (in quanto conclusione della trilogia) aveva delle responsabilità che sono state completamente disattese, dando vita a un romanzo eccessivamente lungo e senza l'ampio respiro che ci si aspettava dopo tutte le premesse imbastite. Consigliato solamente agli irriducibili delle pubblicazioni incentrate sugli scontri aerei e dell'introspezione psicologica, gli altri potranno ricercare la propria dose di Star Wars in altri lidi.
Good
  • Ulteriori dettagli sull'Operazione Cenere
  • Le scene dedicate a Hera Syndulla
Bad
  • Introspezione dei protagonisti ridondante
  • Diverse occasioni mancate
  • Eccessivamente prolisso e scelte narrative non azzeccate
6.3
Sufficiente
Storia - 6.5
Scrittura - 7
Sensazioni - 5.5

Trilogia Alphabet Squadron 3 di 3

Volge al termine con Victory’s Price la trilogia di romanzi canonici dedicata alla Squadriglia Alphabet della Nuova Repubblica, avviatasi nel 2019 e presentante anche un crossover con i fumetti Marvel.
Dopo il sorprendente finale del predecessore, Alexander Freed riprende in mano un’ultima volta i personaggi da lui creati, indirizzando il tutto verso l’esplosivo finale che (come largamente prevedibile) rimanda agli eventi de La Fine dell’Impero. Dello scrittore sono giunte in italiano due pubblicazioni: Battlefront – Compagnia Twilight e l’adattamento romanzato di Rogue One – A Star Wars Story.
Non essendo prevista alla data attuale l’arrivo della trilogia nel nostro Paese, la vicenda di Victory’s Price è leggibile attualmente solo in lingua originale; lo stile dell’autore si presenta molto dettagliato nella terminologia militare e dei velivoli spaziali, tuttavia non presenta periodi o vocaboli particolarmente ostici.

Alphabet Squadron Victory's Price cover

  • Titolo: Star Wars: Alphabet Squadron – Victory’s Price
  • Data di uscita: 2 Marzo 2021
  • Autore: Alexander Freed
  • Edito da: Del Rey
  • Edizione: Copertina rigida, 480 pagine
  • Prezzo: 24,86 € (acquista QUI)

Sinossi

La guerra non è finita. Nei mesi che si sono succeduti alla vittoria dell’Alleanza Ribelle nei cieli della luna boscosa di Endor, la neoproclamata Nuova Repubblica ha continuato a combattere le sacche di resistenza filoimperiali, non arresesi a seguito della morte dell’Imperatore.
Sebbene una notevole forza si sia ormai radunata sotto il comando del Grand Ammiraglio Rae Sloane, molteplici sistemi decidono di isolarsi (come nel caso di Anoat), senza riconoscere né l’autorità della Nuova Repubblica, né della stessa Sloane.
Rispetto agli inizi della faida contro il temuto Stormo Ombra, la situazione pare essersi invertita: le forze della Nuova Repubblica, comandate dal Generale Hera Syndulla, danno ferocemente la caccia al Colonnello Keyze e ai suoi uomini.

Spoiler sulla vicenda

Il motivo per il quale la caccia è ancora più spietata è dovuta alla seconda fase dell’Operazione Cenere. Dopo assalti a pianeti come Vardos, Burnin Konn e Naboo, i lealisti imperiali rimasti avviano un nuovo periodo di devastazione contro alcuni pianeti individuati dal defunto Palpatine.
Sempre più a corto di uomini e risorse, a bordo della Yadeez il Colonnello Keyze impiega lo Stormo Ombra in azioni sempre più spettacolari per colpire gli obiettivi assegnati dalla sentinella robotica dell’Imperatore, consapevole che (se dovesse arrendersi alla Nuova Repubblica) i suoi uomini non solo non avrebbero più uno scopo, ma sarebbero perseguiti spietatamente dal nuovo governo galattico, affamato di giustizia e impaziente di incolpare coloro che hanno fatto parte del regime sgretolatosi nei mesi successivi a Endor.

Logorati da una guerra che pare non avere mai fine, i rimanenti membri della Squadriglia Alphabet (Wyl Lark, Nath Tensent, Kairos e Chass na Chadic) sono ormai allo stremo fisico e psicologico.
La scoperta che una nuova fase dell’Operazione Cenere abbia avuto il via, però, spinge Hera a moltiplicare gli sforzi degli uomini sotto il suo comando, evitando che altri cataclismi colpiscano i civili dei mondi presi di mira dalle forze imperiali.
Intenzionata a evitare che altri genocidi vengano compiuti come avvenuto su Nacronis (al quale ha personalmente preso parte), Yrica Quell ha fatto ritorno nelle fila imperiali solamente per fermare una volta per tutte lo Stormo Ombra. Sebbene la di lei lealtà non sià più nei confronti di nessuno, la donna individua nella Nuova Repubblica l’unica forza in grado di opporsi si suoi ritrovati compagni.
Immediatamente dopo aver trasmesso di nascosto la posizione della Yadeez, per proteggere il suo segreto, Yrica spara a una figura celata nelle ombre: si tratta del sinistro droide messaggero dell’Imperatore, riattivatosi in circostanze misteriose.
Giustificando l’evento con una storia plausibile al colonnello, Yrica e Keyze iniziano a studiare i resti dell’essere meccanico, in cerca dei segreti in suo possesso.
Convinto nel portare avanti il progetto Operazione Cenere (dando così ai suoi uomini e donne uno scopo, una causa per cui continuare a combattere), Keyze intende impartire una lezione al pianeta artificiale di Chadawa, in mano a degli Imperiali che hanno deciso di non unirsi alla causa del Grand’Ammiraglio Sloane.

Protetto da periodiche ondate particellari che vengono emesse in maniera più o meno regolare, il pianeta viene posto sotto assedio, ma nell’orbita sopraggiunge anche la piccola flotta di Syndulla, ferita per essersi lasciata sfuggire troppe volte la propria preda.
Le particelle che permeano lo spazio attorno a Chadawa rendono impossibili le comunicazioni verso l’esterno e, contemporaneamente, rendono inaffidabili le letture delle navi spaziali: questo significa che nel caso di un conflitto a fuoco l’unico elemento in grado di fare la differenza è l’abilità del singolo pilota, unitamente alla conoscenza del proprio caccia.
Non potendo invocare supporto, dal ponte di comando del Deliverance (lo Star Destroyer attualmente sotto il suo comando) Hera ordina l’attacco per stringere in una morsa a tenaglia la Stormo Ombra, nella speranza di porre fine alla piccola guerra una volta per tutte.
La battaglia viene combattuta a più riprese a causa delle ondate particellari, con il comandante degli Alphabet, Wyl Lark, sempre più dubbioso sulla guerra e sulle conseguenze che sta generando in lui e nei suoi uomini.
Disposta a tutto pur di carpire al droide messaggero i suoi segreti, Yrica e alcune truppe scelte si allontanano da Chadawa, nella speranza di trovare delle informazioni che permettano a Keyze e ai suoi uomini di porre fine al conflitto con gli Alphabet.
Prima di saltare nell’iperspazio, però, la nave pilotata da Yrica recuperata presso l’Osservatorio dell’Imperatore viene intercettata da Chass, che riconosce l’ex-capo squadriglia e, sfogando la sua rabbia nel comunicatore su una frequenza aperta, rivela agli imperiali che Quell, per un breve periodo di tempo, ha volato nelle fila della Nuova Repubblica.
Decisa a non lasciarsi sfuggire la preda ormai già balzata nell’iperspazio, Chass (affiancata dall’Ala-U di Kairos) salta a sua volta a velocità luce in un disperato inseguimento quasi alla cieca.
Kairos, infatti, è decisa a inseguire la fuggitiva per giudicarla a causa del genocidio perpetrato su Nacronis durante la prima fase dell’Operazione Cenere.

Giunta sul pianeta Netalych, governato dai droidi dopo la caduta dell’Impero, Yrica e la sua squadra rintracciano uno specialista meccanico al quale affidare i resti della sentinella distrutta. Consegnatole il datachip con quanto scoperto, la donna viene tramortita dai suoi compagni, fortemente dubbiosi in merito alla sua lealtà alla causa imperiale.
Prima che l’interrogatorio possa avere parte, l’appartamento-nascondiglio viene assaltato da Chass e Kairos; la confusione che ne consegue permette a Yrica di fuggire e comprendere il contenuto del datachip, nonché il segreto del messaggero di Palpatine.
Si scopre infatti che i droidi sono collegati a una sterminata banca dati su Coruscant, dove tutti gli imperiali (dalle più alte gerarchie ai soldati semplici e ai funzionari di rango inferiore) sono schedati: comportamento, credo, personalità, tendenze… tutto è registrato e permette al messaggero di individuare gli individui più adatti a porre in essere gli ordini dell’Operazione Cenere.
I due membri femminili della Squadriglia Alphabet riescono però a scovare la fuggitiva, facendola prigioniera e fuggendo nell’iperspazio, verso delle coordinate fornite da Kairos grazie ad alcune abilità mistiche.

Dinanzi all’ennesima situazione di stallo, Wyl decide di affidare le sorti di Chadawa al responso di un duello aereo nel quale lui affronterà il Colonnello Keyze, il vincente prenderà l’intera posta sul tavolo.
Dopo un’estenuante inseguimento reciproco, Wyl ha la peggio e il suo Ala-A viene abbattuto, schiantandosi sulla superficie di un planetoide.
Soccorso il pilota sopravvissuto, Hera e gli imperiali di Chadawa costringono lo Stormo Ombra a ritirarsi con una manovra a tenaglia, sebbene gli assediati non si dimostrino minimamente riconoscenti con la Nuova Repubblica per il soccorso ricevuto.

Grazie alle coordinate fornite da Kairos, le tre donne atterrano su un pianeta nel quale una volta era sito un avamposto imperiale, ormai abbandonato.
Chass risulta ancora estremamente fredda e violenta nei confronti di Yrica, mentre Kairos appare sempre più turbata: il mondo è il luogo natale della silenziosa aliena, dal quale è stata esiliata tempo addietro per essere stata “contaminata” dal contatto con il resto della galassia. Recuperando delle parti di ricambio e aggiustata la nave, le tre combattenti si riuniscono alla flotta di Syndulla.
Nonostante la diffidenza iniziale, Quell viene riaccolta dal generale Twi’lek e il rapporto con Chass sembra iniziare a sanarsi.
Tuttavia il tempo è ormai agli sgoccioli: l’Impero si è radunato nell’orbita del pianeta Jakku, per quella che pare essere la resa dei conti definitiva con la Nuova Repubblica.
Wyl, ripresosi a malapena dallo schianto, conferma che non ne può più del conflitto e che non intende guidare l’offensiva, generando il disappunto di Nath che si sobbarca la guida delle altre squadriglie.
Prima dello scontro, però, Yrica intuisce dove sia diretto Keize, mentre l’attenzione della galassia sarà rivolta altrove. Inseguita da Kairos, ancora non convinta di dove risieda la lealtà della disertrice, ella sale a bordo di un Ala-X immettendo le coordinate per la propria destinazione.

Mentre la battaglia infuria sulle e sopra le desertiche distese di Jakku, Stormo Ombra e Squadriglia Alphabet affrontano la resa dei conti definitiva. Coi comunicatori aperti, ricordando i caduti nel lungo anno di caccia reciproca, lo scontro si sviluppa con ferocia inaudita.
Wyl, rimasto sull’ammiraglia in quanto non più intenzionato a combattere con le armi, affronta un’infiltrata dello Stormo a bordo della nave, mettendola fuori gioco e permettendo a tutti di mettersi in salvo, una volta forzato il blocco attorno al pianeta grazie alla superiorità strategica di Hera.

Riusciti a oltrepassare il blocco orbitale attorno al pianeta capitale dell’Impero nel Nucleo, Soran e Quell ingaggiano un elegante duello aereo circondati dai caccia di difesa del pianeta, al fine di raggiungere il luogo dove lo sterminato database è collocato.
Comprendendo come i loro punti di vista siano ormai inconciliabili i due ex compagni di stormo non risparmiano i colpi, con Keyze che viene abbattuto e precipita proprio in prossimità del proprio obiettivo. Nel frattempo Kairos, giunta anch’essa su Coruscant, devia l’attenzione dei caccia TIE, allontanandoli dal luogo della schermaglia.
Prima di morire, l’ufficiale imperiale supplica Quell di distruggere il database, al fine di permettere un’esistenza quanto più possibile lontana dalla persecuzione della Nuova Repubblica per i suoi uomini.
Grazie alla sua esperienza personale a Pandem Nai, la donna risulta convinta che le colpe dei singoli non possano essere semplicemente cancellate, ma che si debba convivere con esse.
Soran Keize muore dopo aver inviato un messaggio all’Impero e alla Nuova Repubblica, nel quale si assume completamente la colpa dell’operato dei suoi sottoposti, in riferimento alle varie fasi della crudele Operazione Cenere.

Sei anni dopo, la Nuova Repubblica ha riunito larga parte della galassia conosciuta.
Mentre le notizie su Kairos e sul suo destino dopo essere sopravvissuta a Coruscant rimangono sempre confuse e rade, Yrica e Chass (ormai conviventi e operanti nel settore delle spedizioni) ricevono la visita di Wyl, Senatore del suo pianeta, che ha trovato la sua strada per combattere per il prossimo senza però ricorrere alle armi.
Nel corso dell’incontro emerge anche l’argomento Nath, in quanto è ormai confermato che abbia instaurato una rete di piloti, tra cui alcuni ex dello Stormo Ombra, dediti ad affari non propriamente leciti.
Dopo gli ultimi saluti, Yrica sale a bordo di un velivolo per abbandonarsi a ciò che ama maggiormente: volare.

[riduci]

Cosa mi è piaciuto

Terrore tecnologico

Victory’s Price introduce un elemento che sicuramente farà discutere: una seconda fase dell’Operazione Cenere.
Sebbene non si capisca la necessità di dividere in due momenti nettamente distinti tale ultimo sfregio alla galassia da parte dell’Imperatore, la trovata narrativa permette di consolidare le motivazioni dell’antagonista, il Colonnello Keize, rendendole credibili nel corso dell’intera narrazione.
In aggiunta viene spiegato il come e perché vengano selezionati (e non preselezionati, come lasciava intendere L’Impero a Pezzi) gli ufficiali incaricati di portare la devastazione dietro ordine del defunto Palpatine.
La spiegazione è davvero interessante e contiene più di un riferimento alla modernità, come la tematica dei big data e la raccolta/disponibilità delle informazioni in generale.

Il ruolo centrale di Hera

Dopo aver effettuato delle brevi comparsate (seppur assolutamente non prive di rilevanza) nei romanzi precedenti, è in Victory’s Price che il personaggio di Hera viene sfruttato pienamente.
Nel corso delle oltre quattrocento pagine del romanzo è possibile constatare la sua definitiva transizione da combattente per la libertà a generale in grado di prendere le decisioni più complesse nei momenti più difficili.
In netta contrapposizione al personaggio di Yrica, con la quale spesso si è scontrata in passato, la Twi’lek è anche il perfetto esempio di leader che ripone la giusta dose di fiducia nei suoi sottoposti. Promosse a pieni voti tutte le scene in cui compare, in particolare durante la Battaglia di Jakku e le riflessioni riguardanti la sua famiglia.

Yrica Quell Bounty Hunters 13 cover Pride

Yrica Quell nella Pride variant del tredicesimo numero della serie regolare Cacciatori di Taglie. Matite di Jacopo Camagni.

Cosa non mi è piaciuto

La conclusione del viaggio

Uno dei problemi principali di Shadow Fall riguardava la sua eccessiva cupezza, elemento che viene mitigato nel presente romanzo, seppur non completamente accantonato.
Il soggetto nel mirino è sempre Yrica, che nel corso dell’intera narrazione viene malmenata continuamente ed esposta a traumi di tutti i tipi senza però prendere mai veramente in mano saldamente la propria situazione e i propri ideali, a differenza di quanto fatto in maniera convincente da Vi Moradi nei riuscitissimi Phasma e Black Spire.
La principale problematica che si ravvisa in Victory’s Price, invece, concerne i personaggi eccessivamente ancorati a come li abbiamo imparati a conoscere nei romanzi del 2019 e 2020.
Nonostante tutto lo spazio dedicato all’introspezione, il lettore si trova costretto a rivivere ciclicamente sempre le solite riflessioni da parte di protagonisti eternamente impantanate nei loro tratti distintivi, ormai divenuti dei veri e priori cliché.

Risulta purtroppo necessario sottolineare, ancora una volta, come la Theelin Chass na Chadic risulti uno dei personaggi peggio riusciti dell’intero Canone, mettendo a dura prova la pazienza del lettore.
Accantonata solo temporaneamente la sua attitudine autodistruttiva grazie alla fede in uno degli innumerevoli credi della galassia, il lato peggiore del personaggio riemerge in maniera preponderante una volta riunita con Yrica. Tutte le sue scene, da quel punto in avanti sono una sequenza ininterrotta di urla, intimidazioni e minacce nei confronti dell’umana.
Decisamente troppo, nonché eccessive, al punto da risultare esasperanti.

E proprio quest’ultimo esempio rappresenta il modo migliore di comprendere dove Freed abbia mancato il colpo: soffermandosi eccessivamente su elementi comportamentali e psicologici, ribadendoli ad nauseam, il lettore finisce col trovarsi sovraccaricato di informazioni ridondanti.
L’introspezione e la psicologia dei personaggi rappresentano sì le fondamenta dell’intera trilogia ma, giunti al terzo capitolo, risulta difficile trovare dei momenti davvero memorabili all’interno di Victory’s Price, propio a causa del voler relegare tutto a una piccola scala, quasi intima.
La delusione più grande sopraggiunge dinanzi alla rivelazione finale sulle sorti dei singoli: in aggiunta a una mancanza di coraggio nel prendere alcune scelte che avrebbero iniettato la giusta dose di drammaticità alla vicenda, quasi tutti protagonisti completano il loro cammino fatto di tre romanzi tornando pressappoco al rispettivo punto di partenza (o a qualcosa a esso assimilabile), nel quale li avevamo trovati in Alphabet Squadron.
Per quanto paradossale possa sembrare dopo un migliaio di pagine, tale scelta conferma come sarebbe probabilmente bastata una dilogia.
Rimane infine il rimpianto per l’occasione mancata di imbastire un vero e proprio crossover con i fumetti (si faccia riferimento a tal proposito alla miniserie Caccia TIE), un progetto evidentemente nel quale non è stata riversata sufficiente fiducia sin dal principio.

Hera Syndulla Squadrons Alphabet Squadron Victory's Price

Il generale della Nuova Repubblica Hera Syndulla, così come rappresentata nel videogioco Squadrons.

Così vicino, così lontano

Uno degli elementi meglio riusciti del precedente volume della serie Alphabet Squadron è stata l’enorme mole di collegamenti ad altre opere ambientate praticamente in contemporanea, in primis la Trilogia Aftermath e il videogioco Squadrons.
In Victory’s Price, proprio quando si sarebbe dovuto vivere una sorta di climax culminante con la Battaglia di Jakku, tutto questo viene meno.
Si perde l’ampio respiro di una galassia ancora in guerra e la stessa resa dei conti tra Impero e Nuova Repubblica appare uno scontro qualsiasi sullo sfondo, rimanendo il focus interamente concentrato sulla Squadriglia Alphabet e lo Stormo Ombra; nemmeno una menzione ai cruciali eventi o ai personaggi dell’ormai fondamentale trittico di romanzi scritti da Chuck Wendig.
Ovviamente il discorso si estende anche a ulteriori frangenti della narrazione (prima fra tutte la sezione ambientata su un pianeta assai noto, o anche la completa mancanza del Grand Ammiraglio Rae Sloane), il che rende davvero di difficile comprensione il perché non si sia voluto legare più intimamente le due trilogie di romanzi.

Uno stormo celato nell’ombra

Doveroso effettuare anche un bilacio di quelli che sono stati gli antagonisti nel trittico di opere scritte da Freed.
Sebbene Keize sia non solo credibile, ma susciti anche empatia in una certa misura grazie alla sua crociata personale votata alla salvezza dei suoi sottoposti, rimane invece il dubbio su quello che sarebbe potuto essere lo Stormo Ombra.
Nessuno dei suoi membri riesce a radicarsi nella mente di chi legge, restando sempre e solo dei nomi o comunque delle macchiette contrapposte agli Alphabet. Molteplici sono i contatti o gli scambi di stilettate su canali aperti, ma nessuno dei piloti di caccia riesce a ritagliarsi il suo spazio: alla fine essi sono solamente un’amalgama di individui per i quali sovverrà sempre in mente l’immagine di Keize quando si nomina loro.

Barbari cliché

Tendenza purtroppo molto marcata in diverse storie recenti, al punto da risultare non solo stucchevole, ma addirittura da abbattere le aspettative del lettore proprio nella parte iniziale del romanzo.
Tutto il potenziale narrativo per il quale si è atteso per mesi viene improvvisamente meno, mettendo in guardia sul possibile rientro su binari largamente noti e, di conseguenza, tutta la pubblicazione ne risente da un certo momento in avanti.

Spoiler sulla vicenda

Nell’inaspettato e, tranquillamente definibile come tale, sorprendente finale di Shadow Fall, Yrica Quell disertava, abbandonando le fila della Nuova Repubblica per riabbracciare il suo lato imperiale e, soprattutto, tornare sotto il comando del suo vecchio mentore.
La scelta da lei compiuta era la naturale conseguenza dell’esasperante catena di sofferenze alla quale era stata sottoposta nel corso del secondo volume della trilogia, un insieme di eventi che hanno reso la sua mossa tanto inaspettata quanto effettivamente logica agli occhi del lettore.
Fin dai primi capitoli di Victory’s Price, però, si comprende come la donna in realtà non abbia voltato le spalle alla Nuova Repubblica, ma abbia deciso – senza informare i suoi superiori – di infiltrarsi nelle linee nemiche per trasmettere delle informazioni alla flotta del Generale Syndulla, vista come il male minore rispetto a un Impero ormai fuori controllo.

[riduci]
Battaglia di Jakku Victory's Price Aftermath La Fine dell'Impero Battlefront II

La flotta della Nuova Repubblica si raduna nello spazio attorno a Jakku. Immagine proveniente dal videogioco Battlefront II.

Commento finale

Il voto finale assegnato a Victory’s Price corrisponde alla valutazione globale all’intera Trilogia Alphabet Squadron, conclusasi con la presente pubblicazione.
Personaggi dalle premesse interessanti, ampiamente approfonditi ma a discapito di tutto il resto: non c’è peso nelle vicende del romanzo; tutto accade senza conseguenze reali e tangibili per la galassia, in un lasso temporale che non può prescindere da una scala più grande rispetto a quella dei singoli.
La vicenda rimane ermeticamente confinata alla realtà su piccola scala “Alphabet contro Stormo Ombra”, accantonando tutti gli altri eventi e individui al quale si sarebbe dovuto connettersi (scelta inspiegabile, considerata la mole di riferimenti inseriti nei due capitoli precedenti).
I protagonisti sono appunto sviscerati in maniera eccessivamente maniacale, ma alla fine risultano impalpabili: il vederli combattuti e titubanti esattamente come nel primo volume, congiuntamente col finale estremamente deludente, sicuramente è da annoverare tra gli elementi la loro. Non è un’evoluzione la loro, è un giro lunghissimo che li riporta quasi tutti al punto di partenza.
Nonostante sia un romanzo più scorrevole di Shadow Fall, Victory’s Price (in quanto conclusione della trilogia) aveva delle responsabilità che sono state completamente disattese, dando vita a un romanzo eccessivamente lungo e senza l’ampio respiro che ci si aspettava dopo tutte le premesse imbastite.
Consigliato solamente agli irriducibili delle pubblicazioni incentrate sugli scontri aerei e dell’introspezione psicologica, gli altri potranno ricercare la propria dose di Star Wars in altri lidi.

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Altre opere:
– Alphabet Squadron;
Alphabet Squadron – Shadow Fall;
– Caccia TIE;
Aftermath – La Fine dell’Impero.

Nato a Udine nel 1993, sono laureato in Analisi e Gestione dell’Ambiente presso l’Università di Bologna. La passione per Star Wars inizia a manifestarsi all’età di otto anni e da allora non mi ha mai abbandonato. Patito degli Anni 80 e della cultura pop dell’epoca; amante della musica in generale, dal thrash metal alla synthwave moderna. Collaboro con Star Wars Libri e Comics al fine di entrare in contatto con altri fan ed eventualmente orientare coloro i quali volessero muovere i primi passi all’interno del mondo cartaceo della saga.

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